sabato, marzo 31, 2007
Combattere contro la vivisezione sulle scimmie, molto praticata nei laboratori medici dell’Emilia-Romagna, ma anche sollecitare la Regione a varare nuove leggi e applicare quelle esistenti per il rispetto degli animali.
25/3/2007 - Sono questi i messaggi lanciati dalla Lega anti vivisezione, presente in 25 piazze della regione per lanciare la campagna 'Sperimentazione animale: un male curabile e per promuovere metodi alternativi di ricerca.
“Con questa iniziativa - ha detto Annamaria Pisapia, coordinatrice regionale della Lav - vogliamo ribadire che ci sono molti metodi alternativi di ricerca, che non usano gli animali e sono scientificamente più efficaci. L’Emilia-Romagna ha un triste primato: quello degli esperimenti con le scimmie, che si possono fare con un’autorizzazione in deroga alla legge sulla vivisezione.
Tutte le Università della regione le usano per esperimenti neurologici che sono molto crudeli”.
All’iniziativa hanno aderito due consiglieri regionali, Daniela Guerra dei Verdi e Antonio Nervegna di Forza Italia, che hanno annunciato la presentazione di un’interrogazione per sollecitare la costituzione del 'comitato etico' previsto dalla legge regionale del 2002 e per promuovere la possibilità dei ricercatori di scegliere l’obiezione di coscienza rispetto agli esperimenti sugli animali.
www.veganitalia.com
Chernobyl: gli uccelli sentono le radiazioni
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29 marzo 2007 - Abitare a Chernobyl e dintorni non è facile, né per gli uomini né per gli animali, ma, come dice il proverbio, alla fine c'è chi fa di necessità virtù. Abbiamo già parlato delle nuove abitudini sessuali dei... vermi residenti nell'area devastata, nel 1986, dall'incidente nucleare. Ora si scopre che gli uccelli hanno sviluppato la capacità di scovare le zone a più bassa radioattività per costruire i propri nidi. Anders Møller, dell'Université Pierre et Marie Curie (Parigi), e Tim Mousseau (South Carolina University, Usa), hanno piazzato più di 200 nidi nella Foresta Rossa, a 3 chilometri dal luogo del disastro, e li hanno usati per studiare le abitudini di nidificazione di due specie di uccelli tipici della zona, con l'obiettivo di capire se, a parità di altre condizioni (come la disponibilità di cibo), fossero capaci di percepire la radioattività e di scegliere il luogo migliore per nidificare. Le osservazioni sembrano indicare che sì, i volatili sono capaci di riconoscere e scegliere le aree più sicure, ma ancora non è chiaro che cosa permetta agli uccelli di discriminare tra un sito "caldo" e uno sicuro.
(Foto: © Stuck)
www.focus.it
venerdì, marzo 30, 2007
CINA: ALLEVATORI, ELIMINARE DIVIETO VENDITA ORGANI TIGRE
Ambientalsiti preoccupati...
30 marzo 2007 - Alcuni allevatori di tigri cinesi hanno chiesto oggi che sia tolto il divieto di vendere organi di questi grandi felini, affermando che una riapertura del mercato delle medicine tradizionali cinesi a base di ossa o altri organi di tigre aiuterebbe la salvaguardia della specie in estinzione.
La Cina ha vietato nel 1993 la vendita di ossa, pellame e altre parti del corpo di tigri, e il bando ha virtualmente portato alla sospensione in Cina del mercato un tempio fiorente delle medicine tradizionali ricavate dalle tigri. La Cina prima del divieto era il piu' grande consumatore al mondo di tali rimedi. Gli allevatori di tigri hanno da allora lamentato gravi perdite economiche.
Wang Ligang, direttore generale del Parco Heilongjiang per tigri siberiane, e Zhou Weisen, direttore del Parco per tigri e orsi Guilin Xiongsen, hanno dichiarato oggi durante una conferenza stampa che il divieto non frena la diminuzione del numero di tigri, e contemporaneamente danneggia i pazienti che hanno meno possibilita' di scelta su come curarsi.
