La Pecora Nera

Zooetica, Ecologia, Etologia e dintorni...

lunedì, aprile 30, 2007

alertCONTRO GLI ESPERIMENTI SUI CANI AL NEW YORK MEDICAL COLLEGE

Fino a 20 anni fa i cani venivano comunemente utilizzati all’interno dei laboratori delle Facoltà di medicina, chirurgia, fisiologia, farmacologia degli Stati Uniti. La procedura prevedeva l’anestesia dell’animale per poi praticare tecniche chirurgiche o iniettare farmaci. Al termine del corso l’animale veniva ucciso.

Oggi il “New York Medical College” è una tra le poche facoltà di medicina che ancora utilizza i cani in questi crudeli ed inutili esercizi.
Fortunatamente molte sono le Università che hanno eliminato i laboratori animali dai loro piani di studio. L’innovazione, le nuove tecniche alternative e una crescente consapevolezza delle implicazioni etiche hanno facilitato il cambiamento. 
Nel mese di Marzo, 52 cani sono stati sottoposti ad esperimenti di laboratorio per esplorare il sistema circolatorio e poi soppressi.

Invia una mail al Preside di Facoltà di Medicina e alla Presidenza del Dipartimento di Fisiologia per far terminare immediatamente l’uso di animali durante i corsi.


INVIA LA LETTERA DI PROTESTA!

www.oipaitalia.com

postato da camozzi 19:55 | commenti (2) | vivisezione, denuncia e petizioni

FAO: Agricoltura e allevamento giocano un ruolo chiave nel problema del degrado ambientale

La produzione di carne sottopone a forte impatto ambientale molti ecosistemi, riconosce la FAO, e contribuisce ai tanti problemi ambientali che si riscontrano in tutto il mondo.

Secondo la FAO "occorre applicare sostanziali modifiche politiche e tecniche per contrastare l'impatto ambientale dell'allevamento, altimenti si assistera' a un drammatico peggioramento della situazione". Questo e' quanto emerge dal rapporto preparato dagli esperti per l'incontro del Comitato sull'Agricoltura tenutosi a Roma tra il 25 e 28 aprile 2007.

E' un bene che la FAO continui a porre attenzione a questo problema, ma occorre avere il coraggio di dire, prima o poi, che l'unica "modifica sostanziale" da fare e' quella di invertire la tendenza, e iniziare a consumare meno alimenti animali nei paesi industriallizati, e contrastare la tendenza - anziche' incentivarla, come oggi sta avvenendo - a un aumento del consumo di alimenti animali nei paesi in via di sviluppo, che seguono il cattivo esempio dei paesi occidentali anziche' seguire le proprie tradizioni di un'alimentazione basata sul consumo diretto di cibi vegetali.

Come la stessa FAO ammette, le emissioni di biossido di carbonio continuano ad aumentare, un numero sempre maggiore di specie si estingue e la desertificazione continua a essere una fonte di preoccupazione in molti paesi. La popolazione mondiale continuera' ad aumentare nel futuro, e quindi servira' sempre piu' cibo per nutrire tutti e ridurre il numero di persone affamante, 854 milioni ad oggi.

Sempre secondo il dossier FAO, la produzione globale di carne e' destinata a raddoppiare, passando da 229 milioni di tonnellate nel 1999/2001 a 465 milioni di tonnellate nel 2050, e ci si aspetta che la produzione di latte passi da 580 a 1.043 milioni di tonnellate, soprattutto in paesi come la Cina, l'India e il Brasile. La maggior parte di questa produzione sara' di allevamento intensivo.

"Eppure, tutto questo non e' sostenibile", avvertono gli esperti del NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione - un comitato scientifico interdisciplinare preposto allo studio degli impatti ambientali e sociali delle scelte alimentari. "Gli animali sono 'fabbriche di proteine alla rovescia', incamerano una grande quantita' di proteine vegetali appositamente coltivate e forniscono una piccola quantita' di proteine animali. Ad esempio, per ottenere un chilo di carne bovina e' necessario impiegare 15 chili di vegetali, tra cui cereali, leguminose, soia. E' chiaro che l'impatto sull'ambiente di una trasformazione cosi' 'in perdita' e' enorme e non ce lo possiamo piu' permettere".

