domenica, novembre 30, 2008
Il dossier UE emanato il 6 novembre 2008 e' ancora molto insoddisfacente e sostiene la vivisezione.
29/11/2008 - Il responsabile europeo per l'ambiente prospetta il bando dei test di laboratorio sui parenti piu' stretti della specie umana - le "grandi scimmie", scimpanzè, gorilla, bonobo ed orangutang - in un tentativo di riduzione drastica dei test animali condotti dall'industria farmaceutica e da altri centri di ricerca.
Tuttavia, le altre specie di scimmie non vengono risparmiate. E' comunque un primo passo, perche' al posto delle grandi scimmie non si useranno altri animali, ma metodi senza animali. E' incoraggiante in questo senso la dichiarazione del commissario per l'ambiente Stavros Dimas: "E' di assoluta importanza allontanarsi dalla sperimentazione animale. La ricerca scientifica deve focalizzarsi nel trovare metodi alternativi ai test sugli animali e laddove le alternative non sono presenti la situazione degli animali tuttora impiegati nella sperimentazione deve essere migliorata."
A parte la seconda parte della frase, non condivisibile ne' da un punto di vista etico ne' da quello scientifico, la dichiarazione è stata accolta favorevolmente dal gruppo di pressione "Eurogroup for Animals", che pero' ha fatto notare i limiti della proposta, che esclude tutte le altre specie scimmie, che non beneficerebbero delle nuove norme. "Il Parlamento Europeo ha richiesto un bando totale di tutti i test sui primati non umani e il Parlamento viene eletto dalla gente," afferma un loro portavoce.
Nonostante queste dichiarazioni positive, tuttavia, l'esito dell'audizine del 6 novembre 2008 del Comitato Scientifico dell'Unione Europea, dedicata alla ricerca sui primati, non e' stato giudicato positivo dalla fondazione scientifica inglese per una ricerca senza animali Dr Hadwen Trust, in quanto il Comitato si e' epresso apertamente a favore di un tipo di ricerca basata sull'uso di animali. L'Opinione emessa dal Comitato ignora l'evidenza scientifica dei limiti della ricerca condotta sui primati e minimizza il potenziale delle tecniche alternative piu' avanzate.
Il Dr Hawden Trust, leader nella ricerca medica alternativa, afferma che pure se si tratta di "una verita' scomoda" per gli scienziati, alcuni dei primati adulti presentano facolta' mentali superiori a quelle dei bambini umani e quindi una strategia a livello europeo volta a sostituirli con tecniche alternative è questione di urgenza morale, oltre che scientifica.
L'opinione del Comitato Scientifico sulla Sanita' e i Rischi Ambientali (SCHER) era stata richiesta dalla Commissione della Comunita' Europea come parte della lungamente rimandata revisione della Direttiva 86/609/EEC, la "Legge sulla sperimentazione animale" europea.
La Commissione è stata sottoposta ad una forte pressione per esaminare le basi scientifiche ed etiche dell'eliminazione graduale in Europa della ricerca e sperimentazione sui primati. Nel settembre 2007 il Parlamento ha votato a larghissima maggioranza a favore di una Dichiarazione scritta che chiedeva la fine della ricerca sulle grandi scimmie e su quelle catturate in natura, per giungere ad una graduale eliminazione in Europa di questo tipo di ricerca, a favore di tecniche di ricerca etica alternative.
Nicky Gordon, Responsabile Scientifico del Dr Hawden Trust for Humane Research, afferma che SCHER ha fallito nel produrre un'opinione scientificamente equilibrata ed accurata sulla sperimentazione sui primati e le alternative a questa. Il Dr Hawden Trust chiedera' che venga elaborata una proposta piu' equilibrata.
