giovedì, novembre 30, 2006
API CONTRO TERRORISMO,ADDESTRATE A RICONOSCERE EPLOSIVO
Addestramento di diciotto mesi nel Nuovo Messico
29 novembre 2006 - Dal miele all'esplosivo. Le nuove leve della lotta contro il terrorismo potrebbero essere le api addestrate a riconoscere gli esplosivi. L'annuncio arriva dai ricercatori americani del Los Alamos National Laboratory, nel Nuovo Messico, laboratorio leader nelle armi nucleari. Gli insetti infatti tirano fuori la loro proboscide, la stessa che usano per estrarre il miele, quando individuano le sostanze contenute negli ordigni, in un'automobile come in una cintura sospetta.
Come sono stati istruite ? L'allenamento e' durato 18 mesi: prima sono state esposte all'odore di sostanze esplosive, dalla dinamite al plastico C-4, ma anche del propellente Howitzer, utilizzato nei dispositivi improvvisati in Irak, e poi hanno ricevuto un premio di acqua zuccherata. 'Quando le api percepiscono la presenza degli esplosivi, tirano semplicemente fuori la proboscide - ha spiegato il ricercatore Tim Haarmann in una intervista telefonica alla Reuters - Non e' necessario essere un esperto nel comportamento degli animali per capire che non ci siano dubbi sul suo significato. Siamo soddisfatti del successo del nostro lavoro per le sue implicazioni nella difesa e nella sicurezza nazionale'.
I primi tentativi del progetto 'Stealthy Insect Sensor Project' erano stati fatti con le vespe, ma le api si sono dimostrate piu' 'promettenti'. Possono essere trasportate in un contenitore grande quanto una scatola da scarpe e utilizzate, ad esempio, negli aeroporti o nei check point in Iraq. Il prossimo passo sara' quello di costruire le scatole adeguate per questi superinsetti, oltre all'addestramento delle guardie per il loro impiego. 'Sarebbe straordinario poter salvare delle vite umane grazie a questo progetto' ha concluso Haarmann.
(ANSA)
mercoledì, novembre 29, 2006
GIAPPONE: PECORE DA GUARDIA CONTRO INCURSIONI CINGHIALI
Tecnica già sperimentata
29 novembre 2006 - Nonostante la sua fama come creatura piu' mite della Terra, la pecora puo' essere un ottimo animale da guardia contro i cinghiali.
L'inconsueta utilizzazione degli ovini, come si legge oggi sul settimanale giapponese 'Nikkei', e' stata scoperta e sperimentata con successo nella provincia occidentale di Shimane.
Alcuni contadini della provincia si sono infatti accorti che, in una curiosa sorta di incompatibilita' simile a quella fra topi ed elefanti, anche i cinghiali piu' selvatici e aggressivi non osano avvicinarsi alle greggi.
E' stata una scoperta di notevole importanza perche' negli ultimi anni il ripopolamento dei suidi nei boschi di Shimane aveva rappresentato una crescente minaccia per le coltivazioni.
Nemmeno i recinti spintati ed elettrificati erano riusciti a scoraggiare le incursioni dei cinghiali, pronti a travolgere a testa bassa qualsiasi barriera del genere.
La presenza di ovini al limitare degli appezzamenti, invece, si e' dimostrata un efficace e convenientissimo deterrente.
Secondo alcuni studiosi i suidi, se non irritati, sono in realta' timidissimi e non osano affrontare altri animali se non protetti da fogliame o erbe molto alte, di cui appunto sono assenti i terreni dati in pascolo a pecore e capre.
(ANSA)
martedì, novembre 28, 2006
CLIMA: UCCELLI, L'ITALIA NUOVA OASI DELLE MIGRAZIONI
Secondo esperto del Corpo Forestale dello Stato
28 novembre 2006 - L'Italia sta diventando attraente per gli uccelli come un'oasi africana. Milioni di migratori provenienti dal Nord Europa con un'estate cosi' lunga non avrebbero motivo di faticare tanto per arrivare piu' a Sud.
Questa l'opinione di uno dei 'controllori' dei flussi, il responsabile del coordinamento di Asiago del Corpo forestale dello Stato, Isidoro Furlan, che ha analizzato i dati del museo di scienze naturali di Trento.
'Da tre anni a questa parte, la sensazione e' che l'Italia non sia piu' solamente una rotta migratoria, ma sia ormai divenuta una meta stanziale. Gli animali - spiega Furlan - stanno cominciando a capire che, con un caldo prolungato come quello di quest'anno, non serve piu' svernare nei Paesi africani. In un autunno anomalo come quello del 2006 gli uccelli migratori infatti non sono partiti in massa, ma diluiti nel tempo'.
Furlan si occupa del monitoraggio del traffico di tre flussi migratori lungo la corrente che attraversa l'Italia: in Val Trompia e in Val Sabbia (Lombardia); in Val di Sarca (Trentino); a Pordenone e a Tarvisio (Friuli).
