giovedì, giugno 30, 2005
Consiglio Provinciale approva mozione contro la vivisezione per Governo e Unione Europea
Bolzano, 30 giugno 2005 - Il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato all'unanimita' una mozione di Alleanza Nazionale in cui si impegna la giunta provinciale ad attivarsi presso il Governo e i Parlamenti nazionale ed europeo affinche' si arrivi in tempi brevi a una legislazione nazionale ed europea che vieti la sperimentazione e la vivisezione sugli animali, il loro allevamento e il relativo commercio nonche' a promuovere una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
(ANSA)
ITALIA AI PRIMI POSTI DEL COMMERCIO MONDIALE DI RETTILI
Denuncia del Wwf
30 giugno 2005 - ''L'Italia e' il piu' grande importatore al mondo di pelli di rettile e quarto in Europa nel commercio di uccelli vivi, 'da compagnia' (l'Europa fa la parte del leone a livello mondiale di questo commercio), un mercato questo in grande crescita''.
Lo ha denunciato Massimiliano Rocco, responsabile dell' Ufficio italiano di Traffic Europe (organismo creato da WWF e IUCN) nel corso del seminario organizzato a Roma da Forza Italia sull'ambiente. Rocco ha aggiunto che ''abbiamo il sesto mercato europeo per quanto riguarda i rettili vivi: alla fine di quest'anno le cifre ci porteranno verso i 100.000 esemplari importati. Crescono i sequestri: in Italia abbiamo 800 pappagalli rari vivi e non sappiamo che farne. Cresce anche il fenomeno nuovo del commercio internazionale di invertebrati, come scorpioni o ragni, che vanno ad arricchire le case dei collezionisti senza scrupoli''.
Il commercio internazionale non controllato e' infatti uno dei fattori responsabili del vertiginoso declino di molte specie di animali e piante. Non solo animali come rettili, pappagalli (l'ara di Spyx estinto in natura per il prelievo) o il mosco (un'antilope braccata per la sostanza profumata ricavata dalle sue ghiandole), rinoceronti o tigri cacciati per il corno o le ossa.
Anche molte specie vegetali rischiano, e il nostro Paese non e' esente da responsabilita': ''L'Italia e' anche uno dei piu' grossi importatori al mondo di ramino, un legno utilizzato negli arredamenti: la sola Indonesia esporta verso l'Italia il 47% del suo ramino diretto in Europa'' sottolinea Rocco, che chiede un maggiore impegno dell'Italia nelle azioni di contrasto del contrabbando, un maggior coordinamento tra ministeri (Ambiente e Politiche agricole), piu' mezzi a disposizione per lo sviluppo di un sistema di centri in grado di accogliere le migliaia di animali sottratti al commercio illegale.
Il commercio di piante e animali protetti e' regolato a livello internazionale dalla CITES, entrata in vigore nel 1975 e siglata oggi da 176 nazioni: tutela circa 30.000 specie di piante e animali ed e' il piu' importante trattato esistente sulla conservazione delle specie selvatiche minacciate di estinzione dal commercio internazionale.
Si calcola che ogni anno il commercio internazionale di animali e piante raggiunga la considerevole cifra di 160 miliardi di dollari, di cui circa un quarto dovuto al traffico illegale. Milioni di di esemplari vivi vengono regolarmente prelevati dal loro ambiente naturale per essere edestinati al commercio degli animali da compagnia o a quello delle piante ornamentali, oltre dell'enorme commercio di pellame, pellicce, legno e di tutti i manufatti lavorati ricavati da queste materie prime.
(ANSA)
E' TEMPO DI VACANZE... non lasciarlo a casa...
PARTE LA CAMPAGNA ESTIVA DEL FONDO AMICI DI PACO CONTRO L'ABBANDONO DEI CANI...
In occasione del suo ottavo compleanno, il Fondo Amici di Paco lancia anche quest'anno la sua campagna contro l'abbandono e pubblica un vademecum per aiutare i proprietari di cani (e gatti) ad andare felicemente in vacanza con il proprio cane (e gatto).
