La Pecora Nera

Zooetica, Ecologia, Etologia e dintorni...

domenica, ottobre 31, 2004

Gli OGM

Gli OGM (organismi geneticamente modificati) sono una combinazione del patrimonio genetico di un organismo ospite, con un tratto di DNA di un organismo donatore. Gli organismi possono essere sia animali sia vegetali che una loro combinazione. La funzione principale del DNA è di produrre proteine, quindi nelle piante geneticamente modificate vi saranno "nuove" proteine per le quali l’organismo umano non è stato mai in contatto. Gli OGM immessi sul mercato, destinati all’alimentazione, possono provocare un aumento delle risposte allergiche, in special modo nei lattanti, bambini e immunodepressi. Gli studi sugli OGM per il momento non hanno ancora portato ad avere certezze e garanzie sulla loro innocuità; per questo motivo numerosi stati, tra cui l’Italia, hanno bandito l’uso di tali prodotti nei bambini fino a tre anni.

Le sementi, modificate geneticamente, più diffuse sono:

· Mais Starlink, prodotto dall’Aventis, è velenoso per un bruco ed altri insetti. Nel 1998 ne era stata approvata la produzione per il solo uso animale. Nel 2000 ricerche effettuate in USA stabilirono che il mais tradizionale era contaminato per il 25% di Starlink, nel 2001 la contaminazione passò al 75%.

· Mais BT, questo mais grazie al gene di un batterio (Bacillus Thuringiensis) è capace si secernere naturalmente un antiparassitario, che lo rende resistente ad alcuni insetti.

· Soia Roundup Ready, prodotto dalla Monsanto, è resistente ai diserbanti "Roundup" anch’essi prodotti dalla stessa multinazionale. Questi speciali sementi permettono ai coltivatori di usare in maniera indiscriminata i diserbanti prodotti dalla Monsanto, sicuri che essi elimineranno ogni specie vegetale tranne la loro soia.

LEGISLAZIONE ITALIANA SUGLI OGM

Alimenti per bambini

Con il DPR 128 del 26 maggio 1999, è stato sancito il divieto d’utilizzo di prodotti costituiti o contenenti OGM nei prodotti alimentari destinati ai lattanti e bambini fini ai tre anni d’età (ad eccezione dei latti compresi quelli vegetali, soia, per i quali si applica un altro decreto).

Il DPR è stato nel maggio 2000 cosi modificato: "il pdr 128 apporta alcune modifiche in materia di alimenti a base di cereali e di altri alimenti destinati ai bambini e ai lattanti….stabiliscono l’elenco degli antiparassitari il cui impiego, rappresenta un rischio per la salute dei bambini, sarà vietato in assoluto nel trattamento dei prodotti agricoli utilizzati come materia prima per la preparazione dei prodotti, fermo restando il divieto totale di prodotti geneticamente modificati. Fissa come ultimo termine giugno 2000 come ultimo termine per il consumo di prodotti non più conformi….

Latti animali e di soia

Per i latti artificiali compresi quelli di soia, è giunta a revisione la legge 500/94 che prescrive il divieto di utilizzare materie prime transgeniche, in armonia con il DPR 128/99.

Visto il decreto ministeriale n.500, 6 aprile 1994: "vieta che organismi geneticamente modificati siano contenuti negli alimenti per lattanti e negli alimenti di proseguimento. Dispone che gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento non debbano contenere alcune sostanze in quantità tale da poter nuocere alla salute dei lattanti e dei bambini….vieta la commercializzazione dei prodotti non conformi alle disposizioni previste dal regolamento a decorrere dal 1 luglio 2002.


CONSIGLIO DEL FARMACISTA

Per una mamma indaffarata, districarsi tra DPR e vari articoli di legge è assai difficoltoso. La non conoscenza di queste particolari norme è diffusa anche tra i professionisti del farmaco. Alcune  ditte produttrici dei prodotti alimentari per l’infanzia stanno mettono in risalto con chiari simboli la presenza o meno degli OGM.

Che fare?

Consiglio alle mamme di segnarsi su un foglietto di carta questi due codici numerici:

· 500/94

· 128/99

Il primo (500/94), deve essere presente sulle confezioni dei latti anche quelli di soia. Il secondo (128/99), si deve trovare in tutti gli altri prodotti per l’infanzia. La presenza di questi due codici sono l’unica tutela che hanno i consumatori.

