domenica, dicembre 31, 2006
Fiuto subacqueo
Quasi tutti i mammiferi terrestri sono incapaci di usare l’olfatto sott’acqua, in quanto il loro naso ha bisogno che sia l’aria a trasportare gli odori. Ma la talpa dal muso stellato e il toporagno d’acqua, due mammiferi semiacquatici, hanno recentemente dimostrato un modo efficace di aggirare il problema.
Entrambi usano la stessa tecnica di “fiuto subacqueo”: espirano una piccola bolla d’aria e successivamente la inalano di nuovo per individuare gli odori, come riporta Kenneth Catania della Vanderbilt University su Nature di questa settimana. Catania ha verificato questo stratagemma allenando alcune talpe dal muso stellato (Condylura cristata) a seguire una scia di profumo sotto una rete, che impediva loro di usare i sensibilissimi recettori tattili del “muso stellato”.
Nonostante non fossero in grado di usare il tatto per aiutarsi nell’individuare la preda, le talpe riuscivano nell’85 per cento dei casi a catturare ugualmente i vermi, servendosi appunto della loro abilità di fiuto sott’acqua. I toporagno d’acqua (Sorex palustris) hanno mostrato livelli di successo più o meno simili. (m.r.)
BOTTI DI CAPODANNO, I CONSIGLI DEL VETERINARIO
In questi giorni di festa la tutela dei nostri amici a quattro zampe passa soprattutto dalla nostra attenzione. Sull'argomento intervengono anche l'Oipa e Monica Cirinnà, consigliera delegata per i diritti degli animali dell'amministrazione Capitolina
29 dicembre 2006 - I veterinari di 'Purina per voi' hanno stilato un prontuario destinato ai 'padroni' per tutelare gli amici a quattro zampe, spaventati dai botti di Capodanno. Se si ha una cane i veterinari consigliano di tenerlo in casa la notte di San Silvestro, in un luogo che percepisce come sicuro, rassicurandolo con le coccole, ma senza eccessi d'attenzione. Dato che sono soprattutto i cani a spaventarsi, fino quasi all'angoscia, per il bagliore e il rumore dei fuochi, nei casi piu' seri e' meglio fasciargli le orecchie o proteggerle con del cotone. E se lo si lascia solo in casa a Capodanno, ma e' meglio non farlo, non bisogna, invece, lasciare in giro oggetti con cui possa ferirsi. Cani e gatti spaventati per non dire terrorizzati: sono i botti di Capodanno che rendono "isterici" i nostri animali domestici. Monica Cirinna', consigliera delegata per i diritti degli animali dell'amministrazione Capitolina, sottolinea la necessita' di prevenire l'insorgenza di stress negli animali a causa dei fuochi d'artificio che tradizionalmente accolgono l'anno nuovo.
"Ogni anno - ricorda Cirinna' - registriamo purtroppo numerosissimi ingressi nei canili poco dopo Capodanno, soprattutto di cani investiti dalle automobili, e tantissime segnalazioni di cani smarriti. Cani e gatti hanno udito e olfatto molto piu' sviluppati dei nostri - prosegue Cirinna' - nel panico e nella confusione possono avere reazioni inconsulte, come gettarsi nel vuoto, strappare il guinzaglio o correre per la strada, mettendo a serio rischio l'incolumita' loro e degli altri. I piu' comuni segnali di stress - continua Cirinna' - si manifestano con tremori e salivazione eccessiva, ringhiare eccessivo, abbaio insistente, tentativi di nascondersi o di fuggire dall'appartamento o dal giardino, perdita di appetito, incontinenza. Se i sintomi permangono - consiglia - bisognera' rivolgersi al veterinario di fiducia". Per limitare i danni, l' Associazione Volontari Canile Porta Portese di Roma ha stilato una serie di consigli utili per proteggere gli amici a quattro zampe la notte di San Silvestro: tenere gli animali domestici nell'appartamento, meglio se in una stanza lontana dai rumori e in penombra; non lasciarli soli in giardino perche' potrebbero scappare; non tenerli legati alla catena perche' potrebbero strozzarsi; non lasciarli in balcone perche' potrebbero buttarsi di sotto; durante la passeggiata quotidiana tenere il cane saldamente al guinzaglio; fare particolare attenzione in caso di animali cardiopatici e anziani; togliere dai balconi le gabbie di volatili. E ancora: minimizzare l'impatto dei botti accendendo radio o tv; nei casi piu' gravi consultarsi col veterinario di fiducia e, nel caso, tranquillizzarli con un blando sedativo, con rimedi omeopatici o di erboristeria; assicurarsi che siano facilmente identificabili con microchip, tatuaggio e medaglietta.
