La Pecora Nera

Zooetica, Ecologia, Etologia e dintorni...

sabato, ottobre 31, 2009

Taka premiato: salvò il proprietario con un "massaggio cardiaco"
Saltando su e giù riattivò il cuore al suo "amico-uomo"

SYDNEY, 28 ottobre 2009 - Cane eroe in Australia. Quando ha visto il suo padrone Jim accasciarsi per un infarto, Taka, una femmina di razza cattle dog, non ha perso tempo: ha iniziato a saltellargli su e giù sul torace, rianimandolo fino a permettergli di chiamare i soccorsi. Un singolare massaggio cardiaco salvavita che, a due anni di distanza, ha fruttato al cane-dottore un premio della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Rspca).

Taka ha ricevuto la sua meritata "medaglia" durante una cerimonia a Maryborough, nel Queensland, e ora concorrerà per guadagnarsi anche la ’Purple Cross’, premio nazionale assegnato agli animali che si sono distinti per il loro servizio all’uomo.

«Il mio cuore si era fermato », racconta Jim Touzeau, 71 anni, soffiatore di vetro. «Non so se è stata realmente Taka a farlo ripartire», ma secondo i medici è stato proprio il cane a ’risvegliarè Jim dandogli la forza di telefonare al pronto intervento. «Ha iniziato a battermi la cassa toracica con le zampe anteriori», continua l’anziano. «Deve avere pensato ’meglio che lo svegli altrimenti salto la cenà», sorride il proprietario. Taka, 3 anni, non si è limitata alla ’defibrillazionè a quattro zampe: è corsa in strada e ha richiamato l’attenzione dei passanti. Jim è vedovo e Taka è per lui un’inseparabile e «meravigliosa» compagna di vita. «Non mi lascia mai - dice - io conto su di lei e lei su di me».

www.lastampa.it

postato da camozzi 18:28 | commenti (1) | ambiente e comportamento

venerdì, ottobre 30, 2009

Le autorità: «Potrebbero portare malattie». Gli ambientalisti: «Basterebbe visitarli»
La strage dei cammelli che nessuno vuole

Trasportano merci di contrabbando attraverso i deserti africani. Alle porte di Israele vengono legati e massacrati


In Israele è emergenza cammelli: vagano senza padrone, i militari li abbattono (Reuters)
In Israele è emergenza cammelli: vagano senza padrone, i militari li abbattono (Reuters)
GERUSALEMME
– Le navi del deserto sono vascelli fantasma. Centinaia di cammelli. Abbandonati. Arrivano dall’Africa carichi d’armi, di droga, di sigarette, guidati dagli spalloni. Servono a contrabbandare lungo le carovaniere che risalgono dal Sudan, dal Sinai. Portano merci proibite nelle oasi beduine, o all’ingresso dei tunnel per Gaza. Scaricano i loro tesori. E poi vengono lasciati al loro destino. A cercare acqua e cibo. A vagare per le spianate del Negev, le sabbie desertiche di Paran, le dune rocciose di Agur. A vagabondare lungo il confine tra l’Egitto e Israele, 266 chilometri. Camminando senza meta. Ruminando sperduti. Resistendo allo stato brado per settimane, mesi. Finché non s’imbattono in qualche guardia di frontiera. Che ha l’ordine di bloccarli. Di legarli per le zampe. E d’abbatterli sul posto.

