La Pecora Nera

Zooetica, Ecologia, Etologia e dintorni...

martedì, febbraio 28, 2006

Chi vuole indossare una pelliccia, dovrebbe confezionarla da sé, incominciando con l'uccidere le bestioline: forse la coscienza si aprirebbe, davanti alla realtà? Un po' come la faccenda dei macelli con le pareti di vetro... o forse sono solo una povera illusa?

ANIMALISTI ACCUSANO: 40 MILIONI DI ANIMALI SACRIFICATI PER MODA
Almeno 25mila i visoni, ce ne vogliono 60 per ogni capo

28 febbraio 2006 - 40 milioni di animali- dalle volpi ai cincilla', e poi visoni, foche e agnellini- muoiono ogni anno per alimentare l'industria della moda. Sono terminate ieri le sfilate che hanno presentato la collezione donna del prossimo autunno-inverno. "Chi sceglie di vestire con la pelle degli animali commette un puro e semplice atto di egoismo", e' l'accusa mossa dagli animalisti italiani. "Chi acquista o riceve in regalo un capo confezionato con i cadaveri di migliaia di poveri visoni, volpi, cincilla', foche, agnellini, conigli, si rende complice dei delitti piu' efferati: animali uccisi per soffocamento, con bastonate o per elettrocuzione, come mostra un recente video della Peta, disponibile sul sito www.peta.org". Ogni anno circa 40 milioni di animali da pelliccia vengono "sacrificati" in nome della vanita'.
Di questi circa 25.000 sono visoni impiegati in numero di 60 per una sola pelliccia. Migliaia di cincilla' vengono brutalmente uccisi, utilizzati in 150 per una solo capo. Gli stessi piccoli animaletti dal folto mantello grigio-azzurro che vengono utilizzati per rivestire interni di giacchini, borse e manicotti.
E per chi- accusa ancora l'associazione animalista- "non riesce ad avere cuore per gli orrori che questi animali devono subire a pochi mesi dalla nascita, per coloro i quali tanta sofferenza non e' sufficiente, considerino almeno l'impatto ambientale delle pellicce, l'inquinamento che causano la concia e la tintura delle pelli oltre agli stessi allevamenti intensivi degli animali da pelliccia". Una ricerca della Ford ha, inoltre, messo in luce l'enorme spreco energetico causato dalla fabbricazione di una pelliccia. L'ingegnere che ha condotto lo studio ha infatti rilevato che per produrre una pelliccia sintetica sia sufficiente l'energia prodotta da meno di 5 litri di benzina e come ne servano circa 280 per una di allevamento.
Cavalli, Ferre', Prada, Fendi, e gli stilisti tutti "riconsiderino la materia prima che intendono proporre nelle loro creazioni e inizino a guardare a tessuti sintetici altamente innovativi ed altrettanto versatili per ogni tipo di utilizzo".
D'altro canto, chiude la nota, gli animalisti "faranno sentire la loro presenza non mancando mai di sottolineare l'efferatezza che investe le loro collezioni".

(Com/Val/ Dire)

postato da camozzi 10:14 | commenti | denuncia e petizioni

lunedì, febbraio 27, 2006

Ti sei mai chiesto cosa metti nello stomaco quando mangi un pollo?

Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, appartengono oramai ad un paio di razze ibride (denominate COBB 500, brevettati dalla Cobb Breeding Company), nate in laboratori di genetica applicata, selezionate esclusivamente per l’ingrassaggio.

Il risultato di queste selezioni è una vera macchina biologica ad elevatissimo “indice di conversione”: un pollo mangia un chilo e mezzo di mangime e ne “produce” uno di carne. Vive solo 35 giorni (non ha neanche il tempo per diventare pazzo).

Questi polli denominati “galletti” quando arrivano a “maturazione” pesano vivi in media sui 2,3 chili, e preparati a busto circa 1,2. Per avere queste rese così elevate e cicli biologici così accelerati servono allevamenti e mangimi adatti.

Come vengono allevati
Si chiama allevamento industriale integrato, le cui principali fasi sono: produzione della gallina ovaiola, incubatoi delle uova, produzione dei pulcini,, macelli, industria di lavorazione, logistica e commercializzazione.

