sabato, maggio 17, 2008
Esito delle indagini del Corpo Forestale dello Stato
16 maggio 2008 - E' stata vittima dell'attacco di un orso maschio, e non di avvelenamento. E' questo l'esito della indagini svolte dal personale del Corpo forestale dello Stato e dell'Ente Parco sull'orsa trovata senza vita lo scorso venerdi' in un bosco di Lecce dei Marsi (L'Aquila). L'ipotesi di avvelenamento, avanzata in un primo momento da piu' parti, sembra dunque definitivamente accantonata. Le analisi effettuate presso l'Istituto Zooprofilattico di Teramo hanno dato infatti esito negativo per gli esami tossicologici. Quasi certo che l'esemplare di orso marsicano sia stato vittima di quella che, in termini scientifici, viene definita una ''competizione intraspecifica'', ovvero l'attacco di un altro orso, probabilmente di un maschio che l'ha aggredita per questioni legate all'accoppiamento. Prova ne sarebbero le numerose ferite provocate da artigli e denti da orso riscontrate sulla carcassa dell'animale.
Le indagini sulla morte dell'orsa ritrovata a Lecce dei Marsi, coordinate dalla Procura della Repubblica di Avezzano, sono state condotte a tempo di record e hanno visto in prima linea il personale del Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e il Servizio di sorveglianza dell'Ente Parco. Intanto il Comune di Lecce dei Marsi ha reso noto che intende richiedere all'Istituto Zooprofilattico di Teramo la carcassa dell'animale per allestire una struttura museale dedicata agli orsi.
L'orsa morta venerdi', una femmina adulta di sei-sette anni, era stata trovata senza vita nella zona di protezione esterna del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise dagli operai di una cooperativa intenti a svolgere alcuni lavori in una faggeta.
fonte Rre/Ct/Adnkronos
Gibraltar matará a los macacos incontrolados
Los monos han bajado a la ciudad y han mordido a personas y robado comida - Se les sacrificará como "último recurso"
CÁNDIDO ROMAGUERA - Algeciras - 17/05/2008
"Detrás de su decisión existe un programa de exterminio sin ningún control científico en beneficio de los intereses turísticos", asegura Pedro Pozas, director ejecutivo del Proyecto Gran Simio en España. "Sacrificarles es lo último que queremos. Se baraja su traslado a un zoológico", según el Gibraltar Ornitological and National History Sciences (GONHS). Fuentes del Ejecutivo gibraltareño afirman que "lo más difícil es la captura del grupo de incontrolados".
Durante décadas, el ejército británico se encargó del cuidado de los macacos y de controlar su población. Pero el incremento de la sensibilización medioambiental y el brusco declive de la presencia militar británica contribuyeron en 1990 a la superpoblación de macacos, a su vez alimentados por el creciente turismo de Gibraltar. Fue entonces cuando, con cierta periodicidad, el Gobierno se planteó establecer un control de la natalidad. Llegó incluso a administrar píldoras anticonceptivas a algunos ejemplares. Ahora, el ministro de Turismo del Peñón, Ernest Britto, ha anunciado la adopción de una medida similar ante los destrozos causados por algunos de estos animales en instalaciones hoteleras de las zonas en las que intentan adquirir comida extra.
"Hay que parar el daño que están haciendo a propiedades privadas y a personas", dijo. "Los niños están asustados y la gente no puede dejar las ventanas abiertas por miedo a que se cuelen". Todo esto no justifica, según distintos colectivos, el exterminio.
www.elpais.com
CLONAZIONE: CREMONA, NATI DUE MAIALINI MODIFICATI PER TEST TRAPIANTI
Lav: fermiamo le fabbriche degli orrori.
16 maggio 2008 - “Fermiamo gli esperimenti sulle modificazioni transgeniche negli animali, fabbriche di orrori”: con queste parole la LAV commenta la notizia dei due mini-maiali geneticamente modificati per ottenere organi da trapiantare sull’uomo, ottenuti nel laboratorio di Tecnologia della riproduzione del Consorzio per l'incremento zootecnico di Cremona, diretto dal prof. Cesare Galli.