Milioni di Italiani guardano all'estate come al periodo più appagante dell'anno: finalmente lontano dalla routine, dal lavoro, dallo stress, per tuffarsi in una pausa di riposo rigenerante e rilassante.
Ma per i cani, che cosa significa l'estate?
«Per circa 150.000 cani, purtroppo, l'estate è il periodo peggiore», dichiara Diana Lanciotti, fondatrice del Fondo Amici di Paco. «Le nostre vacanze, spesso, per un cane sono l'inizio di un incubo, che parte con l'abbandono e prosegue con il vagabondaggio per strada, la prigionia in un canile, la fine sotto le ruote di una macchina. Almeno 4.000 incidenti sono infatti ogni anno provocati da animali randagi.»
Problemi che che Diana Lanciotti conosce molto bene, da quando nel 1992 adottò Paco al canile e venne a conoscenza degli orrori del randagismo. Oltre che aver fondato il Fondo Amici di Paco, l'associazione che da otto anni aiuta con impegno e costanza migliaia di cani e gatti ospitati nei rifugi e promuove numerose iniziative di sensibilizzazione, Diana Lanciotti è autrice di libri di grande successo, tra cui due proprio su Paco: "Paco, il Re della strada" e "Paco. Diario di un cane felice", due veri cult per tutti gli amanti degli animali; mentre "In viaggio con Paco", il terzo della serie, sarà in libreria a giorni (Paco Editore).
L'abbandono dei cani coincide nella maggior parte dei casi con la partenza per le vacanze estive (infatti per alcune persone il cane diventa un intralcio, e quindi dopo averlo visto crescere da cucciolo e coccolato, e magari anche amato, lo gettano via come una scarpa vecchia) anche perché molti possessori di cani si spaventano di fronte alle difficoltà a portare con sé il cane.
«Per fortuna, sull'esempio del resto d'Europa, in Italia ogni anno aumentano le strutture ricettive che accettano gli animali domestici. Il merito è anche del Fondo Amici di Paco che per primo, nel 2000, lanciò una campagna e una petizione alle istituzioni (la petizione raccolse oltre 11.000 firme) per l'abolizione di tutti gli ingiusti divieti che rendono impossibile la vita ai possessori di cani e gatti.»
E quindi anche quest'anno, nell'ambito dell'abituale campagna estiva per la prevenzione del randagismo e di tutte le iniziative volte a migliorare la convivenza tra cane e padrone (o tra gatto e padrone), il Fondo Amici di Paco diffonde un utile vademecum per chi va in vacanza. Si tratta di una simpaticissima e utile guida che spiega come viaggiare in auto, treno, aereo, nave con il proprio cane, o gatto, e fornisce numerosi suggerimenti per rendere piacevole e tranquilla la vacanza con il proprio amico a 4 zampe. La guida è anche quest'anno arricchita con una sezione che riguarda i doveri e le responsabilità dei proprietari di cani. Infatti il Fondo Amici di Paco ogni anno promuove una campagna di responsabilizzazione dei proprietari, nella convinzione che un cane educato venga più facilmente accettato e rispettato anche dagli altri. La locandina riporta la campagna del Fondo Amici di Paco, con l'immagine di Paco e il messaggio "E' tempo di vacanze. Portalo con te, non lasciarlo a casa!"
Il vademecum e la locandina sono pubblicati nella rivista "Amici di Paco", che può essere richiesta al Fondo Amici di Paco (tel. 030 9903142, paco@amicidipaco.it, www.amicidipaco.it). Il testo del vademecum è stato inserito anche nel nuovo libro di Diana Lanciotti, In viaggio con Paco, il terzo attesissimo libro su Paco, in libreria dai primi di luglio.
Come ogni anno numerose riviste si sono rese disponibili a pubblicare gratuitamente la campagna del Fondo con protagonista Paco che lancia il messaggio divenuto lo slogan dell'associazione: "NON ABBANDONARE IL TUO CANE. LUI NON TI ABBANDONEREBBE MAI".
