La Pecora Nera

Zooetica, Ecologia, Etologia e dintorni...

domenica, luglio 26, 2009

Le scimmie? Studiamole come gli umani

Nature tiene a battesimo una nuova disciplina: l'archeologia dei primati, per capire come come questi animali hanno imparato a servirsi di utensili

 Nasce “l’archeologia dei primati”, una disciplina che studierà come questi animali hanno imparato a utilizzare gli utensili. In un articolo pubblicato su Nature, i creatori di questa nuova branca della scienza -  tra cui Elisabetta Visalberghi, primatologa dell’Istituto di scienze e tecnologia della cognizione (Istc) del Cnr di Roma - spiegano perchè questi studi permetteranno di ricostruire anche l’evoluzione della specie umana.

Gli studiosi suppongono che la capacità di usare strumenti sia comparsa indipendentemente nelle varie specie e che sia andata perduta più volte nel corso di milioni di anni nelle diverse linee di primati estinti. L’idea è quella di osservare alcuni comportamenti nei primati attuali, in modo particolare l’uso di strumenti di pietra, per capire come siano nati e come si siano sviluppati nell’essere umano, sfruttando anche le informazioni fornite dai numerosi reperti a disposizione. Con l'aiuto dei primatologi, inoltre, gli archeologi potrebbero rinvenire industrie litiche più antiche di quelle di Olduwai, risalenti a circa 2,6 milioni di anni fa.

Come spiega Elisabetta Visalberghi, numerose popolazioni selvatiche di primati usano strumenti di pietra. Si va dagli scimpanzé della Costa d’Avorio, che si servono di percussori e incudini per sgusciare le noci, ai cebi brasiliani che utilizzano pietre sia per rompere noci sia per estrarre tuberi dal terreno, fino ai macachi che, in Tailandia, con una tecnica simile frantumano il guscio di granchi e molluschi. Per comparare l'uso degli utensili di scimpanzè, cebi e ominidi è nato anche il progetto internazionale Pounding Working Group. 

“Attraverso questi nuovi studi sarà più semplice comprendere il contesto biologico, ambientale e sociale che ha favorito l’evoluzione comportamentale dei primati”, dice Elisabetta Visalberghi. L’analisi delle scheggiature di una pietra, per esempio, può dire molto sulla manualità, la destrezza e le capacità cognitive di chi la adoperava. “Non sembra che gli attuali primati siano in grado di scheggiare intenzionalmente le pietre” ha continuato la ricercatrice, “però accidentalmente queste possono frammentarsi e diventare utili per nuovi scopi. Lo stesso può essere accaduto a un nostro lontano progenitore”.

Prove generali di applicazione della nuova disciplina sono in corso in Guinea e Brasile su popolazioni di scimpanzè e cebi. Il primo obiettivo è quello di capire se questi primati siano in grado di operare una selezione dello strumento da utilizzare; intanto, la comparazione degli scheletri dei primi ominini con quelli degli attuali primati dirà quali caratteristiche anatomiche sono alla base dell'utilizzo degli strumenti. (a.d.)

Riferimenti: Nature doi:10.1038/nature08188

postato da camozzi 07:49 | commenti | ambiente e comportamento

Scimpanzé vittime dell'Aids

Alcuni esemplari della Tanzania portatori del virus si sono ammalati riportando sintomi simili a quelli umani

 Anche gli scimpanzé muoiono di Aids. Uno studio pubblicato da Nature, condotto su due popolazioni del Gombe National Park, in Tanzania, mostra per la prima volta che gli animali colpiti dal virus Siv-cpz (dell’immunodeficienza della scimmie) riportano danni del sistema immunitario paragonabili a quelli degli esseri umani malati di Aids.

I virus Siv che hanno infranto la barriera tra le specie scimpanzé-essere umano, dando le varianti Hiv-1 e Hiv-2, sono sempre stati considerati non patogeni nelle scimmie. Nei loro ospiti naturali, infatti, non sembravano provocare nessuna grave sindrome da immunodeficienza. Fino a oggi.

