sabato, febbraio 28, 2009
Usa, aumentano gli stanziamenti per l'ambiente
I fondi pubblici statunitensi destinati alla protezione dell'Ambiente aumentano del 34% nel 2010 rispetto all'anno precedente. Il bilancio presentato ieri a Washington da Barack Obama destina all'Epa 10,5 miliardi
I fondi pubblici statunitensi destinati alla protezione dell'Ambiente aumentano del 34% nel 2010 rispetto all'anno precedente. È quanto prevede il bilancio presentato ieri a Washington dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con fondi destinati all'Epa (Environment Protection Agency, l'equivalente dell'italiano ministero dell'Ambiente) pari a 10,5 miliardi. Tra i grandi progetti prospettati, c'é il risanamento dei Grandi Laghi e di altri siti pesantemente inquinati. Nel documento viene ribadito l'impegno a ridurre del 14% rispetto al 2005 i gas serra entro il 2020, e dell'83% sempre rispetto al 2005 entro il 2050.
27 febbraio 2009
www.lanuovaecologia.it
venerdì, febbraio 27, 2009
26 febbraio 2009 - Un recente studio condotto da ricercatori spagnoli, statunitensi e messicani ha descritto quantitativamente e spiegato in termini evolutivi il comportamento cannibalistico attuato dalle femmine di serpenti a sonagli che, dopo il parto, mangiano i resti delle uova e i piccoli nati morti.
Gli scienziati hanno misurato il comportamento cannibalistico in 190 femmine osservando 239 parti e determinando che in media l’11% della massa post-parto viene divorata dalla femmina. Questo comportamento si spiega con l’esigenza della femmina di rimettersi rapidamente in forze dopo il dispendio energetico attuato per la riproduzione.
In particolare, i ricercatori affermano che:
un serpente a sonagli cannibale può riacquistare le energie perse per la riproduzione senza dover cacciare per ottenere del cibo, attività che può essere pericolosa e che richiede tempo e un ulteriore dispendio energetico.
Il cannibalismo è il risultato evolutivo del normale comportamento predatorio dei serpenti a sonagli. Infatti, tutti i viperidi (la famiglia cui appartengono i serpenti a sonagli) ingeriscono le loro prede quando queste sono già morte a causa del morso velenoso del serpente. Questi rettili sono quindi preparati a riconoscere e a cibarsi di animali morti.
I serpenti a sonagli sono minacciati dall’espansione delle città e delle aree agricole e gli scienziati sperano che chiarire le loro strategie riproduttive possa consentire di pianificare dei più efficienti interventi per la tutela di questa specie che, peraltro, è protetta dalla legge messicana.
Naturalmente, mentre i serpenti a sonagli, come tutti gli altri animali selvatici, devono rispondere solo alla selezione naturale e l’unico giudizio che meritano è quello relativo al successo adattativo dei loro comportamenti, questo non è affatto vero nel caso degli esseri umani, che devono far fronte, molto prima che alla selezione naturale, a una moltitudine di fattori aggiuntivi di natura culturale, sociale, ambientale, politica, religiosa…
Via | sciencedaily.com
Foto | Flickr
Firenze, 27 febbraio 2009 -
“Un pipistrello per amico” è il titolo della campagna promossa da Unicoop Firenze con il Museo di storia naturale dell’Università di Firenze che, per il terzo anno, prevede la vendita di bat box, il nido per il pipistrello, nei supermercati. Duplice l’obiettivo: salvaguardare i mammiferi notturni, sempre più a rischio per l’uso dei pesticidi, e la mancanza di rifugi a causa dell’urbanizzazione, ma anche portare avanti la lotta contro gli insetti e, in particolare le noiosissime zanzare, in modo naturale: ogni pipistrello arriva a mangiarne fino 2.000 a notte.
Ogni bat-box, che sarà in vendita al prezzo di 25 euro. La campagna prevede anche altri prodotti, dalle t-shirt alla cartoleria per la scuola.
