La Pecora Nera

Zooetica, Ecologia, Etologia e dintorni...

martedì, settembre 30, 2008

"Allarme veleno nel cibo per gli animali"

di ALBERTO GAINO, RAPHAEL ZANOTTI

TORINO - La melammina nel latte che sta avvelenando migliaia di neonati cinesi è arrivata anche in Italia. Non in prodotti alimentari consumati dall'uomo. L'Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte ha riscontrato la presenza della resina nociva in alcune scatole di cibo per cani e gatti, i cosiddetti pet food. Su 145 campioni prelevati dagli scaffali dei negozi torinesi, due prodotti sono risultati positivi alle analisi ed è subito partita la segnalazione. Il procuratore vicario di Torino Raffaele Guariniello ha aperto un fascicolo d'inchiesta ipotizzando i reati di commercio di sostanze alimentari nocive e frode in commercio (la melammina viene aggiunta in alcune farine per aumentare fittiziamente il contenuto proteico degli alimenti). Non solo. Ha ordinato una serie di controlli a tappeto paralleli a quelli già predisposti dal ministero della Salute in tutta Italia (i Nas stanno effettuando sequestri in trenta località diverse). L'idea è quella di allargare il più possibile la campionatura sui cibi per animali coinvolgendo i laboratori dell'Arpa, dell'Istituto zooprofilattico e delle facoltà di chimica e veterinaria dell'università.

Se l'allarme per l'uomo è recente dopo lo scandalo del latte in polvere cinese, per gli animali è già scattato da due anni. Tutto ha avuto inizio negli Stati Uniti che, tra il settembre e il dicembre 2006, hanno importato dalla Cina partite di farina di mais e frumento contaminate. Le farine sono state utilizzate dai produttori americani per confezionare cibo per animali domestici. Nel giro di poco, però, negli Usa si è assistito a una strage: sono morti 1950 gatti e 2200 cani. Dai veterinari sono piovute 10.000 segnalazioni per insolite morti di animali domestici dovute a insufficienza renale. In pochi mesi sono arrivate 17.000 lettere di protesta da parte dei consumatori e la Fda (Food and Drug Administration americana) ha ritirato dal commercio intere partite di cibo per cani e gatti. Le analisi hanno confermato il problema: su 750 campioni di farina di mais, 330 risultavano contaminati. E su 85 campioni di proteine di riso, in 27 era presente la melammina.

La Fda americana ha lanciato un allarme contaminazione, ripreso il 2 maggio 2007 dalla Commissione Europea che ha chiesto controlli sulle materie prime agli Stati membri dell'Ue. In Italia le verifiche sono partite dal 23 luglio dell'anno scorso. Per ora non sembra che ci siano pericoli per l'uomo. In un dossier presentato a un recentissimo convegno dell'Istituto zooprofilattico del Piemonte (e acquisito dal procuratore vicario Guariniello) si legge: «Per quanto riguarda la valutazione di esposizione nell'uomo, la Fda ritiene che sia improbabile che l'uomo possa venire in contatto con livelli di contaminazione quali quelli rilevati nei mangimi per animali». La preoccupazione, però, è sulla catena alimentare lunga. Nel dossier emerge la tossicità della malamina non solo per cani e gatti, ma anche per gli ovini.

«Dosi giornaliere di 25 e 50 grammi di melammina a capo - si legge - hanno determinato la morte di soggetti dopo 9 e 7 giorni di esposizione con lesioni renali e abosamali, cistite emorragica e infiammazione dell'intestino cieco. A dosi di 10 grammi, due pecore su tre sono morte entro 31 giorni, con cristalli renali ed edema polmonare». Ma come possono non farsi prendere dal panico proprietari di animali domestici e allevatori? «Rintracciabilità e tracciabilità dei prodotti sono imposti dalla normativa europea - spiega Gandolfo Barbarino, dirigente del servizio veterinario della Regione Piemonte - e tutto ciò che entra nella catena alimentare deve risultare. Ciò non toglie che per gli acquirenti dei cibi resti problematico orientarsi: negli Stati Uniti i prodotti contaminati risultavano made in Usa sulle confezioni, che non contenevano riferimenti ai fornitori cinesi». In Europa si punta su forti vincoli al sistema delle imprese: autocontrolli, tracciabilità, polizze assicurative per rifondere i danni alla salute provocati e contribuzioni per il potenziamento dei controlli pubblici che, se efficaci e tempestivi, rappresentano la miglior prevenzione.