Se l'animale scompare, cercarlo subito in zona perche' potrebbe essersi nascosto poco distante da casa; nel caso non si trovi, avvertire Vigili e Carabinieri e preparare una locandina con foto e telefoni per affiggerla vicino casa e diffonderla via Internet a siti ed e-mail animaliste.
Capodanno è alle porte e come ogni anno anche per festeggiare l’arrivo del 2007 tantissimi petardi e botti verranno fatti scoppiare. Un fenomeno che purtroppo è andato consolidandosi nel tempo, nonostante ogni anno siano numerose le persone, in specie bambini, a rimanere feriti dallo scoppio di un petardo.
L’OIPA Italia (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) vuole porre l’attenzione su un altro effetto deleterio dello scoppio dei botti di Capodanno: il rumore, lontano o vicino che sia, ferisce con i suoi decibel eccessivi il delicatissimo udito di cani e gatti, che hanno un apparato uditivo di gran lunga più sensibile rispetto a quello dell’uomo. Ogni proprietario di cani e/o gatti conosce il terrore che producono le esplosioni di Capodanno nei suoi amici a quattro zampe. E così, sistematicamente ogni anno, tocca fare i conti con cani e gatti dispersi, fuggiti per paura, correndo atterriti a zig zag col rischio di essere falciati dalle auto o di procurare incidenti, e con la conseguente disperazione dei loro amici umani che non riescono a ritrovare i propri compagni fedeli. L’appello dell’OIPA, dunque, è agli “improvvisati artificieri”, affinché, qualora vedano animali nelle vicinanze, non facciano scoppiare i botti. Ai proprietari di animali, inoltre, consigliamo di non lasciare i propri amici pelosi da soli, di alzare il volume della tv o della radio per attutire il fragore delle esplosioni.
Se il cane si trova fuori, state attenti a non tenerlo con un guinzaglio a strozzo, onde evitare che, cercando di fuggire per la paura del rumore, muoia soffocato; state attenti, infine, che non ci sia nessuno spiraglio che possa permettere all’animale di scappare.
“La tradizione dei fuochi di fine anno - dichiara Walter Caporale, Capogruppo Regionale dei VERDI - oltre a provocare il ferimento di centinaia di bambini e adulti ed anche diversi morti, provoca gravi danni anche agli animali, che sono soggetti a crisi di panico e a tentativi di fuga per il terrore generato dai botti. Stando alle statistiche registrate negli anni scorsi, il numero di animali smarriti, incidentati e morti per i botti di Capodanno è pari solo a quello riscontrato durante il triste fenomeno degli abbandoni estivi. Il loro udito è nettamente più sensibile del nostro e molti animali – cani e gatti ma anche conigli,furetti, uccelli -, se non tranquillizzati con opportuni farmaci, cercano di sottrarsi scappando dalle case e dai recinti.
L’articolo 703 del Codice Penale punisce anche con il carcere "chiunque, senza la licenza dell'Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa accende fuochi d'artificio, o lancia razzi, o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose…”.Con un comportamento più responsabile, supportato da vigilanza e controlli, si potrebbero tutelare i cittadini durante le festività facendo anche in modo che venga drasticamente abbassato il numero di incidenti, anche molto gravi, che normalmente si verificano durante l'esplosione dei pericolosi artifici pirotecnici.
Solo grazie alle Forze dell’Ordine che effettueranno controlli a tappeto limiteremo al massimo le tante conseguenze spesso fatali, per uomini e animali".
“Per la sera di Capodanno - dichiara Cristiana Graziani, medico veterinario dei VERDI alla regione - invitiamo le famiglie che hanno un animale particolarmente sensibile ai "botti" a non alimentare la sua paura, mantenendo noi per primi un atteggiamento sereno, ignorando le manifestazioni di paura dell'animale per non rafforzarne la paura ed il terrore: per noi coccolarli è un gesto di affetto fatto al fine di tranquillizzare l’animale, invece esso provoca l’effetto contrario poiché alimenta lo stato d’ansia e suggerisce il pericolo imminente.
