La Pecora Nera

Zooetica, Ecologia, Etologia e dintorni...

venerdì, giugno 30, 2006

L'amore di mamma si apprende sempre più dagli animali  

26 GIUGNO 2006
Amore di mamma. I corvi, per loro natura, non sono certo uccelli che ispirano tenerezza e compassione. Infatti, sono stati da sempre considerati, nella tradizione popolare, simbolo del "malaugurio" e forieri di oscuri presagi.
Eppure i corvi sono maschi e femmine, perciò si moltiplicano sugli alberi, oppure sui tetti delle case. Così è accaduto che in pieno centro storico di Piazza Armerina, in una calda giornata d'estate, un piccolo corvo, non più pulcino ma neanche adulto, sia caduto dal nido per finire in un cortile tra svolazzi e salterelli.
Quello cui sono abituati gli abitanti del centro storico, ed è ormai considerata normalità, è l'infestante presenza dei colombi che hanno letteralmente occupato il territorio, o meglio l'aere, distruggendo, in tempo di cova, fioriture di gerani e quant'altro possa servire a deporre morbidamente le uova. Uova che poi possono anche essere abbandonate oppure, qualora cada un pulcino dal nido, deve sperare di morire di morte naturale, prima che provveda il ciclo della natura.
Quello che, poi, con i loro escrementi causano è un'altra storia.
Ma torniamo al piccolo corvo che, impaurito, comincia a gracchiare, e, in risposta ai suoi versi, il volo costante dei genitori che non lo perdono d'occhio un solo momento si fa serrante e continuo, genitori che a loro volta gracchiano insistentemente.
Il movimento mette in subbuglio mezzo quartiere, infastidito dal volo basso dei neri uccelli, e non tutti sembrano essersi accorti che il motivo del nervosismo dei corvi è dovuto al fatto che non riescono a fare volare il loro piccolo. Che qualcuno, alla fine, riesce a fare uscire dal cortile.
Qui il corvetto, svolazzando, riesce a raggiungere il marciapiede, dove la madre, gracchiando, lo rassicura volando tra i fili della biancheria e della corrente elettrica. Un momento di distrazione e il piccolo scompare sotto un'auto in sosta. Fattosi coraggio tra passi e saltelli si avvia in un vicolo poco frequentato e dove non transitano automobili.
A tarda sera i genitori, insieme, dopo avere temuto per la sua sorte, riusciranno a riprendere il piccolo e a portarlo al sicuro sui tetti. Finché per lui non arriverà il momento di spiccare il volo.
In tempi in cui i neonati, sempre più numerosi, vengono gettati nei cassonetti o abbandonati nella sporcizia e alla loro sorte questa storia ci ricorda che l'amore di mamma è un sentimento che appartiene forse più spesso agli animali che agli esseri umani.

Fonte: LA SICILIA ENNA

postato da NonoCielo 12:03 | commenti | ambiente e comportamento

Mattanza a fini "scientifici" di scoiattoli grigi nel Parco del Ticino

Milano, 30 giugno 2006 - L'Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa) scende in campo in difesa dello scoiattolo grigio, una specie di origine nord americana introdotta in Italia, in Piemonte nel 1948 colpevole, secondo alcuni, di provocare la scomparsa dell'autoctono scoiattolo rosso.
''Ci e' stato comunicato che si provvedera' ad ammazzare tutti gli scoiattoli grigi presenti nel parco del Ticino'' annuncia in un comunicato Lorenzo Croce, presidente nazionale dell'Aidaa, ''Questa mattanza - afferma Croce - sara' guidata dal dottor Piero Genovesi dell'Istituto Nazionale di Fauna Selvatica in collaborazione con l'Universita' dell'Insubria di Torino''.
L'Aidaa aveva proposto ai vertici del parco del Ticino una soluzione diversa per limitare i danni del gagliardo roditore cha passava dalla cattura, sterilizzazione e ricollocazione nel parchi cittadini italiani, cosi' come avviene a Londra, Praga e Berlino.
Ora, visto che le sorti dello scoiattolo grigio nel parco del Ticino sembrano segnate, l'Aidaa ha deciso si rivolgersi al Parlamento Europeo e a tutti gli organi competenti ''per fermare questa mattanza''. Inoltre l'associazione ambientalista invita tutti i cittadini amanti della natura e degli animali, gli animalisti e le associazioni animaliste a unire le proprie forze per combattere questa mattanza inviando una mail di protesta aidaa-scoiattoli@libero.it le mail, assicurano, saranno poi consegnate ai vertici della regione e del parco del Ticino.

