venerdì, settembre 30, 2005
FOTOGRAFATI GORILLA CHE USANO UTENSILI NELLA VITA QUOTIDIANA
Secondo uno studio della Wildlife conservation society
30 settembre 2005 - Per la prima volta sono stati osservati e fotografati dei gorilla in liberta' mentre usavano degli strumenti. Lo riferisce uno studio condotto da Thomas Breuer, della Wildlife conservation society, pubblicato sulla rivista Plos biology. La scoperta e' importante perche' gia' si avevano prove dell'utilizzo di strumenti da parte di tutti gli altri grandi primati (scimpanze', oranghi, eccetera). Solo i gorilla mancavano all'appello. "E' una scoperta veramente stupefacente - commenta Breuer - ed e' importante a piu' livelli, perche' studiare come le grandi scimmie usano gli utensili puo' anche svelare particolari importanti sullo sviluppo dell'uomo". La prima a essere osservata e' stata una gorilla femmina, chiamata Leah, che prima di attraversare uno specchio d'acqua ha usato un bastone per misurarne la profondita'. In seguito un'altra femmina, Efi, e' stata vista muoversi nella foresta portando con se' un bastone che usava per motivi diversi: prima per reggersi in equilibrio con una mano mentre cercava cibo con l'altra e poi per attraversare un terreno fangoso. Queste osservazioni sono importanti anche per un altro motivo: gli altri primati che usano strumenti lo fanno soprattutto per procacciarsi il cibo (per esempio rompere una noce con un sasso o infilare bastoncini nei formicai), mentre i gorilla lo fanno per altri scopi. E' quindi interessante studiare come l'uso degli strumenti puo' essere influenzato dall'ambiente. I ricercatori sospettavano infatti l'uso degli utensili da parte dei gorilla perche' in passato questo comportamento era stato osservato negli zoo, ma era importante avere la prova che questo avvenisse anche in liberta', quindi lontano dall'influsso dell'uomo o di altri animali. Le osservazioni sono state condotte a partire dal 1995 nella foresta di Mbeli Bai, all'interno del parco nazionale Nouabale'-Ndoki, nella repubblica del Congo. "Queste aree protette sono importanti non solo per la conservazione delle specie che contengono, - aggiunge Breuer - ma anche per confrontare lo sviluppo della nostra specie con i suoi parenti piu' prossimi". I gorilla infatti sono fra i primati piu' simili all'uomo, e il loro studio e' in generale di grande interesse. Ha anche avuto una certa popolarita' grazie al film "Gorilla nella nebbia", con Sigourney Weaver, ispirato all'autobiografia di Dian Fossey, una ricercatrice che ha passato 18 anni nella foresta del Congo per studiare le loro abitudini.
(AGI)
giovedì, settembre 29, 2005
Sofia, 29 settembre 2005 - Il Parlamento bulgaro ha proibito a Sofia l'uso di cani e gatti randagi come cavie per esperimenti, nonche' l'utilizzo o l'importazione nel Paese balcanico delle pelli di questi animali.
Nella Legge per l'attivita' veterinaria approvata dai deputati bulgari e' detto ancora che nessuno puo' obbligare gli studenti nelle scuole e nelle universita' a fare esperimenti con animali se cio' provoca loro traumi o lesioni. Secondo il testo della nuova legge, i proprietari di cani domestici che hanno compiuto quattro mesi d'eta' sono obbligati a registrarli presso un veterinario, il quale deve contrassegnare l'animale con un tatuaggio o con un microchip recante un codice individuale.
La legge vieta inoltre l'uso di animali in gare di lotta o in spettacoli se cio' causa paura, dolore, ferite o la morte degli animali stessi.