Il Tirreno
giovedì, febbraio 26, 2009
Ai vetturini licenze per auto elettriche
26 febbraio - Non è una rivoluzione ma poco ci manca. Il Comune ha finalmente ridefinito il regolamento per le botticelle romane. Le novità dovevano essere ufficializzate già oggi ma il Campidoglio ha preferito rinviare la conferenza stampa. Il piano, a parte alcune limature dell’ultim’ora, è comunque fatto. Eccolo: nei giorni feriali, quando il traffico nel centro storico è insostenibile per la salute e la sicurezza degli animali, i cavalli potranno trainare le carrozzelle turistiche soltanto in percorsi speciali all’interno di Ville e parchi romani. Alle botticelle quindi sarà consentito di circolare nelle strade soltanto il sabato e la domenica. Ai vetturini, però, il Comune offre una seconda licenza per guidare auto d’epoca elettriche, con le quali effettuare i giri turistici, dal lunedì al venerdì. Inoltre è previsto anche il trasloco delle stalle: i vetturini dovranno abbandonare il Mattatoio di Testaccio (occupato abusivamente molti anni fa) e troveranno posto con ogni probabilità a Villa Borghese.
Proprio ieri si è registrato l’intervento del sottosegretario alla presidenza con delega al Turismo Michela Brambilla contro la scandalosa situazione delle botticelle romane: cavalli che trascinano faticosamente le carrozzelle intrappolati nel traffico tra pullman e motorino che li sfiorano; mezzi antichi e ingombranti che intralciano il già balbettante trasporto pubblico; stalle abusive e malridotte, e infine le piazze che tutto il mondo ci invidia invase dal cattivo odore della pipì dei cavalli. Tutto per il divertimento di qualche turista e soprattutto per ingrossare il portafogli di una quarantina di vetturini che in nome di una tradizione, tanto affascinante quanto fuori moda, pretendono di far sopravvivere un'immagine di quella Roma che ormai non esiste più. E lo fanno sulla pelle dei cavalli. E il bilancio degli ultimi mesi ne è la prova: oltre ad una valanga di multe ai vetturini per il mancato rispetto del regolamento comunale, due cavalli sono morti nel traffico della capitale, uno svenuto a piazza Navona sotto gli occhi di centinaia di persone e un altro in condizioni disperate mentre affrontava la salita di via Veneto.
«I tempi sono maturi per abolire situazioni anacronistiche come il giro in carrozzella con i cavalli costretti a camminare sull’asfalto» ha detto la Brambilla a margine della presentazione di una legge quadro per la tutela degli animali da compagnia.
E ormai sembra che il Comune, insieme al sottosegretario alla Salute Francesca Martini, abbia trovato la soluzione anche se ieri il sindaco Gianni Alemanno ha preso ancora tempo. Scartate le ipotesi velleitarie di percorsi protetti nella città (tipo le preferenziali degli autobus) e quella del motore elettrico da installare sulle botticelle per aiutare i cavalli, il piano prevede una doppia licenza e un calendario. Le botticelle, insomma, potranno circolare durante la settimana solo nei parchi di Roma mentre nel weekend, quando il traffico è decisamente alleggerito, potranno lavorare nel centro storico. In cambio ai vetturini sarà concessa anche un’altra licenza per condurre auto d’epoca a motore elettrico con le quali effettuare i giri turistici.
La soluzione, così come è trapelata dal Campidoglio, ha raccolto un coro di consensi. «Se la soluzione sarà realmente quella di concedere ai vetturini una doppia licenza - dice l’assessore provinciale allo Sport e Turismo, Patrizia Prestipino - mi auguro che la Giunta o il Consiglio comunale la approvino senza riserva». Soddisfatto anche l’Ente nazionale protezione Anilali: «Sosteniamo in pieno la scelta di sostituire le botticelle con auto d'epoca - commenta Claudio Locuratolo presidente dell'Enpa di Roma - E’ una scelta di civiltà degna della Città Eterna». Ma i quaranta vetturini, e i alcuni consiglieri comunali del Pdl che li sostengono, annunciano battaglia.
Davide Desario, Il Messaggero
mercoledì, febbraio 25, 2009
Roma, le botticelle via dal centro
Al loro posto le auto d'epoca
L'idea di Alemanno: cavalli solo nei parchi della Capitale. E i vetturini promettono battaglia
ROMA - Niente botticelle per le strade del centro storico di Roma ma cavalli e carrozze solo nei parchi della Capitale. Al posto delle botticelle arrivano le auto d'epoca. Sarebbe questa la ricetta del sindaco di Roma Gianni Alemanno per trovare una soluzione che tuteli in città sia gli animali che gli interessi dei vetturini.