"Questa pubblica consultazione avrebbe potuto e dovuto condurre ad un punto di svolta nella bioetica, dando indicazioni su quello che occorre fare per arrivare ad avere dei laboratori senza primati" afferma Nicky Gordon, "invece ne è emerso quello che si potrebbe interpretare come una condanna a morte, sacrificando la visione etica e scientifica sull'altare del mantenimento dello status quo. L'accettazione cieca della validita' della ricerca sui primati in aree come la neurologia, cardiologia, ed AIDS, nonostante chiare indicazioni contrarie, tradisce una sorprendente tendenza di parte e sottovaluta gravemente l'immenso potenziale di analoghe teniche non-animali.
Circa 10.500 primati non umani sono sottoposti ad esperimenti ogni anno, in Europa, nonostante molti di loro abbiamo capacita' cognitive piu' avanzate di quelle dei bambini umani. Sara' anche una verita' scomoda per alcuni scienziati, ma con la capacita' di soffrire che hanno i primati e con risultati cosi' deludenti della ricerca che li usa come cavie, una strategia ad alta priorita' per sostituire i primati negli esperimenti è questione di urgenza morale e scientifica. Tecniche avanzate come la scansione magnetica per immagini del cervello umano, modelli su computer e colture cellulari stanno gia' sostituendo i test sui primati con studi piu' rilevanti per i pazienti umani. Grazie ad ulteriori sviluppi tecnologici ,la sostituzione totale è raggiungibile, ma SCHER sembra ignorare questa direzione verso il progresso."
Il Dr Hawden Trust presentera' un reclamo formale presso la Commissione Europea.
Ricerca sui primati: cure fallite e nuove speranze.
AIDS: Nel corso di 25 anni, almeno 37 vaccini contro l'HIV testati su animali hanno fallito in esperimenti su esseri umani, nessuno di questi ha avuto successo. I macachi rhesus sono i "modelli" privilegiati, ma potrebbero essere sostituiti da un approccio combinato - studi epidemiologici, sangue umano e cellule in provetta, includendo anche il programma avviato di recente "sistema immunitario umano in provetta", biologia molecolare e simulazioni al computer.
CARDIOLOGIA: Novantacinque farmaci di uso cardiologico hanno superato i test sugli animali ma non i test clinici sugli umani. Per anni sono stati impiegati i primati che hanno fallito nel produrre nuovi farmaci sicuri ed efficaci. Studi sulle popolazioni, simulazioni del cervello, analisi del cervello post-mortem e colture in vitro multicelullari potrebbero fornire dati ben piu' utili.
MALARIA: Fino a due milioni di persone muoiono di malaria ogni anno. I vaccini sviluppati e testati sui primati hanno fallito sugli umani. Le colture in vitro di cellule epatiche umane potrebbero rapidamente prendere il posto dei primati nella scoperta di vaccini adeguati e nello screening dei farmaci anti-malaria.
FUNZIONI CEREBRALI: La ricerca sui processi psicologici umani come la memoria e la depressione puo' comportare sia la rimozione di parti del cervello dei primati che l'impianto di elettrodi nello stesso. Gli sviluppi nelle tecniche non invasive di scansione del cervello per immagini sono ora in grado di produrre una serie di tecniche d'avanguardia, tra cui la creazione di lesioni "virtuali" temporanee nel cervello umano. Con queste tecniche piu' efficaci a disposizione, l'uso dei primati è scientificamente sorpassato oltre che eticamente inappropriato.
EPATITE C: Nonostate decenni di sperimentazione animale, non è emersa alcuna cura definitiva o vaccino. La simulazione con modelli matematici si è rivelata utile per i malati di epatite C, chiarendo le dinamiche del virus e migliorando i trattamenti farmacologici. Enormi passi avanti si sono ottenuti con le colture cellulari e lo screening farmacologico.
Nonostante questi fallimenti, in Europa sono stati utilizzati 10.451 primati nel 2005; la grande maggioranza (7.000) sono stati usati per studi tossicologici, 1.450 per ricerca medica di base, che comprendeanche ricerche sul cervello, e 1.400 per ricerca e sviluppo di farmaci. Negli Stati Uniti, sono stati utilizzati 62.315 primati nel 2006. Si stima che in Giappone siano stati utilizzati nel 2004 2.802 primati. Nel Regno Unito, sono stati utilizzati nel 2007 3.125 primati.