I ricercatori statunitensi hanno studiato l’incidenza del virus in due popolazioni (Kasekala e Mitumba) che, a partire dagli anni Sessanta e Ottanta rispettivamente, sono state sotto la stretta osservazione del gruppo coordinato da Jane Goodall. In nove anni di studi sono stati raccolti centinaia di campioni di feci e urine di 99 scimpanzé. Di questi, 17 sono stati trovati infetti e i risultati delle analisi genetiche suggeriscono modalità di trasmissione sia verticale (madre-figlio) sia orizzontale (attraverso aggressioni o rapporti sessuali).

Lo studio ha permesso ai ricercatori di osservare che il rischio di mortalità degli animali infetti è più alto di 10-16 volte e che il virus influenza la fertilità delle madri e la sopravvivenza della prole. Infatti, non solo le femmine malate hanno messo al mondo un numero inferiore di figli rispetto alle altre, ma tutti i loro piccoli sono morti prima di compiere un anno.

Le autopsie eseguite su cinque animali deceduti, infine, mostrano in quelli malati la quasi totale distruzione del sistema immunitario e la perdita  progressiva di un particolare tipo di linfociti T, sintomi simili a quelli provocati dall’Aids nell’essere umano. “I risultati di questo studio offrono l’opportunità di comparare i meccanismi di azione di due virus strettamente correlati in due specie altrettanto vicine. Questo approccio potrebbe accelerare l’identificazione dei fattori responsabili della progressione della malattia e portare a nuove misure preventive e terapeutiche”, hanno spiegato gli autori dello studio.

Nuovi risultati arrivano anche dalla ricerca sul virus umano. Gli studiosi dell’Irccs materno-infantile Burlo Garofalo di Trieste hanno individuato un particolare assetto genico che protegge i bambini nati da madri sieropositive dal contrarre l'infezione in fase perinatale. In particolare a rendere i piccoli resistenti al virus è la perdita di 14 basi (le lettere del Dna) in un gene, l’HLA-G. Questo gene è da tempo considerato responsabile del meccanismo che permette al feto di essere riconosciuto e accettato dal sistema immunitario materno.

(c.v.) Riferimenti: Nature doi:10.1038/nature08200

23 luglio 2009

www.galileonet.it

Concorso per l'elezione delle sette meraviglie della natura

25 luglio 2009

Meraviglia della naturaPosti meravigliosi del pianeta che meritano una menzione d’onore ve ne sono parecchi e arrivare a stabilire quali siano i migliori è senza dubbio impresa di non poco conto. Eppure una Ong, la New7Wonders, ha appena lanciato in Svizzera una campagna particolarmente intrigante che si prefigge, attraverso un concorso con votazione on line, di eleggere le sette meraviglie della natura.

L’iniziativa arriva due anni dopo che il concorso, quello appunto della selezione delle sette nuove meraviglie del mondo, venne lanciato su scala mondiale fra mille polemiche. In quell’elezione infatti, in cui si aveva come obiettivo la sostituzione delle sette meraviglie scomparse dall’antichità, ci fu una forte polemica tanto che l’Unesco non riconobbe il concorso come ufficiale.

Quest’iniziativa, presieduta da Bernard Weber, è stata pubblicata sul sito internet con una lista di 28 siti naturali candidati, dei quali sette verranno scelti come vincitori. Entro il 2011, gli organizzatori prevedono che un miliardo di persone voteranno al telefono o su internet, per scegliere quali fra i luoghi naturali meriti questa menzione d’onore.

Inizialmente New7Wonders aveva esaminato circa 440 luoghi naturalistici proposti dagli Stati, poi, in base alla selezione di un comitato d’esperti, la lista si è ridotta a 77 prima per arrivare a 28 ora. Sul sito ufficiale è già possibile votare, che aspettate a farlo?

