lunedì, agosto 31, 2009
REACH, INDISPENSABILE INCENTIVARE I METODI ALTERNATIVI AI TEST SU ANIMALI
Lo chiede la Lav, "costi" sei volte più alti per attuazione della normativa.
31 agosto 2009 - I “costi” relativi al numero di sostanze chimiche da registrare e ai conseguenti test necessari all’attuazione del REACH (regolamentazione europea relativa alla registrazione, valutazione e autorizzazione per le sostanze chimiche entrata in vigore nel 2007) sarebbero sei volte più alti di quelli preventivati. Per testare tutte le sostanze chimiche da registrare, infatti, si è arrivati a una previsione di spesa, che graverà sui fondi europei, di 9,5 bilioni di euro, e al sacrificio di ben 54 milioni di animali.
Tali dati sono il frutto di uno studio riportato sulla rivista Nature da Thomas Hartung, della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora (USA), che sarà presentato al VII Congresso mondiale sulle alternative alla sperimentazione animale, (30 Agosto 2009, Roma), un evento di importanza internazionale che avrà lo scopo di offrire una panoramica completa sullo stato dell’arte rispetto alle “3R” (reduction, refinement e replacement, cioè: riduzione nel numero di animali coinvolti nell’esperimento, diminuzione del livello di sofferenza e sostituzione degli animali) considerando tutte le sfaccettature della tematica, dalle tecnologie innovative a quelle integrate, le aree di applicazione e le potenzialità per il futuro, soprattutto in vista dei cambiamenti legislativi europei in materia.
Viste le cifre enormi legate al REACH e l’impossibilità di sostenere una richiesta così alta da parte dei laboratori europei, Hartung sottolinea l’importanza del potenziamento nello sviluppo dei metodi alternativi e l’accelerazione della loro validazione.
“Non bisogna dimenticare che nei test di tossicità per lo studio delle sostanze chimiche, gli animali sono obbligati a ingoiare vernici, colle, pesticidi e disinfettanti, vengono inseriti in camerette contenenti vapori chimici che sono costretti a respirare, la loro pelle e i loro occhi vengono spalmati con i prodotti da testare per verificare il livello di corrosione, irritazione, arrossamento”, commenta Michela Kuan, biologa responsabile LAV settore Vivisezione.
“Ma l’imminente massacro di milioni di animali per testare le sostanze chimiche previste dal programma REACH non servirà a salvaguardare l'ambiente e i suoi abitanti – prosegue Michela Kuan – i dati ottenuti dalla sperimentazione animale, infatti, non sono trasferibili alla nostra specie, risultando non solo moralmente inaccettabili ma anche inutili e fuorvianti. Basti pensare che sostanze altamente tossiche per l’uomo quali benzene, amianto e arsenico sono innocue per altre specie”.
A titolo di esempio, riguardo l’attendibilità scientifica dei dati provenienti da test su animali, si riporta la definizione di tossicologia tratta da uno dei più diffusi manuali utilizzati in ambito accademico: “essa è definita sia scienza che arte: scienza nella fase sperimentale condotta su animali da laboratorio, arte nell’estrapolazione dei risultati dall’animale non umano all’uomo”(Casarett & Doulls, Tossicologia, E.M.S.I. 2000).
venerdì, agosto 28, 2009
Per fortuna però mamma giraffa, quando ha bisogno di una pausa sa di poter contare su un efficiente servizio di babysitting. Lascia il figlio insieme ad altri cuccioli della sua età e una femmina del branco si prenderà cura di loro mentre le madri vanno in cerca di cibo.
www.focus.it
giovedì, agosto 27, 2009
Alberi artificiali per salvare l'ambiente
Potrebbero catturare CO2 con un'efficienza altissima , dando tempo agli scienziati per trovare soluzioni definitive al problema delle emissioni
MILANO – Geo-ingegneria come soluzione indispensabile ai problemi del riscaldamento atmosferico: è quello che sostengono i ricercatori dell'Institution of Mechanical Engineers nel report Geo-Engineering, in cui si trova un'idea decisamente originale che potrebbe essere realizzata entro vent'anni.

