La Pecora Nera

Zooetica, Ecologia, Etologia e dintorni...

sabato, settembre 30, 2006

DALLA CINA BUONE NOTIZIE CONTRO LE SOPPRESSIONI

L’Ufficio del Dipartimento di documentazione della proprietà intellettuale della Repubblica Popolare Cinese è entrato in contatto con l’OIPA per chiedere il nostro sostegno contro lo sterminio dei cani di Yunnan in Cina.
Nella mail ricevuta dall’OIPA viene chiesto aiuto e sostegno, al fine di fermare queste azioni crudeli ed immorali.
Nella mail si legge: “se le organizzazioni internazionali come l’OIPA, si interessano e protestano, il Governo centrale può forse essere spinto ad ordinare ai governi locali la cessazione dei massacri”.
L’Ufficio del Dipartimento spera che l'influenza e il sostegno internazionale possano fermare queste azioni e invita a protestare e a scrivere mail.

FIRMA LA PETIZIONE ON LINE!

Da Animals Asia Foundation (www.animalsasia.org) abbiamo ricevuto queste news.

Dopo i massacri dei cani avvenuti in alcune città della Cina, l’Animals Asia Foundation loda l’amministrazione di Nanjing per le nuove misure adottate per il controllo dei cani randagi
La fondatrice di AAF, Jill Robinson, ha anche annunciato alcuni progetti per lavorare insieme alle autorità di Nanjing, incluso un invito a un workshop a Hong Kong per apprendere di più sui metodi umanitari per il controllo degli animali e le metodologie per educare l’amministrazione pubblica a prendersi cura degli animali domestici.
Jill Robinson, che è appena rientrata dalla capitale della Provincia di Jiangsu, ha detto che invece di adottare brutali misure, l’amministrazione sta cercando soluzioni che possano perdurare nel tempo. Rappresentanti della Polizia di Nanjing la scorsa settimana hanno incontrato Jill Robinson per discutere le misure da adottare per la sterilizzazione e la registrazione dei cani.
Jill Robinson ha dichiarato: “a differenza di altre autorità pubbliche che avevano adottato soluzioni crudeli, bastonando e massacrando in massa i cani, la Polizia di Nanjing ha deciso di porre i cani randagi sotto le cure di un rifugio per gli animali, e dare al gestore i fondi per nutrire e poter curare i cani”.
La signora Ha Wenjing, che nella periferia di Nanjing gestisce un rifugio per randagi, attualmente si prende cura di circa 600 cani e 100 gatti.
Robinson ha dichiarato che mettere i cani nei rifugi è attualmente una buona opzione ma molto deve essere ancora fatto per controllare la popolazione dei randagi.
“I centri per il soccorso dei randagi certamente sono utili, ma i problemi più vasti devono essere indirizzati attraverso programmi di educazione di vasta portata che mostrino ai proprietari di animali perché devono sterilizzare e vaccinare i loro animali, come integrare i loro compagni animali nella comunità e perché devono adottare animali dai rifugi invece di acquistarli nei negozi”.
Jill Robinson ha detto che AAF sosterrà gli sforzi della città attraverso fondi diretti a programmi di educazione e organizzando un workshop a Hong Kong in collaborazione con altri gruppi a protezione degli animali.
Animals Asia sta guidando anche una campagna chiamata “Friend or Food?” con lo scopo di porre fine al consumo di carne di cane e gatto in tutta la Cina.

http://www.oipaitalia.com

postato da camozzi 11:05 | commenti (1) | ambiente e comportamento

venerdì, settembre 29, 2006

alertSTRAGE DI TIGRI PER RICCHI CINESI
Felini a rischio anche per la distruzione del loro habitat