Il ricorso agli animali come fabbriche di organi per l’uomo è da condannare sotto l’aspetto etico e scientifico. Gli xenotrapianti, cioè trapianti di organi tra specie diverse, in questo caso maiale-uomo sono un errore metodologico che comporta notevoli rischi per la salute umana, oltre ad una crudeltà sugli animali. I pericoli principali sono da imputare al rischio di rigetto; da più di 20 anni la ricerca cerca di ovviare a questo problema senza risultati apprezzabili. Inoltre, basterà inserire nel maiale geni umani per far sì che l'organismo ricevente riconosca come "suo" l'organo e che quindi non lo attacchi per difendersi?
Lo stesso prof. Galli ammette di essere solo al primo passo, essendo riuscito ad inserire una sola modificazione genetica, oltretutto, in vista di una futura mitigazione del problema e non superamento. Sono da ricordare, inoltre, i notevoli rischi legati all’incapacità di prevedere l’invecchiamento dell’organo trapiantato e la propagazione di virus dormienti nell’animale all’uomo che dopo mesi o anni possono riprendere la loro attività, infettando non solo il ricevente dell'organo, ma l'intera popolazione. Il virus Ebola, la febbre Dengue e l'AIDS insegnano. I ricercatori in questo campo stanno continuamente trovando retrovirus dei maiali in grado di infettare le cellule umane (Nature 389:681-82, 16 Ottobre 1997) .
La clonazione rimane una pratica con troppe lacune ed inefficiente dove l’animale non può essere preso come bacino di organi, le omissioni sugli insuccessi fanno trapelare la debolezza della metodologia scientifica: il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e comunque il 25% nasce morto o con deformità incompatibili con la vita, infatti, da 100 cellule di partenze mediamente una sola diverrà un animale adulto. La clonazione è un discutibile business che crea false speranze e fonda sulla crudeltà una ricerca inutile e immorale.
www.infolav.org
venerdì, maggio 16, 2008
Presentato il "Living Planex Index", che monitora 1500 specie di tutti gli ambienti. Crollano pesci e uccelli marini. "E con il riscaldamento globale in futuro andrà peggio"
Biodiversità, l'allarme del Wwf
"Calata di un terzo in 30 anni"
La biodiversità nel mondo è calata quasi di un terzo negli ultimi 35 anni, principalmente a causa della progressiva distruzione di ambienti vivibili dalle varie specie animali e del commercio degli stessi.
Lo sostiene il Wordl Wildife Fund, presentando i dati del suo Living Planet Index, l'indice globale della biodiversità istituito dall'associazione, che ne diffonde i dati aggiornati ogni due anni.
L'indice monitora circa 1.500 specie tra uccelli, pesci, mammiferi, rettili e anfibi. Mostra che tra il 1970 e il 2007 le specie terrestri sono calate del 25 per cento, quelle marine del 28 e quelle di acqua dolce del 29. Gli uccelli marini, in particolare, sono calati del 30 per cento dalla metà degli anni Novanta. In dettaglio, l'indice degli animali terrestri mostra una caduta libera tra le specie tropicali, mentre quelle delle aree temperate si sono difese meglio (meno 26 per cento, contro meno 35). Va però ricordato che nella fascia più mite del pianeta il crollo della biodiversità s'era già avuto prima degli anni settanta, quando era stata distrutta la foresta pluviale, che nelle zone subequatoriali sta resistendo più a lungo. Il numero di specie marine è rimasto sostanzialmente stabile fino agli anni 90, per crollare in tempi recenti, trascinando con sé un'analoga ecatombe tra gli uccelli marini. Tutto questo, poi, potrebbero peggiorare nel prossimo trentennio, a causa del riscaldamento globale. "La biodiversità è un po' la cartina al tornasole dello stato di salute del pianeta ed ha un impatto diretto sulla vita di tutti, quindi è allarmante che, nonostante la crescita della coscienza ambientalista, non si sia ancora riusciti ad arrestare questa tendenza", ha detto Colin Butfield, il responsabile della campagna del Wwf. "Tuttavia, vi sono piccoli segnali di speranza, e se i governi sapranno cogliere questa opportunità, potremmo riuscire a invertire la tendenza".