Una botticella in sosta davanti al Colosseo a Roma (Ansa)
DOPPIA LICENZA - A quanto si apprende ai conduttori verrà rilasciata una doppia licenza: con una potranno circolare nelle aree verdi con le classiche botticelle trainate da cavalli, con l'altra, invece percorreranno le strade del centro storico con delle auto d'epoca elettriche. Questa soluzione, però, non sembra piacere ai vetturini che hanno annunciato per mercoledì una mobilitazione con l'appoggio di alcuni consiglieri comunali del Pdl. Sempre mercoledì il sindaco Gianni Alemanno renderà note nel dettaglio le misure adottate.
24 febbraio 2009
www.corriere.it
I responsabili, "è la natura"
25 febbraio 2009 - Sono a decine, stremati dal freddo e dalla fame, scendono verso i paesi in cerca di cibo, ma per lo più muoiono di stenti. È un inverno duro anche per gli animali selvatici, soprattutto per cervi e caprioli che in questi giorni nella zona di Ponte di Legno stanno morendo a decine. La Polizia Provinciale di Brescia ne ha già recuperati 63. «Ne abbiamo già individuati altri 20 in difficoltà», racconta l'ispettore Antonio Galli, responsabile del distaccamento di Breno. Intanto i cacciatori della zona hanno portato fieno ai margini di Pezzo dove si stanno concentrando gli animali e hanno alzato il tiro contro i responsabili del Parco dello Stelvio che però non possono assolutamente intervenire. «La popolazione dei cervi nel Parco nazionale è già in esubero di 1.500 unità spiega il presidente Ferruccio Tomasi e dovremo intervenire con un piano di abbattimento». Compito delle aree protette, del resto, è tutelare il corso della natura. «Può sembrare crudele - ci spiega la dottoressa Anna Bonettini, biologa e direttore del Parco dell'Adamello - ma è così anche se capisco che non è un bello spettacolo. Però non si risolve niente neppure portando fieno, anzi è dannoso». Mangiando fieno e pane gli animali vanno incontro a morte certa, ma trovando cibo in zona precise corrono anche rischi comportamentali e sanitari.
Paola Cominelli - Il Giorno
martedì, febbraio 24, 2009
Gli europei hanno diritto di conoscere dove si trovano i terreni coltivati con OGM
23 febbraio 2009 - Una nuova sentenza della Corte di giustizia europea fa luce sulle coltivazioni OGM: gli europei hanno il diritto di conoscere in quali aree del loro comune sono presenti terreni coltivati con piante geneticamente modificate.
E dunque la Corte si è espressa così:
In forza del principio di precauzione e dei rischi cui vanno incontro l’ambiente e la salute umana, la direttiva ha definito un regime di trasparenza della procedura di autorizzazione delle misure relative alla preparazione e all’attuazione delle emissioni. Essa, in relazione a una prevista emissione deliberata di OGM, ha istituito non soltanto meccanismi di consultazione del pubblico (in generale e, se del caso, di determinati gruppi) ma anche un diritto di accesso del pubblico alle informazioni relative a una siffatta operazione, nonché la predisposizione di registri pubblici nei quali deve figurare l’ubicazione di ciascuna emissione di OGM.
In tal senso, coloro che intendono emettere OGM nell’ambiente sono tenuti, in forza della direttiva, a inoltrare una notifica alle autorità nazionali competenti, che deve includere un fascicolo tecnico contenente le informazioni richieste, vale a dire:
1) l’ubicazione e le dimensioni dei siti di emissione nonché la descrizione dell’ecosistema locale di emissione, inclusi clima, flora e fauna, così come la prossimità di biotopi ufficialmente riconosciuti o di aree protette che potrebbero essere interessati dal fenomeno, per le piante superiori geneticamente modificate;
2) l’ubicazione geografica e le coordinate del sito o dei siti di emissione nonché la descrizione degli ecosistemi, bersaglio o non bersaglio, che possono essere interessati, per quanto riguarda gli altri OGM.
Si è arrivati a questa sentenza, grazie alla tenacia di Pierre Azelvandre, che nel 2004 aveva chiesto al sindaco del proprio comune di Sausheim in Alta Alsazia di conoscere dove si trovassero i terreni coltivati a OGM e quali fossero le emissioni. Ma il sindaco si è rifiutato e così il Signor Azelvandre ha iniziato il contenzioso che lo ha portato fino alla Corte di giustizia europea.
Via | Mondoelettrico
Foto | pervillafranca
lunedì, febbraio 23, 2009
Per Lav è un crescendo esponenziale di errori metodologici.