Fonti:
Reuters, EU Great Apes Debate leads to testing ban proposal, 5 novembre 2008
Dr. Hadwen Trust, EU primate research hearing condemned for 'astonishing bias', 6 novembre 2008
sabato, novembre 29, 2008
ROMA, 29 novembre 2008 - Fare allungare le radici di una pianta perché possa crescere in zone aride, o fare in modo che i suoi frutti siano più grandi e numerosi senza utilizzare fertilizzanti: diventa possibile grazie alla ricerca italiana pubblicata questa settimana sulla rivista Science. Diventa possibile modificare la genetica delle piante senza introdurre in esse nuovi geni, ma potenziando o riducendo l'attività dei geni che controllano i fattori di crescita che regolano lo sviluppo delle piante. "In pratica acceleriamo il processo di evoluzione: modificando i geni stessi della pianta otteniamo in due anni quello che in natura richiederebbe tempi lunghissimi", spiega la coordinatrice della ricerca, Sabrina Sabatini, dell'università di Roma La Sapienza. Lo studio è stato condotto dal gruppo di Paolo Costantino, del dipartimento di Genetica e biologia molecolare e accademico dei Lincei. I ricercatori sono riusciti a scoprire il segreto che regola l'equilibrio fra i due principali fattori di crescita delle piante, gli ormoni auxina e citochinina: insieme controllano la crescita delle cellule, regolandone la divisione e il differenziamento, e di conseguenza la crescita degli organi della pianta. "La crescita di qualsiasi organismo - osserva Sabatini - si basa sulla decisione che ogni cellula deve decidere se lasciarsi aperte tante vie sviluppo oppure specializzarsi. Sono decisioni importantissime, che determinano la vita di un organismo". Decisioni che, come hanno scoperto i ricercatori italiani, dipendono dalla competizione tra i due ormoni: se "vince" l'auxina le cellule restano immature e possono solo dividersi; se la vittoria è della citochinina la cellula si specializza, cresce e diventa adulta. Per la prima volta questo complesso quadro di istruzioni molecolari che regola lo sviluppo delle piante è finalmente chiaro e l'uomo può intervenire in quella "zona di transizione", come la chiamano i ricercatori, nella quale si decide il destino della pianta. La zona, cioé, dove si gioca il "duello" fra auxina e citochinina e dove si decide perciò il futuro della pianta. "Aumentando o riducendo i livelli di ciascun ormone - spiega la ricercatrice - diventa possibile modificare le dimensioni degli organi della pianta. Per esempio, si possono ottenere piante con radici più lunghe, in modo che raggiungano le falde acquifere e riescano a sopravvivere in terreni aridi. O si possono produrre piante con radici molto corte, in modo che non raggiungano zone ad alta salinità". Sabrina Sabatini è tornata a lavorare in Italia nel 2003: "riesco a lavorare grazie a una borsa della fondazione Armenise, che per cinque anni mi ha finanziato carriera e ricerca". Per la legge sul rientro dei cervelli avrebbe dovuto avere la carica di professore associato, ma non è successo: "sono ricercatore, ma per il momento resto qui", anche se con un po' di amaro.
ANSA
venerdì, novembre 28, 2008
Richiesta della presidente Carla Rocchi
28 novembre 2008 - Lotto, novanta numeri per i tuoi sogni: 61, Il cacciatore. Questo lo spot pubblicitario del gruppo Lottomatica che l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) ha chiesto con una lettera indirizzata al presidente della società di ritirare dalle reti televisive.
La pubblicità rappresenta un giocatore di golf che facendo un tiro con la sua mazza abbatte un uccellino che sta volando in cielo. Lo spot si chiude con un primo piano del giocatore che, con espressione a metà tra il compiaciuto e il divertito.