Alberi artificiali per catturare l'anidride carbonica
ALBERI ANTI-CO2 – Si tratta di un folto esercito di 100 mila alberi artificiali che, grazie a un filtro, sarebbero in grado di trattenere le emissioni di anidride carbonica (responsabili come è noto del surriscaldamento del pianeta) con un'efficienza elevatissima. Come spiega Tim Fox, a capo del team di ricerca, gli alberi sarebbero già in fase avanzata di progettazione: sono grandi come container da trasporto, ciascuno potrebbe assorbire circa una tonnellata di CO2 quotidiana e, prodotti in serie, costerebbero circa 20 mila dollari l'uno.
OBIETTIVI PRINCIPALI – Gli alberi che catturano CO2 sono solo una parte delle iniziative presentate dagli scienziati dell'Institution of Mechanical Engineers. Le finalità perseguite per salvare la Terra dall'effetto serra sono infatti essenzialmente due: raffreddare il pianeta e ridurre le emissioni, e su questi fronti esistono anche altri progetti in fase di sviluppo. Uno prevede l'adozione di contenitori di alghe capaci di ridurre l'anidride carbonica durante la fotosintesi, un altro l'installazione di specchi sui tetti degli edifici in modo da respingere il calore..
Emanuela Di Pasqua27 agosto 2009
www.corriere.it
CONTRO L’UCCISIONE DEI CAPRIOLI IN PIEMONTE
Segnalazione della Lega Abolizione Caccia - Piemonte

Dopo l'estate 2006 in cui si verificarono un interesse mediatico ed uno sdegno dell'opinione pubblica senza precedenti sulla denuncia degli abbattimenti dei caprioli, si riparte peggio di allora.
Nella seduta della Giunta regionale del 28 luglio scorso, sono stati approvati i piani di abbattimento degli ungulati per la stagione venatoria 2009/2010, e le uccisioni ricominceranno ad iniziare con l'apertura della caccia al capriolo il 17 agosto nelle province di Alessandria ed Asti, il 20 agosto in quella di Cuneo.
Nel complesso i numeri sono anche aumentati, con un incremento di 345 animali rispetto al 2008 (saranno abbattuti 5175 caprioli, +7% ) con punte di incremento pari al 40% nella provincia di Alessandria (785 capi da abbattere rispetto ai 559 del 2008).
Un' autentica mattanza, autorizzata per compiacere le brame venatorie di una categoria minoritaria nella popolazione, i cacciatori, e giustificata anche con la finalità di limitare i danni alle colture, in totale spregio di metodi alternativi ed incruenti da sempre proposti dalle associazioni ambientaliste.
Questo sta accadendo purtroppo anche in molte altre regioni italiane, come succede ogni anno.
Scriviamo una lettera di protesta ai rappresentanti della Regione Piemonte e ai mezzi d'informazione locali.
Un enorme numero di “turisti cacciatori” che si sposta da un capo all’altro del globo alla ricerca di una nuova preda da uccidere. Questa è la triste realtà di un’attività che non ha mai sosta, promossa da agenzie private, siti web, che nei limiti della legge offrono la possibilità di andare in Namibia, in Asia o in America per cercare un animale da uccidere.
Questi siti in particolare, diffusissimi nel web, inneggiano la caccia descrivendola come un’attività che fa parte della tradizione, della cultura umana ed esaltano i safari offerti con foto macabre al fine di dimostrare quella che loro chiamano “opportunità offerta ai clienti”.
La caccia inscatolata, "canned hunting", ovvero la caccia di grossi animali allevati e tenuti in cattività all'interno di aree ristrette dalle quali è impossibile qualsiasi fuga, è solo l’ennesima dimostrazione di un’attività che massacra animali, non è di certo una prova di coraggio o rievocazione culturale. La caccia non è null’altro che una forma macabra di violenza per “divertimento”.