23 febbraio 2009 - La LAV commenta in modo molto critico gli esperimenti di xenotrapianto annunciati dal prof. Cesare Galli, coordinatore del Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione di Cremona, e dal suo collaboratore Dario Brunetti, il quale sarebbe riuscito a diminuire i fenomeni di rigetto da trapianto d’organo, uno dei problemi che impedisce l’impiego di organi animali geneticamente modificati per trapianti sull’uomo. Brunetti avrebbe ottenuto il risultato con l’inserimento di quattro geni umani all’interno delle cellule di maiale fornite al laboratorio di Galli dal Massachussetts General Hospital di Boston. Le cellule di suino sarebbero state modificate tramite l’addizione di geni umani. Da queste cellule - è stato annunciato - saranno derivati, tramite clonazione, maialini che saranno utilizzati dall’Azienda ospedaliera di Padova per studi di trapianto d’organo su scimmia e procedere poi alla sperimentazione sull’uomo.
“Al di là delle ovvie implicazioni di tipo etico, la procedura indicata rappresenta un crescendo esponenziale di errori metodologici gravi e altamente pericolosi per la salute umana - commenta Michela Kuan, biologa, responsabile LAV del settore vivisezione - Infatti, l’inserimento di un organo di una specie differente in un organismo estraneo è in grado di scatenare l’attività di virus silenti e innocui nell’ospite originario ma che potrebbero scatenare epidemie nell’uomo, come è accaduto, ad esempio, negli anni ‘60 a causa dell’impiego di vaccini antipoliomelite contaminati da virus in grado di provocare il cancro perché ottenuti coltivando il vaccino su reni di scimmia in cui il virus era silente”.
Nonostante queste evidenze scientifiche, il prof. Cesare Galli promette, per l’ennesima volta, di poter curare in un futuro non specificato, malattie umane sebbene dopo anni di promesse non siano stati fatti passi avanti concreti nella cura e/o diagnosi di malattie con le tecniche di xenotrapianto.
Nonostante gli evidenti insuccessi si continuano a finanziare progetti che prevedono animali, in particolare maiali, utilizzati come bacini di organi da trapiantare sulla specie umana, ma la cecità di fronte ad una ricerca così inutile e fallace non ha fine; infatti la tecnica sperimentale utilizzata dal laboratorio di Galli, prevede anche il passaggio su scimmia.
La ricerca sugli xenotrapianti è anche un gioco “sporco”, perché ottiene fondi e consenso facendo leva sulle speranze dei malati e le paure della società, visto che non esiste alcuna evidenza in grado di dimostrare che possa dare buoni risultati. A tale proposito, è significativa la posizione presa dal Direttore del Centro nazionale Trapianti che sottolinea gli alti rischi legati a questa area di ricerca e incoraggia studi che non prevedano l’uso di animali.
domenica, febbraio 22, 2009
Martini: presto un'ordinanza su animali in tv e cinema
Il sottosegretario alla Salute prevede di istituire un tutor-veterinario che dovrà controllare gli orari, l'alimentazione e lo stato psico-fisico dell'animale.
ROMA, 21 febbraio 2009 - Vita da star ma solo con garanzie rispetto a salute e benessere. Arriva infatti il tutor-veterinario per gli animali impegnati sui set televisivi e cinematografici. A introdurre l’obbligo di questo garante è un’ordinanza che sarà emanata a breve dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che ha annunciato l’iniziativa dopo le notizie dei giorni scorsi su presunti maltrattamenti di animali utilizzati in trasmissioni televisive. «Introdurrò obbligatoriamente una figura di garanzia sui set rappresentata dal medico veterinario», ha detto Martini parlando dell’ordinanza.
«In nessun contesto ritengo accettabile che vi sia una riduzione delle garanzie relative alla tutela e al benessere degli animali, tanto più - ha detto Martini - in un ambito in cui questo produce reddito e quindi si può equiparare ad un vero e proprio lavoro».
In particolare, si è appreso, il garante per gli animali che «recitano» dovrà controllare, tra l’altro, gli orari, perchè siano congrui per gli animali, e l’alimentazione, quindi vigilare sullo stato psico-fisico dell’animale.
Sulla questione, il 18 febbraio scorso, il ministro dell’ Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha disposto una ispezione dei Carabinieri dei Noe presso le strutture della società che noleggia gli animali che vengono utilizzati per le trasmissioni Rai. Obiettivo della richiesta è accertare le condizioni in cui vengono tenuti gli animali, anche per verificare la fondatezza di denunce oggetto di interrogazioni parlamentari e che hanno avuto eco sulla stampa.