"Certa che la messa in onda dello spot sia il frutto di un spiacevole equivoco, sono altrettanto sicura che Lei vorrà ritirare il messaggio pubblicitario dalla programmazione televisiva, tenendo così nella dovuta considerazione la sensibilità delle associazioni animaliste e della maggioranza degli italiani, nettamente contraria alla pratica venatoria in quanto tale", ha scritto Carla Rocchi, presidente dell'Enpa.
"Secondo il giudizio non solo nostro infatti, ma anche dei molti cittadini che ci hanno contattato, lo spot in questione costituisce, specie per un'azienda seria e responsabile quale Lottomatica, una grave caduta di stile - ha concluso Enpa - Qualsiasi gesto di violenza nei confronti di un animale è un atto che causa sofferenza, e dunque, non può essere oggetto di una campagna pubblicitaria dai toni improntati a una scanzonata indifferenza".
(ANSA)
giovedì, novembre 27, 2008
Migliaia di cavalli selvatici nel nord America rischiavano di venire soppressi. Il governo federale, come riportava il New York Sun, aveva proposto l'eliminazione delle mandrie di cavalli in eccesso, il cui mantenimento grava sulle casse statali.
Il Bureau of Land Management (BLM) ovvero l’Agenzia per la gestione delle terre aveva affermato che non poteva più permettersi di sostenere i costi per radunare i cavalli selvaggi e mantenerli all’interno dei propri recinti fino al momento dell’adozione.
L’OIPA aveva lanciato un appello per chiedere alle autorità americane di proteggere i cavalli. Il governo deve attenersi alla legge per la protezione dei cavalli in vigore dal 1971 la quale prescrive che il territorio deve essere gestito in modo tale da preservare i cavalli nel loro ambiente naturale. Le soppressioni di massa non sono una soluzione etica accettabile per gestire questi splendidi animali, considerati patrimonio del West.
Abbiamo scritto al BML per avere informazioni sugli sviluppi della vicenda. Il 17 Novembre si è tenuto un incontro del Comitato Consultivo del BML per discutere la situazione attuale.
I motivi per cui il BML non ha proceduto con le soppressioni degli animali sani e nemmeno alla vendita, sono dovuti alle proteste giunte da tutto il mondo.
Il BML sta raccogliendo fondi per mantenere i cavalli, si tratta di circa 33.000 cavalli selvaticii, collocati in 10 Stati del West.
Madeleine Pickens, moglie di un magnate del petrolio texano, in questi giorni ha presentato l’offerta per l’acquisto di un terreno, un milione di acri da destinare a rifugio per i cavalli selvatici. Il BML ha acconsentito ad affidarle i cavalli, quando il luogo sarà individuato. La signora Pickens sta creando una fondazione finalizzata a proteggere i cavalli.
L’OIPA rinnova il ringraziamento a tutti coloro che hanno firmato l’appello per i cavalli selvatici americani. Il BLM ha ricevuto oltre 40.000 messaggi scritti di protesta contro la soppressione di questi animali. Noi continueremo a monitorare la situazione per fare in modo che gli sforzi delle autorità competenti siano sempre diretti verso la protezione dei cavalli.
Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director
I pneumatici fatti con le alghe
27 novembre 2008
Le alghe verdi che infastidiscono tanto i frequentatori delle spiagge, potrebbero diventare in futuro delle materie prime importanti per la produzione di pneumatici per autoveicoli. Lo rivela uno studio portato avanti dal professor Felix Carrasco dell’Università di Girona (Spagna). Queste rappresenterebbero una risorsa naturale e rinnovabile e sarebbero capaci, grazie ai loro polisaccaridi, di sostituire in parte la silice presente nei pneumatici.