29 settembre 2006 - Cattive notizie per le tigri indiane. Una inchiesta condotta da un'associazione indiana per la protezione degli animali (WPSI, Wildlife Protection Society of India) ha rivelato che pelli di tigri e leopardi catturati in India vengono poi vendute prevalentemente in Cina e Tibet, destinate ad essere messe in bella mostra nelle case dei ricchi cinesi.
L'inchiesta, durata una decina di giorni, ha consentito di individuare 11 commercianti cinesi che offrivano pelli di tigri e leopardi. I commercianti in Tibet e in Cina hanno ammesso che tutte le pelli di tigri da loro vendute provengono dall'India e giungono nei loro Paesi grazie all'aiuto di cacciatori senza scrupoli e alla 'collaborazione' degli agenti doganali indiani, nepalesi e cinesi.
'E' scioccante - dichiara Belinda Wright, direttore esecutivo della WPSI - vedere come stanno andando le cose. Le tigri stanno scomparendo una ad una e noi non stiamo facendo nulla per impedirlo. Abbiamo bisogno del sostegno e dell'aiuto della comunita' internazionale per proteggere le tigri indiane'.
Secondo un rapporto pubblicato dalla Environmental Investigation Agency (Agenzia di Protezione Ambientale), tigri e leopardi sono venduti sui mercati cinese e tibetano ad un prezzo di circa 20.000 dollari per ogni esemplare.
La popolazione dei felini indiani ha subito negli ultimi tempi una drastica riduzione per una serie combinata di diversi fattori. Come da un lato la distruzione del loro habitat naturale per favorire l'urbanizzazione e dall'altro la caccia e il contrabbando delle pelli degli animali. Subito prima dell'indipendenza, nel 1947, l'India contava circa 40.000 esemplari di tigri. Ora non ve ne sono piu' di 1.500.
Nonostante il divieto internazionale di effettuare il commercio di questi animali e il fatto che tale attivita' sia illegale anche per la legge cinese, numerosissimi sono i negozi di Lhasa e Pechino dove si possono trovare con facilita' oggetti confezionati con pelle di tigre. Tappeti, trofei, oggetti ornamentali, che vanno ad adornare le case di ricchi cinesi e tibetani. Le pelli degli animali, inoltre, vengono spesso utilizzate nelle cerimonie religiose e nei festival tibetani, durante i quali pastori indossano tuniche fatte di pelli di tigre, conosciute col nome di 'chupas'. Le ossa, i denti ed atre parti del corpo di questi grandi felini sono inoltre utilizzate anche nella medicina tradizionale cinese.
Di recente gli Stati Uniti hanno proposto una mozione per imporre delle sanzioni ad India e Cina qualora i due paesi non riescano ad arginare questo commercio illegale. Si calcola che ogni anno i cacciatori indiani uccidano oltre 200 tigri e anche per questo si registra una continua diminuzione del numero di questi animali nelle riserve. A Sariska, uno dei parchi naturali in teoria protetti dove dovrebbero vivere in tranquillita' i grandi felini, nonostante i tentativi delle autorita' di combattere il fenomeno, da diverso tempo le tigri sono completamente scomparse.
Il governo indiano ha istituito una commissione ad hoc che ha visitato molti parchi naturali, ma ha solo potuto constatare la diminuzione del numero delle tigri, non riuscendo a fare nulla per combattere i bracconieri.
(ANSA)

giovedì, settembre 28, 2006

Criniera e altitudine, una correlazione da rivedere
L'età è un fattore importante che finora è sempre stato ignorato dagli zoologi

27.09.2006 Si tratta di una questione a cui nessuno finora è riuscito a dare una risposta esauriente: qual è l’origine dell’estrema variabilità della criniera tra i leoni? Ci prova ora un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Zoology” frutto di uno studio durato quasi sette anni.
In termini generali, era già noto che i leoni sviluppano una criniera a seconda delle condizioni climatiche locali. Nell’Africa equatoriale orientale, per esempio, il clima è determinato in primo luogo dalla quota a cui vivono questi animali: i maschi con la criniera più folta, infatti, si trovano al limite superiore del loro intervallo di altitudini, mentre i maschi di età simile che vivono a quote più basse hanno una criniera molto più limitata. In ambienti più caldi come nella regione dello Tsavo, la criniera ha tipicamente una copertura modesta o è addirittura assente. Proprio l’ecosistema di Tsavo, tuttavia, famoso proprio per i leoni senza criniera, ha posto i ricercatori di fronte a una circostanza che contrasta con lo schema da loro delineato. Con il progredire dell’età, infatti, la maggioranza dei leoni sviluppa una notevole criniera.
"Sapevamo della correlazione con il clima e con la quota, poiché fummo noi i primi a ipotizzarla nel rapporto GEO 2001”, ha spiegato Tom Gnoske, del Dipartimento di zoologia del
Field Museum e coautore dello studio. Ma questo dato inatteso ci ha messo un po’ in crisi: abbiamo trovato un’altra forte correlazione tra progredire dell’età e sviluppo della criniera, una variabile significativa che in precedenza è sempre stata ignorata.”
Alla luce delle statistiche, si evince che nei leoni che vivono a meno di 800 metri di altitudine in prossimità dell’Equatore la crescita della criniera è ritardata, e continua ben oltre il raggiungimento della maturità sessuale. Inoltre, la velocità di sviluppo del pelo è inferiore a quella della media dei più familiari leoni che vivono ad altitudini maggiori e più fredde, come nell’ecosistema dell’Altopiano del Serengeti o delle pianure dell’Athi/Kapiti.