La diffusione dei dati arriva una settimana prima di un meeting, a Bonn, tra le nazioni che hanno aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica: all'ordine del giorno, c'è proprio la ricerca di una strategia duratura per salvare le specie animali e vegetali messe sotto scacco dalle attivtà umane. Alcuni scienziati sostengono che quella in atto è di fatto la sesta grande estinzione di massa sul pianeta, la prima dopo quella dei dinosauri, avvenuta 130 milioni di anni fa.
Un problema che ci riguarda anche più da vicino di quanto possiamo pensare, se è vero che buona parte dell'alimentazione e dei medicinali che usiamo attinge in qualche modo dalla natura. "La riduzione della biodiversità - ha spiegato il direttore generale del Wwf, James Leape - significa, per milioni di persone, il rischio di un futuro nel quale le disponibilità alimentari sono più vulnerabili rispetto a epidemie e malattie, e che anche le provviste d'acqua sono più a rischio. Nessuno può sfuggire all'impatto catastrofico di una minore biodiversità, perché questa comporta minore disponibilità di medicinali, maggior vulnerabilità rispetto ai disastri nucleari e agli effetti del riscaldamento globale".
(16 maggio 2008)
www.repubblica.it
giovedì, maggio 15, 2008
Riconoscimento dei rischi da riscaldamento globale
15 maggio 2008 - Per la prima volta nella storia l'America mette sotto protezione una specie per i rischi di estinzione che corre per il riscaldamento globale. A finire sotto l'ombrello protettivo del governo di Washington sono gli orsi polari: la stessa amministrazione Bush, di solito scettica sull'effetto serra, ha messo in guardia sulla loro scomparsa a causa dello scioglimento dei ghiacci dell'Artico.
L'annuncio sull'inserimento degli orsi polari nella lista delle specie da proteggere e' stato fatto dal ministro dell' Interno americano, Dirk Kempthorne, che aveva ipotizzato il passo 15 mesi fa.
La legge che regola gli interventi federali a tutela di specie a rischio, l'Endangered Species Act, non era mai stata utilizzata fino a oggi per contrastare l'impatto del riscaldamento globale. In passato la legge e' servita per proteggere lupi, aquile reali, bisonti o altre specie a rischio soprattutto per la caccia o la riduzione del loro habitat legata all'urbanizzazione degli Usa.
La proposta di Kempthorne e' stata accompagnata, nei mesi scorsi, dalle preoccupazioni del mondo imprenditoriale che potesse trattarsi di un precedente pericoloso, che apriva la strada a regolamentazioni federali sulle emissioni di anidride carbonica. Ma il provvedimento deciso dal ministero dell'Interno (che negli Usa si occupa soprattutto di tutela ambientale) prevede una serie di garanzie per gli impianti energetici e produttivi, che non verranno presi di mira per ridurre le emissioni in modo da proteggere gli orsi.
''La mia decisione - ha detto Kempthorne - sara' accompagnata da linee guida e regolamenti che definiscono la portata dell'impatto che avra', per proteggere cosi' gli orsi polari limitando le conseguenze non volute sulla societa' o l'economia americane''.
Il riconoscimento dei rischi di estinzione avra' effetti immediati soprattutto sul piano dei finanziamenti per la ricerca e delle iniziative da prendere in Alaska e in Canada per garantire la tutela della specie. Un tribunale a cui si erano rivolte organizzazioni ambientaliste aveva imposto all'amministrazione Bush di decidere entro domani se attuare o meno la protezione federale degli orsi. Gli Usa di recente hanno raggiunto un accordo con il Canada per condurre ulteriori ricerche sull' habitat degli orsi polari e sui rischi che corrono in relazione al riscaldamento globale.
Alla fine, pero', sono stati proprio gli esiti di studi degli scienziati del ministero dell'Interno a giustificare la decisione di designare gli orsi polari tra le specie protette.
Secondo questi studi, la riduzione dei ghiacci nell'Artico potrebbe avere come conseguenza la scomparsa di due terzi degli orsi entro la meta' del secolo.
Kempthorne ha presentato dati che riconoscono un declino rilevante dei ghiacci dell'Artico negli ultimi tre decenni. I modelli computerizzati preparati dagli scienziati americani, ha aggiunto il ministro, ''prevedono che i ghiacci nell'Artico continueranno con ogni probabilita' a sciogliersi negli anni a venire''.