Il delicato bilancio dell’ecosistema assicura la sopravvivenza se viene lasciato inalterato: i predatori naturali aiutano a mantenere l’equilibrio in natura, cacciando gli esemplari più vecchi e deboli. I cacciatori uccidono indiscriminatamente tutto ciò che vogliono, anche esemplari giovani e sani che servirebbero a mantenere forte la popolazione, al fine di avere un trofeo da appendere sopra al caminetto.
OIPA e LAV ritengono sia doveroso chiedere ai Governi di intervenire per intensificare la protezione degli animali selvatici.
27 agosto 2009
L’Ungheria è il primo paese europeo che ha deciso di vendere una parte della sua quota di emissioni di CO2, pari a otto milioni di tonnellate di anidride carbonica. La pratica della compravendita delle quote di CO2 è prevista dal protocollo di Kyoto e l’Ungheria, distrutta dalla crisi economica, ne ha astutamente approfittato.
Secondo quanto annunciato dal Ministro dell’Ambiente ungherese, Imre Szabo, e riporato da e-gazzette, l’Ungheria ha concluso accordi con la Spagna e il Belgio per circa 110 milioni di euro. Mentre il paese nìbalcanico spera di concludere altri accordi entro la fine dell’anno, Giappone e Portogallo bussano alle porte di Budapest come futuri acquirenti di quote.
Le associazioni verdi ungheresi spingono il governo a utilizzare il ricavato della vendita delle quote per investire in nuovi progetti ecologici e Szabo ha risposto loro che le entrate verranno utilizzate per migliorare l’isolamento delle case per risparmiare energia secondo i progetti governativi relativi agli investimenti verdi.
mercoledì, agosto 26, 2009
Joan Jett promuove la scelta vegetariana
La famosa rock star racconta della sua scelta vegetariana per gli animali.
25/08/2009 - Joan Jett vanta una lunga carriera di chitarrista e cantante rock ed e' diventata un'icona per generazioni di musiciste rock. La stampa ha usato per lei definizioni lusinghiere quali "la regina del punk" o "l'ultima rock star". In questa intervista Joan Jett parla della sua scelta vegetariana per gli animali.
D. C'e' stata una cosa specifica che ti ha portato ad essere vegetariana?
J. Ero in turnee otto mesi l'anno, e mangiare carne la sera tardi era troppo pesante, cosi' ho cominciato a mangiare altre cose. Poco per volta ho perso il gusto per la carne e parallelamente e' cresciuta in me la consapevolezza che non e' affatto necessario mangiare animali per vivere in questo mondo.
D. Hai la reputazione di essere una "dura". Cosa pensi quando la gente dice che essere vegetariano o vegano e' un segno di debolezza?
J. Penso che sia il contrario. E' debole chi dice queste cose, perche' mangia animali quando non e' assolutamente necessario. Arrendersi al desiderio di mangiare carne solo perche' si puo' - questa e' debolezza! E' come mangiare il proprio cane o il proprio gatto. Servono cose come l'influenza aviaria o il morbo della mucca pazza per convincere la gente a smettere di ammazzare animali per nutrirsi?
D. Cosa vorresti dire a David Novak, direttore del KFC se ti trovassi bloccata in ascensore con lui? (KFC e' una catena di fast food specializzata in cibi a base di pollo; e' oggetto di una campagna di boicottaggo contro le gravissime forme di maltrattamento contro gli animali di cui sarebbe responsabile).
J. Potrei spiegargli che i polli si riconoscono tra di loro tramite le espressioni facciali e come la maggior parte degli esseri umani non ne siano informati. Se si potesse piantare qualche seme di consapevolezza forse questo sveglierebbe le menti delle persone piu' sensibili.