'Si e' concluso il flusso di tutti i rapaci, passeriformi, fringillidi, di uccelli come il pettirosso, del fringuello e della peppola, partiti alla meta' di ottobre - racconta l' esperto del Corpo forestale dello Stato. Ora siamo alla fine delle partenze di tordo bottaccio, tordo sassello, mentre sono al culmine gli arrivi delle cesene, che quest'anno troveranno il loro piatto tipico, le bacche del 'sorbo degli uccellatori', in abbondanza su tutto l'arco alpino. Circa la meta' degli anatidi invece, a causa delle condizioni anomale del clima e' appena arrivata'.
Quest'anno il caldo ha portato ad una migrazione che non e' stata costante, ma a corrente alternata. 'Temperature miti hanno ritardato le partenze -continua Furlan- che nei periodi freddi in genere avvengono in modo piu' concentrato'. Il clima non avrebbe pero' regalato solamente un'estate piu' lunga, ma potrebbe essere all'origine di un numero minore di piccoli la scorsa primavera: 'Un'altra percezione e' che freddo e piogge, con sbalzi repentini e frequenti del termometro, quest'anno abbiano diminuito il numero di nidiate.
Rispetto alle normali due/tre nel periodo di aprile, maggio e
giugno, nel 2006 sembra se ne siano registrate al massimo due, con un numero di partenze che di conseguenza e' ridotto rispetto agli altri anni'.
(ANSA)
lunedì, novembre 27, 2006
NASCE CENTRO PER L'ETICA ANIMALE27 novembre 2006 - Piu' di cento studiosi di dieci Paesi diversi hanno gia' accettato di divenire membri del neonato Oxford Centre for Animal Ethics - visitabile da oggi all'indirizzo Web www.oxfordanimalethics.com - e che si prefigge, principalmente, di inserire definitivamente gli animali all'ordine del giorno di tutte le discipline.
Il Centro e' la prima vera e propria accademia dedicata interamente all'innalzamento dello status morale degli animali non umani attraverso la pubblicazione universitaria, l'insegnamento e la ricerca. Tutti gli studiosi di scienze umane e naturali potranno diventare Fellows del Centro. Esso mira a diventare un enorme contenitore indipendente per l'avanzamento del pensiero progressista concernente i nostri amici animali.
Una delle aree di ricerca sara' costituita dalla relazione tra violenza sugli animali e violenza sugli esseri umani. Tra i piu' noti scrittori mondiali che hanno indagato questa connessione - il Premio Nobel per la Letteratura, Professor J. M. Coetzee - ha fatto onore al Centro diventando il suo primo Honorary Yellow. Altri progetti che verranno perseguiti saranno volti alla creazione di un corso on-line di etica animale, alla produzione di monografie a tema e di un nuova rivista di etica animale.
Il primo direttore del Centro, teologo ad Oxford, il Rev. Prof. Andrew Linzey afferma: "Il supporto di un così grande numero di studiosi internazionalmente riconosciuti sottolinea l'importanza della questione morale degli animali non umani". "Ci sono sempre state delle ragioni validissime in favore degli animali, riconosciute da studiosi e filosofi nel corso dei secoli. E' venuto il momento di riconoscere che questo pensiero progressista sta diventando fondamentale. Ora gli animali cominciano a essere riconosciuti come esseri senzienti dalle leggi europee e, nel Regno Unito, e' in atto un profondo ripensamento - a lungo agognato - della legislazione di protezione degli animali". E ancora: "Dobbiamo sforzarci di assicurare che le questioni concernenti gli animali siano ben evidenti nella società, affinché possano essere discusse razionalmente - non si puo' infatti cambiare il mondo degli animali senza cambiare le nostre idee verso di loro. Ecco perché il centro sosterrà tutti gli atteggiamenti etici nei confronti degli animali e contribuirà a creare dibattiti pubblici bene informati".
La professoressa Priscilla Cohn, Professore Emerito di Filosofia alla Penn State University, che è Direttore Associato del Centro, aggiunge: "Sembra che gli studiosi siano coloro che devono prendere l'iniziativa per promuovere un nuovo tipo di dibattito intorno agli animali - uno che vada oltre slogan e stereotipi".
I Consiglieri e i primi sei Fellow sono già inseriti sul sito. Il Centro e' intitolato al filosofo spagnolo José Ferrater Mora, che coraggiosamente si espresse contro le corride.
Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Professor Andrew Linzey, (0044) (0)1865 201565; director@oxfordanimalethics.com
o Professor Priscilla Cohn, (001) 610 525 2957 or 610 525 5089
Note:
Il reverendo professore Andrew Linzey è membro della Facoltà di Teologia dell'Università di Oxford e professore di Teologia all'Università di Birmingham. Ha pubblicato e curato più di venti libri tra cui Animal Theology (1994), pubblicato in Italia dalle Edizioni Cosmopolis nel 1998 e l'ultimo Animal Rights: A Historical Anthology (Columbia University Press, 2005).