Le alghe infatti verrebbero utilizzate solamente come materiale di rinforzo, vale a dire non in sostituzione di tutte le silice, ma in una percentuale compresa fra il 10 e il 20%, quantità questa che non comprometterebbe le proprietà meccaniche del pneumatico. Il vantaggio sarebbe quello di avere una materia prima rinnovabile praticamente gratuita, risparmiando sul prezzo della silice, il cui costo è di circa 1,06 euro al chilo.
Il processo non richiederebbe grandi innovazioni da un punto di vista tecnico e non altererebbe gli attuali standard di produzione. Inoltre, secondo alcuni calcoli, si potrebbe avere un risparmio di circa il 10% dei costi di produzione nell’intero processo industriale.
L’utilizzo di alghe verdi è però qualcosa di più di un semplice esperimento di laboratorio, tanto che la Pirelli ha già acquistato il brevetto, anche se non ha ancora previsto una commercializzazione del prodotto. Carrasco ha poi spiegato in un’intervista che il problema principale per mettere sul mercato questi pneumatici sarebbe innanzitutto quello di convincere gli utenti della loro affidabilità, cosa comunque già ampiamente attestata nelle prove di laboratorio.
Questo nuovo materiale ha infatti superato prove su diversi parametri: la stima della densità, della durezza, della resistenza alla lacerazione, della viscosità di riscaldamento. Per tutti si sono ottenuti buoni risultati in base alle norme di sicurezza.
Il paradosso, commenta Carrasco, è che quando c’è un nuovo prodotto, anche se si dimostra sicuro ed economicamente conveniente, ci si scontra con la difficoltà a modificare le abitudini dei consumatori.
Per far in modo che la commercializzazione della Pirelli vada a buon fine sarà pertanto necessaria una buona campagna di informazione mirata a far conoscere ai potenziali clienti non solo i benefici economico-ambientali del prodotto, ma anche (e sopratutto) le caratteristiche di affidabilità.
Via | Ambientum.com
Foto | Flickr
www.ecoblog.it
Per gli animalisti dietro i toni allarmistici di una presunta “emergenza cinghiali” ci sono i “furbetti” che cercano il pretesto per sparare nelle aree protette
27 novembre 2008 - “Vigileremo affinché il controllo dei cinghiali non divenga un facile escamotage per dare il via libera alle carabine ed alle doppiette di centinaia di cacciatori nei Parchi e riserve siciliani, avviando una ‘nuova politica’ sulla fauna fatta a suon di fucilate”. Così la LAV interviene nel dibattito scaturito dopo la pubblicazione, nell’ultima gazzetta ufficiale, della leggina “ammazza-cinghiali” votata all’unanimità dall’Assemblea regionale siciliana con un “inciucio filovenatorio” stigmatizzato dall’Associazione animalista nel suo sito web www.lavsicilia.it
“E’ evidente che molti “furbetti” (non del quartierino ma dei parchi) - dichiara Ennio Bonfanti, responsabile regionale “fauna” della LAV Sicilia - sono già pronti ad invocare la nuova leggina - il cui articolato è stato pesantemente censurato dal Commissario dello Stato per gravi vizi di costituzionalità - fomentando con toni allarmistici una presunta “emergenza cinghiali”, che si vorrebbe usare quale pretesto per sparare nelle aree protette siciliane. Ogni tentativo del genere - o la già preannunciata intenzione di applicare la legge contro conigli ed altri animali in altri parchi e riserve - troverà la ferma opposizione della LAV, pronta ad adire le vie legali per garantire il rispetto delle norme a tutela della fauna e delle aree protette”.