Secondo il dossier FAO, tra il 10 e il 20 per cento dei pascoli hanno subito un forte degrado del suolo, soprattutto a causa dell'allevamento di bestiame. Il bestiame contribuisce per il 9% circa alle emissioni totali di biossido di cabonio, e per il 37% delle emissioni di metano, e l'allevamento gioca inoltre un ruolo chiave nel consumo di acqua nel mondo.

La diffusione degli allevamenti intensivi, per la produzione di carne e di latte, viene promossa attivamente da varie istituzioni pubbliche e private. Secondo il dott. Robert Goodland, consulente ambientale presso le maggiori istituzioni del mondo, "questa attivita' dovrebbe cessare, per ragioni ambientaliste e sanitarie. I requisiti nutrizionali dei 2-3 miliardi di persone che attualmente vivono con 2$ al giorno o meno, a cui vanno aggiunti i 2 miliardi di persone che si prevede si aggiungeranno nei prossimi 20 anni, possono essere soddisfatti solo attraverso una dieta tradizionale efficiente. I prodotti animali sono tra le fonti di cibo meno efficienti che esistano." [Goodland R., The Westernization of Diets - The Assessment of Impacts in Developing countries - with special reference to China, DRAFT, 2001].

Nei paesi in via di sviluppo, la maggior parte delle persone che riescono a nutrirsi in maniera adeguata consumano pochissimi (o per nulla) prodotti animali, eppure la loro dieta - formata per lo più da cereali, legumi, verdura e frutta - soddisfa tutti i requisiti nutrizionali. Un numero molto maggiore di persone potrebbero nutrirsi adeguatamente con questo tipo di dieta, consumando le stesse risorse, rispetto al numero di persone che si possono nutrire con una dieta a più alto contenuto di alimenti animali.

Concludono gli esperti del NEIC: "I paesi sviluppati detengono la maggiore responsabilità in questo spreco di risorse, come maggiori consumatori di cibo animale e come 'modello negativo' per i paesi in via di sviluppo. Se riducessimo del 10% il consumo di prodotti animali, si potrebbero 'liberare' 64 milioni di tonnellate di grano per il diretto consumo umano. Questa e' una scelta che il singolo individuo puo' compiere, non servono leggi o interventi dall'altro: invitiamo tutti a compierla a diminuire il piu' possibile il consumo di carne, pesce, latte, uova, e consumare direttamente i vegetali nelle tante ricette messe a disposizione dalla nostra tradizione".

Comunicazione del NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
http://www.nutritionecology.org - info@nutritionecology.org

Fonti:
FAO Newsroom, FAO: Agriculture key player to stop degradation of vital ecosystems,

25 aprile 2007

 

domenica, aprile 29, 2007

alertCernobyl Day: 30 attivisti in azione e 22.000 firme contro il nucleare

Flamanville, Francia, 26 Aprile 2007— Ventuno anni fa il disastro di Cernobyl. Oggi, trenta attivisti di Greenpeace in azione per bloccare il cantiere di Flamanville, in Francia, e dire NO alla costruzione di tre reattori EPR di nuova generazione. Tanto moderni, quanto pericolosi. Intanto, in dieci giorni, Greenpeace raccoglie 22.000 firme per chiedere all'Enel di rinunciare ai piani di investimento sul nucleare sovietico.

Trenta attivisti - provenienti da sei diverse nazioni europee - hanno bloccato, con dei camion, i cancelli del sito di Flamanville, per denunciare gli enormi problemi di sicurezza legati a questo nuovo tipo di reattori e chiedere al governo francese di bloccare la realizzazione del progetto.

Questi reattori di nuova generazione utilizzano come combustibile il MOX - ossidi misti di uranio e plutonio. Il MOX è molto più pericoloso dell'uranio a basso arricchimento utilizzato di solito: in caso di incidente, la portata della contaminazione sarebbe decisamente superiore. E molto più elevato sarebbe il numero di persone da evacuare.

I francesi non vogliono il nucleare, ma chiedono le rinnovabili: secondo un recente sondaggio, solo il 19 per cento del campione crede nel nucleare come risposta al problema dell'energia. Il 78 per cento degli intervistati vuole invece maggiori investimenti sulle fonti rinnovabili.

