domenica, luglio 31, 2005
Le vaccinazioni: una bomba a orologeria?
di Robert S. Mendelsohn
La più grande minaccia delle malattie infantili risiede nel pericoloso e inefficace sforzo di prevenirle con la vaccinazione di massa.
So che troverete questa affermazione difficile da accettare; le vaccinazioni sono state pubblicizzate così abilmente e aggressivamente che la maggior parte dei genitori le ritiene il “miracolo” debellatore di molte spaventose malattie. Conseguentemente, chiunque vi si opponga è considerato ai limiti della pazzia. Per un pediatra contestare ciò che è divenuto il “cacio sui maccheroni” della propria professione, equivale alla negazione dell’infallibilità del papa da parte di un prete.
So che troverete questa affermazione difficile da accettare; le vaccinazioni sono state pubblicizzate così abilmente e aggressivamente che la maggior parte dei genitori le ritiene il “miracolo” debellatore di molte spaventose malattie. Conseguentemente, chiunque vi si opponga è considerato ai limiti della pazzia. Per un pediatra contestare ciò che è divenuto il “cacio sui maccheroni” della propria professione, equivale alla negazione dell’infallibilità del papa da parte di un prete. Consapevole di questo, posso solo sperare che leggiate questo capitolo con mente aperta, perché molto di ciò che vi hanno fatto credere sulle vaccinazioni non è vero. Non solo nutro su di esse gravi dubbi, ma se dovessi seguire le mie profonde convinzioni, vi esorterei su due piedi a rifiutarvi di praticare a vostro figlio qualsiasi vaccinazione. Non posso farlo, dato che in Italia i genitori hanno ormai perso il diritto di effettuare questa scelta. I medici,non i politici, hanno esercitato le pressioni necessarie a varare leggi che obbligano i genitori a far vaccinare i figli come requisito indispensabile per l’ammissione scolastica. Tuttavia, forse, riuscirete a convincere il vostro pediatra a non far fare al bambino la vaccinazione contro la pertosse. Questa vaccinazione, la più pericolosa, è oggetto di tali controversie che molti medici non amano consigliarla per paura di complicazioni e praticarla, temendo accuse di incompetenza. E ne hanno ben donde! Recentemente a Chicago, un bimbo danneggiato dal vaccino contro la pertosse ha ricevuto un risarcimento di cinque milioni di dollari. In Italia non esiste ancora una legge chiara sul risarcimento dei danni da vaccino, ma se il vostro medico sembra titubante, sfruttate la sua paura: ne va della salute di vostro figlio.
I rischi delle vaccinazioni di massa
Sebbene nei primi anni della mia carriera anch’io abbia inoculato vaccini, sono divenuto un fermo oppositore della vaccinazione di massa proprio per la miriade di rischi che essa comporta. E’ un argomento così vasto e complesso che meriterebbe un libro a sé. Mi devo accontentare, in questa sede, solamente di riassumere le mie obiezioni allo zelo fanatico con cui i medici inoculano ciecamente proteine estranee nel corpo di un bambino, senza sapere quali eventuali danni possono provocare.
Vaccinazioni di massa per malattie in via di estinzione
Non esiste alcuna prova scientifica convincente del fatto che si possa attribuire alle vaccinazioni di massa l’eliminazione di alcuna malattia infantile.
E’ vero che alcune malattie infantili, un tempo assai diffuse, sono diminuite o scomparse da quando sono state introdotte le vaccinazioni. Ma nessuno può affermare con certezza la causa, che potrebbe essere il generale miglioramento del tenore di vita. Se le vaccinazioni fossero la causa della scomparsa di queste affezioni, ci si potrebbe domandare come mai siano scomparse contemporaneamente anche in stati, come l’Inghilterra, dove la vaccinazione di massa non è obbligatoria.
