La Pecora Nera

Zooetica, Ecologia, Etologia e dintorni...

martedì, giugno 30, 2009

Prima legge a tutela degli animali in Cina
L'idea di protezione degli animali inizia a farsi strada anche in Cina.

28/06/2009 - Di fronte alle continue notizie di animali scuoiati vivi, di sterminio di randagi, degli orsi sfruttati fino alla morte per la bile, e alle decine di altre che ci arrivano ogni giorno dalla Cina questa puo' sembrare una piccola, irrilevante notiziola che non merita piu' di un'alzata di spalle.

Parliamo di quella riportata dal quotidiano inglese The Guardian relativa alla stesura della prima legge protezionistica di quel paese. Siamo ancora allo stato di uno studio portato avanti da un gruppo di legali coordinati da un professore di giurisprudenza e assistiti da esperti della RSPCA (la Società Reale per la Prevenzione delle Crudeltà sugli Animali).

Questa bozza di legge, che dovrebbe essere sottoposta ai governanti cinesi entro la fine di quest'anno, conterrebbe indirizzi per programmi di sterilizzazione e impianto di microchip, vaccinazioni e controllo delle zoonosi in modo "civile", ma il focus dovrebbe essere comunque quello di prevenire il maltrattamento degli animali.

Attualmente in Cina non e' previsto alcun tipo di sanzione per atti di crudelta' e uccisione di animali domestici: solo le specie "in pericolo di estinzione" godono di qualche forma di protezione. Cani, gatti e gli altri animali "da cibo", no. Animali bruciati vivi, bastonati a morte, non sono opera di pazzi o di criminali, ma sono i metodi che spesso le stesse autorita' locali prevedono o accettano per la "lotta al randagismo" o per pretese misure sanitarie di contenimento di qualche malattia.

E' di questi giorni la notizia dell'uccisione di 22.000 cani nella provincia di Shaanxi dopo che si sono registrati 8 casi di rabbia, su questo stesso sito e' stata riportata la notizia dell'ingiunzione, da parte di un'altra municipalita', di tenere un solo cane e "liberarsi" degli altri.

Se questa proposta venisse approvata, questi massacri, che oggi sono "legali", non potrebbero piu' succedere perche' il maltrattamento di animali verrebbe punito anche con la prigione.

Il professor Chang Jiwen, dell'Accademia Cinese per le Scienze Sociali afferma che "In Cina comincia a farsi strada la consapevolezza dell'importanza del concetto di benessere animale perche' questo ha implicazioni nell'economia e nel commercio oltre che sul piano religioso ed etico". Sulle prospettive, molto relaisticamente aggiunge: "il futuro e' luminoso, ma la strada per arrivarci e' tortuosa".

Affermare che, se mai esistera', questa legge rappresenti una vittoria dei movimenti animalisti cinesi (che esistono) e il risultato concreto di tante proteste e boicottaggi da ogni parte del mondo, puo' suonare trionfalistico. E in effetti, di fronte alla situazione tragica degli animali in quel paese, sarebbe fuori luogo.

Altrettanto sbagliato sarebbe pero' sottovalutare questi timidi passi nella direzione giusta, non cogliere il segno della crescita, o del sorgere, di una cultura di rispetto verso gli animali.

Di fronte alle notizie dalla Cina, ma anche di fronte a quelle di casa nostra, tante volte si e' tentati dal farsi prendere dallo scoramento, dal pensare che questo scenario di crudelta' sia immutabile. Non e' cosi', e il pensarlo e' il peggior danno che possiamo fare agli animali.