Mentre in Francia il rischio nucleare cresce - grazie a tecnologie sempre più avanzate e sempre più pericolose - in Italia si cerca di aggirare il divieto di costruzione di impianti nucleari sancito dal referendumEnel - controllata dallo Stato con una quota pari al 30 per cento del pacchetto azionario - vuole finanziare il completamento di due reattori sovietici di seconda generazione a Mochovce, in Slovacchia. del 1987, esportando il rischio nucleare all'estero: l'

È un progetto autorizzato anni fa senza una Valutazione di Impatto Ambientale. È una tecnologia obsoleta e costosa che non rispetta gli standard di sicurezza occidentali, a tal punto che centrali sovietiche anche più recenti di quelle slovacche furono chiuse in Germania, dopo la riunificazione del 1990.

Greenpeace ha quindi lanciato, attraverso la rete, una mobilitazione popolare per bloccare questo progetto di investimento. In appena dieci giorni, sono state raccolte quasi 22.000 firme. 22.000 persone hanno scritto a Romano Prodi chiedendogli di mettere il veto su un investimento insensato, rischioso e lontano dalla volontà popolare espressa anni fa attraverso lo strumento referendario.

La questione energetica si risolve soltanto con una rivoluzione dell'energia, basata sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica. Il nucleare non è una risposta. E la tragedia di Cernobyl dovrebbe ricordarcelo.

www.greenpeace.it

sabato, aprile 28, 2007

Anche i cani imitano

La capacità di comprendere le intenzioni altrui appartiene anche ad alcuni animali. Lo studio su Current Biology

27 Aprile 07- La capacità di comprendere le intenzioni altrui, che da sempre denota l’intelligenza umana, sembra essere condivisa con altri animali. Tale caratteristica, che si riscontra nei bambini e si sviluppa durante l’infanzia, è stata verificata per la prima volta anche nei cani, come riporta Current Biology.

I ricercatori delle Università di Vienna e Budapest hanno dimostrato che i cani presentano il cosiddetto meccanismo di “imitazione selettiva”, attraverso il quale non si limitano a copiare un’azione, ma sono in grado di adattare un comportamento a diverse situazioni. Friederike Range e Ludwig Huber hanno sottoposto alcuni cani a un test: essi dovevano aprire una scatola contente cibo mediante la spinta di una leva. Normalmente i cani preferiscono servirsi del muso per compiere tale gesto, tuttavia è stato fatto loro vedere un cagnetta addestrata ad aprire la scatola con una zampa. In seguito a ciò anche gli altri cani hanno imitato il gesto con la zampa, ma in maniera selettiva. Infatti, in situazioni normali hanno imitato la cagnetta aprendo la scatola con la zampa; viceversa, quando la cagnetta aveva il muso impegnato (per esempio per tenere in bocca una palla) hanno continuato a compiere il gesto a loro più spontaneo, ossia aprire il contenitore con il muso.

Ciò indica chiaramente che le modalità di imitazione dei cani sono regolate dallo scopo dell’azione: poiché la cagna d’esempio aveva il muso occupato, quindi impossibilitato ad aprire la scatola, ma essi stessi erano liberi, i cani hanno deciso di continuare ad adottare il metodo di apertura a loro più congeniale. Questo comportamento, finora mai riscontrato nemmeno nei nostri parenti più stretti, gli scimpanzé, potrebbe essere assimilato ad altri significativi esempi di corrispondenze cognitive tra essere umano e cane, probabilmente dovute alla lunga e stretta comunicazione durante l’addomesticamento.

(a.p.)

www.galileonet.it

LIPU ED ENEL VARANO UN PROGETTO IN DIFESA DELLA CICOGNA BIANCA
Una coppia di volatili ha nidificato su una piattaforma artificiale a Cosenza