E’ vero che alcune malattie infantili, un tempo assai diffuse, sono diminuite o scomparse da quando sono state introdotte le vaccinazioni. Ma nessuno può affermare con certezza la causa, che potrebbe essere il generale miglioramento del tenore di vita. Se le vaccinazioni fossero la causa della scomparsa di queste affezioni, ci si potrebbe domandare come mai siano scomparse contemporaneamente anche in stati, come l’Inghilterra, dove la vaccinazione di massa non è obbligatoria. Si crede comunemente che il vaccino Salk abbia avuto il merito di interrompere l’epidemia di poliomielite che afflisse i bambini negli anni Quaranta e Cinquanta. Se così fosse, perché l’epidemia si arrestò anche in stati europei dove il vaccino antipolio non era usato così diffusamente?
Di maggior attualità è chiedersi perché il vaccino Sabin con virus vivi venga tuttora somministrato ai bambini quando il dottor Jonas Salk, scopritore del primo vaccino, lo accusa di essere la causa della maggior parte dei casi di poliomielite oggi esistenti. Continuare a inoculare questo vaccino nei bambini è un atteggiamento medico irrazionale che non fa che confermare la mia asserzione sull’incapacità della medicina di riconoscere i propri errori. Con il vaccino antipolio stiamo assistendo al ripetersi della riluttanza dei medici ad abbandonare la vaccinazione antivaiolosa che, per trent’anni dopo la scomparsa della malattia, fu l’unica causa di morte per vaiolo. Pensate!…
dal libro “Bambini sani senza medicinali” (in http://www.disinformazione.it)
sabato, luglio 30, 2005
Le ali che fanno la «serenata»
29 luglio 2005 - Dura la vita per il Machaeropterus delicious. A questo volatile costa una bella fatica convincere una sua simile di sesso femminile ad accoppiarsi con lui. A lui le ali, infatti, non servono solo per volare, ma anche per fare una convicente serenata alla femmina di turno.
Il Machaeropterus delicious, è un uccello per qualche verso «mitico» perchè descritto nientemeno da Charles Darwin nel suo libro The Descent of Man, proprio per il suo curioso rituale di accoppiamento, che, in buona sostanza, consiste nello sbattere le alti a una velocità tale da produrre un suono che ricorda quello di un violino.
Roma, 29 lug. 2005 - Rischio sterilità per le donne sottoposte a mutilazioni sessuali. E non solo per le forme più gravi, come l'infibulazione. Anche l'escissione, la pratica più frequente che consiste nel tagliare una o più parti dei genitali femminili, mette in serio pericolo le possibilità delle donne di avere figli, secondo uno studio realizzato dall'équipe svedese di Lars Almroth, dell'Istituto Karolinska di Stoccolma, e pubblicato su Lancet. (Adnkronos Salute)
Rischio sterilità per donne con mutilazioni sessuali
L'escissione è praticata in più di 30 Paesi. Oltre 132 milioni di donne, soprattutto in Africa, l'hanno subita e sono due milioni le bambine che ogni anno ne sono vittime. I ricercatori svedesi hanno studiato il fenomeno in due ospedali di Khartoum, in Sudan, tra il marzo del 2003 e il giugno del 2004, seguendo 99 donne sterili e 180 donne alla loro prima gravidanza. Tutte escisse da bambine. Gli studiosi hanno così scoperto che i problemi di fertilità delle donne in esame non erano di tipo ormonale, né legati alla sterilità del marito. I nostri dati - spiega Almroth - mostrano una forte associazione tra la mutilazione sessuale subita e l'infertilita. In particolare lesioni infiammatorie, come le tube chiuse, sono state riscontrate nelle pazienti. E il rischio di infertilità era maggiore nelle donne che avevano subito mutilazioni più estese (quando il taglio comprendeva anche le grandi labbra). L'escissione, infatti consiste nell'asportare completamente o in parte il clitoride, ma possono essere tagliate, a seconda del luogo e delle particolari tradizioni, anche altre parti, come le piccole e le grandi labbra.
venerdì, luglio 29, 2005
Trapianti: Usa pronti al primo di faccia, ospedale cerca paziente
Roma, 26 lug. 2005 - Tutto pronto, negli Stati Uniti, per il primo trapianto di faccia. Dopo anni di dibattiti sulla fattibilità di quest'intervento e sulle implicazioni etiche, la Cleveland Clinic, il primo ospedale ad approvare questa tecnica pionieristica lo scorso autunno, sta cercando il primo paziente da sottoporre a trapianto del viso.