Fonte:
The Guardian, China plans first animal welfare law, 16 giugno 2009

www.agireora.org

postato da camozzi 08:16 | commenti | ambiente e comportamento

lunedì, giugno 29, 2009

Contro incendi elicotteri e piloti da Forze Armate

Roma, 29 giugno 2009 - Sei elicotteri con relativi equipaggi di volo e due aeroporti per il rischieramento logistico dei velivoli del Dipartimento della Protezione Civile vengono forniti quest'anno dalle forze armate per contribuire alla campagna estiva antincendi boschivi in Italia. Lo fa sapere lo Stato Maggiore della Difesa.
Il contributo dell'Esercito è basato su tre elicotteri: due CH-47, dislocati sulla base di Viterbo ed un AB-205 operante da Cagliari. La Marina Militare partecipa all'attività con tre elicotteri AB-212 schierati sulle basi di Luni Sarzana (La Spezia), Catania e Grottaglie (Taranto). L'Aeronautica Militare ha reso disponibile gli aeroporti di Sigonella (Catania) e Trapani Birgi e il relativo supporto logistico per il rischieramento di due velivoli Fire Boss e di un elicottero Erickson S64 Air Crane della Protezione Civile.
Un ulteriore contributo della Difesa alla lotta ai roghi è costituito dall'impegno di 25 piloti delle forze armate (14 dell'Aeronautica, 6 dell'Esercito e 5 della Marina) sulla flotta aerea di Stato. Si tratta di piloti particolarmente esperti, abitualmente impiegati in operazioni di volo tattico a bassa quota, in grado di affiancarsi rapidamente ed efficacemente al personale di volo già in servizio presso il Dipartimento della Protezione Civile. L'impiego operativo dei piloti militari, già a partire dalla campagna estiva antincendi boschivi di quest'anno, è legato ad un accordo - della durata iniziale di tre anni - sottoscritto nel novembre scorso dal capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini e dal sottosegretario Guido Bertolaso.

(ANSA)

domenica, giugno 28, 2009

SVOLTA EPOCALE PER GLI STATI UNITI
Clima: la Camera Usa approva legge storica su taglio emissioni
Le industrie, incluse le raffinerie, dovranno ridurre le emissioni di anidride carbonica e altri gas del 17% entro il 2020 e dell'83% entro il 2050

WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ottenuto una importante vittoria sul fronte della lotta al cambiamento climatico, quando la Camera dei Rappresentanti ha approvato un provvedimento che punta a ridurre le emissioni industriali ritenute responsabili del riscaldamento globale. La Camera, controllata dai Democratici, ha approvato la legge, una priorità nel programma di governo di Obama, con 219 voti favorevoli e 212 contrari. Sono 44 i deputati democratici ad aver votato contro, solo otto i repubblicani ad aver detto «si». E al Senato la battaglia si annuncia ancora più difficile. Il testo è stato oggetto di numerosi compromessi fino all'ultimo minuto che hanno portato organizzazioni ambientaliste come Greenpeace e Save the Earth a criticarne la versione finale.

SVOLTA EPOCALE - «È un passo audace e necessario che rispetta la promessa di creare nuove industrie e milioni di nuovi posti di lavoro, diminuendo la nostra dipendenza pericolosa dal petrolio straniero», ha detto Obama. Il Presidente Usa potrà ora vantare significativi progressi nella lotta al riscaldamento globale dopo che per anni Washington è stata accusata dai paesi stranieri di partecipare poco agli sforzi internazionali sul clima. La legge prevede che le grandi compagnie Usa, incluse le raffinerie, società del settore manifatturiero e utilities, riducano le emissioni di anidride carbonica e altri gas associati al riscaldamento globale del 17% entro il 2020 e dell'83% entro il 2050, rispetto ai livelli del 2005. Obiettivi da raggiungere adottando gradualmente una energia alternativa più pulita rispetto a quella inquinante basata sul petrolio o sul carbone. Al centro del provvedimento, lungo circa 1.500 pagine, vi è un programma di «cap and trade» (un sistema che fissa un tetto alle emissioni e ne consente lo scambio). In base al piano, il governo emetterà un numero minore di autorizzazioni alle compagnie, che potranno vendersele l'un l'altra in base alle necessità.


27 giugno 2009

www.corriere.it

sabato, giugno 27, 2009

Scuola di volo per uccelli

27 giugno 2009 - Il colmo per un uccello? Prendere lezioni di volo da un uomo. A settembre partirà un gruppo di piccoli di cicogna bianca (Ciconia ciconia) che prenderanno lezioni di volo non dalla mamma o dal papà ma da un campione di volo sportivo, il deltaplanista Achille Cesarani.
L'istruttore, travestito da cicogna, con mantello bianco e trucco nero a bordo di un deltaplano a motore, si farà seguire dai piccoli fino nell'oasi di Sant'Alessio a Pavia, dove solitamente sostano le cicogne selvatiche dirette verso l'Africa.
Il progetto ha lo scopo di far imparare a questi volatili, nati in cattività, le rotte migratorie per essere reintrodotti in natura e rimessi in libertà al più presto. Per il momento Cesarani, che è a stretto contatto con loro da quando sono nati qualche mese fa, sta insegnando ai piccoli ad avere fiducia in lui.