LA PROTESTA ANIMALISTA - Si uccidono così anche i cammelli. E i dromedari. In uno degli angoli più pattugliati del Medio Oriente, dove la caccia è soprattutto al clandestino o al terrorista, dov’è facile morire per gli uomini e figurarsi se preoccupano gli animali, da anni si consuma una strage silenziosa. Trecento cammelli ammazzati nell’ultimo anno, denunciano gli ambientalisti di «Let the Animals Live». Il ministero dell’Agricoltura israeliano dice che non si può far altrimenti: «Il problema principale è tutelare la salute pubblica. Queste bestie entrano dall’Egitto, ma non sappiamo esattamente da dove vengano. Non hanno marchio. Spesso portano infezioni come la febbre della Rift Valley, pericolosa anche per l’uomo, perché provoca cecità e in certi casi è mortale. Impossibile fare prevenzione, in un’area tanto vasta. Ed è un problema anche restituirle agli egiziani, raccomandando di tenerle sotto custodia: al Cairo prendono la faccenda come un atto di sfiducia nel loro servizio veterinario. L’esercito israeliano non ha l’ordine d’ucciderle, però a volte è l’unica scelta possibile».

«STRAGE SENZA SENSO» - E’ più facile che un cammello passi per la cruna d’un ago, piuttosto che entri nel territorio d’Israele. Ma tanta severità indigna gli ecologisti: «Da secoli – dice Etti Altman, che sulla questione ha presentato un dossier a Gerusalemme -, migliaia di cammelli sono transitati per quei deserti. E nessuno ha mai lanciato allarmi d’infezioni gravi. I beduini li usano da sempre. Questa strage è senza senso e nasconde ben altri obbiettivi. Primo fra tutti, quello di colpire i contrabbandieri d’armi e i traffici verso Gaza». Le proteste sono numerose, le richieste altrettante. Alcune drastiche: come la proposta di costruire una barriera di filo spinato lungo il confine, «perlomeno in corrispondenza delle oasi e delle aree verdi, le cose che più attraggono i cammelli». C’è anche chi vorrebbe fossero istituiti centri di quarantena, gestiti in cooperazione tra Israele ed Egitto, dove tenere gli animali in osservazione prima di riportarli in altre zone lontane dal confine.

GOVERNI ASSENTI - Né il governo Netanyahu, però, né Mubarak hanno voglia di spendere soldi in questo progetto. E soprattutto lo considerano inutile: «Nella maggior parte dei casi – rispondono dal ministero dell’Agricoltura israeliano -, i sintomi delle malattie dei cammelli non sono visibili. Puoi tenerli in quarantena quanto vuoi, e puoi stare certo che le infezioni si propagano ugualmente». Anche l’Egitto s’è mostrato indifferente alla questione: il cammello non è considerato un esemplare da proteggere, non è aggressivo, e non importa molto che ve ne siano migliaia senza padrone. La settimana scorsa, i militari israeliani hanno catturato una piccola mandria. Per una volta, hanno provato a riportarli oltreconfine: poche ore dopo, erano già ritornati sulle loro orme.

FRANCESCO BATTISTINI

30 ottobre 2009

www.corriere.it

Salvata dall'estinzione in Spagna, la lince iberica emigra in Portogallo

Un esemplare di lince iberica (foto dal web)

28 ottobre 2009. Dopo aver recuperato la razza a rischio di estinzione della lince iberica, la Spagna la esporterà in Portogallo. La femmina di lince iberica Azahar, nata in cattività nel 2004 nello zoo-botanico di Jerez de la Frontera (Cadice), sarà trasferita al nuovo centro di allevamento di Silves, in Portogallo, nell'ambito del Piano di azione per l'allevamento del felino nella penisola iberica.

 Fonti del ministero per l'ambiente, hanno spiegato che Azahar è stata trasportata in una gabbia, scortata da ricercatori partecipanti al programma, nel centro di Silves, dove il 30 ottobre saranno trasferiti altri quattro esemplari di lince provenienti dal Centro di La Olivilla di Jaen, in Andalusia.

Complessivamente, il programma prevede il trasferimento in Portogallo di 16 esemplari del felino, che costituiranno la nuova colonia portoghese, in base all'accordo di collaborazione firmato dai due governi. Grazie all'iniziativa, la partenza delle linci alla volta del vicino lusitano libererà nel centro di allevamento dell'Andalusia lo spazio necessario ad accogliere altri cuccioli. 