(ANSA)
mercoledì, maggio 14, 2008
Terremoto in Cina: salvi i Panda
14 maggio 2008
Il terremoto in Cina ha risparmiato i 60 panda giganti del Centro di protezione e ricerca di Chengdu, la città epicentro del sisma e gli oltre 80 panda del centro Wolong. Ma cresce la preoccupazione su come far arrivare gli approvvigionamenti di bambù, considerati i danni alle infrastrutture e che il centro di Wolong si trova in una zona normalmente inaccessibile. E ore di apprensione si stanno vivendo per i 1200 panda selvatici che vivono nel loro habitat naturale sulle montagne del Sichuan.
Intanto, i ricercatori dei due centri, sono in contatto con i colleghi americani che partecipano al progetto di ripopolamento dei panda e hanno a disposizione dei biscotti creati proprio per i panda giganti che non sostituiscono la loro dieta ma che sono quantomeno un integratore.
Nota su richiesta della LAV. E invito a impiegare metodi didattici alternativi
14 maggio 2008 - No all’uso di animali nelle scuole elementari, medie e superiori per le lezioni di scienze. Lo ha deciso il Ministero dell’Istruzione inviando a tutti i Direttori degli Uffici Scolastici Regionali e a tutti i Dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali una Nota ufficiale.
L’iniziativa è stata promossa dalla LAV, Lega Anti Vivisezione, che con il Ministero dell’Istruzione ha in vigore dal 1999 un Protocollo d’Intesa volto a sensibilizzare studenti e docenti ad un corretto rapporto con gli animali non umani.
Sulla base del Protocollo, e delle segnalazioni che la LAV ha ricevuto periodicamente da parte di insegnanti, genitori e studenti di scuole primarie e secondarie, relative all’impiego di animali o parti di essi per esercitazioni didattiche, è stata emanata la Nota ministeriale che invita all’uso di supporti didattici moderni ed efficaci, oltre che eticamente sostenibili: “al fine di prevenire episodi penalmente rilevanti che avrebbero ricadute negative anche in termini pedagogici – scrive il Ministero – si pregano gli Uffici Scolastici regionali di curare la massima diffusione della Nota presso le Istituzioni scolastiche sostenendo al contempo iniziative di sensibilizzazione al rispetto nei confronti della natura e del mondo animale”.
“Siamo soddisfatti che il Ministero abbia accolto positivamente le nostre istanze, facendole proprie. – dichiara Roberta Bartocci del Settore Vivisezione della LAV – L’applicazione della Nota consentirà di risparmiare la vita di centinaia di animali, selvatici e da allevamento”.
L’impiego di animali nelle esercitazioni didattiche, infatti, può prevedere la loro cattura in natura (in particolare nel caso di invertebrati quali lumache e lombrichi, o piccoli vertebrati come gechi e rane); l’acquisto di animali morti o di parti di essi presso mercati o macellerie (pesci, conigli, parti di altri animali), o ancora, in rari casi, l’uccisione apposita nella stessa scuola.
“La LAV opera da sempre per prevenire questo tipo di interventi, sulla base della loro valenza diseducativa, oltre che in certi casi vere e proprie illegalità - prosegue Roberta Bartocci – anche denunciando alle autorità competenti gli episodi penalmente rilevanti, come a Castano Primo (Varese), la cui inchiesta a seguito della denuncia della LAV per l’uccisione di un coniglio nella scuola primaria, nell’ambito di un progetto didattico-ambientale, è tuttora in corso”.
Dopo l’esame della Procura si preannuncia un rinvio a giudizio per il veterinario autore dell’uccisione, per le insegnanti e il dirigente scolastico della scuola primaria di Castano Primo (VA) per concorso nell’uccisione del coniglio. Ma altri casi, più o meno gravi, fortunatamente anche non consumati grazie all’intervento preventivo della LAV, sono stati registrati in tutto il territorio nazionale sia in scuole secondarie che primarie.
“Questo tipo di esercitazioni ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è un fondamentale momento di formazione e di crescita. – conclude Ilaria Marucelli, del settore Educazione della LAV – Acquistare un animale morto per sezionarlo a scopo didattico, o mostrare in classe animali prelevati dalla natura, infatti, è l’atto meno empatico che si possa immaginare in un contesto scolastico, che sicuramente non promuove lo sviluppo di un rapporto positivo del bambino con gli altri esseri viventi, umani e non-umani, e con la natura in genere”.