Nella foto tre tantali americani (Mycteria americana), parenti stretti della cicogna (fam. Ciconidi), originari del continente americano.

www.focus.it

venerdì, giugno 26, 2009

LIPU; 1.350 CHILOMETRI VIAGGIO RECORD PER UNA BERTA MAGGIORE
Dal Sudafrica a Linosa

26 giugno 2009 - Ha percorso 1.350 chilometri in sei giorni, volando alla ricerca di cibo, tra l'isola di Linosa, in Sicilia, e la costa libica. Il viaggio record è di un uccello marino, la berta maggiore, che è stato monitorato, tramite un dispositivo elettronico applicato sul dorso, nel corso del progetto della Lipu 'Iba Marine', svolto in collaborazione con il ministero dell'Ambiente.
Proveniente dai mari al largo del Sudafrica, dove sverna, la Berta maggiore conta 15mila coppie nidificanti in Italia, 10mila delle quali, nell'isola di Linosa, che ne ospita la più grande colonia italiana. "Pur essendo presenti in Italia 56 Zone di protezione speciale (Zps) al cui interno vivono colonie di uccelli marini - ha sottolineato la Lipu - le specie pelagiche (che vivono soprattutto in mare aperto), come le berte, frequentano aree a tutt'oggi prive di tutela". Secondo Giorgia Gaibani, responsabile Iba e Rete Natura 2000 Lipu e coordinatrice di 'Iba Marine', quindi, " il progetto svolto rappresenta un primo contributo per una maggiore conoscenza delle aree marine più rilevanti per gli uccelli".
L'iniziativa, attuata in collaborazione dell'associazione portoghese Spea nell'ambito del progetto mondiale di BirdLife International sulle 'Iba' marine, ha previsto una raccolta dati di nove mesi nel corso del 2008. Sono stati monitorati, tramite il metodo transetto, dodicimila chilometri di mare, incontrando 58 specie di uccelli, di cui 22 marine, oltre a quattro specie di cetacei (Balenottera comune, Grampo, Stenella, Tursiope) e la Tartaruga marina comune. Circa 100 giornate sono state dedicate, inoltre, al conteggio di uccelli dalla costa (Capo d'Otranto, Stretto di Messina e dieci promontori in Sardegna) e per oltre tre mesi e mezzo è stato realizzato uno studio specifico sulla Berta maggiore a Linosa, in cui sono stati inanellati 729 esemplari e a 79 sono stati applicati sul dorso dispositivi per la telemetria, che hanno permesso di registrarne la posizione.
Tutti i dati che la Lipu ha raccolto, poi, sono stati cartografati e inseriti su Gis (Geographical Information System). In questo modo è stato possibile creare una sorta di data base per ogni specie di uccelli esaminate. Il progetto, però, non si ferma qui e grazie al sostegno del socio inglese della Lipu, l'associazione 'Lipu Uk', proseguirà fino al 10 luglio prima all'arcipelago delle Tremiti per proseguire, fino al 15 agosto, all'isola di Linosa.

(ANSA)

giovedì, giugno 25, 2009

Uccisione dei cani "di troppo" in Cina

In una città cinese la politica del singolo cane obbliga le famiglie a una scelta crudele.

22/06/2009 - La signora Chen non riesce ad immaginare di abbandonare uno dei suoi due migliori amici: un terrier dall'aspetto trasandato e un pechinese dal pelo bianco e soffice. Ma questo è ciò che il governo di Guangzhou pretende dalla casalinga di mezza età, dal momento che la politica del cane singolo entrerà in vigore in questa città del sud della Cina.

A partire dal primo luglio, a ogni nucleo familiare è consentito tenere un solo cagnolino. Il regolamento non ammetterà eccezioni, pertanto pare che le famiglie con più di un cane dovranno decidere quale di essi potrà rimanere.

"E' un regolamento crudele. Questi cani sono membri della famiglia. Com'è possibile tenerne uno e sbarazzarsi degli altri?" dice la signora Chen, che non ha fornito il suo nome completo per paura che la polizia possa rintracciarla e confiscarle i cani.

Controlli di questo tipo hanno suscitato risentimento nella popolazione - prevalentemente nella nuova borghesia - delle altre città cinesi. Il provvedimento di Guangzhou arriva nel momento in cui c'è molta preoccupazione per l'economia ed esiste la possibilità che questa normativa scateni una reazione negativa generale.