www.lescienze.it

mercoledì, settembre 27, 2006

LA COMPAGNIA AEREA "QATAR AIRLINES" PUBBLICIZZA LE CORRIDE

La Compagnia Aerea "Qatar Airlines", sta pubblicizzando i voli da Bangkok (Tailandia) a Madrid (Spagna), usando la foto di una corrida.

Se è oltraggioso che le compagnie aeree promuovino le corride, è davvero incredibile e inaccettabile che anche una compagnia di volo degli Emirati sfrutti una tale forma pubblicitaria.

Per piacere inviate e-mail di protesta alla Compagnia Aerea "Qatar Airlines", chiedendo loro di ritirare quella pubblicità e spiegando che le corride non sono l'immagine della Spagna, ma al contrario, che tale immagina infanga la Spagna nel mondo.

Alcune settimane fa noi abbiamo spedito un fax chiedendo loro di ritirare tale pubblicità, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta.

Ben vengano immagini paesaggistiche, di spiagge, ecc., per pubblicizzare i loro voli verso la Spagna, ma non l'immagine della tortura di animali, che è condannata dalla maggioranza del popolo spagnolo.

Salam Al Shawa
Senior Manager Marketing & Communications, Qatar Airways
Qatar
Tel: +974 – 4496956, Fax: +974 - 4620132
qrmedia@qatarairways.com.qa
Qatar Airways
infodesk@qatarairways.com.qa

Commenti on line
http://www.qatarairways.com/index.php?contactus

Qatar Airways
21st Flr, P.S. Tower 36/74
Sukhumvit 21 Road (asoke)
Klongtoey-Nua, Wattana
Bangkok 10110,
Thailand
holidays@qatarairways.com.qa

Con CC ai giornali e a noi:

Qatar News Agency
qna@qatar.net.qa
All Watan
alwatan@qatar.net.qa
Gulf Times
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The Peninsula
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campaignsimab@iwab.org

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To:
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infodesk@qatarairways.com.qa,
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CC:
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alwatan@qatar.net.qa,
editor@gulf-times.com,
editor@thepeninsulaqatar.com,
campaignsimab@iwab.org


Dear Mr. Salam Al Shawa,

I have learnt of an advertisement in which Qatar Airways promotes its flights between Bangkok and Madrid using a photo of a bullfight.

I am not aware if this is the policy of your company and I feel outraged.

Bullfights are disgusting spectacles where 6 bulls are tortured to death and where the horses used also suffer injuries, sometimes fatal.

Promoting your flights using this kind of publicity not only stains your image as well as enforces the popular misconception of Spain as a country steeped in bullfights.

Please be aware that the majority of the Spanish people are opposed to bullfights and fight to end this barbarity.

I would like you to inform me if being accomplice to this barbarity is the policy of your company or just your Thailand branch. In either case I would strongly urge you to have this marketing campaign reconsidered and to remove this national stereotyping.

I look forward to your early reply.

Yours sincerely,
Name/Country


Spettabile Signor Salam Al Shawa,

sono venuto a conoscenza di una pubblicità in cui la Compagnia Aerea "Qatar Airways" promuove i suoi voli tra Bangkok e Madrid usando la foto di una corrida.