'Se esistono vie di approvvigionamento legali ed i pazienti possono legalmente ottenere le medicine che vogliono, fatte con ingredienti ricavati da ossa di tigre, potrebbero essere ridotte al minimo le motivazioni che spingono a acquistare ossa di tigre per vie illegali', ha detto Wang.
'Speriamo che il governo ci permetta di produrre medicine secondo i nostri metodi ufficiali, sotto il suo stretto controllo, oppure ci fornisca fondi', ha aggiunto Wang.
'Speriamo - ha detto ancora - che le principali organizzazioni per la salvaguardia delle tigri ci aiutino'.
'Se non si risolve immediatamente questo problema e' a rischio la sopravvivenza di 1.000 tigri', gli ha fatto eco Zhou, che ha lamentato una perdita di 35 milioni di yuan (circa 3,3 milioni di euro) all'anno per il suo parco-allevamento.
Nello Guilin Xiongsen la popolazione di tigri e' arrivata a 1.300 esemplari.
Le ossa di tigre sono usate nella farmacopea tradizionale per curare di tutto, dai problemi dermatologici alle convulsioni, dalla stanchezza alla malaria ai reumatismi. Secondo la credenza popolare inoltre il pene di tigre e' un potente afrodisiaco.
Gli animalisti temono che le autorita' cinesi cederanno alle pressione degli imprenditori che vogliono il ripristino del commercio di organi di tigre, denunciando che cio' minerebbe gli sforzi fatti per salvare questi animali.
Secondo le stime degli ambientalisti, nel mondo restano soltanto tra le 5.000 e le 7.000 tigri allo stato selvaggio, la maggior parte delle quali in India.
(ANSA-REUTERS)
giovedì, marzo 29, 2007
Sette maialini liberati in Spagna
27-3-2007 Una bella notizia dalla Spagna: sono stati liberati dagli attivisti spagnoli sette maialini destinati al macello, che sono stati poi adottati da una famiglia amorevole.
Il comunicato degli attivisti, pubblicato sul sito DirectAction.info, riporta che l'8 marzo sono stati liberati sette maialini da un allevamento di Murcia (una citta' della Spagna meridionale).
Gli attivisti affermano:
I maialini sarebbero stati assassinati per essere usati come cibo. Ora sono stati accolti da una coppia vegan e vivono in un campo sul retro della loro casa.
Chiediamo a tutti coloro che mangiano prodotti animali di riflettere su questo comportamento non necessario e di adottare uno stile di vita senza morte, violenza, sofferenza e specismo.
Vogliamo dedicare questa azione agli attivisti inglesi Mark Taylor, Suzanne Taylor e Teresa Portwine, che sono stati condannati a quattro anni, due anni e mezzo e quindici mesi per aver organizzato presidi e manifestazioni contro il laboratorio di vivisezione HLS.
mercoledì, marzo 28, 2007
LA TECNICA - Lui difende strenuamente questa creatura con il corpo da pecora e gli organi parzialmente umani. Gli ci sono voluti sette anni e già nel 2003 era riuscito a creare una pecora con un fegato costituito al 7 per cento di materiale umano. L'obiettivo principale è quello di trapiantare organi per vite umane e il procedimento consiste nell'iniettare cellule umane prelevate dal midollo di un donatore nel peritoneo di un feto ovino. L'agnello dovrebbe avere tessuti di tipo umano e questo consentirebbe un giorno di creare fegati, cuori e polmoni pronti per essere trapiantati, soddisfacendo la domanda altissima di pazienti in attesa di un organo. Solo in Gran Bretagna si calcola che siano 7.168 le persone bisognose di trapianto. La scoperta scientifica ha acceso una vera e propria corsa a questo tipo di esperimenti e gli scienziati del King's College di Londra hanno già chiesto autorizzazione all'HFEA (l'autorità britannica competente) per iniziare a lavorare sugli animali-chimera.