(ANSA)

giovedì, giugno 29, 2006

La protezione animali: sfatare le credenze, non si attaccano ai capelli
Appello dell'Enpa: aiutate i pipistrelli
E' il periodo delle cucciolate e molti piccoli rischiano di cadere a terra. Sono animali molto utili: cacciano 2 mila zanzare al giorno

esemplare di "volpe volante"ROMA – Va bene quando si tratta di Batman, e allora il pipistrello diventa per magia simbolo di forza e potenza. In caso contrario è, quando va bene, un immancabile protagonista della letteratura horror, Dracula docet. Ma questo volatile ha anche molte virtù e ora l'Enpa, l'ente nazionale per la protezione degli animali, lancia un appello ai cittadini che in questo periodo ritrovano dei «bat-cuccioli» in terra, invitando tutti a non dar credito alle numerose e tristi leggende che da anni rendono questi animali vittime di maltrattamenti e uccisioni.

«SUPERSTIZIONI INFONDATE» - «In Italia il pipistrello è vittima di miti e superstizioni che non hanno alcun fondamento di verità - sottolinea Andrea Brutti, responsabile dell'ufficio fauna selvatica dell'Enpa -, come la diffusa diceria che si attacchino ai capelli senza riuscire a districarsi, oppure che il sangue di pipistrello abbia proprietà magiche, o ancora che l’arrivo dei chirotteri preannunci una disgrazia. Un po’ per questo, un po’ per le sue abitudini notturne, i pipistrelli sono stati sempre visti come animali legati al demonio, con ripercussioni fortemente negative per la conservazione della specie. E pensare, invece, che in altri Paesi sono considerati portatori di fortuna».
 
CACCIATORI DI ZANZARE - I pipistrelli rappresentano circa un quarto delle specie di mammiferi esistenti al mondo, sono praticamente cosmopoliti e in Italia sono presenti solo specie che si nutrono di insetti. Un pipistrello arriva a mangiare anche più di duemila zanzare al giorno, che riesce a cacciare utilizzando il suo sofisticato eco-radar, ma nonostante questo l’Enpa riceve numerose telefonate di persone spaventate dalla presenza di questi mammiferi che trovano rifugio nei sottotetti e nelle fessure presenti nei muri delle abitazioni.

Un pipistrello «orecchione sardo» TEMPO DI CUCCIOLATE - L’Enpa ricorda che questo è il periodo in cui le femmine danno alla luce i loro piccoli e pertanto il minimo disturbo può essere fatale per la sopravvivenza del cucciolo. «Tra fine giugno e per tutto il mese di luglio - spiega Brutti - , le femmine si riuniscono creando vere e proprie nursery, composte anche da centinaia di individui, dove i piccoli possono essere allevati. I maschi, invece, trovano rifugi diversi e non convivono con le femmine». Che fare dunque se dovesse capitare di individuare un esemplare di pipistrello finito a terra? La cosa migliore da fare è contattare la sede Enpa più vicina. «Sono animali delicati - dice ancora Andrea Brutti -, molto spaventati dall’essere umano e che necessitano di cure specifiche. Inoltre ricordiamo che sono protetti dalle normative italiane e internazionali che vietano qualsiasi azione di disturbo, maltrattamento o, ancor peggio, uccisione.