Nel nostro paese due aziende controllano oltre il 70% del mercato. Una è l’AIA del gruppo Veronesi e l’altra è del gruppo Amadori. L’allevamento viene svolto in grandi capannoni dove possono stare decine di migliaia di volatili: con una densità di 10-15 per metro quadro, cioè sino a 30 chili di “carne” a mq. (I regolamenti dell’Unione Europea per gli allevamenti biologici stabiliscono invece in tre polli per metro quadrato la densità massima ammissibile).

Beccano tutto ciò che ha colore paglierino, giorno e notte, grazie all’illuminazione artificiale. Le temperature sono sempre elevate (anche a causa della luce e delle deiezioni, che vengono raccolte con una ruspa per la produzione della pollina, sottoprodotto usato come concime agricolo o combustibile (e fino a 10 anni fa come mangime per bovini da ingrasso).

Le condizioni igieniche sono terribili. Gli animali vivono dal primo all’ultimo giorno della loro breve vita calpestando e dormendo sulle loro deiezioni. Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo all’ultimo giorno di vita con gli antibiotici contenuti nei mangimi.

Ma per i virus – come si sa – non ci sono farmaci. Da qui l’uso di vaccini che, come è noto, creano anticorpi che contrastano le manifestazioni patologiche del virus, ma impediscono l’eradicazione dello stesso, consentendo che animali solo apparentemente sani siano commercializzati, con il rischio che il virus si trasferisca dall’animale all’uomo.

A questo si aggiunge il rumore spaventoso provocato dal pigolare di 50.000 – 100.000 animali spaventati, tenuti in quelle condizioni. L’organismo del pollo, che è pur sempre un animale diurno, viene messo a dura prova: l’apparato digerente stressato, la sua capacità di resistenza agli agenti patogeni fortemente indebolita.

Nel territorio dove sono inseriti, senza un minimo di criterio di biosicurezza, questi allevamenti sono delle vere e proprie bombe batteriologiche,
pericolose e costose per tutta la collettività. Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus trasmissibili agli uomini come salmonelle e influenze; costose, come per il caso dell’ultima peste aviaria, costata alla sola regione veneta 110 miliardi di lire, e ben 500 allo stato.

Cosa mangiano
In regime naturale, i polli dovrebbero mangiare solo mais, soia e fibre, trasformando proteine vegetali in proteine nobili. Il tipo broiler, che rappresenta il 99% dei 520 milioni di polli e dei 22 milioni di tacchini che mangiamo ogni anno, mangia invece esclusivamente mangimi industriali, prodotti in larga misura da due o tre aziende.

Le formule di questi mangimi sono top secret; possono in questo modo metterci dentro di tutto e di più. Il mais e la soia, che sono i componenti principali (fino al 60/70%), sono in grandissima parte di importazione e di produzione transgenica, perché costano meno.

Contrariamente alle normative per i bovini, i mangimi per pollame e tacchini possono contenere farine di carne e di pesce, pannelli di olio esausto, grassi di origine animale. La vicenda di due anni fa dei polli belgi alla diossina è dovuta a un “eccesso” di PCB ma, se si rientra nei limiti tollerati, è legale dare da mangiare ai polli anche oli esausti di motori.

Ma i risultati migliori si ottengono con le proteine animali derivate dalle interiora, dalle teste, dalle zampe e dalle piume ottenute dai loro simili morti in precedenza, oltre alle proteine animali acquistate dove costano meno (farine di sangue e di pesce).
Di queste proteine, ai polli ed ai tacchini ne vengono somministrate una quantità fino al 30% nel tacchino, un po’ meno per il pollo.

Cosa si ottiene
Si ottengono dei pulcinotti venduti come galletti o tacchini, con una carne senza gusto né qualità organolettiche, e di dubbia salubrità.
I polli così allevati, se li cucini due minuti di più letteralmente si sbriciolano, e se li lasci raffreddare rilasciano il classico odore di pesce con cui sono stati parzialmente allevati.
Oggi la carne di pollo non viene offerta da nessun ristorante degno di questo nome. Viene data solo nelle mense delle fabbriche, delle scuole o per le tavole delle famiglie sotto i mille euro al mese.

Per i tacchini è ancora peggio: la carne è letteralmente immangiabile. Amadori la tritura, aggiunge un po’ di manzo e propone con la pubblicità i rotoloni di carne “per una buona domenica da passare in famiglia”. Questi rotoli sono fatti con la carne di tacchini con aggiunta di carne di manzo e – come si dice in gergo – con la giusta quantità di aromatizzanti.