E’ bene tenere il volume dello stereo o della tv un po' alto, è più familiare per l’animale e soffoca altri rumori esterni. Il cane e il gatto hanno un battito cardiaco già naturalmente accelerato e rischiano, in caso di preesistenti patologie cardiache di avere anche scompensi letali”.
I Consigli utili dei Verdi per Capodanno alle famiglie che possiedono un animale:
- NON lasciate gli animali in giardino, ma rinchiudeteli in un luogo chiuso (per esempio un garage) dove non ci siano oggetti con cui, muovendosi, possano ferirsi.
- NON legate il cane ad una catena: in caso di panico generato da un petardo fatto esplodere nelle vicinanze potrebbe tentare la fuga rischiando di ferirsi gravemente.
- NON lasciate l'animale suI terrazzo o sul balcone, perché potrebbe cercare di saltar giù, a rischio della vita.
- NON lasciate porte o finestre aperte che possano permettere la fuga del vostro animale in un momento di panico o di terrore.
Agi/Ansa
sabato, dicembre 30, 2006
Se potessero avere un caminetto
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Anche i macachi (Macaca fuscata), d’inverno, amano scaldarsi al tepore del fuoco. Quelli nella foto provengono dal Japan Monkey Center di Inuyama, Giappone; qui, nei mesi invernali, i volontari preparano per loro fuochi all’aperto.
Non si tratta dell’unico comportamento tipicamente umano osservato in questi animali.
Negli anni Cinquanta alcuni ricercatori posizionarono delle patate dolci lungo una spiaggia, sulla quale i macachi erano stati liberati. Uno di loro, al posto di pulire il cibo con le zampe, andò a lavarlo nell’acqua del mare; subito gli altri esemplari del gruppo iniziarono a imitarlo. È stato inoltre documentato che i macachi che vivono nelle foreste delle zone montuose del Giappone sanno fare le palle di neve, utilizzando il pollice opponibile.
venerdì, dicembre 29, 2006
PER GLI USA ORA L'ORSO POLARE E' IN PERICOLO A CAUSA DEL CLIMA
L'aumento della temperatura nell'Artico, infatti, sta riducendo i ghiacci e di conseguenza il territorio di caccia di questi mammiferi
28 dicembre 2006 - Il dipartimento dell'Interno degli Stati Uniti ha proposto di inserire l'orso polare tra le specie minacciate, perche' l'aumento della temperatura nell'Artico sta riducendo i ghiacci e di conseguenza il territorio di caccia di questi mammiferi.
Una motivazione che ha anche un involontario risvolto politico, giacche' e' la prima volta che l'amministrazione Bush, non firmataria del protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni di 'gas-serra', ammette che i cambiamenti climatici costituiscono una pontenziale minaccia alle specie.
"La conclusione e' che gli orsi polari sono di fatto una specie minacciata e ovviamente i cambiamenti climatici sono una delle cause", ha spiegato una fonte del dicastero. "Al dipartimento dell'Interno, a quanto ci risulta, non abbiamo mai avuto una specie indicata come a rischio di estinsione con una relazione cosi' stretta con i mutamenti climatici, come in questo caso", ha aggiunto.
La popolazione degli orsi polari conta tra i 20.000 e i 25.000 esemplari e da anni i gruppi ambientalisti segnalano il rischio di estinzione a causa del surriscaldamento del pianeta.
(AGI)
giovedì, dicembre 28, 2006
Giraffa buongustaia
28 dicembre 2006 - Cosa non si farebbe, per il cibo. Per riuscire a nutrirsi delle prelibate foglie di acacia, di cui è ghiotta, la giraffa non si serve soltanto del suo lunghissimo collo, che può raggiungere anche i 4-5 metri di lunghezza.
La natura l’ha dotata di una lingua molto mobile e anch’essa lunghissima, che può arrivare a misurare fino a 45 centimetri. Questa caratteristica consente all’animale di selezionare le foglie migliori, scartando addirittura le spine. Pare che la giraffa non abbia sempre avuto questi tratti somatici, ma che li abbia sviluppati per non entrare in competizione con gli altri erbivori e potersi nutrire indisturbata.