(ANSA)
ALLARME PEDIATRI: IN ITALIA IL 10% BAMBINI OBESI
MONTECATINI TERME (PISTOIA), 28 SET - I pediatri italiani lanciano l' allarme sulla tendenza dei genitori a sovralimentare i bambini, fornendo dati che parlano di oltre il 30% dei bambini e adolescenti in sovrappeso e il 10% di essi affetti da vera e propria obesita'. (ANSA)
E' quanto emerso in apertura del 61/o congresso nazionale della Societa' di pediatria, in corso a Montecatini Terme. La grande attenzione posta al tema dell' obesita' infantile viene dettata dal fatto che - spiega il presidente della Sip, prof. Giuseppe Saggese - si tratta di ''un problema sociale di entita' confrontabile ad una vera e propria epidemia''. Tra i nuovi dati citati, il netto aumento di diabete di tipo 2 che si manifesta quando il pancreas viene eccessivamente sollecitato nella produzione di insulina. La causa principale, secondo la Sip, sarebbe una alimentazione eccessiva e non corretta.
Le conseguenze negative che possono derivare dall' obesita' infantile non si fermano pero' al diabete. ''Esistono prove clinico-epidemiologiche - rileva il presidente dei pediatri italiani - del fatto che l' obesita' e' di per se' un fattore di rischio cardiovascolare non solo nell' adulto, ma anche nel bambino, e che all' eccesso di peso sono spesso correlati valori fuori norma della pressione arteriosa, riscontrabili gia' nei bambini delle scuole elementari. Inoltre - prosegue il prof. Saggese - si stanno registrando sempre piu' di frequente tra gli adolescenti dei segni identificativi della cosiddetta 'sindrome metabolica', finora considerata una patologia esclusivamente dell' eta' adulta''.
Si tratta di una sindrome caratterizzata dal verificarsi contemporaneo di almeno tre dei seguenti fenomeni: alterazione della glicemia a digiuno, aumento oltre soglia (evidentemente variabile a seconda dell' eta') di colesterolo, trigliceridi e pressione arteriosa, e circonferenza addominale superiore a determinati parametri.
Per prevenire queste patologie, e' stato sottolineato, bisognerebbe prevenire sovrappeso e obesita' fin dall'infanzia. ''L' obesita' - spiega Saggese - e' una malattia multifattoriale con una inequivocabile componente genetica, ma condotta alimentare e stili di vita sono cause altrettanto importanti, e probabilmente preminenti, per il suo sviluppo. Occorre intervenire non solo sul bambino, ma anche sulla famiglie e sulla scuola, perche' per modificare i comportamenti e' essenziale anche un approccio culturale diverso. Da ricerche condotte recentemente - aggiunge il presidente della Spi - emerge come i genitori condizionino fortemente i bambini nelle loro scelte. In particolare, vengono proposte porzioni superiori al giusto fabbisogno, rimane il mito della carne quotidiana, viene sottovaluta l' importanza di frutta e verdura''.
mercoledì, settembre 28, 2005
WWF: CINA VUOLE RIAPRIRE COMMERCIO DI TIGRI!
Usate in medicina tradizionale orientale ma sarebbe danno grave per specie a rischio
26 settembre 2005 - Piazzare sul mercato medicinali ottenuti con parti di tigre. E' la proposta avanzata dal governo cinese e che spinge il Wwf a lanciare l'allarme: sarebbe un grave danno- e' la tesi degli ambientalisti- per una specie animale a rischio sopravvivenza. La riapertura del commercio di tigri allevate in cattivita' per la medicina tradizionale, in centri chiamati "tiger farms", per la vendita sul mercato nazionale cinese, "minaccerebbe la residua popolazione selvatica mondiale di tigri", attacca Wwf e Traffic, network creato dall'associazione del panda e della Iunc (l'Unione mondiale per la Conservazione) impegnato nel monitoraggio del commercio di specie selvatiche.
La proposta del governo cinese di riaprire il commercio nazionale della tigre e dei suoi derivati, bandito dal 1993, avrebbe effetti "gravissimi" sulle condizioni gia' estremamente critiche di questa specie. Le ossa di tigre sono utilizzate da migliaia di anni nella medicina tradizionale asiatica per la cura dei reumatismi e di altre malattie correlate."Questo potrebbe essere l'atto conclusivo per condurre la tigre all'estinzione finale. La nostra preoccupazione e' che i bracconieri, che vivono in prossimita' delle ultime popolazioni selvatiche di tigri, possano ucciderle per alimentare il mercato illegale che si sviluppera' ai margini di questo nuovo commercio legale", sostiene Susan Lieberman, direttore Wwf Global species programme.