Il testo del vademecum
TEMPO DI VACANZE... METTIAMO BOBI E MICIO IN VALIGIA..
Vademecum utile e dilettevole per chi parte col proprio cane o il proprio gatto
Si avvicina il periodo più atteso e felice dell'anno: via dalla routine, dalle telefonate, dagli impegni di lavoro, via da casa.
Ma per i vostri amici a 4 zampe?
Per loro, purtroppo, spesso le vacanze coincidono con l'inizio dello stress o di un vero e proprio incubo.
Infatti, per circa 150.000 cani e un numero altissimo di gatti l'estate significa abbandono, vagabondaggio per strada, prigionia in un rifugio o la fine sotto le ruote di una macchina (più di 4.000 incidenti sono ogni anno provocati da animali randagi).
Un'alternativa potrebbe essere l'affidamento temporaneo a una pensione. Ma se avete la possibilità, portateli con voi. Trascorrerete insieme una bellissima vacanza
Se siete tra i felici umani che hanno la fortuna di portare al mare o ai monti il proprio cane o il proprio gatto, prima di partire ricordatevi di organizzare tutto affinché la vacanza non risulti uno stress, né per voi né per il vostro amico a 4 zampe.
In questo vademecum troverete alcune semplici ma fondamentali "regolette" da seguire
Il soggiorno
Prima di partire informatevi se in albergo, o campeggio o nella casa dove alloggerete, i cani o i gatti sono ammessi. Per quanto riguarda i cani verificate se ci sono spiagge in cui è possibile portarli tranquillamente (i gatti invece non gradiscono il sole e l'acqua, quindi vi sconsigliamo di portarli con voi in spiaggia).
Purtroppo in Italia la legislazione è restrittiva riguardo l'accesso dei cani alle spiagge. Il Fondo Amici di Paco è riuscito a far modificare le disposizioni vigenti, in modo da favorire le vacanze con i propri cani e ridurre così gli abbandoni.
(Per saperne di più tel. 030 9903142, www.amicidipaco.it).
mercoledì, giugno 29, 2005
L’allarme della cincia bigia
Il richiamo fornisce anche informazioni sul grado di pericolo
Quando una cincia bigia americana lancia un grido d’allarme per avvertire i compagni che un predatore si aggira nei paraggi, fornisce molte più informazioni di quanto può sembrare a un primo ascolto. Questo piccolo uccello canoro, molto diffuso in tutta l’America del Nord, utilizza il proprio richiamo in molti tipi di interazioni sociali, compreso l’allarme per la presenza di predatori. In un articolo pubblicato sulla rivista “Science”, il biologo Chris Templeton dell’Università di Washington e colleghi scrivono che la cincia utilizza uno dei sistemi di segnalazione più sofisticati fra tutti gli animali. I richiami avvertono le altre cince non soltanto dell’arrivo di un predatore, ma forniscono informazioni anche sul grado di pericolo costituito da predatori stazionari di diverse dimensioni.
Le cince producono due segnali di allarme molto differenti in risposta ai predatori. Quando avvistano uccelli rapaci in volo – per esempio falchi o gufi – producono un richiamo leggero con un tono alto. Quando invece scorgono un predatore fermo o appollaiato, usano un segnale più forte e ad ampio spettro per richiamare altre cince, e anche altre specie di uccelli, per attaccare e scacciare il predatore.
L’analisi spettrografia di oltre 5000 grida d’allarme di cince registrate in condizioni semi-naturali ha dimostrato che le caratteristiche acustiche dei richiami variano a seconda della dimensione del predatore. E quando le registrazioni sono state riprodotte con altoparlanti in presenza degli uccelli, il loro comportamento si è dimostrato correlato alla dimensione e al pericolo rappresentato dal potenziale predatore.
Secondo Templeton, le cince possono alterare i propri richiami in molti modi, la maggior parte dei quali non è distinguibile dall’orecchio umano. Il ricercatore intende ora capire se i segnali cambiano a seconda dei differenti rapaci in volo nel cielo. Se così fosse, sarebbe ancora più sorprendente perché significherebbe che le cince riescono a identificare il loro nemico avvistandolo brevemente a distanza.