Da parte sua, il ministero per l'ambiente portoghese si è impegnato a intraprendere e realizzare entro i prossimi tre anni il programma di reinserimento della lince iberica, con l'individuazione di almeno un'area di protezione e la realizzazione di un rapporto annuale sullo stato di salute dei felini e di uno studio sul loro comportamento.
 

Redazione Tiscali

BIOLOGO USA, ORSI NON VIOLENTI E POCO AMANTI DEL MIELE!
Realizzato un documentario.

28 ott 2009 - Non e' vero che gli orsi sono aggressivi. In realta', secondo il biologo americano Lynn Rogers, autore di un documentario che distrugge tutti i soliti stereotipi sui temibili animali, sono nervosi e sulla difensiva ma non violenti. Si chiama ''Bearwalker of the Northwoods'' - a spasso con gli orsi del Northwoods, in onda domani sulla Bbc2 - il lavoro di Rogers che ha documentato la sua quotidianita' con una famiglia di orsi bruni in una foresta nel Minnesota. E quello che ha scoperto e' che raramente attaccano gli uomini, non amano il miele, preferiscono le larve delle formiche alle bacche. Il trucco e' stato, racconta il biologo, creare una relazione con gli animali e smettere di temerli. Cosi' ha potuto vivere con loro, osservandoli nelle loro abitudini quotidiane.
''Normalmente - ha detto Rogers - prendi un orso, lo esamini, raccogli tutti i dati necessari. Ma questo non ci diceva cio' che piu' ci interessava. Come vivono, come sono''. Una tecnica, la sua, che secondo altri esperti non ha comprovato valore scientifico, poiche' con la propria presenza si rischia di influenzare le abitudini dell'animale che si studia, ma per il biologo ha almeno valso la possibilita' di smentire luoghi comuni sugli orsi.


(ANSA)

giovedì, ottobre 29, 2009

Orsi tornano a ripopolare i dintorni della capitale russa

Mosca, 29 ottobre 2009 - Dieci tane di orso sono state scoperte in tre distretti nordoccidentali della regione di Mosca, ad oltre 100 chilometri dalla capitale russa. Lo ha reso noto oggi l'agenzia Itar-Tass che cita il ministro dell'Ambiente del governo di Mosca, Alla Kacian. A detta del ministro, si tratta di una scoperta importante dal punto di vista ecologico, visto che gli orsi non erano piu' stati avvistati nel circondario della capitale a partire dagli anni '50, quando erano emigrati nelle regioni confinanti. Kacian ha poi riferito con orgoglio che ''negli ultimi 10 anni nessuna delle 118 specie protette presenti nella regione di Mosca, tra flora e fauna, si e' estinta''. Fra esse figurano 300 piante e circa 400 animali, tra cui cinghiali, alci e caprioli.

(ANSA)

National Geographic, scimmie a funerale loro decana

Foto scattata nel centro di recupero ?Sanaga-Yong?

New York, 29 ottobre 2009 - Anche le scimmie sanno come dire addio: una ventina di scimpanzé in una riserva del Camerun hanno reso omaggio in perfetto silenzio alla salma della loro decana, una scimmia di nome Dorothy, che veniva preparata per il funerale in una riserva del Camerun.
La foto, scattata da Monica Szczupider, è stata pubblicata sul numero di novembre del National Geographic. Mentre i guardiani della riserva preparavano il corpo di Dorothy per la sepoltura le sue compagne si sono radunate in circolo appoggiate l'una all'altra senza fare alcun rumore.
Dorothy era la leader di un gruppo di circa 25 esemplari del centro di Sanaga Yong raccolte dai custodi della riserva dopo avere perso le rispettive madri uccise dai cacciatori.

(ANSA)

martedì, ottobre 27, 2009

ANCHE TRA ANIMALI ESISTE IL NEPOTISMO, AIUTA LA SOPRAVVIVENZA
Secondo uno studio tedesco sui ragni.