Dopo i controlli sui cibi, ora l'Istituto zooprofilattico piemontese sta approntando un altro tipo di analisi: un monitoraggio autoptico sui decessi di gatti e cani attraverso la rete dei veterinari. È importante capire quali conseguenze può avere l'eventuale contaminazione dei pet food.

www.lastampa.it

postato da camozzi 11:04 | commenti | denuncia e petizioni

lunedì, settembre 29, 2008

La fotografa degli animali Tanja Askani

Tanja Askani con un procionide


foto di Liba Radovà - www.tanja-askani.de

Copenaghen, turbine eoliche come opere d'arte

28 settembre 2008 

Eolico off shoreL’eolico è oggetto spesso di numerosi dibattiti in cui si dividono in modo abbastanza netto le opinioni dei favorevoli e quelle dei contrari. Tuttavia, in Danimarca, c’è chi va oltre e definisce addirittura le turbine eoliche come “vere e proprie opere d’arte”.

Parole e musica dell’ingegnere danese Niels Lund del Copenaghen Environment and Energy Office, proprietario di sette aerogeneratori del parco eolico Middelgrunden OFF-Shore Wind Farm che si trova di fronte a Copenaghen nello stretto tra mar Baltico e Kattegat. Copenaghen è una delle capitali europee dell’ambiente per eccellenza e la Danimarca conta 5.200 turbine eoliche che coprono il 20% del fabbisogno di energia elettrica nazionale.

La Danimarca iniziò nel ‘78 a investire sull’energia eolica ed è ora diventato anche il primo produttore al mondo di tecnologia: il 35% delle turbine nel mondo sono danesi. Secondo Lund lo sviluppo di questa tecnologia nello stato nord europeo si deve sopratutto ad una attenta programmazione politica, anche se, continua l’esperto, il panorama è cambiato negli ultimi anni.

Nonostante più della metà dei danesi sia favorevole all’installazione di nuove turbine eoliche - spiega Lund - negli ultimi sei anni non se ne sono piu’ costruite di nuove. Il nuovo governo è meno favorevole: prima i prezzi a cui viene comprata l’energia erano competitivi e la rete di distribuzione dell’energia prodotta doveva farsi carico dell’allaccio delle turbine alla propria rete, dato che i parchi sono di privati e piccole società, non dello Stato.

Lund rimarca inoltre l’aspetto dell’aumento dei prezzi. Il costo medio delle turbine di sua proprietà si aggira sui 2,3 milioni di euro, cioè un aumento del 30-40% rispetto a qualche anno fa. Nonostante questa fase di stallo Lund ha già pronti altri tre progetti off shore.

Via | Ansa.it
Foto | Flickr

domenica, settembre 28, 2008

Scuole e case su scorie tossiche
Sette indagati a Crotone

350mila tonnellate di scorie industriali altamente tossiche "riciclate" come materiale da costruzione. Contenevano arsenico, zinco, piombo, indio, germanio e mercurio. Sequestro preventivo di 18 aree fra Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro

Crotone dall'alto

Scorie industriali altamente tossiche per 350 mila tonnellate "riciclate" come materiale da costruzione: è il quadro inquietante, da disastro ambientale, che emerge dall'operazione "Black Mountains" condotta dalla Polizia di Stato sotto le direttive della Procura della Repubblica di Crotone. Arsenico, zinco, piombo, indio, germanio e mercurio: c'è un vero e proprio campionario di veleni alla base del sequestro preventivo di 18 aree dislocate tra i comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro.

Sette le persone iscritte nel registro degli indagati: il legale rappresentante pro-tempore della Pertusola Sud; quelli di tre imprese edili, due di Crotone e una di Parma, e tre funzionari dell'ex Presidio multizonale di prevenzione dell'ex Azienda sanitaria di Catanzaro. Sono tre gli istituti scolastici a cui sono stati apposti i sigilli: due nella città di Pitagora, la scuola media San Francesco e una scuola media superiore, e un'altra elementare a Cutro. Il materiale nocivo, che in base agli esiti delle indagini, proverrebbe dallo stabilimento Pertusola Sud, del Gruppo Eni, che ha interrotto la produzione di zinco alla fine degli anni Novanta, sarebbe stato utilizzato (miscelato con polveri provenienti dall'Ilva di Taranto) da imprese di costruzioni per la realizzazione di strade, strutture commerciali, abitazioni e complessi edilizi, banchine del porto.