PELLE D'ORSO COSTA CARA AL PRIMO MINISTRO SLOVACCO
Grazie a controllo chiesto da associazione ambientalista
29 giugno 2005 - Un proverbio insegna che non e' prudente vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato, mentre in questi giorni il primo ministro della Slovacchia, Mikulas Dzurinda, ha appreso che non e' prudente nemmeno riceverla in regalo.
Due anni fa, nell'aprile 2003, il leader slovacco ha accettato un gradito omaggio dell'ex premier della Romania Adrian Nastase: una bella pelle d'orso bruno. Senonche' l'importazione di pellicce di specie protette - tra cui l'orso bruno, animale in via d'estizione - e' vietata nel territorio slovacco.
Gli animalisti del Gruppo per la difesa del lupo selvaggio (Vlz), dopo aver appreso da una fonte ''riservata'' che il premier custodiva il pregiato regalo, hanno chiesto ed ottenuto un'ispezione nella residenza di Dzurinda. Il controllo ha confermato la detenzione illegale di una pelle d'orso.
Il capo dell'esecutivo di Bratislava si e' difeso dicendo di non essere a conoscenza della restrittiva normativa sull'importazione. ''Non ho ricevuto la pelliccia di persona, ma attraverso canali diplomatici'', si e' giustificato Dzurinda, intervistato dal quotidiano Pravda. Gli orsi bruni sono a rischio di estinzione, ma alcuni esemplari continuano a vivere nei Carpazi, regione montuosa tra Romania e Slovacchia.
(Psv/Pe/Adnkronos)
martedì, giugno 28, 2005
Schizofrenia e agenti esterni
Molti pazienti faticano ad attribuire a se stessi la causa di un evento
25.06.2005 Gli individui sani possiedono la capacità di distinguere fra gli eventi che avvengono come risultato delle proprie azioni e quelli causati dalle azioni altrui. Questa capacità sembra essere disturbata in coloro che sperimentano molti tipi di convinzioni errate o di allucinazioni, comprese quelle associate con la schizofrenia. In presenza di queste illusioni, l'informazione sensoriale autoprodotta viene erroneamente percepita come causata da un'influenza esterna.
In uno studio pubblicato sul numero del 21 giugno della rivista "Current Biology", un gruppo di ricercatori guidato da Axel Lindner dell'Hertie Institute for Clinical Brain Research e del California Institute of Technology ha studiato come gli individui sani e i pazienti schizofrenici interpretano il proprio mondo visivo. In particolare, gli scienziati fanno luce sull'associazione fra il disturbo della capacità di attribuire a se stessi le cause di un evento e i sintomi della schizofrenia.
I ricercatori hanno confrontato le capacità dei soggetti di distinguere un moto che avviene nel mondo esterno da quello causato dai movimenti dei propri occhi. In entrambi i casi le immagini passano sulla superficie della retina, ma normalmente il cervello le interpreta in maniera differente a seconda del fatto che la testa e gli occhi restino fermi o meno. Lirdner e colleghi hanno osservato una chiara correlazione fra la forza di alcune allucinazioni sperimentate dai pazienti schizofrenici e la quantità di "movimenti esterni" che questi pazienti percepiscono mentre muovono i propri occhi. Questa correlazione suggerisce che le illusioni della schizofrenia possano dipendere dal malfunzionamento di un meccanismo generale che consente agli individui sani di attribuire correttamente le cause delle esperienze sensoriali.