Per la LAV, inoltre, destano perplessità le dichiarazioni rilasciate dai vertici del Parco delle Madonne e l’avvio di corsi per decine di cacciatori assoldati per uccidere la fauna: “Da mesi la principale preoccupazione dell’Ente Parco e di certi amministratori comunali madoniti è quella di trovare a tutti i costi il modo di far sparare dentro l’area protetta – prosegue Bonfanti -. Fino a quando le aree naturali verranno gestite in questo modo e da soggetti professionalmente e culturalmente inadeguati ad affrontare i temi della conservazione della natura, per la fauna siciliana ci saranno sempre e solo piombo e morte”.
mercoledì, novembre 26, 2008
25 novembre 2008 - Forse siamo arrivati alla fine dei numeri con elefanti, tigri, scimmie ammaestrate e altri poveri animali costretti ad esibirsi per il sollazzo umano nei circhi tradizionali. E questo perché a destra come a sinistra la direzione comune è quella di impedire che le fiere siano protagoniste di show, lontani dal loro habitat naturale, costretti a fare mostra di sé dopo aver subito addestramenti discutibili sul piano della violenza fisica e psicologica. Forse, semplicemente, vivere in pochi metri quadrati, sempre legati ad una catena, non viene più considerato un fatto accettabile. Con questo spirito è arrivata la proposta di legge della giovane parlamentare siciliana Gabriella Giammanco (Pdl), che sta incassando un'adesione bipartisan, tra cui quella del ministro ombra dell'Ambiente del Pd, Ermete Realacci. Il provvedimento, presentato alla Camera insieme alle associazioni animaliste, ha ricevuto il sostegno dell'attore Giorgio Panariello e della conduttrice televisiva Licia Colò.
Sempre sensibile al tema Licia Colò: ''Ho avuto la fortuna di vedere gli animali in natura e anche se alcuni grandi circhi dicono che gli animali sono un bene prezioso, il fatto stesso di averli privati della libertà è sufficiente a farmi sostenere che non debbano essere impiegati negli spettacoli''. ''Vedere gli animali in un circo significa vederli reclusi, in una sorta di campo di concentramento'', ha affermato Carla Rocchi, presidente dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa).
''In Europa ci sono 15 Paesi che hanno proibito, del tutto o parzialmente, l'esibizione di circhi con animali", ha ricordato Gianluca Felicetti, presidente Lega antivivisezione (Lav). "Belgio, Austria e Polonia hanno stabilito di limitare il divieto all'utilizzo di sole specie selvatiche''. E la realtà sembra non sia così lontana: ''Il mondo del circo ha già compiuto il 90% del cammino in questa direzione'' ha detto Antonio Buccioni, rappresentante degli enti circhi e vicepresidente Agis. Secondo l'esponente Pdl, Gabriella Giammanco, ''l'uso degli animali non è più tollerabile, è anacronistico e superfluo''.
Con il provvedimento, le risorse del Fondo unico per lo spettacolo andranno solo ai circhi e agli spettacoli viaggianti che non utilizzano animali, si vieta l'ingresso in Italia ai circhi con animali e prevede che sia istituita, presso il ministero dell' Ambiente, una commissione che si occupi di gestire la dismissione graduale degli animali dai circhi, occupandosi della migliore sistemazione alternativa. ''Questa proposta non è contro gli spettacoli circensi - ha sottolineato Giammanco - ma oggi il circo sopravvive grazie allo Stato che lo finanzia e penso che debba rispettare gli animali e la loro natura''.
Tiscali News
Kristen Johnston posa nuda per l'ultima campagna della PETA
26 novembre 2008
Kristen Johnston è l’ultima star ad apparire - tanto per cambiare - nuda per una campagna PETA. Questa volta l’obiettivo è fermare le carrozze a cavallo a New York. L’attrice ha deciso di diventare testimonial della PETA dopo aver visto Blinders, un documentario sulla condizione dei cavalli utilizzati per trainare le carrozze a New York.
Quelli di PETA non brillano certo per la fantasia. L’unico cambiamento rispetto al solito è stato quello di inserire un cavallo, in un curioso omaggio a Lady Godiva. Per chi non la conosce, la leggenda narra che fosse la moglie del conte Leofrico di Coventry, e che cavalcò nuda per le vie della città per cancellare uno dei tributi che il marito aveva imposto.
Dopo il salto troverete il trailer di Blinders ed il link ad altro materiale di approfondimento sulla nuova campagna PETA.