Io non so se questa è una politica della vostra compagnia, ma mi sento offeso.

Le corride sono spettacoli disgustosi dove 6 tori vengono torturati a morte e dove i cavali usati sono feriti a volte mortalmente.

Promuovendo i vostri voli usando questo tipo di pubblicità non solo disonorate la vostra immagine ma rafforzate anche l'idea errata della Spagna come paese immerso nelle corride.

Per favore, rendetevi conto che la maggioranza del popolo spagnolo si oppone alle corride e lotta per porre fine a questa barbarie.

Vorrei che mi informaste se l'essere complici di questa barbarie è la politica della vostra compagnia o solo del ramo tailandese. In entrambi i casi, io vi chiedo con forza di riconsiderare questa campagna pubblicitaria e di rimuovere questo stereotipo nazionale.

Aspetto una vostra rapida risposta.

Sinceramente.
Nome/Paese

http://www.iwab.org/

Trovati cani mummificati in Perù


Avvolti in coperte e con la ciotola piena, accanto al loro padrone. Così venivano seppelliti i cani tra il 900 e il 1350 d.C. in Perù. Un trattamento che finora si pensava fosse riservato solo ai cani degli antichi egizi. Alcuni resti di oltre 40 cani mummificati - grazie forse alle alte temperature e alla sabbia del deserto - sono stati ritrovati insieme ai padroni dagli archeologi nel sud del Perù.
I cani, secondo gli esperti, sono vissuti durante il periodo dell’antica civiltà preinca chiamata Chiribaya. Per i loro padroni erano molto importanti perché li usavano per controllare le greggi di lama. Probabilmente è per questo che non venivano sacrificati come in altre civiltà, ma addirittura considerati quasi come membri della famiglia, tanto da finire nelle tombe con i padroni.

tratto da www.focus.it

IL LUPO E' TORNATO A POPOLARE ANCHE L'APPENNINO MODENESE
Secondo i dati della Provincia

27 settembre 2006 - Scomparso per decenni, il lupo sta lentamente ripopolando l'Appennino modenese grazie soprattutto alla presenza di prede selvatiche e all'abbandono del territorio da parte dell'uomo. Secondo il Servizio Faunistico della Provincia di Modena il lupo e' presente in modo stabile sulle montagne modenesi con tre distinti nuclei familiari, composti da un minimo di due a un massimo di cinque esemplari ciascuno. A questi gruppi si aggiungono altri esemplari che transitano nel territorio senza insediarsi stabilmente.
Il ritorno del lupo e' stato salutato come una buona notizia da Alberto Caldana, assessore provinciale all'ambiente, perche' - ha spiegato - rappresenta un segnale positivo dello stato di salute del nostro Appennino. Di diverso parere sono gli abitanti del territorio montano, che temono per se' e per i propri animali. Non a caso negli ultimi mesi la polizia provinciale ha trovato tre cadaveri di lupo, due dei quali uccisi da polpette avvelenate. L'assessore Caldana ha ricordato che il lupo non e' pericoloso ne' per l'uomo ne' per gli allevamenti, perche' si ciba prevalentemente di caprioli e cinghiali, svolgendo quindi anche una funzione di riequilibrio faunistico.
Fino agli anni '70 la specie e' stata pesantemente perseguitata e in quel periodo si sono toccati i minimi storici italiani, con una presenza stimata di un centinaio di esemplari.
Dal 1977 il lupo gode di protezione e oggi si stimano 500-600 esemplari, che risultano presenti sull'intera catena appenninica, dalla Liguria all'Aspromonte.
Lo studio sulla presenza del lupo nel modenese e' partito nel 1999 ed e' proseguito tra il 2002 e il 2004 sulla base del Progetto Life-Lupo promosso dalla Ue.