Sostanze ad alto potenziale cancerogeno che avrebbero dovuto essere stoccate in discariche controllate e che, invece, sono diventate materiale da costruzione per strade, centri commerciali, abitazioni. Quantità enormi di rifiuti pericolosi in grado di inquinare anche le falde acquifere. Una situazione resa più difficile dall'impossibilità di monitorare il rischio anche per la mancanza di un registro tumori. È netto il commento del presidente di Legambiente, Vittorio Cogliani Dezza. "I traffici illeciti dei rifiuti - dice - e le attività criminali che devastano il Paese minacciando la salute delle persone vanno combattuti con ogni mezzo". La vicenda ha suscitato scalpore negli ambienti politici. Di "eccezionale gravità" ha parlato il ministro dell'Interno del governo ombra del Pd, Marco Minniti. La Provincia di Crotone ha annunciato che si costituirà parte civile contro l'Eni. 

26 settembre 2008

www.lanuovaecologia.it

sabato, settembre 27, 2008

Auto e CO2. Il Parlamento europeo respinge la lobby franco-tedesca

Roma, Italia, 25 Settembre 2008 — Un grande risultato il voto di oggi al Parlamento europeo. Con una sorprendente successione di eventi, la Commissione Ambiente ha salvato la legge per ridurre l'impatto delle automobili sul clima. Gli euro-parlamentari hanno resistito alla dura pressione della lobby dell'industria automobilistica e hanno sostenuto la maggior parte delle misure proposte dalla Commissione europea per tagliare le emissioni dalle automobili.

La Commissione Ambiente non ha risposto alle raccomandazioni del relatore Guido Sacconi: ha rigettato le richieste di posticipare l'obiettivo di 130g per km proposto per il 2012 e di indebolire le sanzioni per il mancato adeguamento alle norme. La Commissione ha anche approvato un obiettivo non vincolante di 95g/km di CO2 entro il 2020, soggetto a revisione nel 2014.

Questo voto dimostra che la normativa sulle emissioni di CO2 delle automobili può ancora diventare la prima efficace legge dell'Unione europea per limitare il nostro impatto sul clima.

La palla passa adesso al Consiglio dell'Unione europea. Greenpeace chiede ai ministri dell'Ue di tenere in seria considerazione la posizione espressa dal Parlamento e di sostenere una legge efficace per limitare le emissioni di CO2 delle automobili e per proteggere il clima.

www.greenpeace.it

venerdì, settembre 26, 2008

FERMIAMO IL TRASPORTO DEGLI ANIMALI D’ALLEVAMENTO SU LUNGHE DISTANZE

La protezione degli animali d’allevamento durante il trasporto è sempre stata una delle questioni principali inerenti al benessere degli animali. Le attività della Commissione Europea in questo settore iniziano riconoscendo che gli animali sono degli esseri sensibili. L’obiettivo generale consiste nel garantire che gli animali non siano sottoposti a sofferenze o fatiche evitabili. I proprietari o i sorveglianti degli animali devono rispettare requisiti minimi di benessere.

  

La scarsa importanza attribuita dalle competenti autorità degli Stati membri all’applicazione della direttiva è uno dei problemi segnalati più di frequente nelle relazioni delle ONG, tra cui l’OIPA.
Dalle relazioni emerge che, spesso, gli Stati membri non intraprendono alcuna azione per rimediare alle inadempienze relative all’applicazione della direttiva.

  

Il protocollo sulla protezione ed il benessere degli animali allegato al trattato stabilisce che nella formulazione e nell'attuazione delle politiche comunitarie nei settori dell'agricoltura e dei trasporti la Comunità e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali.

  

Si impone, quindi, un miglioramento dei metodi di trattamento degli animali. Le persone che si occupano direttamente degli animali, così come gli ispettori ufficiali incaricati della supervisione delle operazioni, devono essere resi maggiormente consapevoli delle sofferenze degli animali e delle loro responsabilità nel prevenirle secondo quanto stabilito dalla legge.
Indagini e rapporti sul trasporto e macellazione di animali all’interno dell’Europa e in USA, Canada, Medio Oriente, Asia e Australia mostrano le terribile condizioni di vita degli animali.