La prof.ssa Priscilla N. Cohn è professore emerito di filosofia all'Abington College, all'Università di Pennsylvania. Insegna etica animale da trentacinque anni e ha tenuto conferenze in tutto il mondo. Tra i suoi libri ricordiamo Contraception in Wildlife, Book 1 (Edwin Mellen Press, 1996) and Ethics and Wildlife (Edwin Mellen Press, 1999).
Traduzione a cura di Alessandro Arrigoni
www.animalieanimali.it
27 novembre 2006 - 'Centinaia di topi e 18 macachi sono adesso nelle nostre mani, liberi'. In un volantino giunto venerdi' scorso per posta all'Ansa di Milano con un cd e una videocassetta che mostrano le varie fasi del blitz, il Fronte di Liberazione Animale rivendica di aver liberato il 20 novembre scorso roditori e scimmie dalle gabbie di una ditta di Correzzana (Milano) che 'alleva animali destinati alla vivisezione'.
'Attraverso una fessura dal locale degli impianti di aerazione - si legge nel volantino - abbiamo trovato accesso al sottotetto. Sollevando porzioni di controsoffitto e utilizzando una scala ci siamo trovati nelle stanze in cui vengono allevati gli animali. Da qui ci siamo messi al lavoro per portarne via piu' possibile, prendere documenti e distruggere macchinari'.
'Nelle celle frigorifere - afferma il foglio firmato 'Fronte di Liberazione Animale - abbiamo documentato la presenza di corpi che l'accanimento e la furia di questi scienziati hanno reso completamente irriconoscibili: topo con il cranio sfondato e crocifissi con delle puntine, ratti con il ventre squarciato e conigli totalmente sfigurati'.
Il volantino, il cd rom con le fotografie e le videocassetta che documentano e rivendicano il blitz animalista sono ora all'esame degli investigatori. L'azienda che alleva gli animali destinati agli esperimenti scientifici, la Harlan Italia, qualche giorno dopo l'azione animalista aveva presentato denuncia ai carabinieri. Mentre i macachi, abbandonati nei pressi della Harlan, sono stati recuperati, le centinaia di cavie sono riuscite a fuggire.
Non e' la prima volta che nel Milanese accadono fatti come questi: in Milano citta', il 27 aprile scorso avvenne un altro blitz, in quel caso nel Dipartimento di Farmacologia dell' Universita' Statale, in via Vanvitelli. Furono liberati diversi animali, tra i quali tre conigli infetti. Agli animali era stato inoculato per la sperimentazione un virus vaccino che per qualche giorno avrebbe potuto provocare danni agli occhi e alla cute di chi, soprattutto se bambini, fosse venuto a contatto diretto con gli animali.
Ci fu inizialmente un certo allarme, ma non si verificarono problemi.
(ANSA)
domenica, novembre 26, 2006
Intervista a Frans de Waal: Noi come scimmie
Non sembra sfuggirgli nemmeno un piccolo movimento del corpo o una lieve espressione del viso. Frans de Waal, il più famoso primatologo del mondo, scruta perfino le dita delle mani del suo interlocutore. E lo ammette sorridendo, mentre sta seduto a un tavolo di un albergo nel cuore di Roma, a due passi dal Pantheon: ogni occasione è utile per comparare il comportamento degli uomini con quello di scimpanzé e bonobo, i nostri parenti più prossimi nell’albero evolutivo.
De Waal è a Roma per presentare il suo nuovo libro, La scimmia che siamo appena uscito per Garzanti. Una sorta di testimonianza di come lo studio dei nostri cugini genetici possa fornire risposte a molte domande cruciali sull’uomo: da dove discendono l’ egoismo e l’altruismo della nostra specie? Perché esistono? In che misura sono presenti nella nostra natura? Quanto bisogno abbiamo di equità? E di competizione? Che ruolo ha il sesso nella nostra società?
Attraverso storie vissute di animali, de Waal riesce ad appassionare; i suoi commenti illuminano su queste vecchie questioni e ci obbligano a riflettere sull’essenza della natura umana. Ci siamo evoluti da un antenato comune a noi, agli scimpanzé e ai bonobo. Non abbiamo ereditato solo l’aggressività, la violenza, la forma gerarchica delle nostre società, caratteristiche presenti anche negli scimpanzé; ma anche la generosità la gentilezza, l’altruismo, qualità tipiche dei bonobo. E perfino il desiderio di equità, l’empatia e la moralità. Troppo abbiamo insistito sull’origine animale delle nostre qualità negative e ingenerosamente abbiamo rivendicato per noi le qualità positive, come se fossero nostra esclusiva prerogativa.
Professore, cosa la rende così certo che bonobo e scimpanzé siano buoni modelli per capire la natura umana?