Da parte degli esperti la figura di un garante è ben accetta ma senza arrivare ad esasperazioni. Il controllo per il benessere degli animali sul set «è una cosa saggia» ma «l’ importante è anche, d’altro canto, dalla parte di chi controlla, non esagerare con un atteggiamento fondamentalista», ha detto Massimo Perla, addestratore di cani famosi, tra cui il rottweiler dell’episodio con Carlo Verdone in ’Manuale d’amore 2’. Certo è che, almeno per quanto riguarda i cani, bisogna fare attenzione ai molti «ostacoli» che si annidano in un set e che, spesso, ad occhi non esperti, non si riconoscono. Per esempio, afferma Perla, «non va bene, per il cane, che troppe mani lo accarezzino mentre l’animale è in pausa», poi bisogna stare molto attenti «ai fili elettrici» o «al veleno per topi». Importante anche conoscere in anticipo cosa viene richiesto all’animale in modo da non confonderlo e, prima di girare, «è sempre necessario un sopralluogo per verificare eventuali situazioni di rischio».
www.lastampa.it
sabato, febbraio 21, 2009
Forse le cicale e le formiche non sono poi così diverse tra loro come ci viene insegnato nelle favole. Un gruppo di ricercatori di Oxford ha infatti scoperto che anche i piccoli e laboriosi insetti comunicano tra loro emettendo suoni, fondamentali nell'organizzazione sociale della colonia. La ricerca è stata pubblicata sull'ultimo numero della rivista Science.
Le formiche hanno un organo stridulatore che permette loro di "cinguettare". In precedenza si pensava che il suono emesso da questi insetti fosse usato solo per dare l'allarme in caso di pericolo: si è invece scoperto che esso gioca una parte molto importante nella comunicazione. Le regine hanno infatti una conformazione fisica diversa dalle altre formiche e questo fa sì che esse emettano delle frequenze diverse dalle lavoratrici.
I ricercatori hanno registrato i suoni emessi delle regine e li hanno poi diffusi nella colonia attraverso un minuscolo microfono: all'udire della parola di "sua maestà" le formiche lavoratrici hanno iniziato a riunirsi attorno al microfono, prestando attenzione al suono e facendo "la guardia" ad esso.
9 febbraio 2009
Tiscali News
è stato il felino più popolare degli Stati Uniti
Morto Socks, il gatto dei Clinton
L'ex «first cat» se n'è andato con un ultimo «miao» alla veneranda età di 20 anni
BALTIMORA (Stati Uniti) - Socks, il felino più popolare degli Stati Uniti è morto. L'ex first cat dei Clinton aveva più di 20 anni. E' stato il più fotografato degli animali domestici presidenziali della storia e anche ora che è morto i media americani dedicano ampio spazio al gattone a macchie bianche e nere. Il micio era da tempo malato di cancro e aveva seguito i Clinton fin da quando Bill era ancora governatore dell'Arkansas. «Socks ci ha offerto molta felicità negli anni, a Chelsea, a noi, e gioia ai bambini e agli amanti dei gatti ovunque. Gli siamo grati per questi ricordi», hanno dichiarato i Clinton, in un comunicato diffuso alla stampa per annunciare la triste notizia.

Socks, il gatto presidenziale dell'era Clinton nella sua foto più celebre, sul leggio nella sala stampa della Casa Bianca.
TUXEDO - Il gatto, un tuxedo, era diventato negli anni molto famoso, assieme a Buddy il first dog, con diversi fan club; ai due era addirittura stato dedicato il libro «Dear Socks, Dear Buddy» firmato da mamma Hillary per raccogliere fondi per opere caritatevoli. Chelsea, la figlia, lo aveva raccolto per strada a Little Rock nel '91. Dal 2001, dopo la partenza della famiglia dalla Casa Bianca, l'ex «primo felino» viveva la sua meritata pensione nella cittadina di Hollywood, nel Maryland, con l'allora segretaria personale di Bill Clinton, Betty Currie. Qualche tempo fa si tornò nuovamente a parlare di lui: la stampa inglese accusò l'ex first lady Hillary - oggi segretario di Stato - ma allora in corsa per la presidenza, di averlo «abbandonato» alle cure della ex segretaria. I media si scagliarono contro Hillary scrivendo che lei «in fatto di amore per gli animali ha predicato bene e razzolato male» e dipingendola così come «fredda e calcolatrice». Resta memorabile la foto scattata a Socks sul leggio nella sala stampa della Casa Bianca.