  

Nel mese di ottobre, il trasporto di animali, su lunghe distanze sarà argomento dibattuto in Commissione europea.
Ogni anno milioni di animali vengono trasportati attraverso l’Europa, soffrono e patiscono sofferenze indicibili.
Firmate l’appello lanciato dall’OIPA per chiedere la revisione dell’attuale regolamento in vigore.

INVIA LA LETTERA DI PROTESTA!


LATTE ADULTERATO IN CINA; ANCHE DUE GORILLA SI SONO AMMALATI
In uno zoo

26 settembre 2008 - Sarebbero nientemeno che due gorilla le ultime vittime dello scandalo del latte contaminato in Cina, in quanto mostrano i primi segni di formazione di calcoli renali. Lo riportano oggi media locali.
A due gorilla, entrambi dello zoo di Hangzhou nella provincia di Zhejiang, nell'est del paese, uno dell'età di un anno e l'altro di tre anni, è stata diagnosticata una cristallizzazione nelle urine, riporta un sito web locale. Entrambi sono stati nutriti con latte del gruppo Sanlu, al centro dello scandalo che ha provocato finora la morte di quattro neonati e il ricovero di centinaia di bambini.
"La cristallizzazione ora è molto piccola, ma sta via via diventando più grande", ha detto Zhang Xu, un dottore del centro per animali dove i due gorilla sono stati condotti per essere curati, specificando però che finora in loro non sono stati riscontrati segni evidenti della formazione di calcoli renali.

(ANSA-REUTERS)

giovedì, settembre 25, 2008

Le piante stressate producono da sé la loro aspirina

25 settembre 2008

plantsSecondo quanto affermato dai ricercatori del Centro Nazionale per la ricerca atmosferica in Colorado, sembrerebbe che le piante poste di fronte a condizioni di stress come la siccità, producano una sostanza chimica paragonabile ad un’aspirina. Queste sostanze sono rilasciate sotto forma di gas per aumentare le difese biochimiche della pianta e secondo gli scienziati un controllo periodico di questo processo potrebbe aiutare gli agricoltori a prevenire eventuali danni alle colture.

In base a quanto affermato da Thomas Karl, uno dei ricercatori che ha guidato lo studio, la sostanza chimica rilasciata attiva la formazione di proteine che accrescono le difese biochimiche delle piante e ne riducono i possibili danni. Il salicilato di metile potrebbe agire come un “segnale” che permette agli agricoltori di intraprendere azioni contro i parassiti molto tempo prima: più velocemente si rileva cosa sta succedendo, tanto più velocemente si trarranno benefici, sia in termini di minor utilizzo di pesticidi che di una migliore gestione delle colture.

I ricercatori ritengono che le piante possano inviare questo segnale di pericolo tra di loro, aiutandosi l’un l’altra. Secondo le affermazioni del co-autore dello studio, Alex Guenther, questi risultati sono la prova tangibile che la comunicazione tra piante esista e che si verifichi a livello di ecosistema attraverso l’atmosfera.

Via | NewsBBC.co.uk
Foto | Flickr

www.ecoblog.it

CANI IN TRENO, ISTITUTO DI SANITA' SMENTISCE TRENITALIA
Mai fornito alcun parere

25 settembre 2008 - L'Istituto Superiore di Sanità nega di avere mai fornito alcun parere per legittimare il provvedimento che Trenitalia dovrebbe adottare dal 1° ottobre prossimo sul trasporto di animali domestici, limitando l'accesso alle carrozze ai cani di peso non superiore ai 6 Kg.
"In relazione a quanto apparso sul sito di Trenitalia in merito alle norme che regolano attualmente il trasporto di animali domestici da compagnia sui treni", si legge in una nota, l'Istituto Superiore di Sanità "dichiara di non aver mai fornito alcun parere" e "di non aver mai ricevuto alcuna richiesta da parte di Trenitalia di formulare un parere in merito alle misure igienico-sanitarie da adottare nel trasporto degli animali da compagnia. L'Istituto, infatti, solo attraverso specifiche convenzioni, in qualità di Ente Pubblico di Ricerca, può fornire pareri tecnici a soggetti estranei alla Pubblica Amministrazione".

(ANSA)

SEMPRE PIU' POPOLARE LA CARNE DI CANGURO IN AUSTRALIA
E sarebbe il loro simbolo nazionale...