27 ott 2009 - "Casi di nepotismo" ci sono anche nel regno animale e sono vantaggiosi per la sopravvivenza; aiutano infatti il gruppo nella ricerca di cibo.
Lo rivela uno studio su ragni della specie Stegodyphus tentoriicola diretto da Jutta Schneider dell'Università di Amburgo pubblicato sulla rivista BMC Evolutionary Biology.
I ragni che si aiutano tra parenti formano gruppi più dinamici e cooperativi e sono più bravi a procacciarsi e dividersi il cibo.
Gli esperti hanno preso dei ragni e li hanno divisi in due gruppi, uno formato da ragni 'parenti' (sorelle e fratelli) e l'altro invece da ragni della stessa specie ma non imparentati tra loro. Il primo gruppo è risultato molto più cooperativo ed efficiente nel procacciarsi il cibo; inoltre il gruppo imparentato è molto più motivato al naturale scambio di enzimi digestivi per mangiare. Di fatto, infine, i ragni imparentati possono formare raggruppamenti numericamente molto più ampi senza che insorgano problemi di cooperazione e egoismi del singolo, come avviene normalmente nei gruppi troppo numerosi, situazione nota come 'tragedia dei terreni di proprietà comune'.
Questa scoperta fa eco in modo notevole al comportamento umano nel corso della storia, concludono gli autori.

(ANSA)

lunedì, ottobre 26, 2009

Allevati in condizioni pessime, poi uccisi con il gas prima di essere scuoiati

Visoni per pellicce, video choc in Spagna
Ogni anno 400 mila animali si trasformano in cappotti. Le immagini segrete girate da Igualdad Animal

di  ELISABETTA ROSASPINA

Un frame della video-inchiesta di Igualdad Animal
Un frame della video-inchiesta di Igualdad Animal
MADRID – Quattrocentomila visoni si trasformano ogni anno in cappotti, in Spagna. Alla vigilia di novembre, il mese della mattanza, gli allevamenti stanno in allerta, preoccupati dai possibili assalti di difensori degli animali intenzionati ad aprire nottetempo le gabbie per offrire ai condannati una remota possibilità di scampo. Ma questa volta, a uscire dalle mura ben sorvegliate delle fabbriche di pellicce, è invece un filmato sugli ultimi istanti di vita dei proprietari naturali dei mantelli.

Un'altra immagine dal video
Un'altra immagine dal video
IL FILMATO -
Il video, girato con una telecamera nascosta e diffuso on line anche dal quotidiano Publico, mostra «il lato B delle pellicce che passeggiano per le nostre strade». E non è una visione consigliata a occhi e cuori sensibili. Nel migliore dei casi, si spiega, gli animali vengono uccisi col gas del tubo di scappamento dei trattori e, ancora caldi, sono già pronti per essere scuoiati. Le immagini, frutto di una lunga investigazione negli allevamenti, mostrano anche che la morte non conclude comunque un’esistenza decente: i visoni crescono nelle condizioni vitali minime da consentire al loro pelo di raggiungere il volume desiderato dai conciatori. E a volte in condizioni anche peggiori: ci sono animali che impazziscono e altri che muoiono durante furiose battaglie con i loro simili per la conquista di un po’ di spazio.

I visoni morti prima di essere scuoiati
I visoni morti prima di essere scuoiati
L'INCHIESTA -
L’inchiesta condotta dall’organizzazione Igualdad Animal, che pubblica nel suo sito i risultati, è la prima in Spagna ad avere mostrato in tutta la sua crudele evidenza il processo di «lavorazione» dei visoni con oltre 650 foto e varie ore di riprese. Il 14 febbraio scorso Igualdad Animal mise in scena una protesta spettacolare tra gli stand della fiera delle pelletteria di Madrid «Iberpiel» e sulle passerelle di moda invernale di Cibeles; e prosegue ora la sua campagna di sensibilizzazione per l’utilizzo di pellicce sintetiche.