(ANSA)

martedì, settembre 26, 2006

SPAGNA: MUOIONO DI FAME E STENTI CAVALLI SEQUESTRATI
Erano sotto responsabilità giudiziaria

26 settembre 2006 - Sono morti di fame e di stenti tre dei cavalli purosangue sequestrati nell'ambito della trama di corruzione di Marbella, e altri dieci rischiano la stessa fine per abbandono e incuria mentre sono sotto responsabilita' giudiziaria.
Secondo le autorita' veterinarie, infatti, tre dei 103 animali confiscati lo scorso marzo a Juan Antonio Roca, presunta mente del caso di corruzione a Marbella, sarebbero morti per 'trascuratezza alimentare'. Il valore dei cavalli ammonterebbe a circa 3 milioni di euro.
Di coloro che sono sopravvissuti, almeno dieci sarebbero ora in condizioni 'spaventose', affetti da ulcere e tumori sulle zampe e ai testicoli, con numerose ferite sulla pelle e non in grado di reggersi in piedi. Immagini impressionanti trasmesse anche dalle tv, che hanno provocato l'immediata reazione di tutte le associazioni animaliste, come la Associazione Nazionale per la Protezione e il Benestare degli Animali (Anpba), che ha definito 'terribile e inaccettabile' l'attuale stato degli animali, e il cui Presidente, Alfonso Chilleron, ha richiesto al giudice che i cavalli sequestrati 'ricevano attenzione veterinaria immediata'.
In base a quanto reso noto dalla giurista Yolanda Terciado, proprietaria del fondo e avvocato dello studio che difende Roca e che ora e' intenzionato prendere provvedimenti giudiziari sull'accaduto, tale situazione di degrado si sarebbe prodotta proprio 'dopo il 10 luglio scorso, data nella quale il giudice istruttore del caso Malaya, Miguel Angel Torres, nomino' un amministratore dei terreni. Fino a quel momento la fattoria, sequestrata il 30 marzo, era stata totalmente abbandonata e gli unici ad occuparsi degli animali erano stati i lavoratori, che senza essere retribuiti e solo per amore dei cavalli avevano continuato a dar loro da mangiare', spiega la Terciado, la quale ha informato inoltre della presenza di un documento dello scorso 28 giugno nel quale la Giunta di Andalusia dichiarava il 'buono stato di salute degli equini'.

(ANSA)

IL MERLO CONTRO IL VETRO: 25 MILIONI...
Dossier della Lipu al Governo, mappa degli interventi per mitigare gli effetti-barriera sui volatili

26 settembre 2006 - Un numero altissimo di uccelli selvatici, fino a 25 milioni ogni anno in Italia, muore per le conseguenze dell'impatto contro vetrate e superfici trasparenti, tra le quali i pannelli fonoassorbenti collocati lungo strade, autostrade e ferrovie. Queste strutture costituiscono una grave minaccia, e rappresentano una delle prime cause di mortalita' per gli uccelli selvatici.
L'allarme e' della LIPU-BirdLife Italia, che ha inviato un Libro bianco al Ministro dell'Ambiente, del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio, al Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, al Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, all'Aiscat, all'Anas e alla Rfi (Rete Ferroviaria Italiana). Nel dossier la LIPU traccia una mappa, per la prima volta, degli interventi di mitigazione effettuati lungo le infrastrutture del Paese e le tecniche utilizzate, dalla scelta dei materiali fino all'applicazione di apposite sagome adesive per 'avvisare' del pericolo gli uccelli in transito.
'Abbiamo scoperto - spiega Marco Dinetti, Responsabile Ecologia Urbana LIPU-BirdLife Italia - che applicando correttamente sulle superfici le sagome adesive, e seguendo un protocollo ben definito, e' possibile ridurre il fenomeno del 90%, percentuale che puo' arrivare al 100% inserendo sui pannelli stessi alcune strisce verticali' 'Nonostante siano stati effettuati alcuni interventi, soprattutto al Centro e al Nord - prosegue Dinetti - l'Italia e' ancora in forte ritardo su questo tema: chiediamo dunque ai Ministeri e alle societa' competenti di attivarsi con urgenza per fermare questa grave perdita di biodiversita', applicando le soluzioni disponibili che, come si puo' verificare, non pregiudicano la funzionalita' delle strutture, sono valide sotto il profilo estetico, relativamente economiche e di rapida esecuzione'.
In una recente ricerca che la LIPU ha effettuato nel modenese, gli uccelli vittime dello schianto fatale contro pannelli fonoassorbenti sono stati centinaia e appartenevano a ben 23 specie, tra le quali Merlo (25%), Passera d'Italia (15%), Tortora dal collare (11,3%) e Verzellino (10%), ma anche specie rare e di interesse conservazionistico, quali Sparviere, Martin pescatore e Rondine. 'Le specifiche caratteristiche anatomiche e comportamentali degli uccelli - spiega Dinetti - fanno si' che l'urto contro queste superfici, sebbene raramente causi agli animali delle fratture, comporta emorragie all'interno del cranio e danni al cervello. Anche molti uccelli che sopravvivono, in realta', sono paralizzati o intontiti e finiscono vittime dei predatori, delle intemperie o dello stesso traffico stradale'.
La LIPU opera da anni nel settore della mitigazione dell'impatto delle infrastrutture sulla fauna selvatica: ha avviato il progetto 'Sicurezza strade e Fauna' per conto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ed e' il referente italiano per il progetto europeo 'COST 341' per il gruppo di lavoro 'Trasporti e Ambiente' del Consiglio d'Europa.