Nessuno protegge i consumatori. I nostri 7000 veterinari pubblici, come da precise istruzioni, guardano, registrano, e alla fine non possono fare altro."

Guglielmo Donadello, consulente aziendale settore zootecnico.
www.disinformazione.it

Maialini da zoo

La specie di maialino Sus cebifrons è nativo di appena due isole delle Filippine. Il fatto di essere isolano ne ha influenzato la conservazione: non è stato infatti in grado nel tempo di scappare dai predatori e dai cacciatori e di avere sempre cibo a disposizione. Tutto ciò ha determinato per la specie il pericolo di estinzione parzialmente scongiurato dagli zoo che ne hanno ospitato gli ultimi esemplari, come quello di San Diego dove qualche settimana fa c'è stata una nuova nascita (nella foto).
Durante la stagione degli amori, i maschi sviluppano una specie di zazzera lunga circa 23 centimetri: la loro principale caratteristica sono però i bernoccoli sparsi sul muso che dovrebbero proteggerli nelle zuffe con i rivali.

www.focus.it

domenica, febbraio 26, 2006

La vera causa della diffusione del virus

Gli uccelli selvatici migratori sono stati imputati dagli “esperti” di essere portatori originari del virus dell'aviaria e di contaminare gli allevamenti di polli.

E' una menzogna ignobile. Sono gli allevamenti di polli che infettano gli uccelli migratori.

Come al solito la macchina delle PR riesce a capovolgere completamente una bugia e a farla apparire una verità. Quello che è l'effetto viene presentato come causa.

E' la sconsiderata gestione degli allevamenti intensivi alla base dell'epidemia, il pericolo non viene dagli uccelli selvatici.

In un articolo pubblicato recentemente dall'Indinpendent si avanza autorevolmente un'inquietante ipotesi: alla base dell'epidemia dell'influenza aviaria ci sarebbero proprio gli allevamenti intensivi di pollame.

La FAO è in possesso di studi dell'Università di Bangor (Galles) e Giessen (Germania) in cui si sottolinea come le morie causate dall'influenza  fra gli uccelli acquatici sono avvenute in Cina, Romania e Croazia in corrispondenza di località dove si concentrano stagni di allevamento di pesci. In questi impianti si utilizza, come fertilizzante delle acque, la pollina, cioè il guano prodotto dagli allevamenti intensivi di polli. Anche la moria di oche selvatiche avvenuta nel maggio scorso nella Cina centrale, a cui si riconduce l'attuale diffusione del virus tra gli stormi migratori, è avvenuta in una località (Qinghai) dove proprio la FAO sovvenziona un grande progetto di itticoltura industriale integrata che prevede l'utilizzo degli escrementi dei polli per accrescere la produttivita' degli stagni di pesca.

Il lago di Qinghai infatti, oltre ad essere un luogo dove si concentrano allevamenti di polli e di pesci, è famoso per la nidificazione di moltissimi uccelli acquatici, che di conseguenza hanno risentito per primi dell'epidemia di influenza.

L'equazione quindi è la seguente: gli allevamenti intensivi di polli, luoghi ideali per la diffusione di massa dell'influenza aviaria a causa del sovraffollamento di individui della stessa specie e della stessa età, producono tonnellate di escrementi infetti che vengono riversati negli stagni di pesca; gli uccelli selvatici, che vivono negli stessi ambienti, si infettano, ma sono le vittime secondarie e devono quindi essere difesi dai contagi provenienti dagli allevamenti, al contrario di quanto attualmente si sostiene.

I recenti focolai in Nigeria hanno colpito infatti le zone  con la maggiore densità di allevamenti industriali di polli; nel resto dell'Africa non si sono registrate morie di uccelli selvatici nelle aree in cui questi maggiormente si concentrano.