I DUBBI - Ancora una volta si apre il sipario dei dubbi sul tema degli xenotrapianti. Le perplessità riguardano soprattutto la sicurezza, il loro funzionamento e la loro eticità. Ad esprimerle è il dottor Patrik Dixon, autore del saggio «La rivoluzione genetica», che sottolinea il pericolo di virus silenziosi che negli animali non hanno alcuna influenza, ma che possono mutare nel corpo umano causando patologie gravissime. Possono emergere dopo il trapianto, come ci insegna la triste storia dell'evoluzione dell'Hiv, e l'impatto è incalcolabile e imprevedibile. E poi c'è la grande paura che queste tecnologie possano essere utilizzate per creare l'uomo. Nella maggior parte dei paesi è proibita la clonazione dell'essere umano, ma ci sono paesi dove non esiste una regolamentazione e questo è uno dei classici scenari che, al di là della ragionevolezza dei dubbi,inquieta non poco.
www.corriere.it
SOS PER CORNELLA BIANCA, ANTICA PECORA DI REGGIO E MODENA
Per motivi economici rilancio della razza domestica
L'appello per la sopravvivenza dell'antica razza ovina che da sempre vive nelle province di Reggio Emilia e Modena e' stato lanciato dal Gal (Gruppo azione locale) Antico Frignano e Appennino Reggiano, che ha anche attivato un bando per l'acquisto delle ormai rare pecore dal vello bianco. Si tratta di una razza che da' ottimo latte per produrre pecorino, ma anche lana di buona qualita'.
Da mesi e' al lavoro un pool di esperti e appassionati che vogliono salvare dall'estinzione una delle ultimissime razze autoctono dell'Emilia-Romagna. Il progetto messo in piedi dal Gal - hanno spiegato i promotori - mira a scoprire le origini storiche della Cornella, a studiarne e a individuarne il genotipo e il fenotipo, ad accertare che ci si trovi innanzi a nuclei di pecore resistenti alla patologia Scrapie, malattia della famiglia della Bse. Si tratta inoltre di individuare gli allevatori e di attivarli affinche' possano accedere ai contributi previsti dal nuovo Piano regionale di sviluppo rurale per chi alleva razze autoctone.
Per tutelare la 'biodiversita' della Cornella bianca, sara' presto riattivato a Reggio Emilia il registro anagrafico e saranno nominati gli esperti di razza, mentre proseguono i sopralluoghi negli allevamenti per caratterizzare il Dna di questo animale e creare nuclei di Cornella bianca immuni dalla Scrapie. E intanto nell'azienda agricola Iotti di Correggio e' nata Paolina, un bell'esemplare di Cornella.
(ANSA)
martedì, marzo 27, 2007
ORRORE, LUPI-FOTOCOPIA CONTRO ESTINZIONE
La LAV chiede mobilitazione contro annuncio di ricercatori sud-coreani
"Prima di definire tali esperimenti un successo e di gridare alla loro fantomatica utilita' per l'uomo, i ricercatori dovrebbero rivelare gli orrori dei loro insuccessi e i forti limiti di cio' che definiscono 'una vittoria', e spiegarci quale e quanto business alimenta questi esperimenti – dichiara Roberta Bartocci, biologa e responsabile LAV settore Vivisezione – Solo così politici, cittadini e mass media avranno davvero gli elementi per poter giudicare l'utilita', per i malati, di queste ricerche che di certo sono contro ogni etica. In Occidente l'opinione pubblica ha piu' volte condannato tali esperimenti; ci auguriamo che paesi come Corea e Cina non diventino la nuova frontiera di esperimenti contro ogni etica e contro ogni regola, e che ogni nazione investa maggiori risorse in favore dei metodi sostitutivi alla sperimentazione animale. L'Europa e l'Italia non perdano l'occasione della revisione della Direttiva UE 86/609 sulla sperimentazione animale per convertire la ricerca verso metodi che non fanno uso di animali, efficaci ed etici".