«I VAMPIRI? SOLO IN SUD AMERICA» - L’Enpa ribadisce che questi simpatici animali non sono pericolosi né dannosi, ma anzi utilissimi - vedi appunto la caccia alle zanzare - e del tutto innocui. E, per quanto riguarda le leggende su Dracula, «i pipistrelli vampiri esistono e vivono in Sud America, ma si limitano a nutrirsi di poche gocce di sangue prelevate da animali d’allevamento, i quali, grazie alla particolare dentatura del chirotteri, non si accorgono di nulla». Insomma una realtà ben lontana da quella descritta dai film horror.

28 giugno 2006
www.corriere.it

SCOPERTO IN BORNEO SERPENTE CHE CAMBIA COLORE
E' il serpente di fango del Kapuas

28 giugno 2006 - Dal Borneo, isola grande il doppio della Germania, dove sono state scoperte negli ultimi dieci anni ben 361 nuove specie di animali e piante, arriva un'altra novita': un serpente che cambia colore, come i camaleonti.
Ne da' notizia il WWF, che collabora a progetti di conservazione nell'area indonesiana del Borneo, in particolare nel parco nazionale Betung Kerihun, dove vive la nuova specie, ribattezzata Serpente di fango del Kapuas.
''Ho messo un esemplare di questo serpente velenoso lungo circa mezzo metro, di colore bruno rossiccio, in un recipiente scuro. Quando l'ho estratto, pochi minuti dopo, era quasi tutto bianco'' ha detto Mark Auliya, esperto di rettili del Museo Koenig di Bonn e consulente del WWF.
Il serpente, che pare viva solo nelle zone umide e acquitrinose del fiume Kapuas, appartiene al genere Enhydris, che si compone di 22 specie, di cui solo due sono molto diffuse, mentre tutte le altre sono molto rare.
''La scoperta di questa specie di serpente con capacita' camaleontiche svela un altro straordinario valore dei segreti della natura piu' nascosti nel cuore del Borneo'' ha dichiarato il direttore scientifico del WWF Italia Gianfranco Bologna.
''Purtroppo l'ambiente di questa specie e' seriamente minacciato - prosegue Bologna -; attualmente sono presenti ancora solo la meta' delle foreste che una volta ricoprivano il Borneo. Solo a meta' degli anni Ottanta vi era ancora il 75% della superficie di questa isola eccezionale ricoperta di foreste''.
Il WWF auspica che questo trend si arresti, grazie all'iniziativa dei tre governi del Borneo (Brunei Darussalam, Indonesia e Malesia) di preservare circa 220mila km quadrati di foreste equatoriali e di numerose specie selvatiche.

www.wwf.it

martedì, giugno 27, 2006

Federchimica aprirà centro ricerche senza uso animali

27 giugno 2006 - Milano. Nel recepimento della regolamentazione Reach, il 'CentroReach' fara' risparmiare circa 2,2 miliardi di euro al comparto chimico italiano: 800 milioni per la sola industria e altri 1,45 mld per i settori di utilizzo. Secondo Federchimica, la cui assemblea annuale si e' tenuta ieri a Milano, il 'CentroReach', che sara' costituito entro la fine del 2006 a Milano, fara' risparmiare al comparto chimico italiano due terzi del costo previsto per l'implementazione della normativa europea nell'ambito della sicurezza dei prodotti chimici e della tutela dell'ambiente.
Secondo una valutazione preliminare di Federchimica il costo per l'attivazione sul mercato italiano della normativa Reach (Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals) e per gli adempimenti tecnici e amministrativi, sara' di circa 1,2 mld per l'industria chimica e di circa 5,8 mln per i settori di utilizzo. Per ridurre gli oneri alle imprese e semplificare il recepimento della regolamentazione Federchimica costituira' il 'CentroReach' con il sostegno della Regione Lombardia e insieme ad Assolombarda e Confindustria Lombardia.
''Il centro -ha spiegato Giorgio Squinzi, presidente della federazione degli industriali chimici- verra' costituito non a caso in Lombardia, perche' questa e' la seconda regione chimica europea per numero di addetti e la prima per numero di imprese''. Squinzi ha individuato i cinque obiettivi del centro.
''Informare -ha spiegato- le imprese chimiche e gli utilizzatori sull'applicazione del regolamento. Svolgere l'attivita' di consulenza per le imprese chimiche e gli utilizzatori per la predisposizione, a costi ragionevoli, dei dossier da inviare all'agenzia di Helsinky.
Integrare e potenziare il sistema nazionale dei Centri di Servizio per i test chimico-fisici, tossicologici ed ecotossicologici. Cogestire la formazione di consorzi. E, infine, promuovere la ricerca e lo sviluppo dei test in vitro e dei metodi quantitativi in alternativa al sacrificio di animali da laboratorio''.