 ....controllate…controllate…controllate…controllate…controllate…

Le leggi attualmente in vigore permettono l’utilizzo di ingredienti geneticamente modificati fino all’1% del peso totale. Quindi è possibile far assumere ai lattanti e ai bambini una quantità di OGM pari all’1% del peso dei prodotti acquistati…. questa è la legge! Negli altri paesi della comunità europea le cose vanno anche peggio….accontentiamoci.

http://www.salvelocs.it


postato da NonoCielo 16:34 | commenti | salute e dintorni

sabato, ottobre 30, 2004

L’ibuprofene

L’ibuprofene è contenuto in numerose specialità da banco (Moment 200, Moment rosa, Cibalgina due, Antalgyl, Nurofen, Buscofen, Algofen…) ed etiche (Brufen). Questa sostanza medicinale rientra nella categoria degli antinfiammatori non steroidei, esercitando quindi un’attività antinfiammatoria, analgesica e antipiretica. Gli effetti collaterali più comuni sono: erosione gastrointestinale (inferiore a quella provocata dall’acido acetil-salicilico), problemi renali ed epatici.

Consiglio del farmacista

I farmaci contenenti ibuprofene se usati correttamente e per un breve periodo (massimo tre giorni), non danno grossi effetti collaterali. Il dolore e le infiammazioni sono manifestazioni molto comuni, ricorrere sempre più spesso a farmaci per lenirne i sintomi è cosa sbagliata. La pubblicità martellante che l’industria farmaceutica fa a favore degli antiinfiammatori, non deve esserne di stimolo per l’acquisto. Il corretto parere d’uso può essere dato solo dal medico o dal farmacista. Il Brufen tra i farmaci presi in considerazione è quello che ha un costo di terapia più basso. Una compressa di Brufen 400 deve essere divisa a metà per avere lo stesso dosaggio degli altri prodotti. Il Brufen può essere acquistato solo dietro presentazione di ricetta medica. La Cibalgina due può essere disciolta direttamente in bocca, col duplice vantaggio di ridurre la gastrolesività e di aumentare la velocità di assorbimento.

http://www.salvelocs.it/ibuprofene.htm

Diritti animali: la LAV torna in piazza

Sabato 30 e domenica 31 ottobre, dopo il successo del passato week end, la LAV torna nelle piazze delle principali città italiane (Bolzano, Milano, Savona, Varese, Pavia, Brescia, Pordenone, Verona, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Firenze, Massa, Pisa, Viareggio, Bari, Lecce, Matera, Palermo, Caltanissetta, ecc.) con le Giornate per i diritti degli animali, per sensibilizzare cittadini e istituzioni ad avere maggiore rispetto per la vita degli animali. L’elenco completo delle piazze dove sarà presente la LAV è disponibile sul web www.infolav.org oppure può essere richiesto al numero 06.4461325.

“Perché anche loro valgono” è il titolo della mini-guida pratica che nel corso delle Giornate sarà distribuita dalla LAV in 150.000 copie per fornire ai cittadini indicazioni utili sull’applicazione della nuova legge 189/04 - in vigore da agosto e grazie alla quale gli animali non sono più considerati una “cosa” senza valore - contro il maltrattamento e lo sfruttamento di animali in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate, l’abbandono, il doping, il commercio di pellicce di cani e gatti. E per segnalare abusi su animali e/o ricevere informazioni sulla nuova legge, la LAV ricorda ai cittadini che la giustizia ora ha un numero: 848.588.544 (al solo costo di un’urbana da tutto il territorio nazionale), istituito dall’Associazione e attivo dal 2 novembre, per fare emergere i reati attraverso lo strumento della denuncia o querela e favorire l’applicazione della legge 189/04, che prevede ammende fino a 160.000 euro e la reclusione fino a tre anni.

Già 100.000 le firme raccolte lo scorso fine settimana presso i tavoli LAV della petizione indirizzata al Governo italiano affinché vieti ogni commercio di pelli, pellicce e altri prodotti derivati dalle foche (olio, grasso) e cessi il più grande e crudele massacro di mammiferi marini nel mondo: il Canada ha autorizzato l’uccisione di 975.000 foche nel triennio 2003-2005, la Norvegia ha deciso di aprire la caccia a 2.100 foche ai turisti di tutta Europa. L’Italia contribuisce ad alimentare questo mercato di morte: negli ultimi tre anni ha importato pelli, pellicce grezze e altri derivati di foca per 8,4 milioni di euro ed esportato prodotti di foca per 16,2 milioni di euro, a conferma dell’importante ruolo di Paese trasformatore esercitato in questo settore.