La polizia e il governo cittadino sembrano consapevoli della sensibilità legata alla questione. La Associated Press ha impiegato tre settimane a fare telefonate e inviare fax alle autorità chiedendo un'intervista sulla disposizione regolamentare, ma dopo che le richieste sono state inoltrate più volte sia alla polizia che alla municipalità, nessuno ha accettato di parlarne. Il regolamento sembra far parte di un piano per il controllo del randagismo a Guangzhou, un tempo nota col nome di Canton. Distante un'ora di treno da Hong Kong, è una delle città più ricche della Cina e conta su una classe media in rapida crescita, la quale può permettersi di possedere dei cani.

Molti neo-proprietari di cani non si preoccupano di sterilizzare le proprie bestiole e non hanno idea dell'impegno richiesto per mantenere un animale. I cagnolini spesso finiscono sulla strada quando i padroni si sono stancati di far crescere un grazioso cucciolo ormai diventato un cane adulto e bisognoso di una cura costante.

Inoltre Guangzhou si sta preparando per ospitare i Giochi Asiatici l'anno venturo e gli operatori stanno tirando a lucido questa metropoli di dodici milioni di abitanti. La riduzione del randagismo probabilmente significherà marciapiedi più puliti.

La gente ha risposto immediatamente al nuovo regolamento, quando è stato annunciato lo scorso marzo, dice Mao Mao, che sei anni fa ha fondato un rifugio per randagi chiamato "Family of the Pet" ("La famiglia dell'animale domestico"). Lei afferma che prima di marzo riceveva poche chiamate al mese da parte di persone che avevano l'intenzione di rinunciare al proprio cane. "Da marzo ricevo almeno dieci telefonate al giorno" dice la donna, che accetta solo randagi e dà consigli ai proprietari sulle modalità per trovare una nuova casa ai loro animali. "Temo che ci saranno molti più randagi da luglio, quando la normativa diverrà effettiva", dice.

Parecchie altre città cinesi, inclusa Pechino, hanno adottato da tempo la politica di un singolo cane a famiglia. Le istituzioni cittadine sono solite dare il via a rastrellamenti di massa quando la popolazione canina viene ritenuta particolarmente numerosa oppure infetta da epidemie di rabbia o altre malattie. Nel 2006 a Pechino sono stati catturati in un mese 29.000 cani non registrati - una campagna che ha suscitato ira e proteste.

Le preoccupazioni per la rabbia hanno suggerito alle autorità di Hanzhong, città della provincia settentrionale di Shaanxi, di disporre che tutti i cani delle aree colpite dalla malattia venissero uccisi questo mese, così oltre 34.000 animali sono stati uccisi, secondo l'agenzia stampa ufficiale Xinhua.

Questo genere di campagne basate sull'abbattimento, così come le epidemie di rabbia, sono frequenti in Cina, con oltre duemila persone decedute ogni anno dopo essere state morse da cani idrofobi.

Non esiste documentazione riguardante l'irruzione della polizia nelle case per sequestrare i cani, nel corso delle catture del 2006 a Pechino.

Tuttavia testimoni hanno accusato gli agenti di aver raccolto nelle strade del vicinato cani non registrati, per poi ucciderli a bastonate. In una zona della provincia sudoccidentale di Yunnan, dove tre persone sono morte a causa della rabbia, le autorità hanno soppresso cinquantamila cani, spesso bastonandoli a morte di fronte ai padroni.

"Ultimamente a Pechino sta cambiando l'approccio riguardo il controllo degli animali" dice Grace Ge Gabriel, direttrice regionale in Asia per l'International Fund for Animal Welfare. "Le istituzioni cittadine stanno collaborando con l'organizzazione e con le associazioni veterinarie per mettere a punto piani di sterilizzazione degli animali" ha detto.

"Sterilizzare i cani è la chiave per il controllo della popolazione canina" ha affermato. "Pechino si rende conto che esistono soluzioni positive e non conflittuali per superare il problema della sovrappopolazione, invece delle disposizioni draconiane che obbligano a sbarazzarsi degli animali domestici" ha sostenuto.

I padroni di cani a Guangzhou non sono certi che la politica del cane singolo verrà fatta rispettare rigidamente. Spesso le autorità cinesi annunciano una dura nuova legge, lanciano seri provvedimenti e successivamente ignorano le disposizioni.