A. Lindner, P. Thier, T. T. J. Kircher, T. Haarmeier, D. T. Leube, "Disorders of Agency in Schizophrenia Correlate with an Inability to Compensate for the Sensory Consequences of Actions". Current Biology, Vol. 15, 1119–1124 (21 giugno 2005). DOI 10.1016/j.cub.2005.05.049
DOPO 30 ANNI RIPRENDE RICERCA SCIENTICA SU LUPO IN ABRUZZO
Al via una campagna di ricerca e monitoraggio delle popolazioni di grandi carnivori nel Parco
27 giugno 2005 - Dopo 30 anni il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) riprende la ricerca scientifica sul lupo, grazie a una collaborazione con il dipartimento di Biologia animale e dell'uomo dell'Universita' ''La Sapienza'' di Roma. L'intesa consentira' di avviare un'estesa campagna di ricerca e monitoraggio delle popolazioni di grandi carnivori.
Il Pnalm e' stato la culla storica della ricerca scientifica sul lupo in Italia e l'iniziatore, insieme al Wwf Italia, delle prime campagne in favore della conservazione del lupo. Il Parco, grazie alla presenza del lupo e dell'orso, insieme a una notevole varieta' e abbondanza di ungulati (cervo, capriolo, camoscio, cinghiale), offre un contesto ideale per studi ecologici e di conservazione di elevata portata scientifica.
''A differenza di 30 anni fa - sottolineano i dirigenti del Pnalm - le sfide della conservazione oggi sono piu' raffinate e difficili, ma anche le tecniche e gli approcci scientifici sui grandi carnivori sono piu' sofisticate e affidabili''.
Il nuovo progetto sul lupo - che partira' entro questo mese e durera' complessivamente un anno - intende produrre informazioni affidabili sulla presenza, la consistenza numerica e l'organizzazione spaziale del lupo all'interno del Parco.
Tali informazioni contribuiranno a pianificare e realizzare programmi di conservazione della specie, in particolare nella prospettiva di ridurre il conflitto con le attivita' dell'uomo.
''Il dipartimento di Biologia animale e dell'uomo - ha affermato il suo direttore, Luigi Boitani - opera con tecniche e protocolli messi a punto in anni di ricerca e altre esperienze in parchi nazionali, e offre al Parco la garanzia di una specializzazione unica in Europa sull'ecologia del lupo''.
''Il Parco - ha annunciato il direttore del Pnalm, Aldo Di Benedetto - intende valutare la fattibilita' di un piu' approfondito programma di ricerca in sinergia con la ricerca gia' in atto sull'orso''.
Tutte le attivita' saranno realizzate con la partecipazione del personale dell'ente Parco. Saranno organizzati workshop di formazione e uscite sul campo insieme al personale di ricerca, anche attraverso la distribuzione di materiale didattico.
''Insieme alla ricerca in corso sull'Orso bruno marsicano - ha concluso Di Benedetto - il Parco si e' impegnato anche sul lupo, non solo per rilanciare la ricerca scientifica nell'area protetta, come attivita' istituzionale di base, ma soprattutto nella ferma convinzione che i dati scientifici siano uno strumento insostituibile per guidare le scelte di gestione del Parco e informare tutti i delicati processi negoziali di risoluzione dei conflitti con le attivita' antropiche''.
(ANSA)
lunedì, giugno 27, 2005
Una mappa del cervello
24 giugno 2005 - Conoscere la mappa delle connessioni dei neuroni nel cervello è essenziale per comprendere pienamente le funzioni cerebrali, benché sia un lavoro di proporzioni enormi non ancora del tutto completato. Ma grazie a uno studio di Bagrat Amirikian, ricercatore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università del Minnesota, la prospettiva non è irraggiungibile. Si potranno, infatti, ricostruire le ramificazione delle strutture neurali, attraverso metodi sperimentali che partono dalla "pianta" bidimensionale del cervello umano, migliorando le tecniche passate. Le difficoltà però non mancano. Si calcola che il cervello umano contenga da 10 a 100 miliardi di neuroni, e che i principali problemi nella mappatura del cervello vengano dalla struttura ad "albero". Amirikian però vuole riprodurre al computer i circuiti neurali, "simulando" decine di migliaia di connessioni biologicamente realistiche, e tracciando una strada nello studio dei misteri del cervello. Questo nuovo approccio allo studio del cervello è stato pubblicato da PLoS Computational Biology, una nuova rivista scientifica mensile della Public Library of Science (PLoS), che si affianca alle già attive PLoS Biology e PLoS Medicine. "Un primo passo verso l'integrazione tra dati e conoscenza, che può potenzialmente cambiare il modo di fare scienza", lo ha definito Philip E. Bourne, professore del Dipartimento di Farmacologia dell'Università della California e direttore di PLoS Computational Biology.