Fonte Mba/Lr/Adnkronos

ORSO BRUNO UCCISO, L'ITALIA PROTESTA
Pecoraro Scanio scrive all'Unione Europea, a Germania ed Austria

26 giugno 2006 - Jj1 e' morto, abbattuto. Era italiano ed era stato battezzato ''Bruno''. Era figlio dell'Europa che lo aveva fortemente voluto per ridare al Vecchio Continente la sua specie bandiera, un po' come lo sono gli elefanti per l'Africa.
Ora non c'e' piu', eliminato dalle doppiette. E dall'Italia si alza una levata di scudi in difesa di Bruno e contro la barbarie compiuta. In prima linea il ministro dell'Ambiente: ''L'Italia non puo' accettare che il controllo della popolazione di orsi avvenga attraverso l'abbattimento'', ha affermato Alfonso Pecoraro Scanio annunciando di aver inviato una lettera ai ministri federali dell'Ambiente austriaco Josef Pr”ll e tedesco Gabriel Sigmar, nonche' al Commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas nella quale scrive che ''il Governo italiano si attendeva un coordinamento piu' accentuato al fine di salvaguardare la vita dell'animale''. Per Pecoraro l'uccisione di ''Bruno'' e' ''un brutto segnale per chi ha a cuore il ritorno e la difesa di questo animale. Abbiamo fatto di tutto per cercare di evitare quanto accaduto. Purtroppo non ci siamo riusciti. Ma l'ondata di simpatia che si e' diffusa in queste settimane intorno a 'Bruno', cosi' come le reazioni negative oggi alla notizia della sua uccisione, ci fanno ben sperare per il futuro. Ecco, la brutta notizia di oggi almeno rafforza la convinzione di quanto l'orso sia amato e ben visto''.
Jj1 aveva sconfinato dal Trentino scorrazzando tra la Baviera e il Tirolo portando scompiglio tra gli allevatori. L'Italia era subito scesa in campo per salvarlo e riabituarlo a una vita piu' selvaggia. Poi la brutta notizia. ''E' un atto di incivilta' decidere di abbattere animali appartenenti a specie protette'', ha detto Fulco Pratesi, presidente di Wwf Italia, in una conferenza stampa indetta d'urgenza alla notizia della morte di ''Bruno''. ''E' stata la cronaca di una morte annunciata'', gli ha fatto eco Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia sottolineando che ''invece di affidarsi all'esperienza nella gestione di questi animali che il Wwf ha maturato in Italia, la Baviera ha scelto i cani da caccia finlandesi''. ''Ci chiediamo se questa misura sia legale - ha continuato Candotti - e stiamo esplorando la strada del risarcimento nei confronti della Commissione europea, che poi andrebbe ai responsabili del progetto nel Parco dell'Adamello-Brenta''. Dal caso di ''Bruno'' insomma, potrebbe nascere un caso internazionale. ''Non ci aspettavamo una prova di incivilta' di questo tipo da parte della Germania - ha rincarato Pratesi - l'amministratore della regione meriterebbe un premio Attila''.
Due anni, un peso tra i 100 e i 150 kg, Bruno si e' rivelato, come tutti gli adolescenti, hanno riferito gli esperti del Wwf, un po' irrequieto e particolarmente mobile. Anche se non avrebbe risposto alle trappole preparate con gli odori delle femmine in calore perche' su un giovane esemplare non avrebbero avuto alcuna presa, una volta individuato, secondo il Wwf si sarebbe potuto semplicemente addormentare e poi trasportare in Italia.
In nome di Bruno anche gli Animalisti italiani: ''Siamo esterrefatti e amareggiati. Chiediamo chiarimenti sugli accordi intercorsi tra i paesi rispetto alle garanzie ampliamente annunciate e quale sia stato il problema che ha portato a questa tragica soluzione''. ''Poteva essere preso senza violenza.
Quello della pericolosita' e' stato usato come alibi per la caccia grossa'', ha detto l'Enpa (Ente nazionale protezione animali). Un abbattimento ''incomprensibile e sconcertante'' per il direttore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), Aldo Di Benedetto, ricordando che l'Ente aveva offerto collaborazione per controllare e catturare l'animale. ''Un atto di barbarie nel cuore dell'Europa'', ha detto Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente e la Lav annuncia la pubblicazione di necrologi sui maggiori quotidiani in ricordo di Bruno.
E l'Italia si scopre il Paese che salva gli orsi: quasi 90 gli orsi bruni. Sono 50 gli esemplari in Abruzzo, mentre in Trentino l'ultima stima e' di 20 individui, per finire con una presenza di 15/20 orsi bruni nel Tarvisiano, ai confini con la Slovenia.