La signora Chen, la proprietaria del pechinese e del terrier, confida la sua idea di far registrare uno dei suoi cani dai genitori. Racconta che i cinesi sono esperti nel trovare scappatoie e altri modi per eludere le leggi. "In Cina abbiamo un detto: quando le persone ai vertici stabiliscono un regola, le persone alla base trovano un modo per aggirarla."

Fonte:
The Associated Press, One-dog policy in Chinese city forces tough choice, 17 giugno 2009

Traduzione a cura di William Rossin

www.agireora.org

mercoledì, giugno 24, 2009

Clonazione per prodotti animali, Ministri europei vogliono vederci chiaro

Lussemburgo, 24 giugno 2009 - Il Consiglio dei ministri dell'Ue ha fatto un passo verso il Parlamento europeo che nei mesi scorsi, a grandissima maggioranza, si era espresso per il blocco della clonazione animale e contro la commercializzazione e l'importazione di carni, latte e derivati da animali clonati e dalla loro progenie.
Il Consiglio Ue, spiega un portavoce comunitario, al momento non sostiene un divieto di clonazione a fini alimentari come chiede il Parlamento, ma invita la Commissione europea a presentare un rapporto che copra tutti gli aspetti legati alla clonazione accompagnandolo, se del caso, da proposte per una legislazione specifica. Al momento quindi, i 27 stati membri non si pronunciano su quale sarà il contenuto di questa legislazione.
L'accordo politico raggiunto oggi, e che sarà trasmesso al Parlamento europeo, prevede di estendere il campo di applicazione della normativa Ue sui nuovi alimenti a dei prodotti provenienti da animali clonati. In questo modo, ed in attesa di una normativa specifica, si alzano nuove barriere sulla vendita di alimenti provenienti da animali clonati in quanto - in base alle norme attuali - questi prodotti potrebbero essere messi sul mercato senza un'autorizzazione preventiva specifica. Una decisione che Bruxelles non ha condiviso.
La parola ora torna al Parlamento europeo.

(ANSA)

martedì, giugno 23, 2009

LAMEZIA, ANIMALI SALVATI DA GUARDIE ECOZOOFILE
Tre volpi, un gheppio e una tartaruga

23 giugno 2009 - Sono gli animali salvati in una sola giornata dalla guardie ecozoofile di Lamezia Terme. In particolare, le guardie hanno recuperato e salvato prima un gheppio, una specie di uccello selvatico, che e' stato rinvenuto nei pressi del comune di Lamezia in contrada Maddamme grazie alla segnalazione di una donna che ha allertato subito le guardie ecozoofile. Sempre in mattinata, e' stata salvata una tartaruga d'acqua dolce nei pressi del lago Angitola dove un gruppo di ragazzi stava tentando di portare via la tartaruga. Infine, le guardie ambientaliste hanno salvato una vole con i suoi due cuccioli in via del Progresso. Molto probabilmente i tre animali si sono allontanati dalle campagna dove vivono generalmente ma poi si sono persi. In particole, il secondo cucciolo e' stato ritrovato da un professionista che abita in via del Progresso, che lo ha trovato nel suo giornalino e poi, dopo averlo recuperato, lo ha consegnato alle guardie ecozoofile. Tutti gli animali sono stati immediatamente portati nel centro di recupero animali di Catanzaro dove sono state somministrate le cure necessarie. Un recupero che e' stato possibile grazie all'attivita' continua ed incessante delle guardie ecozoofile sul territorio. Guardie che hanno incrementato l'attivita' relativa alla tutela ambientale, in particolare sull'abbandono dei rifiuti sul suolo. In particolare, l'attivita' consiste nella repressione del reato ma anche nella prevenzione attraverso il controllo che avviene in ottemperanza all'estensione del decreto legge 172/08 che riguarda l'emergenza in Campania e che poi e' stato esteso anche alla Calabria, e che prevede l'arresto se il colpevole e' colto in flagranza. "Per quanto riguarda il problema del randagismo - afferma il comandante delle guardie ecozoofile Francesco Costabile - e' importante e necessario che il Comune si faccia carico di una campagna di sensibilizzazione per prevenire gli abbandoni degli animali nei mesi estivi, periodo in cui il numero di abbandoni cresce in maniera esponenziale.
L'amministrazione comunale - suggerisce Costabile - potrebbe mettere disposizione degli spazi adeguati dove tenere gli animali nel periodo in cui i loro proprietari sono fuori sede".