E' bene anche sottolineare che la Cina esporta in Europa e probabilmente in tutto il mondo ingenti quantità di pollina come fertilizzante, anche prettamente agricolo: chi ci assicura che non rappresenti un gigantesco serbatoio per il virus, che come sappiamo rimane vivo negli escrementi per molte settimane?

segue qui

AVIARIA: MADRID SI DIFENDE COSTRUENDO UN'ARCA DI NOE'
Enorme capannone ospiterà 700 cigni, anatre, tacchini e pavoni

25 febbraio 2006 - Il patriarca biblico l'aveva costruita per salvare uomini e animali dall'imminente e grande Diluvio inviato da Dio. E il sindaco di Madrid, Alberto Ruiz- Gallardon, seguira' ora il suo esempio, alcune migliaia di anni dopo, realizzando una vera e propria 'Arca di Noe' per ospitare 700 fra cigni, pavoni reali, oche, anatre e tacchini che attualmente popolano i parchi della capitale per isolarli e proteggerli, e con loro proteggere gli esseri umani, dal rischio di contrarre l'influenza aviaria.
L'annuncio e' stato dato dallo stesso Gallardon il quale ha parlato come rifugio per gli animali di una ''nave'': che in spagnolo ha, guarda caso, il doppio significato di imbarcazione e magazzino industriale. Il sindaco ha assicurato che la concentrazione nella ''nave'' delle centinaia di volatili avverra' ''entro due settimane''.
''Non sara' un'imbarcazione naturalmente - ha spiegato divertita all'Ansa una portavoce del dipartimento ambientale del Comune - ma un grande capannone per isolare i volatili da qualsiasi contatto pericoloso''.
Madrid, governata dal Partito Popolare (Pp; opposizione di centrodestra) e' l'unica citta' che ha deciso di prendere questo provvedimento, insieme a Valencia, nel sud del paese, che rinchiudera' 200 volatili dei suoi parchi in un rifugio della Societa' per la Protezione degli Animali.
A Madrid, la portavoce del Comune spiega che non e' stato ancora deciso dove sara' questo capannone, ne' se verra' utilizzato uno esistente o ne sara' costruito uno apposito. ''Ma - dice - si stanno facendo i piani e prima possibile cominceremo a radunare i volatili come annunciato dal sindaco''. E spiega che si tratta di una misura precauzionale in quanto la possibilita' di contagio negli umani ''e' molto remota''.
''Gallardon crea un'Arca di Noe''' titola stamani il quotidiano socialista 'El Pais', mentre El Mundo scrive che ''Madrid mandera' al confino cigni, oche, anatre e pavoni reali dei suoi parchi''.
Tra i primi a sparire, dal laghetto del grande Parco del Retiro, saranno i grandi e stupendi cigni neri che lo popolano e che sono una delle tradizionali e piu' popolari attrazioni del gigantesco giardino pubblico di Madrid. E ad essi si aggiungeranno pavoni, oche, anatre, tacchini e galline.
Rimarranno fuori dell'Arca invece le colombe e le tortore che popolano strade e citta' di Madrid in quanto gia' oggetto di costanti controlli sanitari.
La decisione del sindaco fa seguito a quella presa dalle autorita' della provincia che, in controcorrente rispetto alla posizione del governo, ha proibito l'allevamento all'aria aperta di volatili in tutta la regione.

(ANSA)

Doping, controlli dei Carabinieri in ippodromo. Scoperti illeciti vari

Taranto, 25 febbraio 2006 - Cinquanta uomini dei carabinieri della Compagnia di Taranto, del Nucleo Cinofili di Bari, del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo antisofisticazioni, hanno effettuato ieri, per circa 6 ore, controlli antidoping all'ippodromo 'Paolo VI' della citta' jonica. Passate al setaccio le scuderie.
Controllati gli addetti della struttura per verificare il rispetto delle norme in materia di tutela dei lavoratori e di igiene e sanita'.
L'obiettivo era anche quello di accertare eventuali situazioni di maltrattamenti di animali.
Sono stati rilevati illeciti amministrativi per mancato rispetto delle norme di sicurezza dei lavoratori e per condizioni igienico-sanitarie precarie, soprattutto all'interno delle scuderie, per circa 30.000 euro. Prima e dopo le gare, che nella giornata di ieri avevano rilevanza nazionale, sono stati effettuati prelievi sui cavalli, al fine di verificare l'eventuale utilizzo di sostanze dopanti.
Tra pochi giorni si conosceranno gli esiti. L'ispezione e' stata estesa anche ai frequentatori della struttura sportiva, a volte meta di scommettitori ritenuti sospetti dagli inquirenti, in qualche caso provenienti da altre province, camuffati tra i normali appassionati.
Sono state identificate 10 persone, tutti pregiudicati provenienti da altre province, che saranno proposti per la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio dal Comune di Taranto.
Non avevano, infatti, alcun interesse per le scommesse e cosa ancora piu' strana, non erano interessati ne' alle gare, ne' ai cavalli. Infatti in diverse circostanze, sono stati sorpresi ad aggirarsi nei parcheggi o nel retro dell'ippodromo, dove ci sono gli uffici in cui convergono le scommesse.