Numeri e progetti di protezione e reintroduzione

Per l'Europa perdere gli orsi e' come la sparizione degli elefanti per l'Africa. Ecco di seguito l' importanza, il significato, la sopravvivenza degli orsi italiani ed europei (Fonte, WWF): - ORSO BRUNO EUROPEO: la perdita della specie in Europa equivale alla sparizione dell'elefante dall'Africa. L'Orso bruno e' un animale prezioso, sia quello trentino che quello marsicano (una ''specie bandiera'' per Il Wwf, che lavora da 40 anni per la sua conservazione).
- L'ORSO IN ITALIA: esistono 3 popolazioni distinte di orso bruno, nelle Alpi del Trentino occidentale, nel Tarvisiano e zone di confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, e nell' Appennino centrale. Quest'ultima (Ursus arctos marsicanus, descritto nel 1921) e' decisamente separata dalle due precedenti (Ursus arctos arctos, Linnaeus, 1758).
- QUANTI SONO: Sono circa 85/90 in tutto gli animali stimati in Italia, 50 gli individui del Parco d'Abruzzo, 20 quelli in Trentino, 15/20 quelli nel Tarvisiano.
- ORSO IN BAVARIA: e' estinto da oltre un secolo - SOPRAVVIVENZA: Per sopravvivere, l'orso ha bisogno di tre condizioni basilari, un territorio abbastanza vasto, vivere un un habitat idoneo alle esigenze della specie, cibo sufficiente e distribuito sul territorio.
- MINACCE: la caccia, la riduzione e frammentazione degli habitat idonei (conseguenti disboscamenti, trasformazione ambienti montani, costruzione strade..), l'abbandono dell' attivita' agro-pastorale tradizionale. Attivita', questa, che contribuiva in passato alla loro uccisione, ma aumentava le opportunita' alimentari con erbe dei pascoli, frutta coltivata, arnie e animali d'allevamento.
- PROGETTO LIFE URSUS (all'interno dei progetti Ue Life Natura): e' il progetto grazie al quale e' nato ''Bruno'', o JJ1, nel parco dell'Adamello-Brenta.