(a.c.)
domenica, giugno 26, 2005
COMMISSIONE EUROPEA SCONFITTA, RIMANGONO I BANDI AGLI OGM
Roma, 24 giugno 2005 - Il tentativo della Commissione di eliminare gli otto bandi nazionali a mais e colza Ogm, attualmente in vigore, è stato stroncato da una maggioranza qualificata di stati membri. Non è stata raggiunta la maggioranza qualificata, ma solo quella semplice, contro l'importazione del mais MON863, nonostante le forti preoccupazioni scientifiche per la sua sicurezza. Ora la decisione dovrà essere presa dalla Commissione stessa.
"Il voto di oggi è un punto di svolta nel dibattito sugli Ogm. La maggioranza chiara contro tutte le otto proposte della Commissione mostra che è tempo per l'Esecutivo di ascoltare la voce dell'80% degli europei che si oppongono agli Ogm" ha detto Federica Ferrario, campagna Ogm di Greenpeace. Greenpeace chiede alla Commissione di rispettare la maggioranza degli Stati membri ritirando l'autorizzazione al MON863. "Bisogna modificare le attuali procedure autorizzative e le valutazioni di rischio, dal momento che l'Autorità europea per la sicurezza alimentare ha fallito miseramente nel caso del MON863 e di altre colture Ogm".
Calabroni e fiori sconosciuti
Nel dubbio, gli insetti imitano i propri compagni
In uno studio pubblicato sul numero del 21 giugno della rivista "Current Biology", i ricercatori Elli Leadbeater e Lars Chittka della Queen Mary University di Londra descrivono nuovi indizi sul modo in cui i calabroni, importanti insetti impollinatori, selezionano i fiori dai quali raccolgono il nettare. Quando si trovano di fronte a piante non familiari, i calabroni non scelgono i fiori completamente da soli ma imitano le scelte dei propri compagni. In altre parole, se si trovano davanti a fiori di specie a loro sconosciute modificano il proprio comportamento.
I calabroni sono insetti fortemente sociali, ma la ricerca di foraggio è sempre stata ritenuta un'attività individuale basata sull'esperienza personale. Il ruolo di altri calabroni nella scelta dei fiori era stato osservato solo nel contesto della deterrenza, poiché i piccoli marcatori olfattivi che alcuni insetti lasciano dopo aver svuotato un fiore dissuadono gli altri dal visitarlo.
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno offerto ai calabroni la scelta fra diversi mazzi di fiori artificiali in un ambiente controllato in laboratorio. Gli insetti preferivano nutrirsi dai mazzi dove uno di loro era già stato a raccogliere nettare, anziché compiere una propria scelta indipendente. La cosa interessante era che i calabroni copiavano i compagni solo quando non sapevano nulla della specie di fiore che stavano visitando. Quando si trovavano di fronte a una specie già provata in precedenza, si affidavano invece alla propria iniziativa personale.
Non è ancora possibile affermare perché i calabroni visitano i fiori già sperimentati da altri insetti, ma potrebbe darsi che ritengano la presenza di un altro calabrone un'efficiente scorciatoia per il successo. I risultati dello studio forniscono pertanto nuovi e interessanti contributi allo studio del comportamento sorprendentemente complesso degli insetti impollinatori.