(Pas/Opr/Adnkronos)

sabato, febbraio 25, 2006

Hong Kong Mag - il 2006 è l'anno del Cane

Il pretesto potrebbe essere l'Anno del Cane, dal momento che nel paese del Celeste Impero il 2006 è l'anno del cane, segno di lealtà e fedeltà. Kung Hei Fat Choi! (Buon anno!)
Ma sorvoliamo su questo e per iniziare bene l'anno concentriamoci invece su una triste realtà portata alla ribalta diversi anni fa da un'associazione, l'Animal Asia Foundation (AAF), con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita del più fedele amico dell'uomo, il cane.
Non a caso lo slogan promosso dall'AAF è proprio "Don't eat us!" che, brutalmente, significa, non mangiateci. Mentre la campagna correlata è stata denominata "Friends or food?" Ebbene, ciò che l'AAF sta combattendo non è solo il commercio di animali, e in particolare i cani, bensì le condizioni disumane in cui vengono allevati e, peggio ancora, il fatto che in molti mercati di animali in Cina i cani vengono venduti per essere trasformati in cibo. Una realtà consolidata che non è facile da sradicare, ma che tuttavia è possibile cambiare a poco a poco, cercando di educare a nuovi modelli di vita e di comportamento nei confronti degli animali soprattutto le giovani generazioni.
Meglio non imbattersi in uno di questi animal market: i cani (ma non solo, perché ci sono anche gatti) sono ammassati l'uno sopra l'altro in gabbie piccolissime e sporche, e vengono picchiati, torturati, tenuti senza acqua e cibo per giorni. In attesa di essere venduti e uccisi. Per chi c'è stato, un vero incubo.
Simbolo di questa condizione è Eddie, salvato e adottato da Jill Robinson, fondatrice e presidente dell'AAF, che con la sua storia triste ma a lieto fine ha fatto il giro del mondo come simbolo di crudeltà ma anche di speranza. Eddie è diventato anche l'ambasciatore di "Dr. Dog", il programma che dimostra quanto siano importanti gli amici dell'uomo, soprattutto per l'affetto che sono in grado di dare, e quanto siano fondamentali anche nei
programmi di riabilitazione fisica e psichica. Un programma che è una realtà in molti Paesi dell'Asia, dove il team di terapisti di Dr. Dog lavorano insieme a orfanotrofi, centri per disabili, ospedali e case di riposo per anziani.

Per saperne di più:
www.animalsasia.org
Hong Kong Head Office
P.O. Box 374, General Post Office, Hong Kong
Tel. (852) 27912225
E mail:
info@animalsasia.org

da www.beauty.it - a cura di Stefania Lupi  giornalista free-lance corrispondente da Hong Kong

venerdì, febbraio 24, 2006

Tre nuove specie di lemuri
Appartengono tutte al genere Lepilemur

23.02.2006 In un mondo in cui sembrava che non ci fosse più nulla da scoprire, in queste settimane si stanno susseguendo le notizie di avvistamenti di nuove specie nelle ultime aree remote del pianeta. Tuttavia, a volte ci si può trovare di fronte a qualcosa “di nuovo” per molto tempo, senza riuscire ad accorgersene.
È quanto è accaduto in Madagascar dove sono state identificate tre nuove specie di lemuri. La notizia è data sull’ultimo numero di
BMC Evolutionary Biology da un gruppo internazionale di ricercatori malgasci ed europei, che hanno provveduto a eseguire anche il sequenziamento genico delle specie. Le tre specie, apparentemente del tutto simili, vivono in aree geografiche distinte.
Il gruppo di ricercatori ha provveduto a classificare i diversi individui presi in esame sulla base del loro profilo genetico e/o del sequenziamento del loro genoma mitocondriale. Da queste analisi è così risultato che alcuni degli esemplari controllati, considerati finora appartenenti tutti alla specie Lepilemur ruficaudatus erano in realtà rappresentanti di tre distinte specie: nonostante l’aspetto molto simile, le differenze rilevabili all’esame genetico sono apparse evidenti, soprattutto quelle a carico del gene del citocromo b. Lo stesso è accaduto anche nel caso di L. dorsalis i cui membri si sono rivelati appartenere a due specie distinte.