Sabato 30 e domenica 31 ottobre, ai cittadini che desiderano sostenere le campagne della LAV per i diritti di tutti gli animali, in cambio di un contributo minimo di 8 euro, la LAV offre una coppia di candele di cera vegetale con profumazione naturale. Per maggiori informazioni o per conoscere le
piazze dove sabato 30 e domenica 31 ottobre è possibile trovare la LAV, si può telefonare alla sede nazionale dell’associazione (tel. 06.4461325). Chi non può recarsi in piazza ma desidera comunque ricevere i materiali informativi della LAV e le candele, può richiederli telefonicamente al numero 06.4461325.

Consulta la scheda
maltrattamenti e la scheda foche.
www.infolav.org










venerdì, ottobre 29, 2004

MA IL "BIOLOGICO" ALLA FINE COSA E'...?

Intervista con Roberto Lo Molino, veterinario omeopata che lavora in campagna, proprio all'interno di fattorie che producono i prodotti biologici. Ma di cosa si tratta effettivamente? Sonon migliori dei prodotti convenzionali? E gli animali, all'interno delle fattorie come vengono tenuti?

26 ottobre 2004 - Sempre più spesso camminando per strada ci capita di vedere sulle vetrine di alimentari, supermercati, negozi di prodotti specializzati, la scritta "prodotto biologico", oppure "mozzarella biologica", o ancora "carne di fattoria biologica". Sono scritte belle evidenti, ed è indubbio che noi, consumatori attenti, ne veniamo attirati.
Roberto Lo Molino è un veterinario omeopata che controlla e certifica proprio il lavoro delle fattorie biologiche: ne cura gli animali, si assicura della loro alimentazione e usa solo prodotti omeopatici. Ma alla fine il prodotto è davvero migliore?

Roberto, è di gran moda il "biologico", ristoranti, prodotti, alimentari, etc. etc. Come mai?
Io più che di moda parlerei di un esigenza! L’esigenza che attualmente l’Europa si propone è le salvaguardia dell’ambiente e il biologico ben si sposa con questo fine. La coltivazione Bio è rispettosa dell’ambiente per lo scarso utilizzo di prodotti chimici nelle coltivazioni e nell’allevamento degli animali, per il rispetto del terreno e delle rotazioni agricole, per la salvaguardia della biodiversità e il recupero di specie vegetali e di animali domestici in via d’estinzione rispetto a specie geneticamente modificate e per il rispetto delle stagionalità delle produzioni agricole……insomma un agricoltura antica supportata dai moderni mezzi tecnologici che il progresso ci mette a disposizione. Una condizione armonica tra i soggetti fondamentali dell’agrosistema : uomo-piante-animali che convivono sullo stesso terreno.

Tu sei un veterinario che controlla gli animali all'interno delle fattorie biologiche, esattamente qual è il tuo compito?
Io non controllo gli animali degli allevamenti biologici….almeno non nel senso stretto del termine. Per questo compito esistono i controllori regolarmente iscritti ad un albo dei vari Istituti di Certificazione ufficialmente riconosciuti dal MIPAF che svolgono il gravoso compito del controllo del rispetto del Reg. 2092/92 e il 1804/99 che sono le leggi che regolamentano agricoltura e zootecnia biologica. I controllori passano 2 volte l’anno ( media AIAB) a controllare che le aziende agricole certificate rispettino tutto quanto viene sancito dalle 2 leggi succitate e richiamano in maniera ufficiale, in caso di lievi infrazioni, fino ad arrivare all’espulsione nei casi gravi, i titolari delle aziende trovati in disaccordo con quanto previsto del Regolamento. Io sono un certificatore ICEA (Istituto Certificazioni Etica e Ambiente) l’Istituto che certifica per AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) , titolo ottenuto dopo la frequentazione di un corso trimestrale conseguito presso l’Ordine degli Agronomi di Roma, ma non ho mai svolto questo tipo di attività. Il mio compito negli allevamenti biologici è fare il veterinario omeopata! Il Regolamento veterinario 1804/99 di cui abbiamo già accennato, infatti prevede all’Art.5 che in caso di malattia di un animale di un allevamento biologico certificato “bisogna preferire metodi di cura naturali….e tra questi la fitoterapia e l’omeopatia”. Solo in un secondo momento qualora fosse necessario e solo in caso di reale pericolo di vita dell’animale si può passare a terapie allopatiche (sostanze farmacologiche di origine chimica per intenderci). Comunque in questo caso il Regolamento prevede di rispettare il doppio dei tempi di sospensione previsti dalla legge prima di reintrodurre l’animale in produzione e quindi di far consumare derrate di origine animale anche solo lontanamente inquinate da sostanze chimiche farmacologiche necessarie per la terapia dell’animale. Una duplice funzione quindi viene rispettata negli allevamenti biologici: la terapia dolce degli animali e la mancanza di residui di farmaci all’interno dei prodotti di origine animale.Il mio compito di veterinario omeopata quindi è la terapia degli animali ammalati con i metodi naturali per salvaguardare la salute animale e quella umana e poi la consulenza sui metodi di prevenzione delle insorgenze delle tecnopatie e per il rispetto del benessere animale. Come dire meglio trattiamo i nostri animali, più siamo sensibili alle loro esigenze e più è facile gestire la loro salute donandogli un’esistenza degna di essere vissuta. Quindi spazio a volontà, cibo e possibilità di esprimere il loro comportamento e sviluppare le relazioni sociali nella maniera più naturale possibile.