Partiamo da questo concetto: cinque o sei milioni di anni fa viveva l’antenato comune a noi e loro. Questa distanza evolutiva brevissima, oltre all’enorme somiglianza genetica, rendono questi animali i più simili a noi nel mondo. Così, osservando loro e facendo comparazioni con la nostra specie possiamo estrapolare il comportamento dell’antenato comune. Non si tratta quindi di tirare conclusioni direttamente dal comportamento di scimpanzé e bonobo che si sono evoluti come noi per milioni di anni, quelli in cui sono sorte le differenze.
Lei insiste sul fatto che l’aggressività non è l’unico elemento della natura umana...
Infatti. Quando ci paragoniamo agli animali lo facciamo sempre in senso negativo: se siamo violenti diciamo che ci comportiamo come animali, se siamo altruisti o tolleranti diciamo che è frutto della cultura o della religione. Per esempio, il grande etologo Konrad Lorenz si è focalizzato solo sull’aggressività. Invece io dimostro, facendo esempi di empatia, altruismo e cooperazione negli scimpanzé, e ancora di più nei bonobo, che l’intero nostro lato positivo è anche parte della biologia dei primati.
Dentro di noi ci sarebbero due tendenze, una sorta di Dr Jekyll e Mr Hide?
Sì, abbiamo in comune con i bonobo l’altruismo, la generosità, la gentilezza e molte altre qualità. Con gli scimpanzé condividiamo la violenza, la crudeltà, la struttura gerarchica della società. Quale di queste tendenze emerge dipende dalle circostanze.
Sono così crudeli gli scimpanzé?
Le racconto quanto accadde allo zoodi Arnhem. Trovai Luit, il mio scimpanzé maschio preferito, in una pozza di sangue. Era il prezzo che pagava per aver raggiunto il ruolo di leader a scapito di due maschi, Nikkie e Yeroen. Il primo era più debole di Luit ma aveva conquistato il potere con la complicità del vechio Yeroen che otteneva in cambio piccoli favori. Il corpo di Luit era tutto costellato di fori profondi, alcune dita delle mani e dei piedi mancavano, organi vitali erano danneggiati. Mentre il veterinaio lo ricuciva con centinaia di punti scoprimmo che i testicoli non erano più nella sacca dello scroto. Li trovarono i guardiani in mezzo alla paglia: glieli avevano spremuti fuori. I due avevano compiuto la loro vendetta nella notte: Yeroen teneva Luit e Nikkie lo massacrava con i suoi lunghi canini. Luit non si svegliò più dal’anestesia. Anche gli umani sono capaci di azioni violente come queste e si alleano per togliere il potere a un capo.
Certo, ma noi siamo anche capaci di pensare che due contro uno non è fair play... Forse l’uomo ha creato valori come l’onore?
Riguardo all’onore non saprei, ma gli scimpanzé e i bonobo hanno il senso di ciò che giusto e ciò che è ingiusto, come si vede dagli esperimenti. Comunque è vero che l’uomo crea valori, che intendo come qualcosa che va contro le normali tendenze della specie. Ma anche le scimmie, per esempio la tolleranza è molto importante nelle scimmie antropomorfe.
E l’empatia?
È un meccanismo psicologico: la capacità di vedere le emozioni degli altri ed esserne affetto. Se io prendo un coltello e lo premo sul mio dito chiunque ne rimane impressionato anche se non mi conosce. Stadi più complessi di empatia sono quelli in cui devo immaginare le sofferenze degli altri. Bonobo e scimpanzé sono capaci di empatia, come noi.
Lei avrà assistito a molte storie di altruismo?
Una volta il bonobo Kuni vide uno storno sbattere in volo contro il vetro del suo recinto. Lo raccolse e provò piano piano a spingerlo con le dita per farlo volare, ma invano. Allora salì a fatica sulla cima dell’albero più alto, gli dispiegò le ali con delicatezza e lo lanciò. Ma l’uccello finì sulla riva di un fossato. Allora lo raggiunse e rimase a sorvegliarlo per un’intera giornata, finché riuscì a riprendere il volo e fuggire via.
Qualcuno ha teorizzato che le nostre prime forme di società erano uno stato di guerra di tutti contro tutti: homo homini lupus...
Avevano torto. Noi discendiamo dai primati che hanno forme anche molto gerarchiche di società, come gli scimpanzé. Non c’è motivo di pensare che anche le nostre società non si siano evolute da forme simili.
Che ruolo ha il sesso nelle società umane?
Negli umani l’evoluzione ha preso una via differente. I bonobo vivono il sesso in tutte le varianti possibili e lo praticano per piacere e per rafforzare i vincoli sociali. Nelle società umane invece le restrizioni sul sesso sono fortissime perché siamo circondati da moralità, religione e cultura. Con l’effetto che i legami familiari sono più stabili.
Ho letto che al ristorante lei siede sempre in posti che le permettono di osservare la gente che mangia...
(ride) Sì, io sono una sorta di osservatore che non smette mai di fare comparazioni tra i primati. Naturalmente ho cominciato prima a osservare gli umani.
Ha mai avuto una scimmia per amico?