www.lescienze.it

giovedì, febbraio 23, 2006

MAX, LA CICOGNA DA SEGUIRE IN DIRETTA
E' tornata in Europa per la nidificazione

21 febbraio 2006

La cicogna bianca Max, costantemente seguita nei suoi spostamenti grazie a un trasmettitore satellitare, è giunta in Francia dall'Africa. Sabato è stata localizzata nei pressi di Lione, ma la sua destinazione finale è il Lago di Costanza per la nidificazione.

La sua salute è buona, dicono al Museo di storia naturale di Friburgo che ne segue i movimenti: nessun caso di aviaria è stato finora segnalato tra le cicogne.
Gli spostamenti di Max possono essere seguiti sul sito del Museo di Storia Naturale di Friburgo.

(Res/Opr/Adnkronos)

PELLICCE DA CINA, REGIONE EMILIA ROMAGNA VOTA CONTRO
Approvata Risoluzione in Consiglio

23 febbraio 2006 - L'Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza (An contraria) una risoluzione dei Verdi che impegna la Giunta regionale a sollecitare il Governo a confermare il divieto di importazione e vendita di pelli di animali domestici, estendendolo a tutte le pelli di animali allevati o commercializzati nella Repubblica popolare cinese.
L'allevamento di animali da pelliccia in Cina, rileva il documento, non e' disciplinato da norme di protezione degli animali e le condizioni degli allevamenti sono ''assolutamente drammatiche'' e non conformi agli standard definiti dall'Unione europea. Inoltre, si rileva, accessori, ritagli e inserti di pelliccia provenienti dalla Cina non sono chiaramente etichettati, quindi ingannano spesso il consumatore.
Al Governo la Giunta regionale dovra' quindi sollecitare anche di introdurre quest'obbligo di etichettatura, indicando espressamente la specie utilizzata, il metodo di allevamento e di uccisione, l'azienda di confezionamento e il Paese di provenienza, applicando tale obbligo anche a 'peluche' e gadget realizzati con questi animali.

(ANSA)

mercoledì, febbraio 22, 2006

VIA A STAGIONE DEI ROSPI, PARTE MIGRAZIONE E SALVATAGGI DA AUTO
Nel trevigiano tutto pronto per le attività di tutela

22 febbraio 2006 - E' cominciata nel trevigiano la periodica migrazione dei rospi della specie ''Bufo Bufo'' sul Montello, nella zona dei laghi di Revine e nei pressi di Segusino. Si tratta della piu' importante migrazione di anfibi d'Italia.
Con le prime piogge, i rospi, importanti bioindicatori della salute dell'ambiente, si destano dal letargo, escono dalle loro tane e vanno a deporre le uova negli stagni e nei corsi d'acqua.
L'apice della migrazione avviene dall'imbrunire fino alle 23,00.
Lo hanno reso noto gli animalisti veneti, ricordando che la massiccia migrazione e' dovuta alla necessita' di assolvere alla fase del ciclo riproduttivo: decine di migliaia di esemplari dovranno attraversare le strade che tagliano il loro percorso con la certezza di essere travolti e massacrati dall'intenso traffico di automobili.
Animalisti volontari dotati di giubbino catarifrangente, torcia e secchio pattugliano pertanto il ciglio delle strade per raccogliere gli esemplari prima del letale attraversamento e riporli in capaci secchi, con i quali i ''Bufo Bufo'' vengono traghettati all' altro lato della strada per proseguire il viaggio in tutta sicurezza.
Quella appena iniziata e' la quarta campagna per il salvataggio effettuata dai volontari trevigiani della Lac (Lega per l'Abolizione della Caccia), dell'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) e dell'Una (Uomo Natura Animali).
Quest'anno i rospi saranno protetti dalla realizzazione di un nuovo ''rospodotto'', un'infrastruttura posta sulla dorsale del Montello, e da barriere antiattraversamento installate lungo quasi tutti i tratti stradali interessati dalla migrazione.
All'azione dei volontari, inoltre, si aggiungera' l'entusiasmo dei bambini delle elementari accompagnati da insegnanti e genitori. Nel 2003, hanno spiegato le associazioni animaliste, sono stati salvati 16.000 esemplari (12.000 sul Montello e 4.000 a Revine), 3.700 sono stati schiacciati; nel 2004 ne sono stati 28.000 (19.000 Montello, 9.000 Revine), 4.000 schiacciati; nel 2005 ne sono stati salvati 32.000 (16.000 Montello, 16.000 Revine), 1.600 schiacciati.
Da parte loro, le associazioni ambientaliste invitano ''chiunque volesse condividere con i volontari l'entusiasmante ed impagabile esperienza nel dare una mano per agevolare la migrazione di questi indifesi animali, a chiamare i responsabili del Progetto Salvataggio Rospi''.