Qual è la differenza tra una fattoria biologica e una convenzionale?
La differenza principale è l’aver aderito ad un metodo volontario di allevamento e di accettare appieno un regolamento comune. Ma la cosa più importante è il metodo di produzione dolce in armonia con l’uomo , gli animali e l’ambiente. Quindi qualora si coltivi i foraggi per gli animali che questi siano OGM free, che la razione sia a basi di alimenti di origine vegetale, che qualora si allevino erbivori che nella razione sia contemplato almeno il 60% di fibra al fine di rispettare la fisiologia dell’animale etc etc. Insomma tra un’industria e una fattoria… preferisco una fattoria, tra una fattoria convenzionale e una biologica… preferisco quella biologica!

Come sono tenuti gli animali in una fattoria biologica e in una convenzionale?
Per intenderci esiste il DL n°146 del 26/03/2001 che regolamenta e raccoglie tutto quanto è stato fatto a livello Europeo per far rispettare il benessere animale e queste norme devono essere rispettate in tutti gli allevamenti sia convenzionali e sia biologici. Ma il regolamento Bio però va oltre! Volete un esempio…la legislazione convenzionale prevede degli spazi molto ampi per gli animali allevati in allevamenti convenzionali per permettergli di avere una vita comportamentale con i propri simili diciamo “normale”. Il Reg. del Biologico invece prevede per un periodo dell’anno il pascolamento… cioè aria e libertà “en plein air”! Un altro esempio è un razionamento con alimenti OGM free, un altro ancora è l’utilizzo di medicine naturali e dolci, un altro ancora è il razionamento con minimo il 60% di fibra, un’altro ancora è l’allattamento naturale fino allo svezzamento con latte materno etc. Il regolamento 1804 prevede un’infinità di articoli ma che hanno come fine ultimo l’armoniosa convivenza tra uomo, terra e animale.

Chi controlla la qualità del prodotto?
l prodotto finale sottostà sempre a tutti i controlli dei vari organi competenti dello Stato ASL, NAS (Nucleo Anti Sofisticazioni)… e per questo il cittadino deve sempre sentirsi tutelato. In più il biolgoco ha di certo due aspetti fondamentali: il totale controllo dell’intera filiera produttiva da parte degli Organismi di Controllo autorizzati dal MIPAF, e la tracciabilità della filiera che è un fiore all’occhiello del mondo del biologico. Il risultato della tracciabilità il consumatore può subito apprezzarlo leggendo attentamente una etichetta di un prodotto Biologico. Da questa è possibile risalire all’azienda produttrice, all’animale e all’Organismo di Controllo che ha certificato il tutto garantendo qualità e origine del prodotto. Un risultato ben al di là di quanto previsto dalla legge per i prodotti convenzionali e che entrerà in vigore solo dal 1 gennaio 2005… (mentre nel bio è un processo attivo ormai dal lontano 1992). Una parola va inoltre spesa sulla filiera dedicata. Questa definizione sta ad indicare che nel processo di trasformazione degli alimenti biologici la produzione del Bio deve essere fisicamente separata dalla produzione convenzionale al fine di evitare possibili inquinamenti. Per fare un esempio le olive biologiche devono essere molate dopo che il frantoio ha pulito e disinfettato tutte le attrezzature che prima avevano pigiato olive convenzionali… una bella accortezza per il consumatore, vero? Ricapitolando quindi chi controlla la produzione Biologica?, I carabinieri dei NAS, i veterinari dello Stato, gli Organismi di Controllo ufficialmente riconosciuti dal MIPAF…..e alla fine i consumatori stessi grazie alla completa tracciabiltià di filiera dell’intero processo produttivo visibile sull’etichetta dei prodotti Biologici.