25 settembre 2008 - Cambiano i menu in Australia e si allontanano i tempi monotoni di pasti a base di arrosto di agnello o bistecca di manzo con due verdure, mentre i meriti ambientali e di salute della carne di canguro cominciano a vincere la resistenza a mangiare l'icona nazionale.
Secondo gli ultimi dati del Bureau di economia agricola e delle ricerche (Abare), la quantità di carne di canguro preparata per il consumo umano ha raggiunto nel 2007 livelli record, pari a quasi metà dei canguri uccisi per eliminazione selezionata, mentre in passato il 70% era destinato a cibo per animali.
'La quantita' di carne di canguro prodotta per consumo umano, sia nel mercato interno sia in quello di esportazione, è in costante aumento, arrivando al 48% del totale nel 2007, contro il 36% nel 2002", scrive l'Abare.
La maggiore disponibilità di carne di canguro, e il suo basso prezzo, incoraggiano gli australiani a consumare un alimento che viene esportato sin dal 1959. Il più grande fornitore per il mercato interno, la Macro Meats, commercializza ormai circa 8000 tonnellate di carne l'anno per consumo umano domestico, cui se ne aggiungono circa 14 mila destinate all'esportazione.
Tutti i canguri vengono uccisi nel loro ambiente naturale da tiratori registrati, che operano secondo una quota stabilita dal governo federale. Ogni anno viene uccisa una quota che equivale al 12% della popolazione totale, in modo che il loro numero non scenda mai sono i livelli di mantenimento.
Paradossalmente la carne del marsupiale, pregiata per il basso livello di grassi, non può essere certificata come biologica perché i canguri arrivano dappertutto, non soltanto in aree verificabili. Il prezzo è anche un'attrazione per molti consumatori: il filetto di canguro si vende al dettaglio per 17 dollari australiani al chilo (poco più di 10 euro), mentre per il filetto di vitello biologico il prezzo supera i 40 dollari al chilo (24 euro).

(ANSA)

mercoledì, settembre 24, 2008

Trovato morto padre adottivo dell'orsetto Knut

Berlino, 24 settembre 2008 - Thomas Doerflein, l'inserviente dello zoo di Berlino diventato famoso come 'padre adottivo' dell'orsetto bianco Knut, nato in cattività e abbandonato dopo il parto da mamma orsa, è stato trovato morto stamattina a Berlino. Lo ha annunciato la polizia di Berlino.
Doerflein, 44 anni, che secondo l'agenzia tedesca Dpa era gravemente malato da tempo, è stato trovato in un appartamento del quartiere Wilmersdorf, poco distante dallo zoo.
Non si tratterebbe di morte violenta (omicidio o suicidio) - ha detto un portavoce della polizia - ma gli accertamenti non sono ancora terminati.
Doerflein ha curato Knut fin dalla nascita e ha vissuto accanto al cucciolo durante le prime settimane di vita nello zoo di Berlino, quando le reti tv di mezzo mondo mostrarono le immagini dell'orsetto bianco rifiutato dalla madre. Da allora Knut ha fatto guadagnare milioni di euro allo zoo. Al fianco dell'orsetto c'era sempre Doerflein, che ha giocato con lui nell'area recintata per diversi mesi, davanti a visitatori giunti da ogni parte del mondo.

(ANSA)

DAL 2001 NATE 60 CICOGNE BIANCHE IN CALABRIA
Lo rende noto la Lipu

23 settembre 2008 - Sono quattro le coppie di cicogne selvatiche che, dopo avere nidificato in Calabria, a Rende, hanno fatto ritorno in Africa per lo svernamento.
A riferirlo sono i naturalisti della sezione Lipu di Rende che dal 2003, in collaborazione con l'Enel Calabria, stanno attuando il progetto 'Cicogna bianca', con l'obiettivo di favorire la nidificazione di una specie assente dall'Italia da oltre 300 anni.
"E' dal 2001 che in Calabria - afferma Roberto Santopaolo, responsabile della sezione Lipu di Rende - la specie si riproduce in maniera regolare, ossia tutti gli anni. Si è inoltre passati dall'unica coppia nidificante nel 2001 alle quattro coppie del 2008, con oltre 60 cicogne nate nella regione in questi anni.
"Grazie al sostegno dell'Enel - prosegue Santopaolo - è stato possibile installare oltre 20 piattaforme artificiali per indurre la specie a nidificare e isolare altrettanti cavi elettrici per evitare il rischio di elettrocuzione che, per uccelli di grandi dimensioni come la Cicogna, rappresenta la principale causa di mortalità".

(ANSA)