21 febbraio 2009
Chi dorme allunga l'esistenza
«In letargo il metabolismo migliora e l'organismo si rafforza». Marmotte, orsi e scoiattoli «dureranno»
Solo ad aprile le marmotte usciranno dal loro lungo letargo, quando anche i ghiri, dopo sei mesi di sonno, torneranno alla vita attiva. Orsi bruni e scoiattoli, invece, spinti dalla fame, hanno già interrotto (temporaneamente) il loro sonno: una volta sfamati, torneranno al loro sonno. Andare in letargo, dormire profondamente, meglio ancora se imbucati nelle tane sotto terra «conviene ».
LO STUDIO - Uno studio condotto su 4500 specie di mammiferi viventi, ha messo in evidenza che sono proprio gli animali che hanno adottato questo comportamento, quelli che meno corrono il rischio di estinzione. Con termine inglese li hanno chiamati animali «sleep-or-hide» (in sigla SLOH), cioè «dormi o nasconditi ». Staccare la spina insomma dall'ambiente esterno in cui normalmente vengono svolte le attività vitali, eclissarsi per un periodo dal resto del mondo e andare a infilarsi in qualche buco nascosto, garantisce non solo la sopravvivenza dei singoli, quando le condizioni climatiche (come nel caso degli animali che vanno in letargo)diventano severe, ma anche quella dell'intera specie. Ricercatori dell' Università di Oslo e di Helsinki, lo hanno dimostrato prendendo in esame le 443 specie di mammiferi che adottano un comportamento «sleep-or-hide». Ci sono quelli che vanno in ibernazione per tutto l'inverno (per esempio marmotte e ghiri) oppure che hanno un semiletargo con brevi periodi di ibernazione e moderata attività nelle giornate più miti (tassi, orsi, scoiattoli), o ancora quelli che dormono di giorno e sono attivi di notte (pipistrelli), o quelli che soprattutto nei climi desertici caldi rallentano la loro attività ed il loro metabolismo ed entrano in uno stato di vita latente, chiamato estivazione (per esempio alcuni ricci orientali). Ma tra gli animali SLOH ci sono anche le comuni talpe, o il tamia siberiano, una specie di scoiattolo che scava gallerie nel terreno lunghe anche nove metri.
VANTAGGIO - L'idea che specie con questo tipo di comportamento potessero avere un vantaggio nella sopravvivenza rispetto alle altre era nata da uno studio che Lee Hsianga Liow, dell'Università di Oslo, aveva condotto in precedenza su campioni fossili, e che faceva intuire come anche in passato i mammiferi SLOH fossero stati presenti sulla Terra per un periodo più lungo rispetto alle specie di mammiferi non SLOH. I ricercatori perciò hanno voluto verificare con un lavoro sistematico se questa tendenza fosse vera anche per le specie viventi. Così hanno confrontato i dati disponibili. E hanno visto che i «dormiglioni» è gli «imbucati nel terreno» sono scarsamente presenti nelle «liste rosse» compilate dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN. Anzi molti gruppi, ai quali appartengono i roditori, i pipistrelli e le talpe (in totale il 70% dei mammiferi) sono generalmente in ottima salute. Solo il 17,5 % delle 2225 specie di roditori è in qualche modo minacciato ( per lo più in forme leggere), a confronto del 49% dei primati (scimmie e affini), del 81% dei perissodattili ( cavalli, rinoceronti, tapiri) o al 100% dei sirenidi( trichechi, lamantini). Con metodi statistici i ricercatori hanno anche escluso che fossero altri fattori a determinare il vantaggio, per esempio la larga distribuzione sul pianeta (che ovviamente facilita la sopravvivenza avendo a disposizione un vasto campionario di habitat) o la taglia( normalmente i più piccoli hanno un rischio minore di estinzione). Ma anche epurando questi fattori sono risultati egualmente avvantaggiati gli SLOH. «Questo comportamento permette ai mammiferi di funzionare a una velocità metabolica più bassa e a proteggerli dagli elementi fisici avversi - concludono i ricercatori - I mammiferi con un comportamento SLOH hanno una maggiore tendenza a sopravvivere nell'attuale crisi di estinzioni e probabilmente l'hanno avuta anche nelle crisi del passato perché hanno ridotto l'esposizione agli stress ambientali».
Massimo Spampani
21 febbraio 2009
La Pecora Nera