La LAV ricorda che uno studio - basato su dati INFIGEN, una delle multinazionali clonatrici, e su studi di Atsuo Ogura del National Institute of Infectious Diseases di Tokyo - pubblicato anche dalla testata inglese New Scientist, rivela che il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e che comunque il 25% nasce morto o con deformità incompatibili con la vita. Da 100 cellule di partenze mediamente una sola diverrà un animale "adulto e sano". Gli individui malformati vengono soppressi alla nascita oppure vengono eutanasizzati dopo aver sofferto per un’imprevista malattia.
I problemi che piu' di frequente presentano gli animali clonati sono: taglia corporea piu' grande del normale, patologie cardiache e polmonari, reni deformi, blocchi intestinali, deficienze immunitarie, diabete, tendini di lunghezza inferiore al normale, ecc. Le tecniche di clonazione animale sono ancora molto lontane dall'essere perfettamente collaudate: questo vuole dire bassa efficienza delle procedure, che tradotto in altri termini significa perdita di vite animali, fatto che però molti scienziati si guardano bene dal dichiarare pubblicamente.
www.infolav.org
lunedì, marzo 26, 2007
Foche, conto alla rovescia per la mattanza
OTTAWA (Canada) - La mattanza sta per ricominciare, oramai è solo questione di giorni. Le autorità canadesi si apprestano a decidere le date di riapertura della stagione della caccia alla foca e le associazioni ambientaliste si mobilitano contro quella che viene definita una «strage annunciata». O, meglio, «strage degli innocenti», perché a finire uccisi a colpi di mazze, arpioni e bastoni (■ Guarda il video dell'Ifaw) saranno in particolare i cuccioli di questi mammiferi marini, la cui pelliccia, ancora candida e non ancora intrisa del grasso che fa da scorza anti-freddo agli esemplari adulti, è particolarmente richiesta dall'industria conciaria. Si stima che saranno almeno 350 mila i piccoli di foca che finiranno scuoiati.
MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE - I gruppi animalisti si sono organizzati per dare vita a campagne di boicottaggio del turismo verso il Canada, se non ci saranno modifiche negli orientamenti del governo di Ottawa. E al tempo stesso promettono manifestazioni e mobilitazioni su scala internazionale. Per accendere i riflettori sulla protesta, gli attivisti della Peta (People for ethical treatment of animal) hanno sfilato seminudi per le vie di Toronto, coperti solo da una bandiera canadese ritoccata sulla quale la foglia d'acero, simbolo nazionale, è disegnata grondante di sangue.
ITALIA IN CAMPO - Anche in Italia - una delle nazioni che si sono sempre mostrate più sensibili al tema, la prima ad adottare provvedimenti contro l'importazione delle pelli di foca - è partita la campagna di sensibilizzazione. A guidarla è, in particolare, la Lega antivivisezione (Lav), che lancia l'allarme e invita la politica a non restare inerme di fronte al massacro. Il bilancio di una nuova stagione di caccia rischia infatti di essere particolarmente pesante. «Quest'anno peseranno molto anche i cambiamenti climatici - sottolinea Roberto Bennati, vicepresidente della Lav - che sposteranno la caccia nelle zone più vicine alla Groenlandia. I nuovi cuccioli hanno iniziato a nascere da un paio di settimane e i cacciatori sono in grado di portare a casa il tetto di quote stabilito dalle autorità in soli 15 giorni». Lo scorso anno sono stati 325 mila gli esemplari di foca sterminati in base alle quote autorizzate dal governo canadese mentre nel precedente triennio i cuccioli morti sono stati un milione.
USA: ALLARME PER TOPICIDA IN CIBO PER ANIMALI
Quattordici morti, allerta in Nordamerica e Messico
L'aminopirina e' una sostanza utilizzata nelle medicine per i trattamenti del cancro e negli aborti, oltre che per il confezionamento di veleno per topi. "Il quantitativo di questo prodotto e' troppo elevato nelle confezioni", ha affermato Patrick Hooker, commissario per l'Agricoltura dello Stato di New York. "Allo stadio attuale, le analisi di laboratorio sono state soltanto un primo passo nel quadro di un lungo processo attraverso il quale contiamo di capire cosa e' come tutto cio' sia potuto accadere", ha aggiunto l'alto funzionario americano.