D. Come consideri quelli che indossano una pelliccia?
J. Credo che siano delle persone insensibili ed egoiste. Con tutti i tipi di pellicce sintetiche di buona qualita' che si possono usare per l'abbigliamento, non c'e' alcuna ragione per torturare animali. E' la sindrome del "non sento, non vedo". Bisognerebbe far provare agli amanti delle pellicce cosa significa trovarsi con le gambe prese in una tagliola, o ricevere un colpo in testa con una mazza, e forse lo capirebbero.
D. Sappiamo che sei sempre stata una grande amante degli animali fin da quando eri una ragazzina. Puoi raccontarci qual'e' stata la cosa piu' strana che hai fatto per aiutare degli animali in difficolta'?
J. Ho quattro gatti, tutti presi dalla strada o dai rifugi. Do da magiare a un sacco di randagi nella mia citta' e ho trovato diversi cani smarriti e sono fortunatamente riuscita a riconsegnarli alle loro famiglie. Non uccido volutamente alcun animale, compresi insetti e roditori. Una volta ho dovuto correre su e' giu' per la casa cercado di salvare degli uccellini, che erano entrati non si sa come, dalle grinfie dei miei gatti... per fortuna sono riuscita a farli volare via; a volte mi tocca anche salvare delle falene dai miei gatti.
D. Cosa possono fare i ragazzi per aiutare a migliorare la vita degli animali?
J. Ai ragazzi e ragazzini bisognerebbe far sapere quello che mangiano e da dove arriva il loro cibo. Bisogna preferire i prodotti agricoli locali! Leggete il libro "Diet for a New America". Parla della produzione del cibo e di come la mucca che pascola nei prati diventi una bistecca nel piatto.
Si tratta di un processo che richiede il suo tempo, la gente e i giovani devono essere informati e coscienti, e poi potranno davvero decidere da soli.
www.agireora.org
martedì, agosto 25, 2009
Vogliamo sei stagioni, siamo australiani
MILANO - Ma chi l'ha detto che le mezze stagioni non esistono più? Secondo Tim Entwisle, capo del Royal Botanic Gardens di Sidney, in Australia esistono eccome. Anzi, ce ne vorrebbero due in più per liberare il Paese da una suddivisione delle stagioni lasciata in eredità dagli inglesi e assai più adatta ai climi europei che a quelli della terra dei canguri.

Ayers Rock, uno dei simboli dell'Australia
PRIMESTATE E PRIMINVERNO? – «Sprummer” (fusione di spring e summer: primavera e estate in inglese) e «sprinter» (spring e winter: primavera e inverno), sono i nomi delle due nuove stagioni che il ricercatore australiano propone alla propria nazione che è il sesto stato al mondo in ordine di dimensione, forte dei suoi 7.686.850 km quadrati ed è un Paese che alterna zone desertiche a catene montuose, lussureggianti tratti costieri a piccole isole di roccia disperse in mezzo al mare.
A CIASCUNO LA SUA STAGIONE - Gli Aborigeni australiani che abitano queste terre da più di 40 mila anni adottano, in alcune aree, una suddivisione che consta di ben otto stagioni. In questa direzione va la proposta di Tim Entwistle: creare differenti aree climatiche ciascuna con il numero di stagioni che effettivamente la interessano. Lo studioso australiano contesta l’imposizione britannica del XVIII secolo, che prevedeva l’inopportuna sequenza inverno/primavera/estate /autunno nel Paese sottosopra (l’Australia appunto), cosiddetto perché si trova interamente all’interno dell’Emisfero sud.
CLIMA E AMBIENTE - Inoltre, secondo il botanico, una maggiore precisione nel definire l’esistenza e il susseguirsi dei cicli stagionali permetterebbe una più accurata valutazione degli eventuali effetti del cambiamento climatico che, secondo molti, sta affliggendo il nostro pianeta. La densità dell’Australia e di 2.6 abitanti per km quadrato (l’Italia ne conta 189, Singapore 5346), indice di gruppi relativamente piccoli di persone che vivono in comunità differenti in senso climatico, a distanza considerevole le une dalle altre e spesso separate da aree completamente disabitate o quasi.