L'apertura del commercio di medicine ottenute con parti di tigre darebbe inoltre un segnale negativo al consumatore, "che- dice il Wwf- potrebbe ritenere accettabile acquistare parti della tigre, come le ossa nella Cina orientale e la pelle in quella occidentale".
La popolazione mondiale di tigri, ricordano gli ecologisti, si trova attualmente al suo record negativo, le stime sono di circa 5.000 esemplari. Il bando del commercio nazionale in Cina nel 1993 ha dato prospettive positive sul futuro della conservazione della tigre, frenando la domanda di prodotti di tigre da parte degli altri Stati interessati come India, Nepal, Bhutan e Indonesia.
"Se questo progetto fosse attuato annullerebbe tutto l'eccellente lavoro svolto dal governo cinese negli ultimi 12 anni", dice Steven Broad, direttore esecutivo del Traffic international. "La Cina in passato ha rappresentato un esempio positivo imponendo dure sanzioni alla criminalita' sul commercio di specie selvatiche e garantendo adeguate misure repressive. Un simile passo indietro manca di ogni senso logico, in particolar modo considerando le possibili alternative nella medicina tradizionale". Il mercato di pelli di tigre e leopardo sono purtroppo in forte aumento nella regione del Tibet. Si tratta di un mercato illegale di animali selvatici uccisi ogni anno per soddisfare la domanda di questi prodotti. In agosto, in Lhasa, la capitale della Regione autonoma del Tibet, Il Traffic ha scoperto che ben 23 negozi delle piazze principali della citta' vendevano apertamente pelli ed altre parti di tigri e leopardi. Wwf e Traffic sono in contatto con la autorita' della regione con l'intento di frenare la domanda di pelli ed altre parti dei grandi felini asiatici e per rafforzare i controlli lungo le principali rotte del commercio illegale asiatico.
(Com/Val/ Dire)
ALLARME GRANDI SCIMMIE: CALO 80% PER ORANGO SUMATRA
Venti Paesi firmano Accordo per tutela, trovati cento siti anti-estinzione
26 settembre 2005 - E' allarme mondiale per le grandi scimmie: il numero di gorilla, scimpanze' bonobo e oranghi e' calato bruscamente, tanto che nei giorni scorsi gli esperti dell'Unep (Programma ambiente dell'ONU) hanno lanciato l'allerta sul rischio estinzione per i primati, che potrebbero sparire entro una generazione. La popolazione del solo orango di Sumatra nelle ultime tre generazioni e' calato dell'80% e oggi conta appena 7.300 esemplari.
Per questo oltre 20 Paesi hanno sottoscritto un documento che si propone di salvare dall'estinzione i grandi primati: e' la dichiarazione di Kinshasa, redatta durante un meeting che si e' tenuto nella Repubblica Democratica del Congo. Il documento riconosce che alla radice del fenomeno del bracconaggio e della deforestazione c'e' la poverta' e promette aiuti alle comunita' locali.
Durante la conferenza gli scienziati hanno identificato oltre 100 siti, molti dei quali in Africa, dove si potrebbe salvare dall'estinzione un gran numero di primari grazie ai programmi di conservazione. Ma bisogna agire in fretta: alcune specie potrebbero sparire entro la fine di questo secolo.
Il meeting ha visto la presenza sia degli Stati in cui vivono i primati in pericolo, sia dei paesi occidentali pronti a sostenerli con degli aiuti. Soddisfatti per l'unita' di intenti dimostrata i responsabili del programma delle Nazioni Unite per la sopravvivenza delle Grandi Scimmie (Grasp) che hanno organizzato la conferenza.
''La dichiarazione conferma che per la prima volta c'e' la volonta' politica di salvare le scimmie'', ha detto Matthew Woods, portavoce del progetto Grasp. Le Nazioni Unite sperano che l'accordo aiutera' a bloccare il bracconaggio, il traffico di animali e la deforestazione, tutti fenomeni che hanno contribuito a distruggere l'habitat naturale dei grandi primati.