(ASCA)

lunedì, settembre 25, 2006

Che c'è da guardare?

25 settembre 2006 - Una mamma di orso bruno (Ursus arctos) e i suoi tre cuccioli sembrano osservare l’obiettivo del fotografo. Una volta cresciuti, i piccoli raggiungeranno la lunghezza di 2-3 metri e il peso di quasi 800 chilogrammi. Tutto grazie a una dieta quasi completamente vegetariana. Gli orsi bruni, infatti, si cibano di carne soltanto in caso di necessita. Ma non disdegnano il pesce: sono infatti ottimi “pescatori” di salmone.
Il loro futuro è ben più roseo dei loro cugini che vivono in Cina e Vietnam. In questi Paesi gli orsi bruni vengono imprigionati nelle cosiddette “fattorie della bile” dove vengono tenuti in gabbie strettissime, con una cannuccia infilata nella pancia, che serve per prelevare appunto la bile che viene utilizzata per produrre shampoo o per ricavarne farmaci “tradizionali” che dovrebbero avere proprietà miracolose.

www.focus.it

RISCHIO ANABOLIZZANTI IN ALLEVAMENTI, ALLARME DA ISTITUTO
Intervento del direttore del Dipartimento sanità alimentare e animale

25 settembre 2006 - Durante il suo intervento al convegno: "Dal campo alla tavola: qualità sicurezza e comunicazione del rischio" all'Auditorium dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Agostino Macrì, direttore del Dipartimento sanità alimentare e animale dell'Istituto superiore della sanità ha sottolineato il pericolo dell'utilizzo di sostanze proibite nei mangimi degli animali da allevamento, come ad esempio gli ormoni anabolizzanti o alcuni antibatterici. "I possibili pericoli chimici - ha spiegato Macrì - derivano anche dall'uso non corretto di sostanze chimiche autorizzate. Se gli allevatori, comunque, usano farmaci e addittivi dei mangimi nelle produzioni animali seguendo le norme vigenti non ci sono rischi significativi per i consumatori". Macrì ha poi detto che "le misure precauzionali negli allevamenti potrebbero non essere sufficienti".
Parlando della sicurezza del cibo il direttore del dipartimento sanità alimentare e animale ha chiarito che i pericoli alimentari classici (tubercolosi, salmonellosi) sono sempre meno frequenti ma "un fenomeno difficilmente controllabile - ha concluso - è invece rappresentato dalle malattie infettive emergenti degli animali come la Bse o l'enterite emorragica del coniglio".