(ANSA)

lunedì, giugno 26, 2006

MUORE A 176 ANNI LA "TARTARUGA DI DARWIN"

Nel Guinness dei primati l'animale più vecchio del mondo

26 giugno 2006 - Era nata quando la schiavitu' era ancora legale in Gran Bretagna, era gia' adulta al tempo della guerra civile in Usa, quando fu inventata la bicicletta e l'alfabeto Morse. E si ritiene che abbia aiutato Charles Darwin a formulare la sua teoria dell'evoluzione. Lo zoo australiano sulla Sunshine Coast del Queensland piange oggi la morte della tartaruga Harriet, la piu' longeva creatura vivente conosciuta al mondo, riconosciuta tale dal Guinness dei primati.
Secondo il veterinario dello zoo, John Hangar, a causare il decesso e' stato un attacco cardiaco acuto. ''Fortunatamente e' stata una malattia molto breve e non ha sofferto, e' venuta meno quietamente durante la scorsa notte''. Harriet era la maggiore attrazione dello zoo privato del naturalista e domatore di coccodrilli Steve Irwin, dove aveva trascorso gli ultimi 18 anni.
Secondo gli studiosi era nata nell'arcipelago delle Galapagos nel 1830 e molti ritengono che sia stata catturata e studiata dal celebre naturalista inglese, quando aveva appena cinque anni. Nel 1835, infatti, la nave scientifica britannica Hms Beagle visito' le Galapagos e Darwin, il naturalista della spedizione, raccolse tre tartarughe chiamate Tom, Dick e Harry (l'equivalente inglese di Tizio, Caio e Sempronio). Per piu' di un secolo e' stata chiamata Harry, finche' non e' stato finalmente scoperto che e' femmina.
Pesava 150 chili.
Harriet aveva trascorso alcuni anni in Gran Bretagna e nel 1850 circa e' arrivata nei giardini botanici di Brisbane, in Queensland. In vecchiaia, la sua 'casa di riposo' e' diventata l'Australia Zoo di Steve Irwin, dove era trattata con il rispetto che si addice ad una lady. Riceveva lavaggio e frizione del suo gigantesco scudo ogni mattina dai guardiani dello zoo, ed era alimentata con una nutriente dieta vegetariana che includeva zucchine, sedano e fagiolini. E come trattamento speciale fiori di ibisco rosso, che adorava.
La sua morte e' stata una grave perdita anche personale per Irwin, che considerava Harriet parte della famiglia. ''Sono cresciuto con questa bellissima vecchia ragazza e cosi' anche i miei figli'', ha dichiarato. ''Era una delle piu' anziane creature viventi sul pianeta e la sua scomparsa oggi e' una grande perdita per il mondo , ma anche un giorno molto triste per la mia famiglia. Era una vera signora'', ha aggiunto.

(ANSA)

Ministro Pecoraro interviene su Austria e Germania per evitare abbattimento orso Jj1

Roma, 26 giugno ''Martedi' a Lussemburgo in occasione del Consiglio dei ministri europeo parlero' con i colleghi austriaco e tedesco per ribadire la nostra disponibilita' a collaborare per evitare che Bruno sia abbattuto. Faro' ogni sforzo per evitare che si apra la caccia a quell'orso''.
Cosi' il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio commenta le notizie di stampa secondo cui Baviera e Tirolo avrebbero deciso di abbattere l'orso Jj1.
Pecoraro ha ricordato che pochi giorni fa con una lettera anche il ministero dell'Ambiente austriaco, dopo quello bavarese, aveva deciso di accogliere la richiesta italiana di non sparare a Bruno.
Il ministro ha gia' convocato una riunione ai primi di Luglio a Trento con esperti ministeriali svizzeri, austriaci e tedeschi per condividere i progetti di gestione degli orsi, oggi molto avanzati nel nostro paese. L'Italia nei giorni scorsi ha stanziato 250 mila euro per nuovi recinti e nuovi sistemi di sicurezza, come collari, per la gestione degli orsi.