I prodotti che escono fuori da una fattoria biologica possiamo quindi dire che siano effettivamente migliori di quelli di fattorie convenzionali?
Migliori è una definizione fuorviante! Se per migliori si intende privi di residui chimici… anche impercettibili, allora si! I prodotti biologici sono senz’altro migliori. Pensate che una mela coltivata con metodo convenzionale viene trattata routinariamente per almeno 33 volte con prodotti industriali chimici. Un bel record che allontana parecchio il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno”! Ma se pensiamo alle caratteristiche organolettiche, al sapore di alcuni alimenti allora la battaglia si fa più dura… molti dei vini migliori che vengono premiati ogni anno sono coltivati con metodi convenzionali. Quindi molti marchi DOP (Denominazione di Origine Protetta) o IGT ( Indicazione Geografica Tipica) possono essersi dotati di un disciplinare che consente di produrre alimenti organoletticamente validi e senz’altro con una quota di residui chimici all’interno, sotto la soglia minima indicata per Legge. Ma questi disciplinari non hanno a cuore l’ambiente, e non hanno a cuore il rispetto del benessere animale tanto quanto lo ha a cuore il mondo del Biologico. Come dire non è una scelta di vita! Una cosa è certa il Biologico è un settore in crescita… lo conferma la scelta di alcuni amministratori comunali, di Sindaci illuminati, di inaugurare le mense bio per i bambini… per il futuro della nostra società. E quando le aziende Biologiche passeranno dalla prima fase di recupero della biodiversità e del rispetto del nostro ambiente e dei nostri animali così per molto tempo maltrattati, alla fase successiva di produzioni organoletticamente ricercate allora non ci sarà nessuno che potrà fare concorrenza a una fattoria Biologice per rispetto dell’ambiente e degli animali, qualità delle produzioni e gusto dei sapori.

www.animalieanimali.it




















giovedì, ottobre 28, 2004

Gli effetti negativi del cesareo
Il parto cesareo potrebbe ritardare il normale sviluppo del sistema immunitario

Secondo i ricercatori dell’Università Ludwig Maximilians di Monaco di Baviera, in Germania, i bambini nati dopo un parto cesareo potrebbero essere più a rischio di allergie alimentari e diarrea nei primi dodici mesi di vita. Gli scienziati hanno studiato 865 neonati, tutti nutriti con latte materno fino ai quattro mesi. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista “Archives of Disease in Childhood”, indicano che i bambini nati con parto cesareo hanno una maggior probabilità di soffrire di diarrea durante il loro primo anno di vita, e due volte più probabilità di risultare allergici al latte di mucca e ad altri cibi.
Tutti i bambini dello studio provenivano da famiglie dove erano stati riportati casi di allergie. I neonati sono stati controllati all’età di uno, quattro, otto e dodici mesi. Per individuare i segni di una risposta allergica ai cibi (comprese uova e proteine di soia), dopo i dodici mesi sono stati prelevati campioni di sangue.
Secondo gli scienziati, il parto cesareo altererebbe o ritarderebbe la normale “colonizzazione” dei batteri dell’intestino. Precedenti studi hanno suggerito che questi batteri svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema immunitario.

www.lescienze.it




Falsi ricordi
Spesso la memoria non distingue fra percezioni effettive e immaginazione