Ricordo che quando sono tornato in Olanda nello zoo dove avevo lavorato la vecchia femmina Mama era così ecccitata dal rivedermi che ero commosso. Ma la mia migliore amica era una chiamata Kuif: lei non aveva abbastanza latte per allattare i figli e così io le ho insegnato riempire il biberon e come allattare con questo. Purtroppo due anni fa è morta.
Luca Sciortino
Testo integrale dell'intervista apparsa su Panorama, nel numero di venerdi 17 novembre 2006
sabato, novembre 25, 2006
Consigliere regionale chiede sostituzione test su animali in Emilia Romagna
Bologna, 25 novembre 2006 - "Stop alla vivisezione per ricerche che possono essere effettuate con campioni di sangue umano" Questa la richiesta inserita dal consigliere regionale della Lega nord Roberto Corradi in una risoluzione che impegna la Giunta dell'Emilia-Romagna ad "intervenire presso tutte le strutture di ricerca dipendenti dalla Regione perché interrompano immediatamente la sperimentazione su animali vivi finalizzata ad individuare ed a quantificare la pirogenicità provocata dalle endotossine gram negative che causano la sintomatologia di molte malattie infettive come gastroenteriti, salmonellosi. Seconod Corradi infatti è possibile "adottare per il futuro i nuovi test, basati sull'utilizzo di sangue umano, approvati dall'Esac (Comitato consultivo scientifico europeo) nel marzo 2006".
Corradi spiega che questi metodi di sperimentazione, che hanno dato "eccellenti risultati", scongiurano l'utilizzo di animali da laboratorio, rilevando inoltre che "la direttiva CE 609/86, recepita dal Decreto legislativo 116/92, in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici, prevede che i nuovi metodi di ricerca, che non comportano la sperimentazione su animali, non necessitino di nuovi atti normativi o regolamentari per la loro immediata applicazione da parte dei laboratori di ricerca pubblici e privati".
(Apcom)
venerdì, novembre 24, 2006
"Usate scimmie in questa università?" e i vivisettori si spaventano...
24/11/2006. Nel giornale inglese "The Mail on Sunday" ha reso nota una notizia simpatica: un gruppo di attivisti antivivisezionisti ha scritto ad alcune universita' inglesi chiedendo loro quali esperimenti su primati non umani (scimmie) stanno conducendo. E i vivisettori sono andati nel panico. Coscienza sporca, coda di paglia, o che altro? Ovvio che preferiscano fare i loro esperimenti senza che nessuno sappia cosa fanno, ma... invece e' ora di iniziare a rendere conto di quel che fanno. A maggior ragione se usano soldi pubblici per portare avanti esperimenti inutili che causano sofferenza agli animali.
Ecco l'articolo originale:
Gli attivisti per i diritti animali stanno utilizzando il diritto alla libertà di informazione per stilare una "lista nera" delle università che conducono esperimenti sulle scimmie.
Le lettere inviate a sei università con la richiesta di informazioni su esperimenti che coinvolgono primati ha scatenato il panico tra i ricercatori. La notizia rievoca lo spettro degli estremisti che allargano i loro orizzonti andando oltre l'università di Oxford dove i militanti hanno intrapreso una campagna del terrore per bloccare i 20 milioni di sterline stanziati per costruire un nuovo laboratorio per la sperimentazione animale.
Il gruppo che ha inoltrato le richieste utilizzando la legge sulla libertà di informazione insiste che non è un atto violento e che non ha ancora deciso come utilizzare le risposte.
Ma il corpo accademico teme che la lista venga pubblicata in Internet ed entri in possesso di gruppi estremisti. E temono anche che gli attivisti stiano cercando di scoprire il nome delle 10 università coinvolte nella ricerca su primati.
Ad oggi le università hanno cercato di tenere nascoste le loro strutture per paura di attacchi.
Il Ministero dell'Interno ha una lista di istituzioni che conducono questo tipo di ricerca, ma è strettamente riservata e non viene condivisa nemmeno con il Ministero del Commercio e dell'Industria che è responsabile del settore scientifico.
Dettagli della lettera sono stati rivelati ieri nel supplemento del Times Higher Education. Nella lettera vengono chiesti dettagli riguardanti il numero e le specie di primati utilizzati. Si legge: "Stiamo contattando diverse università in Gran Bretagna per ottenere un quadro completo e aggiornato delle università inglesi che fanno sperimentazione su primati. Le pubblicazioni dei ricercatori della Vostra istituzione indicano l'utilizzo di primati. Crediamo sia nell'interesse di tutti avere maggiori informazioni circa la natura di un tale utilizzo, al fine di ottenere un quadro più completo rispetto a quello attuale sull'uso di primati in Gran Bretagna."
La Società per la Difesa della Ricerca, che sostiene la sperimentazione animale, afferma che le informazioni sui test sui primati non sono attualmente resi pubblici. Il direttore Simon Festing afferma: "La paura è che questa diventi una 'lista nera'. Se idenificheranno le circa 10 istituzioni che fanno sperimentazione su primati e le metteranno on-line, ci sarà qualche squilibrato che seguirà un ricercatore fino a casa per intimorirlo. Al momento gli estremisti in Gran Bretagna stanno inviando false lettere bomba. I danni sono stati minimi ma la paura è tanta. Queste università temono per l'incolumità dei loro ricercatori."