Via | New7wonders.com
Foto | Flickr

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sabato, luglio 25, 2009

SARDEGNA: ROGO IN GALLURA, TROVATO INNESCO

OLBIA, 25 luglio 2009 - Finora era un'ipotesi, ora c'é la certezza. Uno degli incendi più devastanti di giovedì scorso, in Sardegna, quello di Berchideddu, in Gallura, è stato appiccato con un innesco diretto sulla stradina di ingresso ad un agriturismo. Lo si apprende da fonti investigative del Corpo forestale regionale. Già nelle prossime ore ci potrebbe essere una svolta: sarebbero stati infatti raccolti "elementi indiziari determinanti a carico di alcuni soggetti" sui quali si sono concentrate le indagini. Il rapporto alla Procura di Tempio Pausania con queste prime risultanze è atteso in giornata.

Secondo quanto si è appreso, gli incendiari avrebbero agito in località Villa Contu, nelle campagne di Berchiddeddu, a ridosso di un'azienda di agriturismo. La tecnica usata sarebbe stata quella dell'innesco diretto: un semplice accendino per bruciare anche un solo ciuffo di sterpaglia e provocare l'inferno. Quello di giovedì in Gallura, infatti, è stato il primo di una catena di incendi che in due giorni hanno seminato morti e distruzione in gran parte della Sardegna. Decine i paesi della provincia di Olbia-Tempio attraversati dal fuoco, turisti e residenti costretti a lasciare case, alberghi, stazzi e aziende agricole divorate dalle fiamme. Dietro tutto questo - ormai è certo - c'é la mano dell'uomo. Forse già in giornata si conosceranno i presunti responsabili. Gli investigatori della Forestale stanno completando gli accertamenti. Da una prima ricostruzione sembra escluso che gli incendiari - almeno in Gallura - abbiano agito disseminado la zona di inneschi a tempo: dai sopralluoghi nessun elemento sarebbe stato raccolto a supporto di questa tesi. Sembra ormai acquisita, invece, l'ipotesi dell'accensione diretta.

Intanto il fuoco concede una tregua, mentre tutto l'apparato antincendi è impegnato nelle bonifiche dei roghi che in due giorni hanno distrutto almeno 15 mila ettari di vegetazione in tutta l'isola, provocando danni - secondo una prima stima - per 80 milioni di euro. Squadre a terra - più di 1.500 uomini tra corpo forestale, vigili del fuoco, ente foreste e volontari - stanno compiendo un lavoro certosino, battendo il territorio palmo a palmo per 'soffocare' ogni possibile tentativo di ripresa delle fiamme. In azione da stamane anche 8 canadair della Protezione civile, che danno un aiuto prezioso dall'alto sganciando 'bombe' d'acqua sulle zone oggetto di bonificare. "E' una corsa contro il tempo - dicono dalla sala operativa del Corpo Forestale regionale - Ci sono ancora fiamme attive sparse a macchia di leopardo nel Sassarese, in Gallura e nel Logudoro". Se non si bloccano ora, c'é il rischio che il fuoco riprenda vigore favorito dal maestrale che ha sì rinfrescato l'aria, ma se rinforza diventa il nemico numero uno nella battaglia antincendi.

Da Pozzomaggiore, paese di una delle due vittime dei roghi di giovedi' scorso, arriva la denuncia del sindaco. Dietro i roghi  vi sarebbero gli interessi di "molte mafie", dice Tonino Pischedda. Il paese e' in lutto per la morte di Mario Piu, del quale sono stati celebrati oggi i funerali, presente il presidente della Regione Ugo Cappellacci. Quest'ultimo ha preso parte anche al rito funebre svoltosi alle 10 a Mores per Antioco Serra, l'allevatore cardiopatico stroncato da un infarto mentre tentata di mettersi in salvo dopo aver cercato di spegnere le fiamme che avevano investito la sua vigna. "Sì c'é un po' di mafia, quella dei mezzi di soccorso, quella dei mezzi aerei e probabilmente anche la 'mafia dei mangimi'", ha sostenuto, parlando con i giornalisti, prima dell'inizio della cerimonia, nella campagne alla periferia del paese, una vera landa di cenere. "Sono denunce pesanti?" gli ha fatto notare una giornalista. "Sono mie osservazioni - ha risposto - ma non sono l'unico a pensarla così, le ho sentite anche da qualcun altro. Qui oggi é tutto distrutto, ma non siamo rassegnati: Pozzomaggiore deve continuare a vivere e rinascerà, dando fiducia alle imprese, e con l'aiuto di tutti, della Regione e dell' amministrazione locale".