23 ottobre 2009

www.corriere.it

Governo Obama propone riserva orsi polari in Alaska

Washington, 26 ottobre 2009 - Per difendere gli orsi polari dal rischio estinzione il governo federale degli Stati Uniti sta valutando l'ipotesi di creare un habitat protetto in Alaska. L'area individuata ieri dai funzionari del governo, e che deve ora essere approvata dal voto del Congresso, e' complessivamente di circa 500mila chilometri quadrati, e sarebbe la piu' grande riserva naturale statunitense. Il progetto comprende tre zone distinte, lungo le coste settentrionali e nord-ovest dello stato americano: una insulare, una che comprende piattaforme di ghiaccio in acque meno profonde di 1.000 metri, e un'altra che si spinge nell'entroterra fino a oltre 30 chilometri. Gli ambientalisti hanno pero' avvertito che le proposte di nuovi pozzi di petrolio e lo sviluppo dell'estrazione del gas in Alaska, dove gia' esistono impianti di multinazionali come la ExxonMobil, potrebbero compromettere gli sforzi per proteggere l'orso polare. Nelle aree interessate dalla presenza dell'animale, si conta una popolazione approssimativa di circa 3.500 esemplari; alcuni biologi sostengono che gli orsi polari potrebbero estinguersi sul suolo americano entro il prossimo secolo, minacciati soprattutto dallo scioglimento dei ghiacci.

(ANSA)

domenica, ottobre 25, 2009

Giappone: e le foreste diventano trendy

24 Ottobre 2009 - Mentre l'industria del legno nipponica scompare, cresce il volontariato forestale in Giappone.
Il valore del legname prodotto in Giappone è calato da 250.000 miliardi di yen negli anni sessanta a 225,6 miliardi di yen nel 2007, e il paese è diventato un importatore di legname (dalla Siberia alla Papua Nuova Guinea, all'Australia).
Sono invece cresciuti i volontari impegnati nella protezione delle foreste nipponiche: 2.240 gruppi erano attivi nel 2007, con una crescita dell'8 per cento negli ultimi dieci anni.
Intanto in nuovo premier Yukio Hatoyama si è impegnato a ridurre le emissioni di gas serra del 25 per cento rispetto ai livelli del 1990, e la protezione delle foreste di cipresso, cedro e gymko biloba fa parte della strategia climatica.

www.salvaleforeste.it

Francia: nascono gli eco-lampioni
Per risparmio energia e salvaguardia ambiente luce quando serve

PARIGI, 24 OTT 09 - Lampioni intelligenti per risparmiare energia e contribuire alla salvaguardia ambientale del pianeta. Succede a Tolosa, in Francia. Il Comune sta sperimentando un sistema che consente di aumentare l'intensita' dell'illuminazione urbana solo quando ce n'e' bisogno. L'idea? Semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo. Grazie a uno speciale sensore, la luce raddoppia di intensita' solo al passaggio delle persone. Il resto del tempo la luce resta invece piu' bassa.

ANSA

sabato, ottobre 24, 2009

La rivincita del toro

Una corrida che ha sfiorato la tragedia quella di Las Vegas, in Nevada, dove il matador spagnolo Juan Jose Padilla è stato centrato dalle corna dell'animale infuriato. L'esibizione non comunque avrebbe portato all'uccisione della bestia visto che si trattava di una forma  non cruenta di tauromachia, dove i «recortes» devono affrontare il toro a mani nude, provocandolo alla carica per poi evitarlo all'ultimo istante  (Reuters)

Una corrida che ha sfiorato la tragedia quella di Las Vegas, in Nevada, dove il matador spagnolo Juan Jose Padilla è stato centrato dalle corna dell'animale infuriato. L'esibizione non avrebbe comunque portato all'uccisione della bestia visto che si trattava di una forma non cruenta di tauromachia, dove i «recortes» devono affrontare il toro a mani nude, provocandolo alla carica per poi evitarlo all'ultimo istante

(Reuters)