Il complesso di laboratori di Oxford è stato oggetto di una lunga campagna da parte di fanatici dei diritti degli animali. Ad un certo punto il progetto è stato sospeso per 16 mesi. I lavori ora si stanno svolgendo dietro alte palizzate, mentre gli operai sono scortati in ingresso e in uscita e devono indossare passamontagna per non essere riconosciuti.
Gli estremisti hanno descritto il corpo accademico di Oxford come "target legittimo" e hanno pubblicato i loro indirizzi su Internet. Una figura importante nella sperimentazione animale di una delle università destinatarie delle lettere ha affermato che il corpo accademico è "preoccupato".
"Nessuno vuole rivivere nel proprio istituto lo spettro di ciò che sta succedendo a Oxford." Alle sei università prese di mira con le lettere è stato consigliato di non confermare né di smentire la sperimentazione sui primati. lle sei università prese di mira con le lettere è stato consigliato di non confermare né di smentire la sperimentazione sui primati. Il gruppo che ha inviato le lettere è la BUAV, British Union for the Abolition of Vivisection. [NdT: la BUAV e' quanto di meno radicale ci possa essere in Gran Bretagna nel campo dell'antivivisezionismo]
Sean Gifford, direttore della campagna, afferma: "In genere questi esperimenti si effettuano a porte chiuse. Siamo di fronte a una lunga campagna per vietare completamente la sperimentazione sui primati. I primati sono i nostri parenti più prossimi. Non ci vuole un grosso sforzo di immaginazione per capire che soffrono enormemente nei laboratori inglesi. Condanniamo assolutamente qualsiasi atto di violenza e intimidazione verso i tecnici e i ricercatori."
Fonte: The Mail On Sunday, "Animal rights group creates hit list of universities conducting research on monkeys", 9 novembre 2006
http://www.mailonsunday.co.uk/pages/live/articles/news/news.html?in_article_id=415539&in_page_id=1770
24 novembre 2006 - Cancro: un male curabile, scritto da Gianni Tamino, e' stato recentemente pubblicato dalle Edizioni Cosmopolis, per la collana Scienza e animali.
L'autore e' un biologo, professore universitario e notissimo nell'ambiente antivivisezionista per le sue posizioni, da tempo, abolizioniste. In questo libro affronta un tema che è in grado di smuovere in tutti noi forti emozioni: il cancro.
Il libro parte dalla constatazione che questa malattia, nonostante i moltissimi soldi continuamente spesi e le migliaia di ricercatori impegnati in questa battaglia, è ancora sinonimo di dolore e morte. Com'è possibile tutto cio'?
Gianni Tamino traccia in maniera chiara una storia di questa decennale lotta contro il "male del secolo", mettendo in evidenza come il fondamento epistemologico che si basa sulla sperimentazione animale, abbia fino ad oggi fornito dati e conclusioni errate. Il cancro e', secondo l'autore, un male curabile e, fatto ancor più interessante, e' un male che si può e si deve prevenire, a patto di consegnare alla storia della medicina la sperimentazione di ogni rimedio sugli animali. Sarebbe opportuno puntare, invece, sulla specificità del paziente umano, sui fattori che favoriscono l'insorgere di tale malattia, come l'ambiente, l'alimentazione, gli stili di vita.
Sotto accusa non c'e' soltanto la vivisezione in quanto tale, ma l'idea stessa del ruolo della medicina, il cui compito primario non dovrebbe essere quello di curare, somministrando farmaci e sostanze chimiche sempre nuove, ma quello di aiutarci a prevenire, mantenendo efficienti ed efficaci i nostri sistemi naturali di difesa.
Cancro: un male curabile diventa quindi un libro indispensabile, non solo per gli animalisti e gli antivivisezionisti, ma anche per quanti si interessano di medicina, ricerca, salute, prevenzione, con animo sgombro da preconcetti e da facile illusioni spacciate dai mass media.
Gianni Tamino
Cancro: un male curabile - pag. 140
Edizioni Cosmopolis - 2006
Euro 12.00
Stefano Cagno
giovedì, novembre 23, 2006
Nel loro simbolo e' raffigurata una mucca, simbolo foriero di un impegno a 360 gradi sugli animali, non solo per quelli di casa.
La loro presenza rappresentera' un rafforzamento dei diritti degli animali in Olanda? O un "inscatolamento" delle tematiche animaliste nel loro x per cento che, senza alleanze, non potra' ottenere alcuna nuova legge?
mercoledì, novembre 22, 2006
A proposito di: CIMICE DEI LETTI (Cimex lectularius)
La Cimice dei letti (Cimex lectularius) é l'insetto più noto della famiglia degli Emitteri Eterotteri (Heteroptera), probabilmente di origine asiatica, è oggi diffusa in tutto il mondo al seguito dell'uomo, il cui sangue costituisce il suo quasi esclusivo nutrimento.