(AGI)

lunedì, giugno 22, 2009

Anche le scimmie mentono e il macaco è il più bugiardo
Uno studio rivela che alcuni primati sanno ingannare i propri simili. L'atteggiamento varia a seconda dell'organizzazione sociale del branco

di SARA FICOCELLI


<b>Anche le scimmie mentono<br/>e il macaco è il più bugiardo</b>CHE siano dispettose è cosa nota, ma che sappiano anche mentire no. Il primo studio volto a verificare la capacità delle scimmie di ingannare conferma la complessità di questi animali ma anche il fatto che gli esseri umani non sono gli unici a saper mentire.

La capacità di ingannare intenzionalmente è stata studiata dalla ricercatrice Federica Amici della Liverpool John Moores University, che ha verificato come questa abilità dipenda non dalla loro parentela con gli esseri umani quanto dalla loro struttura sociale. Il team di ricerca ha preso in esame dieci scimmie di tre specie diverse, sottoponendole allo stesso tipo di esperimento. Sia alla scimmia ragno che al cappuccino marrone che al macaco cinomolgo è stato mostrato come raggiungere del cibo nascosto. Dopo le indicazioni, gli animali sono stati messi in una gabbia con altri della stessa specie.

Gli esemplari dominanti, in una situazione standard, avrebbero avuto la precedenza sul raggiungimento del cibo. Ma in questo caso le cose sono andate diversamente. I cosiddetti "subordinati" di tutte e tre le specie si sono diretti subito verso il cibo approfittando della distrazione dei dominanti, ritornando alla loro postazione non appena questi si trovavano nei paraggi. Lo scopo del comportamento furtivo era comprensibile: tenere il cibo per sé senza mostrare ai più forti dove si trovava. Un ragionamento comune a noi esseri umani, ma del tutto estraneo alla logica del mondo animale, almeno finora.

La più bugiarda si è dimostrata la scimmia macaco, che non a caso possiede una solida organizzazione sociale. I maschi dominanti sono molto intolleranti con i più deboli e pretendono che le risorse migliori finiscano sempre nelle loro mani. Questa intransigenza, secondo gli studiosi, è stata la molla che ha spinto gli animali a mentire, giustificando un atteggiamento bugiardo a fronte di un beneficio altrimenti irraggiungibile.

"Lo scopo, per loro - spiega al New Scientist il ricercatore Filippo Aureli - era raccogliere le informazioni per trarre un vantaggio personale. Si tratta di un comportamento comprensibile ma per noi nuovo, dato che generalmente i macachi subordinati non procacciano il cibo".

Stesso discorso per la scimmia ragno. Gli esemplari subordinati aspettavano che i maschi dominanti si allontanassero per avvicinarsi al cibo, riuscendo a mangiare anche molto di più delle altre due specie. Aureli e Amici ritengono che ciò dipenda dal fatto che l'organizzazione sociale di queste scimmie è più tollerante e meno claustrofobica: le ragno non trascorrono l'intera vita nello stesso gruppo e generalmente i branchi si formano e sciolgono con facilità. Questa particolarità rende le scimmie più astute ed egoiste, poco attente alle esigenze della comunità e quindi capaci di pensare solo ai propri interessi.

La conclusione finale, secondo i due ricercatori, è che la capacità di mentire è sempre determinata dalle caratteristiche dell'organizzazione del branco: che si tratti di una comunità gerarchica o che sia invece un gruppo pronto a sciogliersi, il contesto sociale in cui l'animale vive è la vera spinta che stimola il bisogno di mentire.

Per quanto riguarda le affinità con gli esseri umani, Aureli fa notare come la nostra vita sia scandita da equilibri simili a quelli della scimmia ragno. Questi animali formano grossi gruppi di 15-25 individui diretti da una femmina dominante. Tutti dormono sullo stesso albero ma, durante il giorno, si frammentano in sottogruppi di 5-8 unità. A differenza di altre specie di primati, qui sono le femmine a lasciare più spesso il gruppo e per questo i maschi, spesso, sono imparentati fra loro, mentre le femmine provengono da branchi diversi. Chissà che, per farsi accogliere da un gruppo dopo essere fuggite dal precedente, non raccontino ai nuovi capi anche qualche bugia.