I falsi ricordi sono spesso oggetto di controversie fra gli scienziati, e la discussione riguarda anche la credibilità dei racconti dei testimoni durante un processo: secondo alcuni, infatti, si tratterebbe di memorie represse che si riaffacciano in superficie anni dopo un evento traumatico.
Poiché la memoria è imperfetta anche in circostanze ordinarie - la formazione, l’immagazzinamento e il recupero dei ricordi dipendono da molti fattori che possono influenzare questi processi -, è improbabile che una risposta univoca possa mettere a tacere queste controversie. Eppure, un gruppo multidisciplinare di ricercatori della
Northwestern University è riuscito a scoprire nuove prove sull’esistenza dei falsi ricordi e di come si formano.
Lo studio, descritto in un articolo pubblicato sulla rivista “
Psychological Science”, sfrutta le tecniche di risonanza magnetica per individuare come si forma il ricordo di qualcosa che non è mai accaduto. “Abbiamo misurato l’attività cerebrale - spiega lo psicologo Kenneth A. Paller - di persone che osservavano la foto di un oggetto o immaginavano altri oggetti che chiedevamo loro di visualizzare. Più tardi abbiamo chiesto ai partecipanti di discriminare fra quello che avevano visto realmente e quello che si erano immaginati”.
Molte delle figure visive che ai soggetti era stato chiesto di immaginarsi, in seguito sono state ricordate erroneamente come effettivamente osservate. “Riteniamo - afferma Paller - che le parti del cervello usate per percepire realmente un oggetto e per immaginarlo si sovrappongano. Pertanto, un evento vividamente immaginato può lasciare una traccia nel cervello molto simile a quella di un evento realmente sperimentato. Quando i ricordi vengono immagazzinati, che si tratti di oggetti percepiti o immaginati, vengono coinvolte alcune delle stesse aree cerebrali”.

www.lescienze.it





mercoledì, ottobre 27, 2004

Topi di salvataggio
L'attività neurale degli animali viene registrata da una serie di elettrodi

Topi equipaggiati con radio che trasmettono le loro onde cerebrali potrebbero presto aiutare le squadre di salvataggio a localizzare i sopravvissuti a un terremoto rimasti sepolti sotto le macerie dei palazzi crollati.
I topi possiedono un eccellente senso dell'olfatto e sono in grado di intrufolarsi praticamente ovunque. Questa combinazione li rende candidati ideali per la ricerca di eventuali sopravvissuti ai crolli. Ma per far questo, gli animali devono essere addestrati a cercare esseri umani e a segnalare la loro posizione ai soccorritori in superficie.
In un progetto finanziato dalla
DARPA, l'agenzia di ricerca militare degli Stati Uniti, Linda e Ray Hermer-Vazquez dell'Università della Florida di Gainesville hanno escogitato un metodo per raggiungere questo risultato. I ricercatori hanno innanzitutto identificato i segnali neurali generati dai topi quando trovano l'odore che stanno cercando. "Quando un cane fiuta una bomba, - spiega un collaboratore dello studio - compie un movimento caratteristico che l'operatore riconosce. Anziché istruire un topo a sviluppare una risposta condizionata, abbiamo pensato di rivelare la risposta direttamente dal suo cervello".
Gli scienziati hanno impiantato nei topi alcuni elettrodi in tre aree del cervello - la corteccia olfattiva, la corteccia motoria e il centro della ricompensa - e li hanno addestrati a cercare gli esseri umani stimolando il centro della ricompensa quando gli animali ne individuavano l'odore. Grazie agli elettrodi, i ricercatori possono registrare gli schemi di attività neurale dei topi e capire quando raggiungono l'obiettivo. Lo studio è stato descritto in un articolo pubblicato sulla rivista "
New Scientist".

www.lescienze.it





martedì, ottobre 26, 2004

Avvoltoi indiani a rischio di estinzione
Gli ecologi chiedono di vietare l'uso del farmaco diclofenac

Numerosi ecologi hanno chiesto ai governi dell'Asia meridionale di bandire l'uso veterinario del farmaco anti-infiammatorio diclofenac. Senza il divieto di usare il farmaco sulle specie di bestiame che hanno maggiori probabilità di essere divorate dagli avvoltoi - soprattutto mucche e bufali -, tre specie di avvoltoi nel subcontinente indiano rischiano di estinguersi.
Una ricerca britannica pubblicata sulla rivista "
Journal of Applied Ecology" mostra infatti che l'esposizione degli avvoltoi a una porzione sorprendentemente piccola di carcasse di bestiame contaminate dal farmaco - meno dell'1 per cento - è sufficiente a provocare il rapido declino nelle popolazioni di avvoltoi osservato in India, Pakistan e Nepal negli ultimi dieci anni. Lo studio ha rivelato inoltre che la percentuale di avvoltoi morti con sintomi di avvelenamento da diclofenac è vicina a quella che ci si attenderebbe se il farmaco fosse l'unica causa del declino.
"Il nostro studio - spiega Rhys Green dell'
Università di Cambridge e della Royal Society for the Protection of Birds - dimostra che l'avvelenamento da diclofenac è la causa principale, e forse l'unica, del declino di questi avvoltoi, uno dei più rapidi mai registrati per un uccello selvatico. Se vogliamo salvare queste specie, il tempo comincia a scarseggiare: governi, compagnie farmaceutiche, veterinari, proprietari di bestiame e conservazionisti dovrebbero agire insieme per risolvere il problema".