La 'Menu Foods' ha cosi' deciso di ritirare circa 60 milioni di scatole di 'pet food' dagli scaffali di supermercati e negozi specializzati di Stati Uniti e Canada. Si tratta probabilmente della piu' imponente iniziativa di "richiamo in fabbrica" di prodotti non conformi agli standard di sicurezza e qualita' mai accaduta prima d'ora sul mercato nordamericano. Intanto in Canada i consumatori hanno gia' avviato una causa legale intentata presso un tribunale dell'Ontario.
(Psv-Kan/Col/Adnkronos)
domenica, marzo 25, 2007
La gente compra bistecche, fettine di vitello... quasi come se le si cogliessero da un albero.
Salve,
mi chiamo Lorenzo e faccio parte dell'associazione U. N. A (Uomo-Natura - Animali) di Foligno, sono vegetariano, frequento l'università e sto cercando di promuovere il mio primo cortometraggio "L'albero della carne".

Un film di in-formazione ovvero un film che vorrebbe formare un'opinione. Non sono un documentarista professionista ma vorrei diventarlo.
Mi sono permesso di comunicavi su come potete vederlo e diffonderlo a più gente possibile, specialmente ai vostri amici vegetariani che possono appoggiarmi, e che condividono come me la scelta di non mangiare animali, e anche a coloro che ancora non si pongono il problema se sia giusto comprare animali uccisi e mangiarli.
Il corto l'ho intitolato "L' albero della carne" per il semplice motivo che la gente compra bistecche, fettine di vitello, senza la consapevolezza di quello che succede in un mattatoio, senza SAPERE, quasi come se le si cogliessero da un albero.
La cosa che mi ha scandalizzato di più è stato non vedere alcun tipo di maturazione interiore o riflessione in alcuni che non avendo mai visto com'è un mattatoio, dopo la visione del film hanno continuato a mangiare carne( ingenuo che sono! ). Quella che mi ha dato maggior soddisfazione è che qualcuno come me mentre lo montavo, si è commosso e ha provato un sentimento di indignazione.
Vorrei continuare a fare dei corti sullo stesso tema. Uno sulla strage di agnelli che sta avvenendo in questo periodo, uno sulla caccia, e un altro ancora sugli animali impropriamente detti "da pelliccia". Sento che quello che sto facendo è giusto e utile. Cerco appoggio da parte delle persone che perseguono la scelta vegetariana sapendo quanto sia difficile trovare l'appoggio e la comprensione di chi non l'ha fatta.
Il cortometraggio, che partecipa ad un concorso, potete vederlo: QUI .
Siete naturalmente liberi di vederlo e di non votarlo se non lo riterrete meritevole, ma se lo è vi prego di farlo, perché il vostro contributo mi consentirebbe di proseguire il mio percorso che è anche il vostro. Sperando di non avervi fatto perdere del tempo prezioso vi saluto augurandovi buon lavoro. Grazie.
Lorenzo
Affettuoso come un ragno...
Neri, pelosi e aggressivi, come sono, i ragni non fanno molta tenerezza. Eppure anche loro hanno un lato debole, e si scambiano effusioni e coccole proprio come gli esseri umani.
Chissà che, prima o poi, "affettuoso come un ragno" non entri nel nostro parlare quotidiano. L'entomologa americana Linda Rayor, docente alla Cornell University (nello Stato di New York), studiando due gruppi di aracnidi li ha scoperti intenti a scambiarsi coccole e carezze. E non parliamo di piccoli ragnetti da appartamento, ma di due specie aggressive come il Phrynus marginemaculatus, comune in Florida, e il Damon Diadema, diffuso soprattutto nelle caverne e nelle foreste dell'Africa orientale. Entrambe appartengono alla categoria degli "amblypygi", il cui aspetto ricorda quello degli scorpioni: 2 pedipalpi a pinza per afferrare le prede e 8 zampe, di cui due ancestrali usate come organo tattile. Ed entrambe le specie praticano il cannibalismo, con le madri che spesso mangiano le proprie uova prima della schiusa.