L'accordo prevede che i paesi che ospitano le specie a rischio di estinzione dovranno sviluppare un piano di conservazione del proprio territorio che dovra' essere finanziato dai paesi occidentali e le altre organizzazioni internazionali coinvolte.
L'obiettivo e' ''fare in modo che sia data la priorita' alle politiche che promuovono dei modelli di sostentamento delle popolazioni locali sostenibili dall'ambiente''.
I paesi coinvolti hanno lanciato un appello per ottenere aiuti dalla comunita' internazionale e per invitare le agenzie per lo sviluppo a rinnovare i propri sforzi. Henri Dojombo, ministro dell'ambiente della Repubblica Democratica del Congo, ha affermato che la maggior parte delle risorse che serviranno per proteggere le grandi scimmie dovranno venire dai paesi occidentali, sottolineando come la poverta' sia la causa principale che porta al bracconaggio.
Ci sono gia' diversi donatori che sostengono il Grasp, tra i quali l'Unione Europea che quest'anno ha contribuito con la somma di 2,4 milioni di euro. Ma secondo il coordinatore del team di tecnici del GRASP, Ian Redmond: ''La cifra che servirebbe e' da calcolarsi nell'ordine delle decine di milioni di dollari''.
Ecco la mappa del rischio estinzione per le grandi scimmie: - Gorilla di montagna: resi celebri dal film 'gorilla nella nebbia' che ricostruisce la vita dell'etologa Diane Fossey, sono i piu' a rischio. Circa 350 esemplari al confine tra Uganda, Ruanda e Repubblica del Congo, sulla catena montuosa dei vulcani Virunga (Parco Nazionale), mentre i loro cugini di Bwindi (il gorilla di montagna conta tre sottospecie) sono circa 315 nella foresta impenetrabile in Uganda.
- Gorilla di pianura: e' suddiviso in due sottospecie, quella occidentale vive tra Camerun, Repubblica centro africana e Gabon nella fitta foresta fluviale e le stime parlano di circa 110.000 esemplari, mentre il gorilla di Cross River, ritenuto estinto e poi 'riscoperto' nel 1988, e' ad altissimo rischio: ne restano appena 250 esemplari tra Nigeria e Camerun.
- Scimpanze': sono suddivisi in 4 sottospecie. Il numero totale potrebbe ammontare a 13.000 esemplari di cui circa 5.000 nella Repubblica Democratica del Congo. Un'ulteriore minaccia per gli scimpanze' e' rappresentata dalla cattura dei piccoli per venderli nelle citta' come animali domestici o nei circhi.
- Bonobo, o scimpanze' pigmeo: vive nel bacino del Congo, e le stime parlano di una popolazione che oscilla tra 5.000 e 10.000 esemplari. Questi primati vengono cacciati anche perche' si ritiene che alcune parti del loro corpo abbiano proprieta' taumaturgiche.
- Orango: nell'isola di Sumatra il numero di esemplari e' crollato da 85.000 nel 1900 a soli 7.300 attuali. E se la foresta continuera' ad essere tagliata con questi ritmi, si stima che nel giro di 50 anni ne rimarranno non piu' di 250.
(ANSA)
martedì, settembre 27, 2005
DARWIN: L'EVOLUZIONISMO NUOVAMENTE IN TRIBUNALE
Un giudice americano deciderà sull'apprendimento o meno a scuola
27 settembre 2005 - Il dibattito sull''intelligent design', il creazionismo dell'America fondamentalista rivisitato per gli scolari del ventunesimo secolo, e' approdato in tribunale. L'esito del processo che che si e' aperto davanti a un giudice federale di Harrisburg in Pennsylvania decidera' come gli studenti americani apprenderanno in scuola le origini della vita.
Il distretto scolastico di Dover e' stato citato in giudizio da un gruppo di genitori che non vogliono assoggettare i loro figli del primo anno di liceo a una lezione di 'disegno intelligente' prima che il professore di biologia affronti il tema della teoria di Darwin. I genitori sono contrari a che l''intelligent design' sia insegnato come una scienza e sostengono che le teorie alternative al darwinismo non sono scienza per niente.