La Cimice dei letti, che i greci chiamavano Koris e i romani Cimex, è un'insetto di colore rosso mattone scuro e ferrugineo che, se femmina (le femmine sono più grandi dei maschi) può misurare in lunghezza totale da 6 a 8 mm..
Quando è a digiuno ha il corpo molto depresso, ovale e fortemente appiattito. La sua testa è breve, dilatata trasversalmente, subpentagonale, con occhi composti piccoli ma assai sporgenti, con antenne di quattro articoli di normale lunghezza, ed il rostro piuttosto breve che, durante il riposo rimane adagiato e quasi invisibile in un'apposita scanalatura. Il pronoto è largo, espanso lateralmente e profondamente incavato sul margine anteriore, cosicché la testa vi si alloggia e vi rimane protetta fino all'altezza degli occhi.
Il mesonoto è assai più piccolo del pronoto e ad esso sono attaccate le elitre ridotte a piccole squame ovali le quali lasciano compiutamente scoperto il largo addome che ha forma quasi rotonda. Le zampe hanno media lunghezza e sono munite di tarsi a tre articoli. Alla base delle anche del terzo paio si aprono due orifici attraverso i quali fluisce all'esterno il prodotto delle ghiandole metatoraciche cui si deve il disgustoso odore che ammorba gli ambienti in cui questi Emitteri vivono e ciò che essi toccano.
A differenza dei pidocchi, i quali hanno bisogno di stare a contatto della pelle o sui peli o sulle vesti, dove la temperatura è costante, le cimici non vivono in permanenza sull'uomo e sulle sue vesti ma hanno anch'esse bisogno, per compiere il ciclo vitale, di una temperatura piuttosto alta e perciò si insediano nelle stanze che durante l'inverno vengono riscaldate e nei luoghi più tiepidi della casa.
Sono tuttavia capaci di resistere a temperature basse ma, in questo caso, sospendono l'attività fino a quando l'ambiente non è termicamente adatto. L'estate è la loro stagione preferita e le tenebre sono complici delle loro scorribande e delle loro imprese. Scivolano fuori dalle fessure e dalle screpolature dei muri e dei mobili, da sotto i tappeti, da dietro i mobili, da sotto le carte da parati e gli arazzi e vanno in cerca di cibo. Le guidano prima di tutto l'olfatto poi la temperatura del corpo della vittima. Si arrampicano sui letti e si dirigono, rapide, sicure verso quelle parti del corpo che hanno la pelle più sottile, meglio irrorata dal sangue; I polsi, il collo, le caviglie sono le regioni preferite.
Se il letto non può essere scalato, perchè ad esempio i suoi quattro piedi sono stati posti in altrettanti recipienti colmi d'acqua e con le pareti levigatissime, di vetro o di porcellana, le cimici si arrampicano sulle pareti della stanza, camminano dorso all'ingiù sul soffitto e, giunte sulla verticale della vittima, si lasciano cadere. Lo stato di sonno e l'assenza di luce tornano gradite al massimo a questi Emitteri, anzi normalmente non cercano di pungere se il paziente è sveglio e tiene le luci accese. Ma se sono tormentate dalla fame le cimici divengono audaci e tentano l'aggressione anche nelle condizioni più avverse. Studi di laboratorio hanno dimostrato che in luoghi in cui pullulavano e dove erano state costrette per mesi al digiuno, le si potevano vedere manovrare con ardimento e decisione anche quando la stanza era ben illuminata.
Arrivate nel punto adatto, le cimici affondano il rostro nella pelle e contemporaneamente inoculano una piccola quantità di saliva la quale, non solo ha il potere di narcotizzare la parte colpita e di rendere il sangue non coagulabile, ma di richiamare verso di essa una certa quantità di liquido circolante. La puntura sicché è indolore e la vittima non si accorge di essere stata trafitta altro che dopo molti secondi, talvolta dopo un paio di minuti, quando cioé l'insetto sta per finire o ha già finito di pompare il sangue e, con il ventre gonfio, più lento, ma sempre abbastanza rapido, fugge per tornare al suo nascondiglio dove per qualche tempo rimangono in quiete, ma una volta tornate ad essere smilze, si avventurano di nuovo all'esterno a cercare vittime.
Le cimici hanno odore finissimo e non gradiscono egualmente l'odore di tutte le persone. Vi sono uomini e donne che emanano odore repellente e sono evitate, altre che emanano odore relativamente gradito, altre ancora che olezzano in modo così allettante che le cimici le prediligono. Non trovando vittime di loro pieno gradimento si contentano di altri mammiferi e persino di uccelli. Ad esempio possono succhiare sangue dai cani e in modo particolare da quelli giovani, dai gatti, dai roditori, dai polli e dai piccioni. E se non trovano nessun animale da cui suggere l'alimento, soffrono assai poco. E' provato che possono rimanere a digiuno, pur mantenendo quasi intatte le loro capacità aggressive, per mesi e mesi, anche per oltre un anno. Sperimentalmente sono state tenute prive di cibo per 24 mesi.