27 aprile 2007 - Anche quest'anno la Cicogna bianca e' tornata a nidificare in Calabria. Quest'anno sono quattro le coppie di cicogne nidificanti in Calabria, una in piu' rispetto all'anno precedente, una notizia di grande rilevanza naturalistica e ambientale. A comunicarlo sono i responsabili della Lipu di Rende che dal 2003 hanno messo in campo, in collaborazione con Enel Calabria, un vero e proprio Piano d'azione tendente a favorire il ritorno di questa specie nella regione.
La cicogna bianca, inconfondibile per le sue grandi dimensioni, per il piumaggio bianco e nero e per le zampe ed il becco rosso arancio, mancava dal nostro Paese da oltre 300 anni.
La specie da qualche decennio ha iniziato a nidificare nel nord Italia e recentemente anche in alcune zone dell'Italia Centro meridionale, Calabria compresa.
Gli sforzi e l'impegno messi in campo in questi anni cominciano a confermare la bonta' del Progetto Cicogna bianca.
La coppia giunta quest'anno per nidificare ha infatti utilizzato una delle piattaforme artificiali in legno che i volontari della Lipu, con il supporto dell'Enel, hanno installato in questi anni sul territorio. 'L'obiettivo delle piattaforme artificiali - affermano i responsabili della Lipu di Rende - e' di fungere da richiamo per altre coppie in migrazione e invogliarle a nidificare. Diverse esperienze hanno infatti dimostrato che aree apparentemente idonee alla presenza della specie non vengono utilizzate per la nidificazione perche' sprovviste di siti adatti alla costruzione del nido'.
E' la prima volta che in Calabria viene portato avanti un progetto del genere e l'obiettivo della Lipu, sostengono gli ambientalisti, e' di favorire l'insediamento di un primo nucleo di Cicogna bianca in Calabria. E' per questo che i volontari della Lipu rendese continueranno anche quest'anno l'attivita' di studio e monitoraggio della specie, oltre ad un' importante opera di sensibilizzazione tra gli abitanti del posto e nelle scuole dei territori interessati.
Inoltre, sempre con il supporto dell' Enel saranno saranno apposti anelli identificativi ai giovani di cicogna che nasceranno nell'anno, installate altre piattaforme artificiali su tralicci d'alta tensione e la relativa messa in sicurezza degli impianti. Interventi resi possibili grazie alla disponibilita' dell' Enel che fin dall'inizio ha collaborato al Progetto 'Cicogna bianca' mettendo a disposizione risorse umane e strutture. Ed e' anche grazie a questo forte impegno se oggi la Cicogna bianca nidifica senza problemi in Calabria, passando dalle due coppie del 2002 alle quattro del 2007, un dato sinora mai registrato nella nostra regione.

(ANSA)

venerdì, aprile 27, 2007

Iniziativa delle due associazioni animaliste Lav e Ifaw
alertStrage di foche: video mostrato in Senato
In Canada negli ultimi tre anni ne sono state uccise oltre un milione. Chiesto lo stop all'importazione di pelli e pellicce

MILANO - Caccia alle foche in Canada. Nuove immagini che lasciano il segno. Un video, girato nel Golfo di San Lorenzo alcuni giorni fa, è stato mostrato presso la Sala Stampa del Senato ad alcuni parlamentari italiani per iniziativa della Lav e della Ifaw (International Found for Animal Welfare) . L'obiettivo delle due associazioni è quello di sollecitare un atto urgente che trasformi in legge il decreto interministeriale che un anno fa in Italia ha introdotto un bando all'importazione e alla commercializzazione di pellicce e derivati di foca.
IL VIDEO - Le immagini mostrano le foche isolate su lastre di ghiaccio, sottili a causa delle alte temperature, ferite a colpi di fucile dai cacciatori che sono a bordo delle barche e che hanno difficoltà a camminare sul ghiaccio per lo strato sottile. Gli animali vengono poi raccolti con gli uncini e caricati a bordo delle imbarcazioni dei cacciatori. Lo scioglimento dei ghiacci causato dall'innalzamento delle temperature ha causato nelle scorse settimane la morte di numerosi cuccioli di foca non ancora in grado di nuotare. Già nel 2002 lo scioglimento dei ghiacci anticipato provocò la morte per affogamento del 75% dei cuccioli.

Il video: La strage di foche in Canada


LO STERMINIO NEGLI ULTIMI TRE ANNI - Negli ultimi tre anni in Canada sono state uccise più di un milione di foche e - secondo quanto denuncia la Lav - la quota massima di animali cacciabili indicata dagli scienziati per non mettere a rischio la popolazione è sempre stata superata. Per il 2007 era stato per esempio suggerito di non uccidere più di 165mila animali ma il governo ha alzato la quota a 270mila.