Quando si nomina un trapianto di faccia - afferma Maria Siemionow, a capo del dipartimento di ricerca in chirurgia plastica della Cleveland Clinic - la gente pensa che sia una questione di vanità: qualcuno che sta bene, se ne andrà in giro con il viso di un altro. Ma la comunità scientifica - sottolinea - sa che questo è un importante passo avanti per i pazienti che hanno subito un trauma. Nel 99, quando i chirurghi delluniversità di Louisville eseguirono il primo trapianto di mano negli Usa, sostituire il viso era gia una possibilita teorica. La Siemionow, 55 anni, cresciuta in una cittadina fra Varsavia e Berlino, e convinta che a maggior ragione oggi si possa eseguire il trapianto di faccia: una sfida formidabile, lo sa bene. Richiede una serie di interventi con equipe di specialisti che si danno il cambio in piu di una sala operatoria.
La faccia da trapiantare deve essere rimossa da un cadavere, con l'epidermide, i nervi e il grasso, e poi riattaccata ai vasi sanguigni e ai nervi del paziente, a cui e stato rimosso il tessuto facciale: 15 ore di operazioni delicate, forse anche di più. Dopo il trapianto, la sfida si fa ancora piu difficile, soprattutto nei primi mesi: il rischio di rigetto è piu elevato che dopo aver aver ricevuto il fegato o un rene e i pazienti devono assumere farmaci immunosoppressori, per molti anni. Farmaci che possono costare anche 1.000 dollari al mese e alla lunga aumentano il rischio di tumori o infezioni letali. A questo si aggiungono numerosi dilemmi etici. Soprattutto per i primi pazienti i rischi saranno elevati, ma come possono persone normali e soprattutto un medico dire no, non puoi essere trapiantato a chi è sfigurato?, si chiede la chirurga sul New York Times.
(Mad/Adnkronos Salute)
Cannabis: Spagna, al via a ottobre programma per uso terapeutico
Madrid, 28 lug. 2005 - Parte a ottobre in Spagna il primo programma nazionale per luso terapeutico della cannabis. Circa 600 pazienti della Catalogna parteciperanno alliniziativa, ha annunciato il ministro della Sanita del governo regionale catalano, Marina Geli. Non si tratta in alcun modo - ha precisato Geli - di promuovere un uso ricreativo della cannabis, ma solo di dare una risposta ad unindicazione parlamentare. Nel 2001, infatti, il Parlamento catalano ha approvato una legge per luso della cannabis contro il dolore. Il progetto sperimentale coinvolgera 6 ospedali, 40 ricercatori, 60 farmacie. I pazienti selezionati soffrono di dolore cronico o di nausee legate a malattie gravi come la sclerosi, il cancro. Ma si tratta anche di pazienti con problemi di anoressia legati allAids.
(Amr/Adnkronos Salute)
giovedì, luglio 28, 2005
Fumo: Pubblicità vietata in Ue dal 31 Luglio
Roma, 27 lug. - Pubblicita del tabacco vietata in Unione europea dal 31 luglio. Entra in vigore a fine mese, infatti, la direttiva Ue che proibisce la pubblicità del tabacco sulla carta stampata, alla radio, su Internet e con le sponsorizzazioni di eventi culturali e sportivi internazionali. Il divieto e accolto con soddisfazione dal commissario europeo per la Salute e la tutela dei consumatori, Markos Kyprianou. Vietare la pubblicità del tabacco - commenta - è uno dei metodi più efficaci per ridurre la tendenza a fumare. Questa direttiva salvera vite umane e diminuira il numero dei cittadini che soffrono di patologie legate al fumo. Secondo uno studio della Banca mondiale, vietare le reclame delle sigarette e le promozioni può indurre una riduzione del vizio fino al 7%. Un dato comunque significativo, considerando che nellUe muoiono ogni anno 650.000 persone circa a causa di patologie imputabili legate al fumo. Gli spot in tv sono gia vietati nellUnione dallinizio degli anni 90 e sono regolati dalla direttiva sulla televisione senza frontiere. Questa nuova direttiva non si occupa, invece, della pubblicità nei cinema, con affissioni o vendite come posacenere o ombrelli firmati dai colossi del tabacco, e nemmeno delle sponsorizzazioni di eventi locali, con partecipanti provenienti da un solo Stato membro.