www.lescienze.it




GREENPEACE SU KYOTO: RUSSIA AL TRAGUARDO

Roma, 22 ottobre 2004 - Greenpeace accoglie con profonda soddisfazione il voto di oggi della Duma: con la ratifica della Russia, finalmente il Protocollo di Kyoto diventerà legge. "Ora finalmente si fa sul serio. Diventa legalmente vincolante il primo e unico strumento a livello internazionale per combattere i cambiamenti climatici. A meno di due settimane dalle elezioni negli Stati Uniti, registriamo una bella sconfitta per il Presidente Bush e altri killer del clima come la Esso che non è riuscita nel suo boicottaggio del Protocollo di Kyoto" afferma Roberto Ferrigno, direttore campagne di Greenpeace. Per Greenpeace è necessario ora smettere di affidarsi ai combustibili fossili e indirizzarsi in maniera decisa verso le fonti energetiche rinnovabili, migliorando al contempo l'efficienza energetica.

La Russia sottometterà alle Nazioni Unite la ratifica ed entro 90 giorni il Protocollo di Kyoto diventerà legge. La "firma" avverrà alla COP 10 del Protocollo di Kyoto, che si terrà dal 6 al 17 dicembre a Buenos Aires: "Occorre che vengano approvate al più presto le riduzioni dellle emissioni del 30% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990 e del 75% entro la metà del secolo. Ora che Kyoto è legge, l'unica questione è capire se i politici riusciranno a tradurlo in atti concreti rapidamente visto l’inesorabile avanzare dei cambiamenti climatic" spiega Ferrigno.

>>
Il termometro del Protocollo di Kyoto
>> Il sito dell'Ipcc
>> Il testo del Protocollo di Kyoto

www.greenpeace.it









lunedì, ottobre 25, 2004

A proposito di: iperpotassiemìa

O iperkaliemia: indica l'aumento della concentrazione di potassio nel sangue. Le cause più frequenti sono: (1) ridotta escrezione di potassio, come nell'insufficienza renale acuta oligurica, nell'insufficienza renale cronica in stadio avanzato o in caso di dialisi inefficiente, iposurrenalismo (morbo di Addison, ipoaldosteronismo); (2) eccessivo apporto dietetico; (3) terapia con diuretici risparmiatori di potassio. È possibile riscontrare iperpotassiemia anche negli stati di disidratazione, nelle crisi emolitiche da emopatie o da trasfusione e in caso di shock. Gli effetti clinici principali sono rappresentati dalle alterazioni della conduzione cardiaca e dalle aritmie (è sempre opportuno un monitoraggio elettrocardiografico, specie nelle forme più gravi, ove il rischio di arresto cardiaco è reale), aggravate da iposodiemia, ipocalcemia, acidosi e ipermagnesiemia. L'iperpotassiemia può essere anche la causa di una debolezza muscolare ascendente e, talora, di tremori. La terapia si basa sull’uso di sali di calcio (per diminuire l’effetto del potassio sulle membrane), sull’uso di bicarbonato di sodio o di soluzioni di glucosio contenenti insulina (che favoriscono l’ingresso del potassio nelle cellule), di resine (polystyrene sulfonato) che rimuovono il potassio e della dialisi per l’eliminazione dell’eccesso di potassio. Nelle forme croniche è possibile programmare una restrizione dell’assunzione del potassio (riducendo o eliminando il consumo di tè, caffè, cacao, frutta, verdura) e una diminuzione dell’assorbimento con l’uso di lassativi.

domenica, ottobre 24, 2004

I mirtilli rossi curano l’herpes
Isolato un composto che sopprime le infezioni senza effetti tossici collaterali