26 aprile 2007
www.corriere.it

giovedì, aprile 26, 2007

Collaborativi come scimpanzé

 
26 aprile 2007 - Quando hanno bisogno di qualcosa gli scimpanzé si aiutano tra loro anche se non sono parenti. Questi animali, infatti, riescono a intrecciare buone relazioni anche con esemplari che non appartengono alla loro famiglia. Almeno secondo un nuovo studio condotto dall’università del Michigan su un gruppo di scimmie del Kibale National Park (Uganda). Una volta registrati tutti i legami parentali tra gli esemplari (con l’analisi del Dna), gli scienziati hanno osservato le varie forme di collaborazione che avvenivano nel gruppo e hanno individuato 753 alleanze strette per combattere i nemici e 421 offerte per la condivisione del cibo. E cosa strana per i ricercatori la maggior parte di queste coalizioni non erano tra parenti (di solito i fratelli nati da una stessa madre si aiutano molto tra loro). E tutti gli scimpanzé nel periodo in cui sono stati osservati hanno collaborato con qualcuno con cui non avevano nessun legame di sangue.
Per Kevin Langergraber, che ha guidato la ricerca, questo comportamento è tutt’altro che disinteressato. Proprio come gli umani, infatti, gli scimpanzé spesso fanno un favore al loro prossimo aspettandosi che venga loro restituito al momento del bisogno.

Nella foto: tre scimpanzé maschi del Kibale Park impegnati in una sessione di “grooming” (pulizia). © John Mitani

www.focus.it

alertAUSTRALIA: ANIMALISTI CONTRO L'EXPORTAZIONE DELLA CARNE DI CANGURO
Una delegazione è in partenza per l'Europa

24 aprile 2007 - Gli animalisti australiani hanno lanciato una campagna contro il consumo e l'esportazione di carne di canguro, affermando che a causa del forte calo di popolazione, vengono uccise troppe femmine giovani, lasciando i cuccioli abbandonati. Una delegazione di Animal Liberation e' in partenza per l'Europa dove quella carne diventa sempre piu' popolare, con tappe in Russia, Germania, Belgio e Francia.
Il portavoce dell'organizzazione Mark Pearson ha citato uno studio di due anni sul settore, che rivela una serie di pratiche non igieniche e non sostenibili. 'Il 70% dei canguri uccisi sono femmine, l'impatto e' devastante sul futuro genetico e sulla sostenibilita' della specie', ha detto. La delegazione spera che lo studio aiuti a persuadere i mercati chiave in Europa a non comprare carne di canguro. 'Non vorranno contribuire a sostenere un'industria cosi' crudele e barbarica', ha assicurato.
Armati di costumi da canguro e grandi foto di teneri cuccioli, intendono fare irruzione nei ristoranti che servono carne del marsupiale, tenere conferenze stampa davanti alle ambasciate australiane, e a Bruxelles di fare lobbying presso l'Unione europea. L'obiettivo e' di mettere fine alle crescenti esportazioni, che valgono circa 120 milioni di euro l'anno.
Quest'anno il governo australiano ha approvato una quota nazionale di uccisione selezionata di 3,8 milioni di canguri.
I rappresentanti del settore sostengono pero' che Animal Liberation usa dati parziali inaffidabili. 'Questa gente deriva i dati da piccoli campioni, scelti per dare i risultati che loro vogliono', ha detto il portavoce della Kangaroo Industry Association, John Kelly. 'Il 70% dei canguri uccisi su scala nazionale sono maschi, assicura, e i cacciatori aderiscono ad un rigido codice. 'Le autorita' dei parchi nazionali conducono ricognizioni aeree della popolazione di canguri, che sono tra i pochi animali al mondo la cui popolazione e' censita ogni anno'.

(ANSA)

mercoledì, aprile 25, 2007

I DIFENSORI DEI MAIALI

I DIFENSORI DEI MAIALI Un'attivista di Hong Kong inscena questa clamorosa protesta per segnalare l'abbattimento di oltre 40mila maiali deciso dalle autorità a seguito della revoca dell'apposita licenza di allevamento da parte delle autorità di Pechino (Philippe Lopez/Afp)
Un'attivista di Hong Kong inscena questa clamorosa protesta per segnalare l'abbattimento di oltre 40mila maiali deciso dalle autorità a seguito della revoca dell'apposita licenza di allevamento da parte delle autorità di Pechino (Philippe Lopez/Afp)



Ero un vivisezionista
Riportiamo un articolo pubblicato il 31 marzo 2007 dal quotidiano inglese "The Guardian". Dalla voce di un ex-vivisettore, tutto l'orrore di questa pratica, e il perche' continua a esistere e a essere insegnata nelle universita' come fosse cosa dovuta e normale.