L’uso di animali per esercitazioni didattiche oltre ad essere obsoleto è in certi casi addirittura pericoloso per l’educazione dei ragazzi. Esso può infatti proporre un modello di comportamento che prevede la liceità della violenza, come spiegato dagli esperti che studiano la correlazione tra trattamento di animali di bambini e adolescenti e fenomeni come il bullismo. Capita spesso, inoltre, che i più giovani provino un profondo turbamento nel vedere un animale dissezionato.
Il Settore Educazione della LAV collabora da anni con gli insegnanti interessati a inserire nei propri programmi il rispetto verso gli animali, offrendo loro strumenti per facilitare questo compito e proponendo interventi diretti nelle classi.
Uso di animali nella didattica
Perché vietare le esercitazioni didattiche su animali nelle scuole – background giuridico
• la tutela giuridica degli animali è oggi disciplinata dalla legge 189 del 2004 che sanziona le uccisioni non necessitate all’art 544 bis c.p. per cui l’animale è oggi un bene penalmente rilevante da tutelare;
• nella Direttiva europea 86/609 e nel Decreto Legislativo di recepimento 116/92 viene sancito il principio secondo il quale l’impiego di animali va evitato quando esistono metodi alternativi; di cui , in ambito didattico, se ne ha una ampia varietà.
• la apposita uccisione di animali per fini didattici al di fuori di quanto espressamente previsto dal succitato Decreto Legislativo 116/92 costituisce infatti reato di uccisione senza necessità di animali ai sensi dell'articolo 544 bis del codice penale.
• la legge 413/93 sancisce il diritto all'obiezione di coscienza a qualsiasi attività connessa alla sperimentazione animale, riconoscendo agli studenti obiettori il diritto ad usufruire di un supporto didattico alternativo;
• L’eventuale prelievo di animali selvatici in natura deve sottostare alle indicazioni previste nella Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat).
• la carcassa degli animali impiegati o parti di essa devono essere smaltiti come rifiuti speciali non pericolosi ai sensi del Decreto Ronchi e successive modificazioni.
(fonte LAV 2008)
COMMISSIONE EUROPEA CREA SPECIFICA UNITA' PER BENESSERE ANIMALE
Autonoma e diretta da un italiano.
La nuova unità, diretta dall’italiano Andrea Gavinelli, è al momento composta da uno staff di 11 persone e lavorerà in stretta collaborazione con le altre unità che sii occupano di salute animale, alimentazione e questioni internazionali nella sezione D della DG SANCO per la salute ed il benessere animale.
Prima della istituzione dell’unità, annunciata poche settimane fa, il benessere animale faceva parte delle materie di competenza di una unità più ampia che si occupava anche di nutrizione animale.
martedì, maggio 13, 2008
Annuncio del Comune
13 maggio 2008 - Il blocco alla vendita di grano in Piazza San Marco a Venezia sta riducendo il numero di piccioni.
Lo ha reso noto oggi l'assessore all'ambiente del Comune lagunare, Pierantonio Belcaro, annunciando che sara' invece un falco a tenere lontani i volatili da piazza Ferretto a Mestre.
''La revoca delle autorizzazioni dei banchetti per la vendita di grano e la cattura degli animali ammalati - ha spiegato Belcaro - si stanno rivelando validi strumenti per la riduzione dei colombi. Gia' in Piazza San Marco la pressione dei volatili e' calata, anche se per la soluzione del problema dovranno trascorrere almeno due o tre anni''.
La decisione di ricorrere a falchi per ridurre i colombi a Mestre - ha riferito Belcaro - e' stata presa oggi dalla nuova squadra operativa creata dal Comune per avviare una campagna contro colombi, topi e zanzare. Falchi addestrati per la cattura di volatili sono gia' utilizzati in varie citta' e aeroporti, anche nel Nordest.
(ANSA)
Protezione civile cede in parte a richieste: gli porta cibo.