COME BLOCCARE IL SITO “BALDINA” ANTI-ANIMALI
La disponibilità gratuita dello Studio Adamo per tentare di fermarlo definitivamente
28 dicembre 2006 - Vogliamo premettere subito che il mio Studio Legale offre sin d'ora il proprio patrocinio gratuito per lo svolgimento di eventuali azioni finalizzate alla cessazione della condotta pubblicizzata dalla Signora “Baldina” con un sito di propaganda di violenze sugli animali.
La vicenda del sito della sedicente signora “Baldina” è da lasciare stupefatti. La Polizia Postale si è – a quanto si dice – già occupata del caso in diverse occasioni, “chiudendo” il sito web in questione. Che è subitaneamente riapparso con un nome a dominio differente ma con il medesimo contenuto (plausibilmente) illecito e comunque raccapricciante.
Forse, per evitare il ripetersi di episodi analoghi, potrebbe essere opportuno cambiare momentaneamente l'approccio al problema: dalla tutela degli animali, a quella, diversamente normata, del corretto svolgimento dei rapporti commerciali.
La Signora in questione, infatti, non manifesta semplicemente il proprio pensiero (attività incensurabile, ex articolo 21 della Costituzione), per quanto raccapricciante. La Signora, al contrario, svolge una vera e propria attività commerciale, con tanto di apposizione di prezzo alle immagini e vendita delle stesse, anche sul territorio italiano ed a consumatori nazionali.
Conseguentemente, a tale attività, ove abbia (come sembra) risvolti anche in Italia, risulta applicabile la disciplina del Codice del Consumo. Se la stessa risulta violata, l'attività economica (e dunque la persona fisica responsabile, se effettuata individualmente) risulta passibile di sanzioni amministrative pecuniarie per svariate migliaia di Euro, con l'intuibile potere deterrente per il destinatario. Nella specie, peraltro, mi sembrerebbero violate le seguenti disposizioni:
-in primo luogo, gli artt. 19 e seguenti del Codice del Consumo, in quanto la presentazione per la vendita delle immagini sul sito web costituisce di fatto vera e propria “pubblicità” di immagini e comportamenti violativi di una Legge dello Stato (la Legge 20 luglio 2004, n. 189 sul maltrattamento di animali). Conseguentemente, tale pubblicità potrebbe venire inibita dal Garante per la Concorrenza, in quanto, tra l'altro, suscettibile di indurre utenti del web (anche minorenni, ai sensi dell'art. 25 Cod. Consumo) alla commissione di tali pratiche crudeli (che costituiscono anche reato). Accolto il ricorso, inoltre, l'Autorità applica altresì una sanzione pecuniaria “da 1.000 a 100.000 Euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione”. E la applica alla persona, non “al sito”;
-ancora, gli articoli 47 e ss. del Codice del Consumo: la promozione delle immagini e dei filmati via web costituisce infatti vera e propria negoziazione “fuori dai locali commerciali”, con conseguente obbligo per l'autore di fornire apposita informativa sul diritto di recesso (non presente nel materiale visionato). In questo caso, già per la sola mancata informazione risulterebbe applicabile, ex articoli 52 e seguenti Cod. Cons., una sanzione amministrativa pecuniaria da 516 a 5165 Euro, che si raddoppiano in caso di recidiva;
-per tutte le controversie (civili) relative alla fattispecie in esame, inoltre, è territorialmente competente, in via inderogabile (art. 53 Cod. Cons.) il Giudice del luogo di residenza o domicilio del consumatore.
In altri termini, in un caso come questo gli strumenti civilistici ed amministrativi sembrano rappresentare un deterrente (quantomeno di ordine pratico) ben più efficace rispetto alla tutela (penale) nei confronti di un possibile reato, tra l'altro commesso all'estero.
Forniremo comunque, ovviamente con il consenso dell'amico Gianluca Felicetti, informazioni più dettagliate sulle modalità operative di esperimento delle azioni necessarie a chi vorrà contattarci.
Giovanni Adamo, avvocato e Cultore della Materia di Diritto Civile nell’università di Bologna
mercoledì, dicembre 27, 2006
FESTA MUSSULMANA DI EID EL KEBIR: PER LA LAV "E' UNA STRAGE!"