Iniziò tutto quando ero uno studente universitario di medicina. Venimmo abituati gentilmente; iniziammo guardando video di esperimenti su conigli anestetizzati e prendendo nota dei risultati. In seguito effettuammo esperimenti sulle zampe delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa seriamente e 15 anni dopo ricordo ancora i principi fisiologici che imparavamo in quegli esperimenti. Così sembrava ne valesse la pena. Quando iniziai il dottorato, dovetti frequentare un corso che insegnava a occuparsi degli animali sotto anestesia e ucciderli con umanità. Gli esperimenti sugli animali sono rigidamente normati in Gran Bretagna; è necessaria una licenza dal Ministero degli Interni e si devono fare esami e test pratici per dimostrare la propria competenza. Il corso fu spaventoso. Guardavamo un video su come uccidere gli animali - gente con maschere e camici da laboratorio che sbattevano gli animali sul lato di un tavolo o gli spezzavano il collo - e poi discutevamo tranquillamente di etica, come se tutto avesse senso. Il problema è che non ce l'aveva - ma devo essermi perso il pezzo in cui ci incoraggiarono a metterlo in dubbio.

Quando iniziai a lavorare nel laboratorio di ricerca, venne il mio turno. Eravamo attentamente supervisionati e non ci veniva fatta fretta di uccidere animali prima che fossimo sicuri di poterlo fare in modo appropriato. Ma non mi sembrava giusto fare gli esperimenti senza compiere anche l'uccisione. Riuscivo a sentire il battito frenetico del cuore della cavia quando la presi in mano; non era l'unica ad essere nervosa. E poi lo feci. Le sbattei la testa sul lato del tavolo per tramortirla, poi le tagliai la gola e morì dissanguata. Il rumore del cranio che sbatte contro il tavolo non mi lascerà mai; 10 anni dopo sobbalzo ancora quando sento un suono simile.

In alcuni laboratori, il danno psicologico che questa tecnica infligge sullo staff è ben noto e agli animali viene perciò iniettata una dose mortale di anestetico. Ma questo è molto più doloroso per l'animale e può danneggiare il tessuto sul quale si vuole sperimentare. Così li colpivamo sulla testa e vivevamo con il suono di crani rotti.

Presto divenne più facile. Ciò che all'inizio mi aveva scioccato fu all'improvviso molto normale e banale. Sbattere la nuca delle cavie e poi tagliare loro la gola non mi faceva davvero più effetto. E sembrava non fare alcun effetto a nessun altro. I colleghi mi dissero che era una strategia del tutto naturale per farcela, che semplicemente non lo avresti potuto fare senza razionalizzarlo nella tua testa. Gli amici immaginavano che stavo facendo sicuramente della ricerca medica che valeva disperatamente la pena per giustificare un tale comportamento, che stavo per scoprire la cura per l'AIDS o per le malattie cardiache. La verità è che il lavoro di ricerca procede spesso per tentativi ed è solo il senno di poi che ci permette di giudicare quali erano le scoperte utili.

Nel frattempo il palazzo nel quale lavoravo era sotto assedio da parte degli antivivisezionisti. Un importante leader per i diritti degli animali stava facendo lo sciopero della fame in prigione. I suoi sostemitori avevano fatto circolare una lista di accademici che avrebbero ucciso per vendetta se il leader fosse morto.

Eravamo circondati da barriere di acciaio e da poliziotti a cavallo dalle facce severe. L'auto del dipartimento aveva uno specchietto su un'asta, così da poter controllare se sotto c'erano bombe. Ma a volte avere un nemico contro il quale unirsi rende più facile non mettere in dubbio ciò che si sta facendo. E una volta che ci sei dentro è difficile uscirne.

Quando ebbi terminato il mio dottorato triennale, me ne andai. Ero diventato un uomo che pensava fosse normale uccidere animali quotidianamente e non soffrirne, il che non era esattamente ciò che volevo essere.

Un anno dopo che avevo terminato presi in mano di nuovo una cavia. Era una di quelle molto pelose, la cui testa e coda erano difficilmente distinguibili. Non dissi al suo proprietario cosa facevo una volta. Avevo un irrazionale timore di andare fuori di testa all'improvviso e colpire il povero animale. Non lo feci, ma dovetti nascondermi le mani, che tremavano quando lo rimisi giù.

Ora mi considero riabilitato. Ho ucciso solo due animali da allora: un uccello selvatico senza una zampa e brulicante di vermi e un coniglio mezzo morto con una mixomatosi. Entrambe le volte poi ho vomitato di puro orrore. Ma questa è una reazione naturale e ne sono felice.