(ANSA)

martedì, febbraio 21, 2006

MONTENEGRO, E' IL PRIMO STATO ECOLOGICO DEL MONDO
Autoproclamazione della nazione adriatica

21 febbraio 2006 - Il Montenegro repubblica sovrana all'interno dell'Unione con la Serbia e il primo stato al mondo ad aver inserito nella sua giovane costituzione la tutela dell'ambiente come obiettivo primario e prioritario. L'articolo 1 della costituzione recita infatti: ''Il Montenegro e' uno stato democratico, sociale ed ecologico'', mentre il diritto di ogni individuo a vivere in un ambiente salubre e' sancito all'articolo 19. Persino la liberta' di guadagno e la libera iniziativa imprenditoriale saranno ristrette recita articolo 65 in base alla necessita della protezione dell'ambiente.
''Il 20 settembre 1991 dice all'ANSA Zeljko Stamatovic, Console Generale dell'unione di Stati di Serbia e Montenegro - il Montenegro si e' autoproclamato primo Stato ecologico del mondo in ragione della sua natura riconosciuta da molti come una delle ultime oasi ecologiche dEuropa''.
Le ridotte dimensioni territoriali (13.800 km.2 per 660.000 abitanti) non impediscono l'esistenza di un'estesa biodiversita' e la presenza di quattro parchi nazionali: Biogradska Gora, una delle poche foreste vergini rimaste in Europa; Skadarsko Jezero che comprende il lago di Scutari, il piu' grande della regione balcanica, ricco di numerose varieta' di pesci e uccelli tra i quali i pellicani; la montagna Durmitor (2.522 metri), patrimonio dell'UNESCO sulla cui cima e' possibile sciare tutto lanno; Lovcen, montagna simbolo Montenegrina.
''Il Parlamento montenegrino vede nello sviluppo di un economia rispettosa dell'ambiente la piu grande opportunita' per il futuro dice Stamatovic -, veicolando la legiferazione in tal senso come dimostrato dalla legge quadro sulla protezione dellambiente del 1996, la quale definisce i principi fondamentali della protezione ambientale in Montenegro: la conservazione delle risorse naturali, la difesa della diversita' biologica, la riduzione dei rischi ambientali, la valutazione di impatto ambientale, la ricerca di soluzioni alternative, la sostituzione delle sostanze chimiche, il riuso e il riciclo. E ancora, l'assicurazione ambientale obbligatoria, l'informazione pubblica sullo stato dell'ambiente''.
In Montenegro esiste un Consiglio nazionale per lo sviluppo sostenibile, composto da 25 membri, e formato nel 2002 per attuare le disposizioni del summit di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile. Ne fanno parte membri del governo, compreso il Primo Ministro, rappresentanti del mondo imprenditoriale, non governativo e universitario. Nel dicembre 2004 il parlamento montenegrino ha approvato la Dichiarazione per la difesa del fiume Tara proposta da un gruppo di organizzazioni non governative e sottoscritta da piu' di diecimila firme. Con la dichiarazione si impedisce la realizzazione di una centrale elettrica che avrebbe danneggiato il canyon del fiume Tara, considerato dall'UNESCO patrimonio mondiale.
''Nel recente passato conclude il console - si e' spesso fatto riferimento al Montenegro nell'ambito di vicende che offrivano un'immagine negativa e totalmente fuorviante del paese e della sua gente. Pochi, isolati, accenni sono stati fatti a proposito della dichiarazione del '91. L'inserimento di disposizioni a tutela dell'ambiente in Costituzione rappresentano l'unica dichiarazione programmatico-ambientale di una intera nazione, esistente al mondo''.

(ANSA)