(22 giugno 2009)

www.repubblica.it

In Umbria la prima stazione che misura i gas serra

22 giugno 2009 

oasi alviano

Nell‘oasi umida di Alviano è stata installata la prima stazione che misura i gas serra, una torre alta 13 metri piantata in un bosco di pianura, area protetta dal Wwf. La stazione consente di ascoltare il respiro del bosco e misurare quanta CO2 assorbe il bosco,e quanto ossigeno rilascia.

Oltre alla funzione di monitoraggio, prevista nell’ambito di un progetto delle Oasi del Wwf che mira a mappare la capacità dei boschi e delle oasi nella lotta ai cambiamenti climatici, la torre ha anche scopo didattico, perché contribuisce a spiegare al visitatore il valore del bosco e l’importanza del suo stato di salute per combattere l’innalzamento della temperatura globale.

Secondo gli ambientalisti del Wwf, la salvaguardia e il monitoraggio delle Oasi sono azioni fondamentali per ridurre le emissioni entro il 2050: 1 ettaro di bosco in buona salute neutralizza 6 tonnellate di CO2 all’anno, ovvero l’equivalente di una macchina di piccola cilindrata che percorre circa 43.000km.

La stazione di rilevamento umbra è nata con l’intento di conoscere la capacità di assorbimento della CO2 da parte delle aree naturali del Wwf, per renderle pronte ad adattarsi ai cambiamenti climatici in atto e informare su possibilità concrete per contrastare i gas serra.

Foto | Flickr

www.ecoblog.it

OBAMA E LA MOSCA, ANIMALISTI INDIGNATI CON PRESIDENTE USA
Ripresa l'uccisione in studio televisivo

22 giugno - Il gruppo animalista Peta ha criticato il presidente statunitense Barack Obama per avere ucciso una mosca durante un'intervista televisiva ed ha inviato alla Casa Bianca una macchinetta che consente di catturare gli insetti senza sopprimerli.
Obama, tormentato dalla mosca, aveva cercato con le buone di convincere l'animale ad andare altrove ma vista la persistenza dell'insetto lo aveva eliminato con un rapido colpo della mano.
Ma la scena, ripresa dalle telecamere della Cnbc, ha fatto scattare le proteste degli animalisti. "Bisogna avere compassione per tutti gli animali, anche per le mosche", ha affermato Bruce Friedrich, portavoce del gruppo Peta.
Da senatore, Obama aveva ricevuto gli elogi degli animalisti per la sua condanna degli abusi verso gli animali. "Ma la mosca schiacciata in Tv ci ha mostrato che anche Obama non è perfetto in materia", ha osservato Friedrich.
Il New York Times ha approfondito oggi i rapporti tra la Casa Bianca e le mosche concludendo che si tratta di un altro problema che Obama ha ereditato dalla precedente amministrazione.
Più volte Obama è stato notato dare la caccia alle mosche nello Studio Ovale usando come arma cartelline arrotolate a forma di cilindro.
In diversi uffici della Casa Bianca sono state installate luci speciali anti-insetti. Ma, per andare sul sicuro, i dipendenti della famosa residenza sono stati dotati anche di uno strumento meno sofisticato: una paletta schiaccia-mosche.

(ANSA)

Cane antivalanga in pensione adotta agnellino

Bolzano, 22 giugno 2009 - Un agnellino nero, respinto dalla propria madre, e' stato adottato da un cane antivalanga in pensione. Il fatto e' avvenuto sul maso Greiterhof, sopra Merano. Samba e' una bellissima femmina di San Bernardo di otto anni che vive sul maso di Raimund 'Renato' Marchegger. In passato e' stato un valido cane ricerca della unita' cinofila della Croce rossa di Merano e aveva partecipato a interventi per valanghe sui ghiacciai della val Senales. Anche in pensione il San Bernardo continua con il suo personalissimo impegno 'sociale'. ''Dopo un parto gemellare - racconta Marchegger - la madre ha spinto uno dei piccoli giu' per un dirupo per disfarsene''. Fortunatamente l'agnellino nero ha subito trovato in Samba una nuova mamma. ''Non si separano un attimo, sono sempre assieme'', cosi' il padrone fiero. L'agnellino per il momento non ha un nome. ''Per il momento - spiega Marchegger - lo stiamo ancora alimentando con un biberon. Quando sara' un po' piu' grande e robusto, sceglieremo in famiglia tutti assieme un nome per l'agnellino''.

(ANSA)