da Mad/Adnkronos Salute
CNR: CAVALLETTE, NO ABUSO ARMI CHIMICHE MA LOTTA A UOVA
Dopo le incursioni in alcune città
25 luglio 2005 - L'invasione estiva degli insetti e' un fatto normale, anche in citta' e al nord, come spiegano i ricercatori dell'Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr di Sassari. Che per evitare un eccessivo uso di 'armi chimiche' consigliano la lotta contro le uova.
Prima e' accaduto a Bologna e poi Torino: la notizia di invasioni di cavallette, in questi caldi giorni d'estate, come gia' nel 2004, rimbalza in diverse, lontane e talvolta insospettabili regioni italiane. E se lo scorso anno, infatti, teatro del fenomeno e' stato essenzialmente il sud del Paese, in questo 2005 le invasioni vengono registrate anche al nord, in Piemonte ed in Emilia.
''Niente di nuovo, in realta''', rassicura Roberto Pantaleoni, ricercatore dellIstituto per lo studio degli ecosistemi (Ise) del Cnr di Sassari. Gli annali registrano orde di questi insetti in Italia dai tempi piu' remoti, anche nelle regioni settentrionali. Le specie coinvolte sono poche e ben note: il grande Dettico dalla fronte gialla, il piu' meridionale Grillastro crociato ed il Grillastro italiano.
Dalla meta' del secolo scorso, pero', le pullulazioni di cavallette si erano talmente affievolite nel nostro Paese da farcene dimenticare l'esistenza. Secondo i ricercatori dell'Ise-Cnr, ''la spiegazione di una nuova massiccia presenza non va banalizzata e deve essere legata, analizzando tendenze di breve periodo, essenzialmente al microclima locale (la siccita' nel nord Italia per esempio) e a tendenze di medio-lungo periodo legate ai cambiamenti d'uso del territorio (abbandono dei terreni marginali, della collina e della montagna), oltre che ai cambiamenti climatici di piu' vasta scala (global change)''.
I rischi che oggi si corrono sono ben inferiori a quelli del passato, ma non sono trascurabili.
Gli agricoltori hanno armi chimiche potenti ed efficaci, con una tossicita' acuta verso gli animali a sangue caldo estremamente ridotta. La salvaguardia delle produzioni agricole non e' quindi la principale preoccupazione. Il problema e' che una lotta basata solo sulla distribuzione di insetticidi a difesa delle coltivazioni contro le cavallette adulte e' tecnicamente insostenibile per motivi economici e di salvaguardia ambientale.
''Le cavallette vanno combattute nei luoghi dove sono state deposte le uova lanno precedente e dove sono nate nella stagione in corso, prima che diventino adulte e che siano in grado di volare'', spiega Pantaleoni.
''In questo modo si riduce luso di veleni e si ottiene una maggior efficacia degli interventi. Ma questo tipo di lotta richiede una approfondita conoscenza del territorio, un'organizzazione logistica comprensoriale, buone conoscenze tecniche (ecologiche ed entomologiche)''.
E' proprio in quest'ottica che l'Ise-Cnr sta affrontando il problema, realizzando in collaborazione con Enti pubblici e privati, locali e nazionali, una struttura (liaison office) dedicata all'entomologia territoriale, in cui viene recuperato, in particolare per quanto riguarda le cavallette, il grosso bagaglio di conoscenze (in parte ormai disperso) che l'Italia possedeva in merito al problema.