L''intelligent design' reinserisce il concetto di Dio nei corsi di biologia ma, a differenza del creazionismo, non specifica chi sia il creatore ''intelligente''. I suoi sostenitori affermano che la struttura della vita e' troppo complessa per essersi evoluta da una selezione naturale della specie, ed e' quindi il risultato di un intervento ''intelligente''. Il processo che si e' aperto oggi a Harrisburg e' una specie di 'Processo alle scimmie' in senso opposto: il film di Stanley Kramer nel 1960 racconto' il famoso processo Scopes al Darwinismo avvenuto 80 anni fa nel Tennessee.
Stavolta i fautori dell''intelligent design' hanno dalla loro il presidente George W. Bush che si e' schierato per il suo insegnamento accanto alla teoria dell'evoluzione.
Intanto, secondo quanto riporta il 'Washington Post', un'avallo alla teoria di Darwin e' arrivata dagli scienziati che il mese scorso hanno decodificato il genoma dello scimpanze'.
Usando una formula matematica basata sulla teoria dell'evoluzione sono arrivati a pronosticare il numero di mutazioni dannose nel Dna dello scimpanze' conoscendo il numero di mutazioni analoghe nel Dna di un'altra specie e le dimensioni della popolazione dei due animali.
(ANSA)
PROTESTA A VIENNA CONTRO LA PROLIFERAZIONE ATOMICA
Vienna, 26 settembre 2005 - Oggi, all'apertura dell'assemblea annuale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) , Greenpeace ha denunciato il ruolo di questo organismo nella promozione del nucleare civile e quindi nella proliferazione atomica che ne deriva. 40 attivisti hanno attaccato uno striscione all'edificio delle Nazioni Unite a Vienna, con scritto "IAEA = NUCLEAR POWER = NUCLEAR BOMBS". Una bomba volante lunga 6 metri con scritto "IAEA" volava in cielo mentre davanti al cancello camminava anche un missile nucleare con il messaggio "NUCLEAR POWER = NUCLEAR BOMBS". "L'energia nucleare è sporca, pericolosa ed economicamente insensata. Non solo, alimenta anche la proliferazione atomica, perché offre il materiale usato per le bombe atomiche" ha detto Donatella Massai, direttore generale di Greenpeace.
Perfino il direttore generale dell'AIEA, Mohammed ElBaradei, riconosce che 35-40 Paesi possono sviluppare armamenti nucleari nel giro di pochi mesi. Greenpeace propone la creazione di una "Nuclear Free Zone" nel Medio Oriente con l'abbandono del nucleare civile e la promozione delle fonti rinnovabili. L'energia eolica cresce in Europa di 6.000 MW l'anno, l'equivalente di due grandi centrali atomiche, allo stesso tempo per costruire un solo reattore nucleare ci vogliono10 anni.
Leggi il rapporto di Greenpeace "The Real Face of the IAEA's Multilateral Nuclear Approaches" [ in inglese ]:
http://www.greenpeace.it/clima
lunedì, settembre 26, 2005
L'industria del tabacco ha favorito i pesticidi
Ha cercato di influenzare le delibere dell'Organizzazione Mondiale della Sanità
L'industria del tabacco ha coordinato campagne trasversali allo scopo di ritardare e indebolire i regolamenti nazionali e internazionali sull'uso dei pesticidi. Lo rivela uno studio di ricercatori dell'Università della California di San Francisco, presentato online sul sito di "Environmental Health Perspectives" e di prossima pubblicazione sulla stessa rivista.
Basandosi sull'analisi di documenti interni delle aziende, l'articolo mette in luce le prove che l'industria del tabacco - fra le altre cose - ha assunto alcuni scienziati affinché intervenissero nelle decisioni dell'Agenzia di Protezione Ambientale (EPA) degli Stati Uniti, ha incaricato un consulente di influenzare le delibere dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla regolamentazione dei pesticidi senza rivelare i suoi legami con l'industria, e ha progettato un inutile test allo scopo di convincere i regolatori che non ci fosse bisogno di ulteriori restrizioni per controllare un pesticida particolarmente letale ma essenziale per la fumigazione del tabacco.