Fonte:The Guardian, I was a vivisectionist

www.agireora.org

martedì, aprile 24, 2007

FILMATO PER LA PRIMA VOLTA RARISSIMO RINOCERONTE

KUALA LUMPUR, 2007-04-24 - Uno dei rinoceronti più rari al mondo è stato filmato per la prima volta nell'isola malaysiana del Borneo: lo hanno annunciato esponenti dell'organizzazione ambientalista WWF secondo i quali l'animale é stato ripreso mentre mangiava, gironzolava e annusava l'obiettivo della telecamera.

Secondo Mike Chong, capo del team che cura il progetto di conservazione dei rinoceronti in Malaysia, il video dura due minuti ed è stato realizzato con una telecamera nascosta nella giungla all'inizio dell'anno; è l'unico che fornisca immagini del 'timido' e inavvicinabile rinoceronte dai due corni nel suo ambiente. Nell'impenetrabile giungla di Sabah nel Borneo, secondo gli esperti del WWF vi sono ancora tra i 25 e i 50 esemplari di questo pachiderma di cui esiste una sola fotografia al mondo scattata lo scorso anno. Il video mostra l'enorme animale che mangia e respira pesantemente mentre si avvicina alla telecamera nascosta in modo da poterne scorgere gli occhi e il suo lungo corno frontale, i peli del mento e le rugosità del dorso.

fonte ANSA

Esperimento riuscito con successo nella regione cinese
In Tibet la prima neve artificiale
Il test dimostra che è possibile cambiare il clima attraverso l'intervento dell'uomo

PECHINO - In Tibet non è la prima volta che nevica fuori stagione, ma è la prima volta che nevica a telecomando. Da Lhasa (Tibet) è giunta la notizia che nel Nord del Tibet sono state create con successo precipitazioni artificiali di neve.
L'ESPERIMENTO - Il 10 aprile scorso il dipartimento meteorologico della Regione Autonoma del Tibet ha effettuato un esperimento per creare artificialmente precipitazioni nevose. La notizia del successo è stata comunicata solo oggi. Approfittando delle condizioni meteo favorevoli con un anticipo di 6 ore rispetto alle previsioni, sono state create le condizioni necessarie a far nevicare. Non è stato spiegato quale metodo abbia portato all'incredibile risultato. La contea di Naqu, dove è stato condotto l'esperimento, è stata coperta da un manto nevoso spesso 1 cm, risultato di una precipitazione moderata di 2.2 mm di neve.
I RISVOLTI - Yu Zhongshui, ingegnere del dipartimento Meteo del Tibet, ha sottolineato la difficoltà dell'esperimento nel creare una condensazione di vapore acqueo sufficiente a far nevicare sull'altopiano più alto del mondo. Ha poi aggiunto: «Provocare nel Nord del Tibet precipitazioni a carattere piovoso-nevoso può risolvere favorevolmente le situazioni di siccità che si vengono a creare nei mesi estivi». Questo fatto può dare un sostegno importante all'industria locale legata all'allevamento del bestiame, che subisce notevoli danni dalla siccità annuale che colpisce i terreni coltivati a erba in altura. I tecnici cinesi hanno voluto spiegare come l'esperimento dimostri che l'intervento dell'uomo può cambiare il clima sul Tetto del Mondo.

Vittorio Patrucco
19 aprile 2007
www.corriere.it

Ernst, l’orso anti-Knut


Ernst, l’orso anti-Knut24 aprile 2007 - Con quell’aria da peluche, avrebbe potuto diventare il beniamino dello zoo di Berlino. Ma Ernst, un cucciolo di orso bruno della Malesia (Helarctos malayanus), ha avuto la sfortuna di capitare vicino Knut, il famoso orsacchiotto bianco abbandonato dalla mamma e allevato dal personale dello zoo. Il musetto da cartolina hanno procurato a Knut una fama internazionale e diverse copertine di giornali; una nota marca tedesca di caramelle ha addirittura inventato dei nuovi bon bon in suo onore. Insomma, Knut è ormai una vera celebrità, che attira ogni giorno quasi 15 mila visitatori. In pochi, invece, si fermano ad ammirare Ernst, coetaneo del suo vicino, ma bruno e amorevolmente accudito dalla sua mamma. Niente paura però, il cucciolo, non sembra minimamente turbato dal disinteresse della folla e si gode la sua impagabile tranquillità.

www.focus.it