Si celebra fra sabato e domenica. L'associazione ha chiesto a Prefetti, Carabinieri e Asl di stare allerta per le mattanze illegali
27 dicembre 2006 - Per la festa mussulmana di Eid el Kebir vengono uccise pecore, montoni o capre. Tale ricorrenza, a cadenza variabile, quest’anno si svolgerà fra sabato 30 e domenica 31 dicembre.
In questo periodo festivo, e per di più con il 31 dicembre che cade di domenica, i mattatoi non saranno aperti. E’ quindi prevedibile che i fedeli mussulmani che vorranno rispettare il precetto, opereranno illegalmente l’uccisione di tali animali.
"Abbiamo chiesto a Prefetti, Carabinieri e Asl di allertarsi per evitare il più possibile sgozzamenti illegali che quest’anno potranno essere la normalità in case, garage, giardini – ha detto Gianluca Felicetti, presidente della LAV – La normativa impone infatti che la macellazione rituale, senza stordimento, anche se per consumo familiare, possa essere eseguita solamente nei macelli, e in particolare in quelli specificatamente autorizzati, poco più di un centinaio secondo i dati del Ministero della Salute".
"Invitiamo tutti i credenti mussulmani a pensare di diventare vegetariani come già hanno fatto anche loro fratelli, e tutti i cittadini che dovessero avere notizia o essere testimoni di uccisioni improvvisate a chiamare immediatamente il numero di qualsiasi forza di polizia per un pronto intervento – ha concluso il Presidente della LAV – Al Parlamento e al Governo, benché la LAV sia contro tutte le macellazioni di animali, chiediamo di seguire l’esempio normativo di Paesi come Svizzera, Svezia, alcune regioni dell’Austria e la Malesia, Paese questo a stragrande maggioranza mussulmana, che non permettono la macellazione senza stordimento, ritenendo preminente la pur relativa protezione degli animali su precetti religiosi confliggenti con la morale pubblica".
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
-L’uccisione di animali con macellazione rituale, ai sensi dell’articolo 2 comma 1 lettera h) e dell’articolo 5 comma 2 del Decreto Legislativo 333 del 1998 deve avvenire solo in macelli autorizzati all’effettuazione della macellazione rituale, con esclusione assoluta – a prescindere dal consumo familiare o a fini commerciali – della possibilità di procedere al di fuori di questi impianti dove, ai sensi dell’articolo 9 comma 2 del Decreto Legislativo citato, la macellazione è permessa solo per consumo familiare ma con stordimento obbligatorio per le specie ovina e caprina e, quindi, non per la macellazione rituale.
-L’articolo 20 del Decreto Legislativo 286 del 1994 prevede che chiunque proceda alla macellazione degli animali, al sezionamento o al deposito delle carni in stabilimenti non riconosciuti o non autorizzati è punito con la pena dell’arresto fino a due anni o con l’ammenda fino a 60mila euro.
-L’articolo 544 ter del Codice penale sanziona con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro, aumentata della metà nel caso di morte, chiunque utilizzi animali in attività che provochino lesioni o sevizie così come è l’utilizzo di animali per la macellazione al di fuori della normativa speciale di tutela degli animali per la macellazione.
ORSO, BALENA E FOCA MONACA SPECIE BANDIERA WWF
Dopo aver salvato avvoltoi e cicogne le nuove sfide del 2007
27 dicembre 2006 - I migliori successi si chiamano lupo, cicogna bianca, gipeto e cervo sardo, ma nuove sfide si profilano all'orizzonte per gli ambientalisti e sono la conservazione dell'orso bruno marsicano, oltre alle balene e alle foche monache. A tratteggiare un bilancio della situazione della fauna selvatica in Italia e del lavoro svolto negli ultimi trent'anni e' il Wwf, che ha realizzato il volume 'Salvati dall'Arca'.
'Molte le note positive, nemmeno immaginabili 40 anni fa, quando e' nato il Wwf' racconta Maurizio Fraissinet, uno dei curatori del libro. E' il caso del lupo, che in un censimento del Wwf del 1973 era ridotto a circa 100 esemplari in tutta Italia e grazie alla campagna dell'associazione non solo non si e' estinto, ma ha raggiunto una popolazione di circa 800 individui, che hanno ricolonizzato tutto l'Appennino, tornando ad occupare zone da cui da piu' di un secolo erano stati scacciati. 'L'operazione lupo ha avuto tanto successo da consentire l'esportazione di esemplari all'estero, in Francia e in Svizzera' spiega Fraissinet.