Questi insetti, avidissimi di sangue e resistentissimi al digiuno, se vivono in ambienti in cui la temperatura subisce modeste oscillazioni durante il corso dell'anno, si riproducono in qualsiasi epoca e possono avere tre generazioni entro i dodici mesi. La fecondazione ha particolarità assai interessanti. Essi depongono press'a poco negli stessi ambienti in cui si rifugiano nelle ore di sosta, pacchetti di uova di colore grigio perlaceo, lunghe poco più di 1 mm. e larghe mezzo, subellitiche, munite di un piccolo opercolo al polo anteriore.
Complessivamente ogni femmina deposita da 200 a quasi 300 uova. L'incubazione e la durata del periodo preimmaginale dipendono prevalentemente dalle condizioni dell'ambiente, dal cibo e in modo più spiccato dalle condizioni termiche. Soggette a temperatura media, 25°C, dopo 8 giorni le uova si schiudono, ma sono poi necessarie 11 settimane prima che le neonate, dopo aver compiuto 5 mute, giungano allo stato immaginale. E' necessario inoltre che per ogni stadio vitale le larve assumano una certa quantità di sangue; Non cibandosi, o cibandosi scarsamente, il periodo preimmaginale è assai lungo. Anche le larve possono trascorrere periodi di digiuno lunghissimo senza soffrire. Sviluppandosi in condizioni ottimali di ambiente e di nutrizione, le cimici impiegano soltanto 7 settimane per passare dalla prima età allo stato di immagine.
Il freddo, un freddo improvviso, non solo rallenta lo sviluppo, ma cagiona la morte rapida di questi insetti; anche un aumento di temperatura può essere fatale. Se ad esempio nell'ambiente in cui vivono si raggiungono per pochi giorni 50° C, tutti gli individui giovani e adulti muoiono. L'esposizione al sole della durata di pochi minuti in una bella giornata estiva è sufficiente per ucciderle.
Un tempo si riteneva che le cimici potessero diffondere molte malattie da virus e parassitarie, ma indagini condotte con molta accuratezza hanno dimostrato che ciò non corrisponde a verità. Esse possono ospitare germi i quali conservano la loro virulenza anche per lungo tempo, ma non sono trasmettitrici normali, come invece trasmettitore normale di taluni agenti patogeni è il pidocchio. Ciò non significa che non siano pericolose, che non contribuiscano, sia pure in maniera limitata, alla diffusione di talune malattie, anche molto gravi. Comunque l'infissione del rostro e l'inoculazione di saliva cagiona sempre papule pruriginose che possono scomparire in breve tempo ma, a seconda degli individui, anche accrescersi, rimanere attive per settimane, e quando spariscono, nella zona di infissione del rostro rimangono noduletti duri che permangono per lungo tempo.
La lotta contro questi insetti molestissimi e pericolosi, non è facile, poiché si annidano in fessure, pertugi, spaccature, dove non è agevole raggiungerli neppure con sostanze chimiche gassose; Daltronde se vengono raggiunti gli individui adulti o allo stato preimmaginale, non sempre vengono colpite le uova protette dal loro guscio resistente.
XENOTRAPIANTI: LAV A GOVERNO, APPLICARE MORATORIA OMS
Criticato ennesimo annuncio di ricerca
21 novembre 2006 - "Parlare di 'pacchetto etico e bioetico' e' una vera ipocrisia, quando si parla di xenotrapianti. Usare esseri senzienti come serbatoi di organi di ricambio e' contro ogni principio etico e morale, oltre che scientifico: e' dai primi anni '90, infatti, che si annuncia periodicamente l'imminente disponibilita' di organi da maiali trapiantabili, come documentato da un'analisi della LAV sulla rassegna stampa degli ultimi quindici anni, creando illusioni tra i malati". Questo il commento di Roberta Bartocci, responsabile LAV settore Vivisezione, al Progetto Integrato Xenome, presentato a Padova dal suo coordinatore europeo, il dott. Emanuele Cozzi. "La LAV chiede al Governo che su questo progetto di ricerca, cosi' come su tutti i progetti di ricerca su xenotrapianti, venga applicata la moratoria dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' del 1999 e che si incentivi l'utilizzo di metodiche alternative all'uso di animali, cosi' come previsto peraltro nel programma della Coalizione di Governo, a pag 153. Il programma di Governo prevede, infatti, l'impegno per la progressiva sostituzione dell'impiego di animali nella ricerca".
Il Progetto Xenome contempla di modificare con l'ingegneria genetica il genoma del amiale, rendendolo il piu' possibile compatibile con quello umano. La biotecnologia potrebbe essere impiegata anche nel trapianto di rene.
(AGI)
La Pecora Nera