(ANSA)
SARDEGNA: PREMIO ANNUALE 20 EURO PER OGNI PECORA MEGLIO TRATTATA
Al lavoro la Regione in base ad una normativa comunitaria
27 luglio 2005 - Venti euro per ogni pecora, e' l'entita' del premio annuale che la Regione sta cercando di rendere possibile per gli allevamenti sardi, attingendo da una misura del 'benessere animale'. Lo ha comunicato l'assessore regionale dell'Agricoltura iera sera alle organizzazioni agricole riunite attorno al Tavolo verde per il secondo incontro con il neo assessore Francesco Foddis.
Erano presenti i dirigenti regionali di Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri, Lega delle Cooperative, Confcooperative Sardegna e Associazione Generale Cooperative Italiane (AGCI). Nell'incontro e' stato fatto il punto su tutte le piu' importanti questioni riguardanti l'agricoltura sarda, con particolare riferimento al difficile momento del comparto ovi-caprino e all'attuazione dell'accordo per una strategia di rilancio e sviluppo dello stesso comparto.
Tra i temi trattati, il parere favorevole espresso dal Tavolo Verde in ordine alla nuova misura F ''Miglioramento del benessere animale'' sul Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006, che, pertanto, potra' proseguire il suo iter nazionale e comunitario in tempi accelerati. La base giuridica di riferimento della nuova Misura e' il Reg. (CE) n. 1257/99 e.s.m.e.i (articolo 22 lettera f). Sono previste risorse aggiuntive regionali, pari a 20 M euro, inserite nella norma finanziaria 2005 (art. 7, comma 4). La Misura e' imperniata sull'adesione degli allevatori ad un protocollo che si propone di migliorare il benessere degli animali. Gli impegni che l'allevatore assume avranno un duplice effetto: da un lato ridurranno in maniera effettiva e permanente lo stress degli animali e il conseguente rischio di insorgenza e permanenza di patologie subcliniche, in particolare delle mastiti; dall'altro creeranno i presupposti per un deciso miglioramento qualitativo delle produzioni lattiero casearie che, nel caso in esame, sono in gran parte a Denominazione di Origine Protetta (DOP).
L'aiuto e' concesso in forma di premio annuale per la durata di cinque anni. L'Assessorato curera' direttamente gli aspetti inerenti la programmazione, il monitoraggio finanziario, fisico e procedurale e la valutazione annuale. L'Ersat, quelli di ricezione delle domande, il loro trattamento, l'istruttoria, i controlli in loco, la predisposizione degli elenchi di liquidabilita' e la loro trasmissione all'organismo pagatore AGEA.
(ANSA)
mercoledì, luglio 27, 2005
In un batter d'occhio
(martedì 26 luglio 2005) Perché quando battiamo le palpebre, cosa che facciamo diverse volte al minuto, non vediamo tutto nero? Una ricerca pubblicata su Current Biology ha trovato la risposta, dimostrando che una zona del cervello coinvolta nella visione si disattiva ogni volta che sbattiamo le palpebre. Un gruppo di ricercatori dello University College di Londra, guidati da Davina Bristow, ha studiato il problema inserendo un minuscolo cavo in fibra ottica nella bocca di soggetti a cui erano applicati occhiali scuri. La fibra ottica arrivava fino a illuminare il retro della retina, così o soggetti vedevano una luce continuamente, in realtà anche quando chiudevano le palpebre. L'osservazione con la risonanza magnetica funzionale ha mostrato che l'attività di una zona del cervello nota come V3, associata al sistema visiva, si interrompeva ogni volta che i soggetti sbattevano le palpebre. Questo fa sì che l'oscuramento prodotto dalla palpebra non abbia effetti. "Non è che il gap visivo venga riempito, come pensavano alcuni" ha spiegato Bristow "è solo che non ce ne accorgiamo". (n.n.)
Stop al maiale cinese
Bloccate dal governo cinese le esportazioni di carne di maiale dalla Cina meridionale.
Ben 19 persone sono morte a causa del contatto col sangue.