Blinders
The Cruelty of Horse-Drawn Carriages
Incidents Involving Horse-Drawn Carriages
martedì, novembre 25, 2008
Impegno votato per la Commissione di Bruxelles
25 novembre 2008 - Albert Einstein aveva avvertito che se "le api spariranno, la specie umana ne seguirà l'esodo poco dopo". E l'Europarlamento raccoglie l'allarme di allora: se continueremo a non occuparci della popolazione delle api, ci saranno delle ripercussioni enorme sul nostro già instabile equilibrio della catena alimentare. Niente più ronzio, miele e fiori se non iniziamo a difendere le nostre api. La raccolta del miele è stata praticata per millenni in Europa. Le prime tracce di arnie costruite dall'uomo risalgono al sesto millennio a.C. circa, e le ultime? Secondo gli storici furono gli egiziani che per primi impararono ad addomesticare le api selvatiche, ma oggi il riscaldamento climatico e l'industrializzazione stanno facendo sparire il prezioso nettare e le sue operaie.
I deputati hanno chiesto alla Commissione europea di agire prontamente in difesa delle api, anche con il sostegno dei dati prodotti dagli scienziati che hanno stimato che il 76% della produzione di cibo diretto al consumo umano dipende dal settore dell'apicoltura e che l'84% dei vegetali coltivati in europa dipendono dall'impollinazione. Mentre non c'é accordo totale nella comunità scientifica sulle ragioni della graduale estinzione delle api attribuita di volta in volta ai pesticidi, alla mancanza di differenze genetiche, al cambiamento climatico, all'interferenza dei campi magnetici: pali elettrici e di cellulari. Senza contare che le monoculture troppo estese rendono difficile per le api trovare abbastanza nettare per alimentarsi. Per agire contro il mal nutrimento gli eurodeputati hanno proposto di creare un'area di recupero nelle grandi zone di semina. Queste aree di rispetto, dove cresceranno piante ricche di nettare, potrebbero essere create in quelle zone del terreno che sono più difficili da coltivare. Il Parlamento dunque ritiene fondamentale reagire senza indugio alla crisi in modo appropriato e con strumenti efficaci: occorre far fronte alla concorrenza sleale dei prodotti dell'apicoltura provenienti da paesi terzi per effetto, tra l'altro, di costi di produzione inferiori, in particolare per quanto riguarda i prezzi dello zucchero e della manodopera; chiede che venga resa obbligatoria l'indicazione del paese d'origine del miele d'api sull' etichetta. Invita la Commissione ad intensificare quanto prima la ricerca sui parassiti e sulle malattie che stanno decimando le api, mettendo a disposizione ulteriori risorse di bilancio a tale fine; e di promuovere le misure necessarie per limitare i rischi di un'impollinazione insufficiente, tanto per gli apicoltori quanto per gli agricoltori, la cui produzione potrebbe aumentare considerevolmente. Chiede inoltre alla Commissione di garantire il controllo e la sorveglianza della qualità delle acque di superficie, essendo le api molto sensibili a qualsiasi deterioramento dell'ambiente. E la esorta a proporre un meccanismo di aiuto finanziario per le aziende del settore, in difficoltà a seguito della moria del loro patrimonio avicolo, invitando tutti gli Stati membri ad assegnare aiuti immediati al settore.
(ANSA)
Kinshasa, 25 novembre 2008 - Le guardie del parco dei Virunga, in Congo, hanno nuovamente accesso alla zona che ospita circa 200 gorilla di montagna e dalla quale erano stati costretti a stare lontani da circa 14 mesi a causa dei combattimenti tra ribelli e governativi nell'est della Repubblica democratica del Congo (Rdc, ex Zaire). Lo ha reso noto il direttore del parco, spiegando che c'é stato un accordo in tal senso con i ribelli che, di fatto, hanno il controllo dell'area.