Un'altra storia felice e' quella del cervo sardo: sono tanti gli italiani che hanno contribuito a salvare la specie, con l'acquisto del Wwf dell'Oasi di Monte Arcosu, che oggi custodisce 1.000 esemplari, per una popolazione totale di circa 6.500 cervi sardi. Alcuni sono stati anche reintrodotti in Corsica, dove si erano estinti. 'Poi ci sono le cicogne bianche - racconta Fraissinet - C'era una sola coppia nidificante nel 1959 e nel 2005 sono arrivate a 160 in tutto il Paese, dalla Calabria al Piemonte. Questo grazie alle associazioni, alla maggiore sensibilita' degli italiani e al calo dei cacciatori'.
In Italia sono tornati anche gli avvoltoi. 'A inizio secolo c'erano quattro specie: gipeto, avvoltoio monaco, grifone e capovaccaio - spiega Fraissinet - I primi due si sono estinti a meta' del secolo e le altre due specie se la passavano malissimo. Ora il gipeto e' stato reintrodotto sulle Alpi e il grifone e' in buone condizioni sull'Appennino, mentre preoccupa invece il capovaccaio'.
L'allarme maggiore per il futuro ora riguarda l'orso bruno marsicano, il 'mammifero piu' minacciato d'Italia' secondo il Wwf. Nel caso in cui venisse confermata la presenza di una cinquantina di esemplari infatti, il numero di femmine in eta' riproduttiva non sarebbe comunque sufficiente a garantire la sopravvivenza della specie.
Un altro pesante allarme riguarda i cetacei del Mare Nostrum.
Secondo l'esperto Giuseppe Notarbartolo di Sciarra 'gli italiani credono che le balene non esistano nel Mediterraneo. E nonostante esistano due convenzioni, quella del Santuario dei cetacei e quella di Accobams, nulla di concreto e' stato veramente fatto. Almeno, gli animali non se ne sono accorti'.
'Un sogno per il Wwf? Rivedere le foche monache - conclude Fraissinet - che in passato abitavano anche in Italia. Si sono estinte a Napoli (Posillipo), all'inizio del '900 e a Capri negli anni '50'.
(ANSA)
martedì, dicembre 26, 2006
Pellet in fumo
23 dicembre 2006 - I nostri lettori sono appassionati di pellet (67 mila pagine viste riguardante il pellet dal 1° dicembre ad oggi).
Mi sembra doveroso quindi approfondire questo tema e segnalo Blogeko che a sua volta cita ASPO-Italia che a sua volta prende spunto dal NY Times.
Il succo del discorso è che le emissioni nocive delle stufe a pellet non scherzano.
Per chi non lo sapesse i pellet sono dei piccoli cilindretti di segatura compressa prodotti spesso dagli scarti di lavorazione delle falegnamerie.
Le stufe a pellet sono molto efficienti ed utilizzarle per il riscaldamento è conveniente dal punto di vista economico.
L'articolo del NYT prende in esame le classiche caldaie a legna che come si vede nel grafico hanno emissioni nocive elevate, ma anche quelle a pellet non scherzano.
Ovviamente il discorso è molto complesso. Per esempio va tenuto conto del beneficio che si ottiene dalla crescita degli alberi che, si sa, assorbono Co2 e rendono l'aria più pulita. Gas e petrolio inquinano fin dalla loro raccolta iniziale e comunque sono risorse in declino.
Isolare BENE la propria abitazione è senza dubbio il primo passo da fare prima ancora di scegliere quale fonte energetica usare. Efficienza e risparmio energetico sono la nostra stella polare. In questo periodo di transizione la diversificazione sembra essere l'idea vincente, il futuro (spero si possa realizzare in fretta) è una civiltà elettrica che utilizzi fonti rinnovabili e pulite (sole, vento ecc) per saziare la propria fame energetica.
lunedì, dicembre 25, 2006
Insetti assetati di lacrime
Nottetempo, si avvicinano furtivamente e si posano sul collo delle prede, per succhiare non il sangue ma le lacrime. Questi strani animaletti del terrore, sono una particolare specie di lepidotteri che vive in Madagascar e che si nutre delle lacrime degli uccelli. Mentre le gazze e altri volatili dormono, gli insetti infilano il loro uncino appuntito sotto la palpebra del malcapitato e bevono avidamente. Detto così sembra quanto meno fastidioso per gli uccelli e, invece, sembra che i poveretti proprio non se accorgano. Probabilmente l’insetto sputa dentro l’occhio della preda un anestetico.