In un articolo pubblicato sulla rivista “Chemistry & Industry”, Emma Dorey scrive che i mirtilli rossi alpini presentano un’attività biologica significativa che può contribuire a combattere le infezioni del virus herpes di tipo II (HS V-2), una delle infezioni virali più comuni negli esseri umani.
I ricercatori dell’
Università medica Kaohsiung di Taiwan hanno isolato dall’arbusto sempreverde noto anche come Vaccinium vitis-idaea un composto chiamato proantocianidina A-1. Chun-Ching Lin e colleghi hanno scoperto che il composto sopprime in maniera significativa l’infezione di HS V-2 in vitro senza alcun effetto tossico.
Anche se negli esperimenti il composto non ha ridotto l’infettività del virus, ha però ridotto gli effetti dell’infezione impedendo l'adesione e la penetrazione virale e disturbando le fasi avanzate dell’infezione. La ricerca è stata pubblicata anche sulla rivista “
Journal of Science of Food and Agriculture”.

www.lescienze.it




Sei italiani su dieci disposti a pagare di più prodotti alimentari per garantire benessere agli animali allevati

La maggioranza degli europei - ed in particolare il 61% degli italiani - sembrano pronti a pagare di piu', pur di acquistare una fettina di carne ottenuta in modo tradizionale o frutta e verdura prodotte in modo biologico. In questi casi un aumento dal 5 al 10% del prezzo appare accettabile.
E' uno dei messaggi che emerge dai sondaggi sui ''cittadini europei e l'agricoltura'', realizzati da Eurobarometro tra il 1995 e il 2003 nei 15 paesi della vecchia Europa e pubblicati oggi dalla Commissione europea.
Dal documento emerge senza ombra di dubbio che da anni la scelta dei consumatori comunitari tende a orientarsi verso alimenti piu' sani, piu' nutrienti, piu' saporiti e prodotti secondo metodi piu' rispettosi dell'ambiente.
Se il prodotto di qualita' e' la carta vincente per sensibilizzare i cittadini, i sondaggi dell'Ue rivelano anche la carenza di informazione esistente nel pubblico sulla politica agricola comune (Pac). Un solo esempio: in Italia solo il 17% degli intervistati ha sentito parlare della ''Pac'' contro il 73% dei francesi.

- EUROPEI CHIEDONO SEMPRE PIU' QUALITA' - Il 52% dei cittadini intervistati appaiono pronti a pagare di piu' per carne, verdura e frutta di qualita'. I piu' esigenti sono i danesi: un quarto di loro e' disposto a pagare tra il 16 e il 20% in piu'. Tra i contrari invece, portoghesi, tedeschi e irlandesi ritengono che questi alimenti siano gia' troppo cari.

- UE GARANTE ORIGINE E PRODUZIONE ALIMENTI - La fiducia nella qualita' dei prodotti potrebbe essere assicurata - sostiene quasi il 50% degli intervistati - se l'Ue potesse garantire l'origine e il modo di fabbricazione di un alimento.

- RESPONSABILITA' AGRICOLTORI NELLA SOCIETA' - Offrire alla popolazione ''un'alimentazione sana'' e' la prima responsabilita' degli agricoltori indicata dal 66% dei cittadini europei il 60% per gli italiani). Segue ''la protezione dell'ambiente nella coltivazione della terra (48% Ue, 56% Italia), mentre l'importanza ''di prendere cura delle campagne'' e' sottolineata dal 34% degli europei e dal 30% degli italiani.

- UE ATTIVA SOPRATTUTTO SUL FRONTE AGRICOLO - Gli europei pongono l'agricoltura al primo posto (59% degli intervistati) tra le politiche in cui l'Unione appare piu' attiva, ma poi solo il 39%, in media, riconosce di aver gia' sentito parlare di Politica agricola comune (Pac). Gli italiani sono addirittura fanalino di coda con il 17%.

- EUROPEI SI INFORMANO SU TV E GIORNALI - La televisione e i giornali sono la principale fonte di informazione degli europei sulla Pac, segue la radio, il passa parola e piu' lontano i settimanali. Viene osservato tuttavia che il livello dell'informazione si riduce di molto se si affrontano questioni economiche piu' tecniche come i finanziamenti e le sovvenzioni al settore.

- LA RIFORMA E' BUONA STRADA DA SEGUIRE - Quasi sei cittadini europei su dieci sembrano accettare i cambiamenti apportati alla politica agricola europea con la grande riforma del giugno 2003, dal momento che mira alla qualita' dei prodotti, a proteggere le piccole fattorie, ad assicura il benessere degli animali, ad aiutare gli agricoltori ad adattare la produzione alle attese dei consumatori e a migliorare la vita nelle campagne.

fonte ANSA