(ANSA)

domenica, giugno 25, 2006

Ragnatele da preistoria

(venerdì 23 giugno) Le tipiche ragnatele tonde a raggiera, tessute da due differenti gruppi di ragni e con tecniche diverse, potrebbero avere un’unica origine, risalente a 136 milioni di anni fa. Lo suggeriscono due ricerche presentate su Science e condotte indipendentemente da Jessica Garb dell’Università della California (Usa) e Enrique Peñalver dell’American Museum of Natural History di New York. Secondo il primo studio, i Deinpoidea e gli Araneoidea condividono alcune fondamentali proteine della seta. Un ritrovamento fossile indica che l’antenato dei due gruppi visse almeno 136 milioni di anni fa, nel tardo Giurassico. Il secondo studio descrive un frammento di ragnatela conservato in un pezzo d’ambra ritrovato in Spagna e risalente a 110 milioni di anni fa, in cui erano rimasti intrappolati diversi insetti. Si tratta del più antico esempio di insetti catturati da una ragnatela e in alcuni dei 26 fili sono visibili le tracce di adesivo. Le proteine della seta delle ragnatele suscitano molto interesse nell’industria, che vorrebbe applicare i risultati delle ricerche per realizzare oggetti come giubbotti antiproiettile. (t.m.)

www.galileonet.it

sabato, giugno 24, 2006

Anche le scimmie seguono le previsioni del tempo?
Le scimmie guardano il cielo per capire che tempo farà, prima di andare a cercare il cibo? Forse sì. Almeno secondo alcuni scienziati scozzesi che hanno seguito le abitudini alimentari di alcune scimmie africane

Un Cercopithecus aethiops su un albero di fichi. Ma starebbe lì se ci fosse la pioggia?Noi sappiamo che dopo una giornata di pioggia il momento è ideale per andare in cerca di funghi, che il gelato è troppo freddo per l’inverno ma molto refrigerante d’estate e che è sconsigliato comprare la carne per una grigliata in giardino senza prima guardare le previsioni del tempo.

Condizionati dal tempo
Insomma le nostre abitudini alimentari sono in parte condizionate, quando non addirittura indotte dalle condizioni del tempo. E forse anche per alcune scimmie potrebbe essere così.
Studi precedenti avevano mostrato che i primati che si cibano di frutta, hanno un cervello più grande e complesso di quelli che si nutrono semplicemente di fogliame, perché richiede maggiore abilità nella ricerca.
Adesso alcuni ricercatori hanno osservato con il GPS (sistema di posizionamento satellitare) per qualche tempo le abitudini alimentari di alcuni Lophocebus albigena che vivono in Uganda, registrando tutte le loro mosse.

Gustosi manicaretti
E hanno scoperto che le scimmie preferiscono andare a “caccia” di frutti durante le giornate molto calde soprattutto quando c’è il sole. Forse perché “sanno” che con il sole i frutti maturano. Ma anche su quelli acerbi si può trovare qualcosa di sfizioso: delle larve di insetto che si sviluppano soprattutto con il caldo e di cui i Lophocebus sono ghiotti. 
Per il momento sono solo ipotesi, ma gli scienziati dell’università di Saint Andrews che hanno condotto lo studio, affermano ci sia una connessione tra le loro abitudini alimentari e le condizioni del tempo.

Intelligenza o pigrizia?
Le scimmie saranno davvero capaci di “calcolare” il momento propizio per buon pranzo o un gustoso spuntino, oppure come vogliono gli scienziati più scettici, dipende solo dal fatto che con il cattivo tempo le scimmie non hanno voglia di andare in giro a procacciarsi il cibo?