Emanuela Di Pasqua24 agosto 2009
www.corriere.it
domenica, agosto 23, 2009
Incendi in Grecia: fiamme verso Atene
ATENE, 23 agosto 2009 - Non si ferma ed anzi si estende il grande incendio divampato ieri nella regione di Maratona, e le fiamme, alimentate dai forti venti, si stanno avvicinando alla capitale Atene malgrado una gigantesca mobilitazione di uomini e mezzi. Circa 400 vigili del fuoco, con centinaia di mezzi di terra, aerei ed elicotteri, aiutati da volontari civili e con il supporto dell'esercito e della marina greci, continuano a lottare stamane, per il secondo giorno consecutivo contro il rogo che, avanzando su vari fronti, ha ormai raggiunto o minaccia sobborghi residenziali a meno di 15-20 km dalla capitale, Anosouli, Pallini e Agio Stefanos. Vi sono alcune case colpite dalle fiamme in questi sobborghi e due ospedali sono stati evacuati vicino a Pendelis, area nel quale sorge l'omonima montagna gia' colpita e semidistrutta da numerosi incendi, l'ultimo, il piu' grave nel 2007. ''La situazione non e' migliorata da ieri e anzi l'area interessata dalle fiamme si e' estesa, riguarda una decina di localita'. La situazione resta molto grave e pericolosa a causa dei forti venti'', ha detto all'Ansa in fine mattinata un portavoce dei vigili del fuoco il quale ha precisato che due aerei antincendio arriveranno nelle prossime ore dall'Italia e uno dalla Francia. Non sono segnalate al momento vittime, ma numerose case, soprattutto di campagna, sono bruciate insieme a centinaia e centinaia di ettari di bosco e di aree coltivate, soprattutto olivi. I sindaci dei comuni di Maratona, Dyonisos, Grammatiko hanno lanciato appelli televisivi definendo ''tragica'' la situazione. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza in tutta la regione dell'Attica, il cui capoluogo e' Atene. Il premier Costas Karamanlis, che ieri aveva tenuto una riunione di emergenza nel quartier generale dei vigili del fuoco, ha assicurato che ''obiettivo primario e' salvare le vite dei cittadini e i loro beni'' ed ha definito ''sovrumano'' lo sforzo dei pompieri che combattono da oltre trenta ore senza riposo contro le fiamme. La protezione civile ha segnalato nelle ultime 24 ore un centinaio di incendi in tutto il paese: la crisi peggiore dal 2007 quando morirono oltre settanta persone. Il rogo peggiore, dopo quello in Attica, e' a Zante dove sono andati distrutti 400 ettari di macchia.
(ANSA)
24 agosto 2009 - La Grecia brucia da due giorni sotto le fiamme di un incendio che ha già distrutto circa 12.200 ettari di boschi, uliveti e campi coltivati nei dintorni di Atene e nella periferia a Nord Est della capitale, estendendosi attraverso zone abitate a causa del mutare dei venti.
Negli occhi degli abitanti dei sobborghi a rischio, invitati dalle autorità ad abbandonare le proprie case c’è la paura ed il ricordo ancora vivo dei roghi del 2007, quando morirono circa 65 persone.
Mentre il prefetto di Atene parla di disastro ecologico, in alcuni sorge il dubbio che l’incendio, divampato venerdì, sia stato innescato volontariamente, per rendere edificabili i terreni della periferia. Dal monte Penteli le fiamme sono arrivate fino a Pallini, area alla periferia di Atene, ben collegata con il centro e con l’aereoporto, che ha visto trasferirsi negli ultimi due anni un grosso numero di imprese e aziende. Dolo o disastro naturale? Intanto Karamanlis ha dichiarato lo stato d’emergenza e chiesto aiuto alla Comunità Europea.