Gli autori sottolineano la necessità di nuove e più vaste riforme del processo regolatore per prevenire abusi come questi in futuro. "I dati - afferma Ruth Malone, principale autore dello studio - mostrano che l'influenza dell'industria del tabacco sulla nostra salute si estende ben oltre le politiche associate direttamente con il fumo e le sigarette". I ricercatori hanno presentato anche tre case studies basati sull'esame di circa 2000 documenti interni delle aziende del tabacco, finora segreti, e su 3885 documenti dell'EPA.
FINO A CINQUE PETS, CONTROLLI PIU' SNELLI IN FRONTIERE
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto firmato dal Ministro Sirchia nell'aprile scorso valido per i soli trasporti non commerciali
26 settembre 2005 - L'introduzione nel territorio nazionale di animali da compagnia provenienti, senza finalità commerciali, da Paesi Terzi sarà più semplice. Il controllo di questi animali, purchè in numero non superiore a cinque, puo' avvenire attraverso un qualsiasi punto d'ingresso doganale presente sul territorio nazionale. I controlli sugli animali di cui al presente decreto sono effettuati contestualmente al controllo doganale sui viaggiatori che ne hanno la responsabilita'. E’ quanto previsto dal Decreto 20 aprile 2005 del Ministero della Salute, approdato in Gazzetta Ufficiale. Adempiendo a quanto richiesto dal Legislatore comunitario, il Decreto stabilisce che, in assenza di uno scopo commerciale, non vi e' l'obbligo dell'ingresso degli animali attraverso i PIF e non è nemmeno richiesta la presenza del personale del posto d'ispezione frontaliera. Pertanto, per l'espletamento dei controlli sugli animali da compagnia proventi da Paesi terzi viene così semplificato, evitando- quando non vi siano motivi di salute pubblica o di sanita' animale- che l'obbligatorieta' dei controlli sugli animali di cui al regolamento (CE) n. 998/2003 possa comportare limitazioni o ritardi nei movimenti dei viaggiatori che ne hanno la responsabilità. Le procedure operative cui devono attenersi gli uffici doganali nell'espletamento dei controlli sugli animali sono definite dall'Agenzia delle dogane, sentita la direzione generale della sanita' veterinaria e degli alimenti del Ministero della salute. I posti d'ispezione frontaliera assicurano in ogni caso la propria collaborazione.Se gli animali sono in numero superiore a cinque esemplari, si applicano i controlli stabiliti dal decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93, ancorche' gli stessi animali siano al seguito di viaggiatori e siano introdotti senza finalita' commerciali. Nel caso di sopravvenute esigenze fondate su motivi di salute pubblica o di sanita' animale, interne o internazionali, il Ministero della salute emanerà le necessarie disposizioni suppletive di controllo, di natura eccezionale, dandone immediato e diretto avviso all'Agenzia delle dogane.
da Anmvi Oggi
domenica, settembre 25, 2005
URAGANO RITA: ARCA DI NOE' ANIMALI SFOLLATI COMMUOVE CONGRESSO
24 settembre 2005 - L'esodo dal Golfo del Messico sotto i colpi di Rita include un'arca di Noe' di cani, gatti, cavalli, iguana, pappagalli, porcellini d'india e altri animali.
Per loro si e' commosso il Congresso Usa: repubblicani e democratici hanno trovato armonia su una proposta di legge che impone alle autorita' statali e locali di predisporre piani di emergenza per l'evacuazione dei 'pets' se vogliono ricevere aiuti federali.
La proposta di legge e' stata firmata dai democratici Tom Lantos e Barney Frank e dal repubblicano Chris Shays: e' stata soprannominata subito 'legge Snowball' dal nome del cagnolino di un ragazzo di New Orleans che un polizotto si e' rifiutato di far salire sull'autobus del dopo-Katrina con il suo padrone.
''Veder gente come lui, costretta a scegliere se farsi salvare o restare indietro con gli amati animali era una cosa che spezzava il cuore'', ha detto Lantos, il cui barboncino Gigi e' stato una presenza fissa nel suo ufficio a Capitol Hill finche' non e' morto di vecchiaia nel 2003.