www.focus.it

venerdì, giugno 23, 2006

CREATA TASK FORCE ITALIA-SVIZZERA CONTRO BRACCONAGGIO
Fra Grigioni e Lombardia

23 giugno 2006 - Si ripetono gli episodi di bracconaggio sulle montagne del mandamento di Bormio e su quelle della vicina Svizzera con incursioni, il piu' delle volte notturne, anche nei parchi dello Stelvio e in quello elvetico dell'Engadina.
Di recente i bracconieri si sono avventurati lungo il confine dei due parchi nazionali per uccidere un cervo, due camosci e un'aquila.
Anche in seguito di questo raid, gli organi di polizia italiani e svizzeri hanno deciso di intensificare i loro rapporti di collaborazione, istituendo un comune gruppo di lavoro composto da agenti della polizia cantonale dei Grigioni, del Coordinamento territoriale per l'ambiente (Cta) del Corpo forestale dello Stato di Bormio, del Servizio di sorveglianza del Parco nazionale dell'Engadina (Svizzera), delle guardie di confine svizzere, della polizia provinciale di Sondrio, dei guardiacaccia della Val Monastero (Trento).
Tale gruppo di lavoro ha elaborato un piano di intervento che regola e coordina la collaborazione fra i diversi 007 ambientali. Per la sorveglianza del territorio verranno impiegati anche i mezzi piu' moderni, come elicotteri dotati di strumentazioni per la visione notturna. ''La popolazione e' invitata a collaborare - dichiara Alberto Ricci, responsabile del coordinamento territoriale per l'ambiente del Parco dello Stelvio - segnalando eventi sospetti come colpi d'arma da fuoco fuori da periodi di caccia, attivita' notturne inusuali, cosi' come rinvenimenti di animali selvatici morti nei boschi. In Italia e in Svizzera i numeri che si devono comporre sono i seguenti: 1515 del Corpo forestale dello Stato e, dalla Confederazione Elvetica, lo 0039/64747615. In Svizzera puo', invece, essere allertato il numero telefonico 117 della Polizia cantonale. Dall'Italia, infine, il numero diretto da comporre e' lo 004181/2577111''.

(ANSA)

ALLEVAMENTO VISONI PER PELLICCE, VIA AL PROCESSO
Atti al Pubblico Ministero tra le polemiche

23 giugno 2006 - E' cominciato ieri a Sulmona - ed e' stato caratterizzato da un'udienza commentata in modo polemico da entrambe le parti - il processo a ventisei persone, tra animalisti, giornalisti, operatori televisivi e due proprietari di Castel di Sangro (L'Aquila) di un allevamento di visoni, per un blitz avvenuto l'8 maggio del 1999.
Gli allevatori sono accusati di abuso edilizio, lesioni e maltrattamenti di animali; gli altri imputati devono rispondere di violazione di domicilio, danneggiamenti, lesioni e violazione della privacy.
Su eccezione presentata dalla difesa degli animalisti. il giudice Concetta Buccini ha rimesso gli atti al Pubblico ministero perche' parte dei reati contestati prevedono il passaggio davanti al giudice per le udienze preliminari che deve decidere sul rinvio a giudizio degli imputati o al proscioglimento.
L'associazione animalisti italiani in una nota ha espresso il proprio disappunto ''perche', purtroppo - ha commentato il Presidente dell'associazione Animalisti Italiani e Consigliere Regionale d'Abruzzo, Walter Caporale - alcuni vizi procedurali riportano gli atti al Pm, confermando il pericolo della prescrizione a novembre prossimo''.
''Anni e anni d'attesa sono stati resi vani per vizi di forma - ha proseguito Caporale - Sono stati spesi migliaia di euro di denaro pubblico invano, senza ottenere alcun tipo di giustizia ne' risarcimento per i volontari aggrediti sette anni fa durante il blitz ne' per i visoni maltrattati. Oggi - ha concluso - abbiamo la conferma che in Italia i deboli non saranno mai tutelati dal sistema giudiziario''.
Invece, secondo il legale degli allevatori, Luigi Di Massa, proprio gli animalisti tendono ad arrivare alla prescrizione, attraverso la loro richiesta. ''Pero' - ha aggiunto - avvieremo un procedimento in sede civile nei loro confronti per la richiesta di risarcimento dei danni''.
L'8 maggio del '99 animalisti, alcuni giornalisti, fotografi e cineoperatori fecero irruzione all'interno di un allevamento di visoni di Castel di Sangro. L'obiettivo era quello di liberare i visoni e denunciare il modo in cui venivano allevati gli animali evidenziando altri abusi (edilizi, inquinamento ambientale), che secondo gli animalisti venivano perpetrati all'interno dell'allevamento.
Il blitz si concluse con un corpo a corpo tra allevatori e animalisti che fu sedato dall'arrivo dei carabinieri, ma molti dei protagonisti finirono in ospedale.

(ANSA)