Ieri invece per tutta la giornata le fiamme non hanno dato tregua. La macchina dei soccorsi, 1.500 uomini sul campo, 10 canadair e gli 11 elicotteri della flotta regionale, ha dovuto lottare contro una decina di roghi contemporaneamente. Uno stillicidio continuo, con le fiamme che hanno aggirato lo schieramento in campo, in Planargia e Logudoro, dove dopo l'incendio di giovedi' in cui hanno perso la vita due persone, la terra ha continuato a bruciare ed i diversi incendi hanno formato quasi un unico fronte di fuoco.

Ma l'emergenza incendi non riguarda solo la Sardegna. Roghi e canadair in azione anche in Calabria e in Puglia, nel catanzarese e a Monopoli. Definitivamente domato invece l'incendio scoppiato sul monte Conero nei pressi di Ancona, in una delle zone piu' belle della costa adriatica.

ANSA

«32 euro per tonnellata di CO2»
La Francia valuta la 'tassa carbone'

L'imposta i applicherà alle energie fossili, petrolio, gas e carbone. Il governo deciderà se inserirla o meno nella legge finanziaria del 2010. Metà delle famiglie francesi pagherebbe circa 300 euro all'anno. Le buone pratiche per pagare di meno

Emissioni industriali

23 luglio 2009 - L'ex primo ministro socialista francese Michel Rocard, a capo di una commissione di esperti sul clima e l'energia, presenterà entro questa settimana al governo francese la proposta della "tassa carbone" - 32 euro per ogni tonnellata di CO2 emessa dal 2010 in poi - spiegando che si applicherà alle energie fossili, petrolio, gas e carbone.

L'imposta, che il governo deciderà se inserire o meno nella legge finanziaria del 2010, prende di mira "un buon numero di cattivi comportamenti - spiega Rocard -. In particolare quello che consiste nell'utilizzo di energie fossili, responsabili dei gas serra che trasformano il pianeta in una padella per friggere e rendono impossibile il proseguimento della vita sulla Terra".

Se la tassa venisse applicata, metà delle famiglie francesi pagherebbe circa 300 euro all'anno. La principale associazione dei consumatori, l'Ufc-que choisir, ha denunciato "una rapina fiscale". Rocard suggerisce le buone pratiche per pagare di meno: "Usare meno l'automobile, acquistarne una elettrica, mettere i doppi vetri alle finestre per risparmiare sul riscaldamento, non superare la temperatura di 19° all'interno delle abitazioni".

(Ansa)

venerdì, luglio 24, 2009

USA: MARINES USANO MAIALI VIVI PER IMPARARE A MEDICARE FERITE DI GUERRA

San Diego, 24 lug. 2009 - I Marines americani vengono addestrati a medicare le ferite di guerra sui maiali vivi, a cui vengono appositamente procurate ferite da fuoco e da taglio. A rivelarlo e' il North County Times, quotidiano di San Diego, che in un articolo descrive le particolari esercitazioni a cui prendono parte i medici e il personale sanitario della Marina americana. Durante le esercitazioni, svolte nella localita' rurale di Valley Center nell'ambito di un accordo da un milione di dollari con l'azienda Deployed Medicine International, i Marines sperimentano sui maiali feriti diverse pratiche di soccorso, tra cui l'accesso intravenoso, il controllo delle emorragie e il trattamento dei problemi respiratori.

(Adnkronos)

In Emilia Romagna approvato il piano triennale per l'ambiente 

emilia romagna appennino24 luglio 2009 - L’Emilia Romagna ha approvato ieri uno strumento programmatico, di durata triennale, destinato alla tutela dell’ambiente, facendo leva sui proncipi di conservazione e valorizzazione delle biodiversità, dopo l’allarme lanciato dalla UE.