Non si conosce bene la natura dell'infezione, secondo Zeng Huajin, funzionario del locale dipartimento della salute: probabile che sia il batterio Streptococcus suis, patogeno che però finora colpiva solo i maiali. Ora invece colpisce gli uomini e causa un encefalite letale nel 50% dei casi.
Comunque, per ora in quella zona non si macella più nessun maiale, prima delle misure per evitare una nuova epidemia di origine animale, dopo la Sars e l'influenza aviaria.
Tra le cause dello sviluppo e la mutazione di batteri tra gli animali vi sono le condizioni igieniche in cui sono allevati, il sovraffollamento, l'uso spregiudicato e frequente in Asia di antibiotici nei mangimi.
da Nature
martedì, luglio 26, 2005
Contaminanti diffusi dagli uccelli marini
Riportano a terra le sostanze inquinanti attraverso il proprio guano
25.07.2005 - Gli uccelli marini sono sorprendentemente i responsabili, mediante il loro guano, della diffusione di sostanze inquinanti in ecosistemi apparentemente incontaminati. Alcuni ricercatori canadesi hanno infatti scoperto che gli uccelli, la più comune forma di vita selvatica nell’Artico, trasportano gran parte dei contaminanti prodotti dall’uomo fino agli ecosistemi costieri più isolati. “Nelle aree abitate dagli uccelli marini - afferma il biologo John Smol della Queen’s University - abbiamo osservato livelli di concentrazione di inquinanti quali mercurio e DDT fino a 60 volte superiori a quelli delle aree non frequentate”. Lo studio, diretto dal tossicologo Jules Blais dell’Università di Ottawa, è stato pubblicato sul numero del 15 luglio della rivista “Science”.
Blais, che lo definisce un effetto ‘boomerang’, spiega così il fenomeno: “L’uomo riversa questi inquinanti nell’oceano, dove si ritiene generalmente che non influenzeranno più gli ecosistemi terrestri. Il nostro studio, invece, indica che gli uccelli marini, che si cibano di pesce, tornano poi a terra portando con sé anche le sostanze nocive. I contaminanti si accumulano nei loro corpi e vengono poi liberati a terra”. Lo studio è stato effettuato a Cape Vera, sull’Isola di Devon nell’Artico canadese, ben lontano da ogni fonte di inquinamento industriale e agricola.
lunedì, luglio 25, 2005
Maialina stabilisce record mondiale di tuffi
Sydney, 25 luglio 2005 - Una maialina australiana di cinque mesi oggi ha stabilito un nuovo record mondiale, per il tuffo piu' lungo dal trampolino in piscina, categoria suini. In un'attesa esibizione davanti a centinaia di spettatori nell'annuale fiera agricola di Darwin, nel nord del continente, la giovane scrofa di nome Miss Piggy ha preso la rincorsa lungo una rampa fino al trampolino, e si e' tuffata in acqua per una lunghezza di 3,31 metri. Erano presenti rappresentati del Guinness dei primati, e si prevede che l'impresa sara' immortalata nella prossima edizione.
L'allenatore Tom Vandeleur, che per mestiere alleva maiali e da sei anni addestra ai tuffi i piu' atletici, ha assicurato che Miss Piggy non viene mai costretta a tuffarsi se non si sente a suo agio, ma si e' sempre mostrata desiderosa di esibirsi. E i maiali sono animali dacqua, amano tuffarsi, ha aggiunto.
Vandeleur assicura che la sua allieva prende molto seriamente lo sport. ''Le zampe anteriori sono curvate completamente allindietro ed il suo e' un tuffo completo, come la partenza dei nuotatori in una gara. ''Il grande campione Ian Thorpe, che probabilmente e' il piu' alto dei nuotatori che abbiamo avuto per molti anni, puo' proiettarsi solo per una lunghezza e mezzo della sua statura, mentre la mia tuffatrice e' andata fino a quasi cinque volte la lunghezza del suo corpo'', ha osservato con orgoglio.
(ANSA)
La Pecora Nera