MOBILITATE LE LOBBY PRO ANIMALI DOMESTICI - Lantos e' il fondatore e oggi il copresidente del gruppo parlamentare Amici degli Animali: la sua proposta di legge e' stata messa a punto in collaborazione con la Humane Society, una delle molte lobby Usa che si battono per la protezione degli amici dell'uomo.
Nei giorni in cui l'America viveva il dramma umano dei poveri di Katrina, queste organizzazioni si sono mobilitate per salvare le migliaia di animali abbandonati a New Orleans e in altre aree del Mississippi e della Louisiana. La Humane Society da sola ha recuperato oltre seimila tra cani e gatti, alcuni tratti in salvo organizzando ponti aerei che avevano fatto gridare allo spreco e allo scandalo nei giorni in cui il maggior problema delle autorita' era di assistere uomini, donne, vecchi e bambini rimasti senza casa.
AMERICA SPENDE 34 MLD DOLLARI PER I 'PETS' - Ma per l'America che l'anno scorso ha speso 34 miliardi di dollari per prendersi cura dei propri animali domestici (8,9 miliardi solo in visite dal veterinario e 425 milioni di dollari in prodotti di igiene dentale) l'amico a quattro zampe e' un'istituzione intoccabile. Quando il giornalista della rivista online Slate Timothy Noah si e' permesso di approvare l'operato del poliziotto di Snowball (sulla scorta dell'argomento che cani e gatti sul pullman avrebbero complicato l'evacuazione), le e-mail di protesta a tutti i livelli gli hanno intasato per giorni la posta con oscenita', insulti e minacce: ''Facendomi pensare - ha scritto Noah - che per il pubblico americano e' piu' facile provare simpatia per un cane che per un nero povero''.
PONTI AEREI PER ANIMALI - I voli dei 'pets' sono cosi' continuati: ieri all'aeroporto di Teterboro alle porte di New York e' atterrato un Boeing 727 carico di animali abbandonati dai padroni in Louisiana e destinati a un centro di raccolta a Long Island.
Altri animali da Houston sono finiti in Colorado e al Coloseum di El Paso in Texas: ''Abbiamo bisogno di guinzagli, scodelle per i pasti, cucce e ovviamente di soldi'', ha chiesto una portavoce di Pets Alive, l'organizzazione che se ne e' fatta carico, in un appello che ha ricevuto una valanga di risposte.
Alessandra Baldini (ANSA)
sabato, settembre 24, 2005
VITTIME CACCIA, ESPOSTI PER DIFESA CONTRO SPARATORI
L'associazione interviene per la sicurezza pubblica
23 settembre 2005 - Nelle campagne del canavesano, a Caravino, il sindaco Clara Pasquale ha deciso di proteggere i suoi cittadini, e i turisti che popolano il piccolo Comune con 30.000 presenze ogni anno, con una ordinanza di divieto di caccia per motivi di pubblica sicurezza. ''Non possiamo invitare i turisti a una passeggiata al castello e non tutelare la loro incolumita''', afferma il Sindaco, e, come in suo legittimo potere, in seguito anche alle numerose segnalazioni di cittadini e visitatori, ha emesso l'ordinanza di divieto di caccia.
''Altre ordinanze di questo genere - si legge in una nota - sono state emesse nell'ultimo anno in vari comuni del Lazio, grazie al lavoro dei Comitati di Cittadini promossi dall'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia.
Se i cacciatori vorranno ricorrere al TAR e chiedere la sospensione del provvedimento, rimarranno delusi, perche' l'esito sara' analogo a quello ottenuto in Lazio: in data 14 febbraio 2005, infatti, la II sez.ter del TAR del Lazio ha respinto l'istanza di sospensiva contenuta nel ricorso presentato da Federcaccia per annullare l'ordinanza d'interdizione dell'attivita' venatoria per motivi di ordine pubblico e a garanzia dell'incolumita' delle persone, emanata dal Sindaco di Genazzano (RM) il 22 settembre 2004.