La Regione ha deciso di destinare 21 milioni di euro per la tutela ambientale. Il programma prevede la nascita e lo sviluppo di 2 parchi regionali, di 2 riserve naturali, di 7 aree protette e 54 destinate al riequilibrio ecologico.

Il programma prevede un’azione di tutela naturalistica amministrativamente più leggera, affidata alle Province e ai Comuni. Inoltre, è prevista un’azione coordinata con le Regioni Toscana e Liguria per sviluppare iniziative comuni di conservazione e promozione dei parchi dell’appennino.

Foto | Flickr

www.ecoblog.it

Il pesce delle sabbie
É una lucertola, sembra un pesce, ma si muove come un serpente. Ed è stata protagonista di una curiosa ricerca.

Il pesce delle sabbie (Scincus scincus) è una piccola lucertola colorata che abita tra le dune infuocate del Sahara. Questo strano rettile, assolutamente innocuo per l’uomo, deve il suo nome alla singolare capacità di scomparire nel sottosuolo in una frazione di secondo tuffandosi proprio come un pesce tra le onde. Ryan Maladen, ricercatore presso la Georgia Tech University, ha recentemente studiato le tecniche utilizzate dalla lucertolina per muoversi così agilmente nella sabbia, un materiale solido che ha però molte caratteristiche in comune con i fluidi.
Lucertola, pesce o serpente? Una sofisticata apparecchiatura a raggi X ha permesso di scoprire che il pesce delle sabbie una volta scomparso sotto la superficie del deserto, non utilizza le zampe per nuotare, ma si sposta grazie a movimenti ondulatori del corpo proprio come se fosse un serpente. E contrariamente a quanto ci aspetterebbe, più la sabbia è compatta più la lucertola si muove velocemente, poiché amplifica la frequenza dei suoi movimenti. La ricerca, pubblicata sull’ultimo numero della rivista Science, permetterà agli scienziati di comprendere i meccanismi di sopravvivenza di altre specie che vivono nel fango o sotto le dune dei deserti e contribuirà allo sviluppo di robot capaci di muoversi con rapidità e precisione in ambienti complessi come la sabbia.

(21 luglio 2009)

www.focus.it

AIUTIAMO I CANI DELLA MACEDONIA

Una richiesta di aiuto ci è giunta dalla Macedonia: gli attivisti locali, dell’Associazione “Cuore per gli animali”, stanno disperatamente cercando di fermare il massacro dei randagi nella città di Skopje, capitale della Repubblica di Macedonia.

 

Il massacro è stato imposto dal municipio locale e dal sindaco, le associazioni locali stanno reagendo in ogni modo possibile e con tutte le loro forze, purtroppo non riescono a cambiare la situazione e quindi hanno bisogno del nostro aiuto internazionale.

Nella Repubblica di Macedonia non esiste neanche un canile pubblico per la cura dei randagi, a Skopje esiste soltanto un centro transitorio per la sterilizzazione dei cani, situato a Vardariste.
Invece di realizzare ed effettuare programmi TNR (cattura, sterilizzazione, rilascio), gli animali vengono uccisi in continuazione. La statistica ufficiale della città riporta che al primo gennaio del 2009, il 56% dei cani è stato soppresso!
Durante queste ultime due settimane gli attivisti macedoni hanno inviato una lettere al Sindaco di Skopje per chiedere di intervenire per fermare questo continuo massacro, adottare programmi di sterilizzazione e permettere le adozioni. Ma le autorità non rispondono agli appelli degli attivisti macedoni.

A Skopje ci sono tantissimi cani randagi, circa 10 000, se il cane non viene adottato entro 7 giorni viene soppresso. I cittadini che vogliono adottare un cane non possono entrare, possono farlo solo il venerdì dalle 9 alle 12, soltanto i cani che vengono adottati durante queste tre ore saranno salvati, per gli altri c’è solo una morte brutale.
Gli animali in Macedonia hanno bisogno del nostro aiuto, inviate una mail alle autorità e chiedete loro di fermare questo inutile e crudele massacro. La vera risposta al fenomeno del randagismo è adottare programmi di sterilizzazione, informare il pubblico su come essere responsabile verso i cani e permettere le adozioni.