Esistono altri tipi di lepidotteri e farfalle, in Asia, Africa e Sud America, che si nutrono di lacrime dei grandi mammiferi, come i cervi. Ma, visto che in Madagascar i mammferi più grandi sono i lemuri e le manguste che possono scacciare il fastidioso insetto con le zampe, qui i lepidotteri si “accontentano” degli uccelli, che mentre dormono non possono volare via.
Foto: © Roland Hilgartner / Mamisolo Raoilison - University of Antananarivo in Madagascar
domenica, dicembre 24, 2006
Lucertole si riproducono senza il maschio
Due lucertole della specie drago di Komodo, hanno avuto dei figli senza aver avuto prima alcun contatto con i maschi. È successo in due zoo in Inghilterra. Forse la partenogenesi, così si chiama la riproduzione asessuale, non è poi così rara in natura.
21 dicembre 2006. In due diversi zoo in Inghilterra, due femmine di drago di Komodo (Varanus komodensis) – le lucertole più grandi del mondo – hanno messo al mondo figli (anche se le uova di una delle due non si sono ancora schiuse) senza alcun intervento del maschio.
L’ultima spiaggia
La partenogenesi, o riproduzione senza alcuna fecondazione dell’uovo da parte del maschio, è molto rara nei vertebrati. E, benché sia stata già osservata su serpenti, pesci e perfino sui tacchini, è la prima volta che si registra in questa specie. Un evento che ha fatto supporre agli scienziati che la partenogenesi, in natura, sia molto più diffusa di quanto finora creduto e che sia usata, più di quanto si pensasse. Forse come “ultima ratio”.
Scatta l’autogestione
Nello zoo infatti, le due femmine di drago di Komodo, non avevano molte occasioni di “conoscere” dei maschi e di riprodursi con loro e forse per questa ragione è "scattata" la riproduzione asessuale.
Le lucertolone, secondo gli esperti, probabilmente hanno sviluppato questa capacità, per assicurare la continuazione della specie anche in condizioni estreme. Per esempio, quando una femmina si ritrova d’improvviso – magari trasportata da un ciclone – su un’isola senza suoi simili.
Non è salutare per la specie
I figli generati dalle femmine “vergini” in cattività, sono tutti maschi e dalle analisi di alcuni piccoli risulta che, anche se non sono dei cloni, condividono con la madre l’intero patrimonio genetico. Un aspetto che a lungo andare, avvisano gli esperti dello zoo, potrebbe indebolire la specie già in pericolo di estinzione.
sabato, dicembre 23, 2006
Gli scoiattoli prevedono il futuro?
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22 dicembre 2006 - Se ne avessero la possibilità, gli scoiattoli sarebbero degli ottimi investitori. A dire il vero, già lo sono, a modo loro: pare infatti che questi animali riescano in qualche modo a prevedere la quantità di pigne che un albero potrà produrre in un anno, e che si regolino di conseguenza nel mettere al mondo i loro cuccioli.
Andrew McAdam, della Michigan State University, ha monitorato per 16 anni degli esemplari di scoiattoli rossi (Tamiasciurus Hudsonicus) residenti nello Yukon, in Canada. Lo studioso ha osservato che, negli anni in cui gli alberi che li ospitavano producevano un abbondante quantità di pigne, le femmine davano alla luce due nidiate di cuccioli: una, consueta, a marzo, e una “straordinaria” alla fine della primavera. Le pigne, dei cui semi gli scoiattoli sono ghiotti, vengono generate in un numero che varia notevolmente di anno in anno: lo stesso pino può produrne oltre 500 in un anno, e appena 10 quello successivo.
Ma come fanno gli scoiattoli ad avere questa “preveggenza”? Pare che riescano a percepire l’aumento di un determinato ormone presente nelle gemme un anno prima dell’abbondante raccolto.
Che genitori previdenti!
Foto: © University of Michigan

Young male squirrel chilling out in a comfy tree - foto di michael castellano
La Pecora Nera