E. Leadbeater, L. Chittka, "A new mode of information transfer in foraging bumblebees?". Current Biology, Vol. 15, R447-R448 (21 giugno 2005). DOI 10.1016/j.cub.2005.06.011
sabato, giugno 25, 2005
Un solo neurone basta per riconoscere una persona
Spesso non riconosciamo il vicino di casa ma sappiamo a prima vista identificare Nicole Kidman o Sharon Stone su un cartellone o in una pubblicità. Questo ci succede - stranamente - nonostante incontriamo il nostro vicino più spesso della Kidman. I meccanismi della memoria connessi al riconoscimento di oggetti e persone ancora non sono chiari agli scienziati, ma secondo i risultati di un esperimento condotto in California e pubblicato su Nature, sarebbe un neurone specifico a far scattare l'immediata identificazione nel cervello di personaggi famosi e familiari.
Connessioni familiari. Negli anni '60 Jerome Lettvin aveva ipotizzato l'esistenza di neuroni “specializzati” nel riconoscimento delle persone familiari: chiamava il “neurone nonna” quello che, secondo il neurobiologo, ci permetterebbe di riconoscere nostra nonna a prima vista.
Rodrigo Quian Quiroga del California Institute of Technology di Pasadena e il suo team hanno applicato su otto pazienti affetti da epilessia un dispositivo composto da 100 elettrodi che sono stati impiantati nel cervello, per monitorarne l'attività. In questo modo i ricercatori, per ciascun paziente, sono stati in grado di misurare l'attività elettrica di ogni singolo neurone connesso con gli elettrodi. Ai volontari sono state mostrate per un secondo una serie di istantanee di personaggi famosi, di animali, di oggetti vari e edifici noti, tutte mischiate fra loro.
Piacere sono il “neurone Clinton”. Dai dati registrati durante la visione delle foto (circa 2.000) i ricercatori hanno scoperto come lavorano alcuni neuroni all'interno del lobo temporale mediano, una zona profonda del cervello. In uno dei pazienti, per esempio, si accendeva un neurone ben preciso solo quando gli venivano presentate foto varie dell'ex presidente Bill Clinton. Stessa cosa avveniva con un altro paziente quando vedeva le immagini dell'attrice Jennifer Aniston. Questi singoli neuroni “dedicati”, secondo gli scienziati, potrebbero essere alla base del sofisticato processo di riconoscimento delle persone. I risultati se confermati, potrebbero anche aiutare gli scienziati a capire meglio come funziona la nostra memoria visiva.
Quindi se ogni tanto vi capita di non riconoscere il vostro vicino potrebbe essere perché non gli avete “dedicato” nemmeno un neurone.
www.focus.it
venerdì, giugno 24, 2005
Sensori sismici per contare gli elefanti
Registrano le vibrazioni prodotte dal loro cammino
I sensori sismici sviluppati per seguire i movimenti delle truppe nemiche durante la guerra del Vietnam potrebbero ora aiutare gli ecologi a monitorare e proteggere le popolazioni di elefanti. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista "Journal of Applied Ecology".
Jason Wood e colleghi dell'Università di Stanford hanno registrato le vibrazioni dei passi di elefanti e di altri grandi mammiferi, comprese giraffe, leoni ed esseri umani, usando un geofono sepolto nei pressi di un sentiero che conduce a una sorgente nel Parco Nazionale di Etosha, in Namibia. Grazie alle differenze di dimensioni e frequenza dei passi degli animali, i ricercatori hanno potuto distinguere il passaggio degli elefanti con una precisione dell'82 per cento, e ne hanno stimato il numero.
Si tratta della prima volta che i geofoni vengono usati con successo per individuare e stimare il numero di elefanti. Un altro gruppo di ricercatori americani aveva provato a utilizzare un sistema militare simile per individuare gli elefanti asiatici che nello Sri Lanka danneggiano le coltivazioni, ma il tentativo era stato abbandonato quando gli elefanti avevano cominciato a scavare nel terreno e a distruggere gli strumenti.
Produrre stime accurate delle popolazioni di elefanti è essenziale per la loro conservazione. Finora, gli ecologi avevano dovuto affidarsi al conteggio degli escrementi - una tecnica che richiede tempo e che è suscettibile di errori - o ai censimenti aerei, utili nell'aperta savana ma non nelle foreste.
La Pecora Nera