INVIA LA LETTERA DI PROTESTA!

giovedì, luglio 23, 2009

Avvelenati dai pesticidi scompaiono gli ultimi elefanti di Sumatra

Lunedì 13 Luglio 2009 - Un altro elefante, l'ottavo da maggio, è stato ucciso dai pesticidi sparsi in abbondanza nelle piantagioni di palma da olio. Lo annuncia il Wwf Indonesia: "Si trattava un piccolo di due anni, ancora dipendente dal latte materno". Molti composti organo clorurati infatti tendono a concentrarsi proprio nel latte. Le piantagioni hanno preso il posto delle foreste in cui gli elefanti vivevano, e i pesticidi si diffondono dei corsi d'acqua adiacenti. Scacciati dalle loro foreste, gli elefanti cercano disperatamente cibo nelle piantagioni, entrando in contatto con insediamenti umani. Spesso vengono uccisi intenzionalmente, altre volte rimangono vittime dei pesticidi. La popolazione degli elefanti di Sumatra si è ormai ridotta a 2.400 individui, in costante declino.

www.salvaleforeste.it

Salvare i pipistrelli dalle pale eoliche con un radar

Salvare la vita ai pipistrelli con un radar. foto di Lee Carson23 luglio 2009 Come abbiamo spiegato più volte, le maggiori problematiche dell’eolico per la salvaguardia delle specie riguardano i pipistrelli ed i barotraumi che subiscono passando nelle immediate vicinanze delle pale. Alcuni ricercatori scozzesi hanno pensato quindi di utilizzare gli impulsi di un radar per tenerli a debita distanza dagli impianti.

I risultati ottenuti dopo quasi due mesi di monitoraggio sono buoni, con una riduzione dell’attività dei chirotteri pari al 30-40%. Tali dati hanno spinto i ricercatori a proseguire su questa strada e nell’immediato futuro si prevede una diminuzione ulteriore che potrebbe aggirarsi intorno all’80-90%.

Via | treehugger
Foto | Lee Carson

www.ecoblog.it

PRESENTATA ORDINANZA MINISTERIALE SU PALII CON EQUIDI. PRIMO PASSO, POSITIVO
Il parere della LAV

23 luglio 2009 - Dopo anni di cavalli e fantini morti e feriti, dopo anni di denunce e manifestazioni delle associazioni animaliste, finalmente grazie al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini si fa un passo concreto in avanti sulle corse di equidi per i palii.
Pur auspicando la cessazione di ogni manifestazione con utilizzo di animali, la LAV saluta positivamente la firma di un'Ordinanza
ministeriale e l'annuncio di una prossima organica legge sulla materia, promessa per quasi due anni in Parlamento dal precedente Governo ma mai presentata.

Queste nuove odierne minime regole, operative a giorni, affidando o confermando precise, ineludibili responsabilità a Comitati organizzatori, Commissioni comunali e provinciali di vigilanza sugli spettacoli, veterinari Asl e liberi professionisti, tecnici dei fondi, siamo sicuri che non permetteranno più l'autorizzazione allo svolgimento di una serie di palii fra i quali quelli inventati, improvvisati o colpevolmente sforniti di requisiti minimi di sicurezza per cavalli, fantini e spettatori.
Speriamo che l'atto annunciato riesca a evitare tragedie umane e animali che negli anni hanno caratterizzato i nomi di diverse città e paesi italiani da Sedilo a Siena, da Feltre a Ferrara, da Belpasso a Buti, da Fucecchio ad Asti, da Ronciglione ad Acate, da Avola a Floridia, da Bomarzo a Tolfa.

La LAV - augurandosi che anche le manifestazioni ippiche riconosciute siano oggetto di uno specifico intervento legislativo - ricorda che il maltrattamento degli animali e l'uso di doping sono reati e da cinque anni prevedono la reclusione per i casi più gravi, a prescindere dal riconoscimento storico di una manifestazione da parte della Regione che non può omettere l'applicazione del Codice penale.

www.lav.it