12 maggio 2008 - Chaiten, la cittadina cilena di 4.500 abitanti alle pendici dell'omonimo vulcano in eruzione, non è ancora deserta nonostante l'evacuazione d'urgenza di tutti i residenti: restano 450 cani e 350 gatti, per la cui salvezza si sta battendo un'associazione animalista.
La portavoce della 'Coalizione per il controllo etico della fauna urbana' ha annunciato oggi un primo successo: la Protezione civile cilena ha accettato di tornare a Chaiten, per portare cibo agli 800 animali. Ma la battaglia prosegue, nel tentativo di strappare il permesso per andare direttamente nel villaggio e recuperare i cani e i gatti.
(Ap)
lunedì, maggio 12, 2008
I raggi Uv sono importanti, per i ragni. No, non sono anche loro maniaci della tintarella tutto l'anno: per i ragni saltatori, un particolare tipo di radiazione nell'ultravioletto è indispensabile per trovare una compagna. (Andrea Porta, 12 maggio 2008)
Uno studio condotto da Daiqin Li (università di Singapore) ha dimostrato che i maschi di Phintella vittata, comunemente chiamato ragno saltatore, usano gli speciali "specchietti" che hanno sotto l'addome per riflettere i raggi Uvb della radiazione solare durante le danze di corteggiamento, rendendosi così più appariscenti. Infilati in contenitori trasparenti dotati di filtri per la luce e lasciati liberi di farsi notare dalle femmine (messe in gabbie contigue), alcuni esemplari maschi sono stati monitorati dagli sperimentatori, che azionavano i filtri per bloccare o lasciare entrare nei contenitori i raggi Uvb. Risultato: le femmine mostravano maggiori attenzione per i maschi quando i raggi ultravioletti entrando nei contenitori rendevano più "luminosa" la danza dei pretendenti. Secondo Daiqin Li anche altri animali hanno simili strutture riflettenti e potrebbero perciò essere in grado di vedere gli Uvb: anche per loro, forse, il corteggiamento è fatto di riflessi galeotti. www.focus.it
Pericolo coleotteri per le foreste canadesi
10 maggio 2008 - Il Dendroctonus ponderosae (o scarabeo delle pinete montane) è un coleottero presente dal Nord America fino al Messico. Recentemente, a seguito di inverni miti, la sua popolazione ha raggiunto un numero tale da determinare dei danni al sistema forestale di molte zone del Canada, con una perdita di vegetazione stimata tra i 74.000 ed i 94.000 kmq di foresta.
Oltre ad un danno meccanico (le larve scavano all’interno dell’ospite dei canali lunghi fino a 90cm), la pianta viene infettata da un fungo in grado di ridurre la naturale produzione di resina usata come risposta all’infestazione. In sole due settimane l’albero si trova in condizioni critiche per il mancato apporto di linfa.
Le vecchie piante sono più facilmente attaccate rispetto alle giovani e muoiono prima; l’aumento di giovani pini è visto quindi un rimedio naturale per poter ridurre le infestazioni. Si spera cioè che il Dendroctonus ponderosae riporti la sua popolazione a livelli ecologicamente accettabili grazie ad un minor numero di esemplari vecchi.
Oltre ai danni per l’industria del legno, Werner Kurz del Natural Resources Canada e colleghi, hanno stimato l’impatto ambientale in emissioni di CO2 che tale epidemia causerà. È stato quindi calcolato che tra il 2000 ed il 2020 circa 270 milioni di tonnellate di carbonio saranno rilasciate nell’ambiente (la maggior parte sotto forma di anidride carbonica).
Il problema delle parassitosi è ambiguo: sono gli insetti ad essere la causa oppure sono la conseguenza di uno stato di sofferenza? Molto spesso si sente dire che una pianta sana non si ammala fintanto che non intervengono fattori di stress che facilitano l’insorgere delle malattie stesse; ed in effetti come ragionamento non è sbagliato anche se, forse, parziale.
In quest’ottica è quindi possibile che il riscaldamento globale, che notoriamente provoca una migrazione delle specie sempre più a nord, stia cominciando a far sentire i suoi effetti e di conseguenza ci sarebbe ben poco da fare per le foreste canadesi. Voi che teoria abbracciate? Quella della causa o quella della conseguenza?
Via | Mountain pine beetle home page - Natural Resources Canada
Foto | D&J Huber
La Pecora Nera