Foto | Flickr

"Tutto tranquillo, possiamo uscire!" questi attentissimi suricati (Suricata suricatta) ospiti del Taronga Zoo di Dubbo, in Australia, non riescono proprio a rilassarsi e si guardano sempre le spalle. Nelle savane e nelle pianure africane, infatti, il pericolo di finire tra le grinfie di un’aquila è all’ordine del giorno e per salvare la pelle organizzano turni di veglia serrati. Quando il gruppo si allontana dalla tana per cacciare, una sentinella scruta i dintorni pronta ad avvisare i compagni in caso di pericolo. Una bella responsabilità che prima o poi tocca a tutti: il "cambio della guardia" è annunciato con un particolare vocalizzo.
www.focus.it
sabato, agosto 22, 2009
«Portate i vostri cani al cinema, all’aperto, a vedere i loro beniamini sul grande schermo; con popcorn gratis per tutti gli spettatori»: è l’invito che gli organizzatori lanciano ai newyorchesi. Il debutto è avvenuto il 4 agosto con Campioni di Razza, la divertente commedia di Christopher Guest sul concorso canino Mayflower Dog Show, di Filadelfia. Sono seguiti Beverly Hills Chihuahua e due sere fa il classico cartone disneyano Lilly e il Vagabondo, ha fatto il pienone. Non mancano gli sponsor: Calling All Pets (un negozietto del quartiere), un benefattore anonimo, e l’Hotel Franklin. «Per noi questo è l’anno dell’amico cane - spiega uno degli organizzatori -. Con questa rassegna vogliamo celebrare le due zone del parco dedicate al migliore amico dell’uomo».
Anche il resto d’America si adegua. A Oakland, in California, un’iniziativa simile si è tenuta all’Uptown Body & Fender; mentre questa settimana è in programma «Mutt & Movie Night» al Fred P. Hall Amphitheater di Palatine, un sobborgo di Chicago: ingresso gratuito, picnic, e un classico, Lilly e il Vagabondo. Cani ammessi nell’anfiteatro, naturalmente, ma stavolta tenuti al guinzaglio.
GIUSEPPE BALLARIS
www.lastampa.it
venerdì, agosto 21, 2009
Udine, 21 agosto 2009 - La scelta dell'Udinese calcio della showgirl Belen Rodriguez come madrina per la stagione 2009-2010 viene contestata dall’associazione ‘100% animalisti’. La scorsa notte attivisti dell’associazione hanno affisso un manifesto con la scritta ‘Forza Udinese, ma senza le pellicce di Belen’ davanti alla sede della societa’, nel capoluogo friulano. Secondo l’associazione, ‘’la showgirl non perde occasione di fare sfoggio di pellicce di ogni tipo, trasformando addirittura certe sue apparizioni televisive in autentiche sfilate all’insegna della crudelta’’’. La protesta - ha sottolineato ‘100% animalisti’ - non vuole ‘’in nessun modo prendere di mira la squadra, ma solo la scelta della madrina che ama indossare cadaveri’’. ‘’Chi indossa la sofferenza animale - ha concluso - non puo’ portare fortuna’’.
«Una gran cazz...». Così Belen Rodriguez liquidato la contestazione degli ambientalisti, che negli scorsi giorni avevano accolto il suo intervento come madrina dell'Udinese, esponendo dei cartelloni in cui le riproveravano di aver fatto «sfoggio di pellicce di ogni tipo» e trasformato le sue apparizioni televisive in «autentiche sfilate all'insegna della crudeltà». Intervenuta alla trasmissione di Radio2 «Un giorno da pecora», la showgirl argentina ha spiegato: «Credo di aver indossato una pelliccia una sola volta in vita mia e perchè mi era stata regalata da uno stilista. Tutte le altre foto che circolano saranno state ritoccate con Photoshop». Ha aggiunto Belen: «Su di me, se ne dicono ormai così tante, che queste cose non mi fanno più effetto». Svelato, intanto, anche il 'bottinò della visita in negozio di intimo di Forte dei Marmi, nel corso della quale era stata immortalata insieme al fidanzato Fabrizio Corona: «Abbiamo comprato 25 mutande bianche», ha rivelato Belen.
La Pecora Nera