"Da ieri abbiamo potuto andare nella zona dove vivono i gorilla", ha spiegato, aggiungendo che le guardie stanno cominciando a censire gli animali (ne esistono 700 in tutto il mondo). "Nel giro di un mese dovremmo riscire a sapere quanti sono - ha concluso il direttore - e come sono le loro condizioni di salute".
Il parco dei Virunga - la cui principale attrazione sono i gorilla di montagna, una specie a rischio estinzione - è uno dei principali parchi nazionali dell'Africa ed è classificato patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco.
(ANSA-AFP)
lunedì, novembre 24, 2008
Sette gli ettari interessati tra i fiumi Tartaro e Tartarello, iniziativa della Lac
24 novembre 2008 - Proibire la caccia su quei territori, favorire lo sviluppo di flora e fauna e provare ad acquistare altri terreni delle Valli Grandi Veronesi, comprese fra l'Adige e il Po.
Con questo triplice obiettivo sabato scorso la sezione veronese della Lac, Lega per l'abolizione della caccia, ha preso in affitto un terreno paludoso nel Comune di Erbè con lo scopo, appunto, di proteggerlo. Il terreno ha una superficie di circa sette ettari ed è compreso tra i fiumi Tartaro e Tartarello. Fa parte del sito di Natura 2000 denominato «Palude di Pellegrina», vasto 111 ettari. Questo luogo è una zona umida ideale per la presenza e la crescita di molte specie di uccelli. Sia per le specie particolarmente protette di volatili quali il tarabusino, il nibbio bruno e falco cuculo, sia per quelle protette come l' airone cenerino, la marzaiola, la cannaiola, il cannareccione e il migliarino di palude. La trattativa per prendere in affitto questi terreni è stata improvvisa.
Non appena i delegati della sezione Lac scaligera hanno saputo che il precedente accordo tra i proprietari del terreno e la cooperativa Ca' Magre per l'affitto era scaduto, hanno avviato le pratiche per la firma del nuovo contratto. Ottenendo la localizzazione del sito per i prossimi dieci anni versando una cifra mensile simbolica ai giovani proprietari che, ricevuto il terreno in eredità dai rispettivi padri, non sapevano cosa farsene. Adesso, il primo passo che la Lac intende fare è informarsi con gli uffici provinciali per far sì che in quei terreni sia vietata la caccia.
Questo è il motivo per cui è stata fondata, nel 1978 la Lega, che ha 37 sezioni in 16 regioni italiane. Promuove l'abolizione della caccia, la difesa della fauna, la conservazione e il ripristino dell'ambiente, con iniziative giuridiche, politiche, culturali, educative, informative e editoriali.
Dino Guerrini
Corriere del Veneto
Annuncio del Governo di Ottawa
24 novembre 2008 - Nonostante gli inviti e i segnali arrivati anche dall'Unione Europea, il nuovo governo canadese ha reso noto che non modificherà le norme che regolano la caccia alle foche. Ciò significa che il Canada proseguirà con la caccia alle foche.
Lo ha dichiarato il nuovo ministro della Pesca, Gail Shea, in un'intervista pubblicata oggi dalla Canadian Press. Shea si è detta "estremamente delusa" delle misure paventate dall'Ue che tenendo a vietare la produzione di prodotti derivanti dalle foche. "Ma ¿ ha dichiarato ¿ non è previsto alcun cambiamento. Andremo avanti verso la caccia del 2009, procederemo come sempre".
Non verranno create nuove regole, né verrà vietato l'uso dell' hakapik, quella sorta di arpione speciale ideato appositamente per uccidere questi animali. Era stato proprio in seguito alla diffusione di immagini di cacciatori armati di hakapik e in piena attività che si era sollevata nel mondo un'ondata di proteste nei confronti del Canada. In seguito a quelle polemiche i responsabili politici di Labrador e Terranova si sono detti favorevoli alla abolizione della caccia alle foche.
(ANSA)
La Pecora Nera