Difendersi, dunque, si puo'. Ma e' compito di ogni cittadino fare la sua parte. ''Per questo abbiamo deciso di lanciare una nuova iniziativa, che abbiamo chiamato 'Fai l'esposto al cacciatore''' spiegano i rappresentanti dell'Associazione Vittime.
L'iniziativa e' semplice - spiegano all'associazione - ma richiede la collaborazione di tutti: ''Ogni volta che si scopre un cacciatore (o piu' d'uno) troppo vicino alle case o alle strade, o che disturba la quiete, o che va a caccia in una giornata o in un orario non consentiti, presentare un esposto, non rimanere in silenzio. E' solo grazie a questo genere di segnalazioni che i sindaci possono riuscire ad emettere ordinanze anticaccia legittime. L'esposto e' contro ignoti, quindi non pone alcun pericolo per chi lo presenta.
E' semplicemente l'esposizione di fatti accaduti per i quali si ravvisa un reato e quindi si chiedono interventi per verificarne l'illegalita' e prevenirne di ulteriori.
Gli esposti possono essere inviati per raccomandata con ricevuta di ritorno, o consegnati direttamente presso i Comandi degli Organi di Polizia Giudiziaria competenti (Carabinieri, Guardia Forestale, Polizia Provinciale, Vigili Urbani) sempre entro e non oltre 90 giorni dall'accaduto. E' assolutamente necessario conservarne ricevuta/copia notificata''.
L'Associazione Vittime chiede a tutti di inviarne copia, per costituire un dossier nazionale, all'indirizzo: Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia - Mailboxes - Box 297 - via Boucheron 16, 10122 Torino. Sul sito www.cacciailcacciatore.org sono disponibili le bozze per vari tipi di esposto, per prendere spunto. In ogni caso, e' sufficiente la descrizione dei fatti.
(ASCA)
venerdì, settembre 23, 2005
Come le farfalle scelgono i compagni
Vengono attratte dal bagliore ultravioletto riflesso dai cerchi bianchi sulle ali
Quando si tratta di scegliere un possibile compagno, le farfalle non guardano le dimensioni degli "occhi" (ocelli) disegnati sulle ali dei maschi. Secondo una ricerca di biologi dell'Università di Buffalo, le femmine sono invece attratte dal bagliore dovuto alla riflettività ultravioletta delle pupille, i cerchi bianchi al centro degli ocelli.
La ricerca, pubblicata online il 29 giugno sulla rivista "Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences", contraddice studi precedenti secondo i quali gli ocelli più grandi venivano considerati più attraenti dalle femmine. Lo scopo dello studio era anche quello di chiarire alcune delle ragioni evolutive alla base dei disegni sulle ali delle farfalle di una specie africana, Bicyclus anynana.
Si tratta di una conclusione sorprendente nel contesto del mondo naturale, dove i colori vivaci e le caratteristiche fisiche sono spesso garanzia di vittoria nel gioco delle scelte sessuali. "Questo è uno dei primi studi a mostrare che un elemento così piccolo ha un ruolo davvero importante nella scelta da parte delle femmine", spiega Antonia Monteiro, una delle autrici.
In una serie di test controllati, Monteiro e la collega Kendra Robertson hanno indotto alcune leggere variazioni nella dimensione e nell'aspetto degli ocelli sulle ali dei maschi, studiando poi come queste influenzavano le scelte di accoppiamento delle femmine. "Grazie alla selezione artificiale, - spiegano i ricercatori - è molto facile cambiare le dimensioni, i colori e la forma di questi disegni. Come mai, allora, queste popolazioni restano immutate? Quali sono le forze selettive che mantengono costanti nel tempo questi schemi?"
I ricercatori studiato le preferenze femminili per la dimensione delle ali, quella dell'ocello, la quantità di ocelli, il colore dell'ocello e della pupilla, e la riflettività della pupilla. Hanno scoperto che nessuna variazione indotta sul lato ventrale delle ali sembra avere effetto sulle scelte delle femmine, ma quando la pupilla sul lato dorsale è stata eliminata o ridotta, quei maschi sono diventati molto meno desiderabili dalle femmine.
La Pecora Nera