Cocco di mamma
Ma se i piccoli vengono al mondo, le madri si rivelano invece assai premurose: si mettono al centro della nidiata e li accarezzano, frustandoli dolcemente con le antenne. Affettività ricambiata nel caso dei Phrynus, che alla terza settimana di vita imparano loro stessi ad accarezzare la madre e non disdegnano di scambiarsi coccole anche tra fratelli. Invece per i Damon il buon esempio dura poco: raggiunta la maturità sessuale l'affetto e le carezze lasciano il posto a crudeli combattimenti, dove spesso ci si rimette qualche zampa.
Volemose bene
Secondo i ricercatori, tale amorevolezza è il corollario di un'esistenza in fuga dai predatori. Gli amblipigi, nonostante la natura di cacciatori solitari, all'inizio della vita formano piccoli nuclei familiari dove alla madre tocca proteggere i neonati e dividere con loro le prede. E il legame è così forte che, provando a separare due sorelle dal gruppo, si è visto come queste tornassero puntualmente indietro dalla mamma. La prima ad esserne sorpresa è la stessa Rayor, che, pur sospettando l'esistenza di comportamenti sociali tra gli aracnidi, mai si sarebbe aspettata un tale livello di interazione e di contatto. Anzi no, chiamiamolo proprio amore.
www.focus.it
sabato, marzo 24, 2007
In un film il cielo del deltaplanista D'Arrigo

A dargli l’idea che condor e aquile potessero essere i maestri giusti per capire come volare con il deltaplano sopra gli ottomila metri di quota furono anche i piloti di linea, che più volte hanno riferito di aver visto i grandi rapaci raggiungere quelle altezze. Lui si è messo nella loro scia e ha sorvolato, tra l’altro, Everest, Aconcagua, Mediterraneo, Sahara e Siberia.
NATI PER VOLARE - L’ultima impresa, che forse gli sembrava la più bella, era quella di reintrodurre due condor nei loro cieli sopra le Ande, in Perù. L’ha portata a termine la moglie di Angelo, Laura Mancuso, e da questo progetto è nato il documentario «Nati per Volare», realizzato da Doc Lab, grazie al lavoro di Marco Visalberghi, regista e produttore e di Sherin Salvetti, direttore di National Geographic Channel, il canale del gruppo Fox che trasmetterà il documentario domenica 25 marzo alle 23.00 su National Geographic Channel (Sky, canale 402) e in contemporanea su National Geographic HD (canale 404 di Sky).) Quella che si vede nel film è la storia di Angelo D'Arrigo e dei suo condor, dal momento in cui Maya e Inca vengono al mondo dischiudendo le loro uova nella casa di d'Arrigo, sulle pendici dell'Etna, al momento in cui tornano a volare sulla valle dell'Urubamba, nelle Ande Peruviane. Si vedono le prime lezioni di volo, impartite da Angelo nei cieli siciliani, con i due uccelli che imparano a volare seguendo il «padre» sopra l'Etna, preparandosi al momento in cui sarebbero stati in Perù, per un passaggio del testimone tra chi ama il volo.
Ogni giorno lo chiamavamo per registrare una sua telefonata nella quale ci raccontava come stavano andando i preparativi e le prove di volo, avvicinando sempre di più quel sogno, che poi si realizzò il 24 maggio: primo uomo a vedere l’Everest dall’alto non dal finestrino di un aereo. La cosa che lo divertiva di più era vedere come Gea, che ormai volteggiava libera in quei cieli, anche molto lontana dal suo deltaplano, fare repentine cabrate che la riportavano vicino alle ali del “padre” quando si avvistavano in cielo altre aquile. «Si deve abituare» diceva Angelo.
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La Pecora Nera