(AGI)

domenica, settembre 24, 2006

La fattoria felice
Le bufale fanno la doccia e dormono sui materassi
 
Bufale al pascolo
 
Le bufale fanno la doccia ogni mezz'ora, dormono sul materasso e, tra non molto, si mungeranno da sole. Nell'allevamento Vannulo, in provincia di Salerno, dove si produce un'inimitabile mozzarella, Antonio Palmieri ha introdotto innovazioni incredibili. "I nostri animali - racconta l'imprenditore - hanno bisogno di umidità. Tanto che in natura tendono a rotolarsi negli acquitrini. Abbiamo così pensato di venire incontro alle loro esigenze garantendo anche la pulizia e l'igiene del prodotto".
Risultato: per cinque minuti ogni trenta, le bufale vengono sottoposte a una salutare doccia e riprendono ad alimentarsi linde e soddisfatte. "Questo trattamento è stato introdotto in azienda 7 anni fa - racconta ancora Palmieri - e abbiamo ottenuto risultati esaltanti sia per quanto riguarda la salute degli animali, sia per quanto riguarda la qualità delle mozzarelle che produciamo".
Ma le idee rivoluzionarie dell'imprenditore di Capaccio Scalo, tra la piana di Paestum e il Cilento, non finiscono qui. I suoi 600 capi dormono comodamente su materassini, sempre puliti, studiati apposta per il loro comfort e appaiono molto contenti. "E' valsa la pena di fare questi investimenti - spiega Palmieri - perché la nostra azienda produce in modo biologico, evitando i mangimi sintetici e proponendo una mozzarella artigianale che è frutto di grandi attenzioni igieniche. Tutto ciò che è qualità - afferma - io lo inseguo".
La ditta Vannulo non si affida a intermediari per la commercializzazione e vende tutti i suoi 4 quintali giornalieri di appetitosa mozzarella direttamente ai consumatori, a un prezzo equo. "Non abbiamo spese di spedizione, dato che vendiamo tutto in azienda, e riusciamo a contenere i costi". La clientela è variegata ma vanta anche personaggi famosi come Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo che si approvigionano spesso nell'azienda di Capaccio diventata ormai famosa. Un esempio per la piccola industria di trasformazione dei prodotti agricoli che affonda le radici nell'amore verso quegli animali che contribuiscono fin dal 1907 al successo dell'attività di famiglia. "Ha iniziato mio nonno con l'allevamento e io ho introdotto le ultime innovazioni tecnologiche - rivela orgogliosamente Antonio Palmieri - e non mi fermerò qui".
Infatti il vulcanico imprenditore lattiero-caseario sta già pensando a realizzare un'altra idea: far in modo che le bufale si mungano da sole. Strano? Eppure possibile. "Farò un'altra stalla dove i miei animali seguiranno un percorso prestabilito e, guidati dagli stimoli naturali, al momento giusto, entreranno in un box dove un automatismo laverà la mammella e provvederà alla mungitura. Tutto nel momento scelto dalla bufala che, in questo modo, non subirà alcuno stress". Il compimento di questo passo darà un'ulteriore connotazione di fattoria ideale a questa realtà salernitana dove le bufale vengono coccolate, riverite e curate con metodi omeopatici. Non per nulla hanno dei nomi con cui vengono affettuosamente chiamate. I più curiosi? Malevizzo, Stattaccorto, Sindaco e Dormiglione. Ma anche Berlusconi e De Mita, giusto per accontentare ambedue i poli.
 
Ignazio Dessì

sabato, settembre 23, 2006

Ciclamini a rischio estinzione
Si prevede che entro in 2050 non ci saranno più nicchie ecologiche adatte

20.09.2006 Il ciclamino, una delle più diffuse piante del sottobosco, sarebbe a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici. È quanto risulta da uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista Evolutionary Biology. Secondo i ricercatori dell’ University of Reading, in Gran Bretagna, il clima adatto a questa pianta diventerà progressivamente più raro, tanto che essa potrebbe sparire completamente entro il 2050. Solo alcune specie di ciclamino avrebbero la forza e la capacità di adattamento per superare la crisi, ma la maggior parte di esse scomparirà.
La previsione è stata fatta sulla base di un modello matematico costruito sull’attuale distribuzione di 21 differenti specie di ciclamino. Chris Yesson e Alastair Culham, gli autori dello studio, hanno identificato le differenti nicchie ecologiche in cui il ciclamino prospera. Si tratta prevalentemente di nicchie caratterizzate da clima di tipo mediterraneo, con estati secche e calde e inverni umidi, proprio quelle che, secondo i ricercatori, si andrebbero restringendo per lasciare spazio a condizioni climatiche più drastiche.

www.lescienze.it